Uno strumento che sempre dà, la stessa nota… ratatata

Foto

Foto “…and let me play – 138/365” by morberg – flickr

Oltre 20 anni fa ero un giovane jazzista di belle speranze e all’epoca, pur essendo sempre stato un amatore, mi sono tolto delle discrete soddisfazioni: ho suonato con i migliori jazzisti di Firenze, tra cui un giovanissimo ma già talentuoso Stefano Bollani. Con un gruppo in cui suonavo agli inizi degli anni ’90 siamo stati a Videomusic, abbiamo aperto 7 concerti del tour “Oltre” di Claudio Baglioni del quale ricordo  pure  una session fatta dietro le quinte con Tony Levin (bassista dei King Crimson, Yes, Peter Gabriel, John Lennon, Pink Floyd etc, etc…) e Gavin Harrison (batterista dei Porcupine tree, dei King Crimson e di molti artisti inglesi degli anni ’80). Nonostante lavorassi già come informatico, all’epoca mi esercitavo più o meno un’ora tutti i giorni e penso di essere stato il tormento dei miei vicini di casa: sentire qualche classico del  jazz ogni tanto poteva essere anche piacevole, ma ascoltare me che studiavo quotidianamente la tecnica, con tutte le scale blues, per i miei vicini doveva essere una tortura cinese. Quando è nata mia figlia ho smesso, perchè non ce la facevo a lavorare, gestire la famiglia, studiare musica e suonare nei locali (e quando suoni con dei professionisti questi non intendono scuse…)

Da alcuni mesi ho un nuovo inquilino al piano di sotto e anche lui ha deciso di romperci i timpani con i suoi assoli. Quasi tutti i giorni si dedica al suo hobby e ci allieta col suo strumento preferito: alcune volte anche dopocena, una volta addirittura alle 23.15, tanto che ci siamo messi a battere con la scopa sul pavimento per farlo smettere.

Amo tutta la musica: dalla classica al jazz, dal rock al soul, dagli oldies alla contemporanea; gli amici di mia figlia mi hanno fatto apprezzare perfino qualche brano di rock duro. La musica dell’inquilino del piano di sotto invece non la sopporto proprio perchè, come cantava Gianni Morandi, lui usa “uno strumento che sempre dà, la stessa nota ratatata…” Se io all’epoca suonavo Miles Davis, Charlie Parker e Sonny Rollins lui credo che abbia gli spartiti di un unico artista: il famoso compositore statunitense Black & Decker e i suoi notissimi concerti per trapano solista, …strumento di cui il mio vicino è un virtuoso, quasi un novello Niccolò Paganini specializzato in punte e mandrini!

Giuro che se continua a trapanare un giorno si e uno no (lo fa più o meno a tutte le ore, festivi compresi),  io salgo in soffitta e tiro giù tutta l’artiglieria musicale. Ho un sax tenore, un sax contralto, un clarinetto in si bemolle, tre chitarre (elettrica, acustica e classica) e pure una piccola tastiera, che usavo per le basi ma che non so suonare. Non mi manca niente: ho almeno tre scatoloni di spartiti (tra cui diversi Jazz Real Books) ma soprattutto ho vent’anni di astinenza dal Sax che potrei voler recuperare tutti insieme…

E poi vediamo un po’ chi fa più confusione…

Annunci

7 thoughts on “Uno strumento che sempre dà, la stessa nota… ratatata

  1. Secondo me lui apprezzerebbe e smetterebbe di “blekkedekkerare”, ma… hai provato a dirglielo? Spesso noi diamo per scontato che tutti siano educati ed attenti, magari lui è convinto di non dare fastidio a nessuno ma di dileziare il condominio con le sue melodie 🙂

    Mi piace

      • Dal momento che come musicista so di aver dato noia ai miei vicini per anni, mi ritengo piuttosto tollerante. L’unica cosa a cui ambirei è che il “trapanamento” cessasse almeno dopocena e magari anche la Domenica. Se poi il vicino capisse che due o tre ore al giorno sono più che sufficienti sarei contentissimo. Oppure potrebbe ogni tanto fare qualche variazione, cambiando strumento: che ne so una smerigliatrice, una sega elettrica, un martello pneumatico…
        Per dirglielo glielo direi anche ma, a parte i canonici “buongiorno” e “buonasera”, non abbiamo molta confidenza. Quando l’ho conosciuto il primo dialogo è andato così…
        Giorno lavorativo, ore 13.30 mi suona il campanello…
        – Buongiorno, sono il nuovo vicino, dovrei passare da casa sua per andare sul tetto a montare la parabola di Sky –
        – Va benissimo, quando vuole venire? –
        – Subito, ho il tecnico giù in casa. –
        – Guardi che mi ha beccato per caso: sto mangiando, sono in pausa pranzo e tra mezz’ora devo rientrare al lavoro. Se mi avvisava prima glielo avrei detto –
        – Porcx puttxxx, maremmxxx maixxx, non è possibile io devo porcxxx puttxxxx –
        – Tenga… le faccio un appunto: questi sono i pomeriggi in cui siamo a casa e nei quali potete andare sul tetto tutte le volte che volete. Tornate in questi giorni –
        – Grazie… Porcx puttxxx, maremmxxx maixxx, arrivederci. maremmxxx maixxx-
        Credo che quella sera in tv ci fosse non so quale partita di calcio molto importante, la parabola però la mise tre giorni dopo…

        Mi piace

    • E’ stata in parte anche una questione di culo… Mi sono trovato nel posto giusto al momento giusto…. All’epoca frequentavo una scuola di musica che in quegli anni era diventata il punto di raccolta dei musicisti jazz di Firenze… Negli anni successivi poi si sono un po’ dispersi tutti…. Però devo anche dire che ho studiato e suonacchiato più o meno da quando avevo 8 anni ai 25… prima scuole di musica, poi la banda di paese e così via…

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...