Bicicletta: che faccio? L’etichetto? Oppure no?

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Foto “Bicicletta nella neve / Bicycle on the snow” by unpodimondo – flickr

Dalle mie parti sta partendo in vari comuni l’iniziativa di etichettare le biciclette, come antidoto contro i furti. Empoli è già partita qualche mese fa (qui la notizia), Prato lo scorso anno (qui),  Firenze sta partendo in questi giorni (qui) ed esperienze analoghe sono già  diffuse da diversi anni  del pisano.

Per evitare i furti, ogni telaio di bicicletta viene punzonato con un codice alfanumerico indelebile e inamovibile a cui è associato, in un database in possesso dei Comuni, il nome del proprietario. Tale operazione dovrebbe scoraggiare i furti di biciclette che stanno aumentando vertiginosamente, anche da parte di ladri professionisti, come testimoniato da questo articolo di Repubblica. L’etichettatura fino ad ora è stata proposta su base volontaria, a costi nulli o bassissimi: di solito la prima bici per famiglia viene etichettata gratis, mentre le successive vengono etichettate a costi di qualche euro (dai 2€ ai 5€).

Vediamo i vantaggi di questa operazione.

  • Le bici etichettate dovrebbero essere meno appetibili per i ladri (anche se più dell’etichetta valgono una bella catena e un lucchettone).
  • Quando una bici rubata viene ritrovata si può risalire subito al proprietario a cui può essere riconsegnata velocemente. I depositi di bici dei comuni sono pieni di biciclette ed è difficile per i proprietari dimostrare che quella bici lì è proprio la loro… A volte si può provare con una foto ma non è detto che il Comune l’accetti. Se invece la bici non è stata rubata ma è stata rimossa dai vigili perchè parcheggiata in divieto di sosta a volte è più conveniente abbandonarla al Comune e comprare una bici nuova piuttosto che pagare tasse e multe, soprattutto se la bici rimossa dai vigili è vecchiotta.
  • Queste iniziative portano qualche euro nelle casse sempre asfittiche dei Comuni e creano nuovi posti di lavoro: ad esempio ad Empoli l’operazione di etichettatura è fatta da una Onlus in cui lavorano dei disabili.

Fin qui i vantaggi… vediamo un po’ gli svantaggi, pensando anche a quello che potrebbe accadere in futuro…

Iniziamo a dire che con questa crisi le biciclette sono tornate di moda. Come attestato da questo articolo de “Il fatto quotidiano” negli  ultimi anni la vendita di biciclette ha superato quella delle automobili. Ammettiamo poi  che  le biciclette, rispetto alle auto, sono piuttosto anarchiche: non pagano bollo, ne’ assicurazione e inoltre, pedalare fa bene all’ambiente e alla salute (con risparmio di ticket sanitari e tasse sui carburanti). La bicicletta consente al ciclista “sgamato” di prendersi anche qualche libertà: se ti trovi in una città senza piste ciclabili o con le piste trasformate in parcheggi abusivi sei per forza costretto ad aggirare il traffico automobilistico con manovre non proprio legali, come prendere qualche strada contromano (all’estero in alcuni paesi per le bici è un’operazione legale). Oppure se, come nel centro di Firenze, le rastelliere sono insufficienti e perennemente occupate a volte sei costretto a incatenare la bici dove non vorresti, ad esempio a un cartello stradale o a un palo della luce, etc…

Ora, vista la situazione attuale,  pensate un po’ alle  conseguenze che potrebbe avere la punzonatura delle biciclette. Se questa operazione diventasse obbligatoria sarebbe una bella targa messa sulla bici che individua univocamente il proprietario. Da lì a metterci una tassa tipo bollo il passo sarebbe facile e breve. Obbligare (logicamente per il loro bene) i ciclisti a fare un’assicurazione esosa tipo RC Auto, altrettanto. E poi i vigili avrebbero vita facile nel rimuovere le bici in diveto di sosta e ad  appiopparci delle belle multe che spesso supererebbero il valore delle biciclette stesse e che il proprietario verrebbe poi obbligato a pagare, magari dall’Equitalia di turno…

E comunque pensate davvero che le forze dell’ordine abbiano i mezzi e le forze per dedicarsi alle bici rubate? E pensate anche che i ladri non possano in qualche modo fare una bella abrasione sulla punzonatura?

Sulle tasse a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca… Alla punzonatura io preferisco una bici vecchia e maggiore  libertà….

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5 thoughts on “Bicicletta: che faccio? L’etichetto? Oppure no?

  1. Pingback: Firmate la petizione contro la targa e il bollo per le biciclette! | Un po' di mondo

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