Buon Natale!

Foto

Foto “presepe ai Cappuccini” by elisabetta2005 – flickr

Con questo post vorrei augurare un Sereno Natale a tutti i miei lettori e alle loro famiglie: quelli assidui e anche quelli che, per puro caso, si imbatteranno per la prima volta in questo blog.

Per una riflessione sul senso del Natale vi lascio con la trascrizione dell’omelia fatta nella messa di Mezzanotte del Natale 2012 dal futuro papa Jorge Bergoglio.

Qui c’è il testo in spagnolo, più in basso mi sono avventurato nella traduzione in italiano (scusate per qualche eventuale errore…ho cercato di fare del mio meglio).

Desgrabación de la homilía de cardenal Jorge Mario Bergoglio SJ, arzobispo de Buenos Aires, en la misa de Nochebuena (24 de diciembre de 2012)

En el anuncio del ángel le da a los pastores la contraseña para encontrar a este chico: “esto le servirá de señal, encontrarán a un niño, recién nacido, envuelto en pañales y recostado en un pesebre.” La sencillez, lo simple, lo evidente por sí mismo, ésa es la señal, y todo el relato de este pasaje del Evangelio tiene este ritmo de serenidad, de sencillez, de pacificación, este ritmo de mansedumbre; qué cosa con más mansedumbre que un chico recién nacido y recostado allí, en esa cuna, estaba muy cómodo, con buen pastito, era un buen colchón, ahí estaba, con serenidad y mansedumbre y llamando a esa actitud.

Es lo que vale y todos aquellos que son convocados, son convocados a esto: a participar de la paz que se entona en el cántico evangélico, a participar de la unidad y a participar de la mansedumbre, porque este chico después cuando se hizo hombre y predicaba le dirá a la gente: “Aprendan de mí que soy manso y humilde de corazón”. Un mensaje que después de veinte siglos sigue teniendo vigencia ante la petulancia, la prepotencia, la suficiencia, la agresión, el insulto, la crispación, la guerra, la desinformación que desorienta, la difamación y la calumnia. La mansedumbre y la unidad… es todo una coherencia que nace desde aquí, desde este primer signo. “Esto les servirá de señal”, esa es la contraseña que se nos viene a enseñar.

Otra cosa que llama la atención es que los que son convocados son aquellos que están en cierta marginalidad de la existencia. Los pastores que eran una barra difícil de aquella época, casi se podría decir una mafia, y todo el mundo les tenía miedo, no dejaban las cosas a mano de ellos porque tenían mala fama; no son los pastorcitos de película con la ovejita, estos se las traían, y ellos son invitados a la mansedumbre, son invitados a la unidad.

También unos intelectuales de Oriente, honestos y coherentes, son invitados y caminan desde lejos, desde muy lejos hasta llegar. Este niño, un poco más adelante, cuando predique, va a decir: “Vengan a mí todos los que están agobiados y afligidos, Yo los voy a aliviar”.

Desde el principio de su predicación va a invitar a aquellos que se sienten marginados. Pero la gran trampa que nos hará la propia suficiencia será llevarnos a creer que somos algo por nosotros mismos, la trampa de no sentir la propia marginalidad. Si no nos sentimos marginados desde nosotros mismos no somos invitados.

Este chico, después cuando sea grande, va a contar un cuento que dice que aquellos que se la creyeron y se dieron el lujo de rechazar la invitación a las bodas fueron después ignorados y la fiesta fue colmada por hombres y mujeres buscados y encontrados en los cruces de los caminos.

Éste es el signo, ésta es la contraseña, ésta es la señal: un chico recién nacido acostado en un pesebre que convoca a todo aquel que está marginado. Y nadie puede decir que no está marginado. Abrí tu corazón, mirá adentro y preguntate: ¿en qué estoy marginado yo, en qué me automarginé del amor, de la concordia, de la colaboración mutua, de la solidaridad, de sentirme un ser social?

Él nos convoca a la mansedumbre, a la paz, a la solidaridad, a la armonía; por eso a esta noche se la llama la noche de la armonía, la noche de la paz, la noche del amor.

Junto al pesebre, hacé dos cosas: primero, sentite invitado a la belleza de la humildad, de la mansedumbre, de la sencillez; segundo, buscá en tu corazón en qué punto estás en out side, en qué estás marginado y dejá que Jesús te convoque desde esa carencia tuya, desde ese límite tuyo, desde ese egoísmo tuyo. Dejate acariciar por Dios, y vas a entender más lo que es la sencillez, la mansedumbre y la unidad.

Card. Jorge M. Bergoglio SJ, arzobispo de Buenos Aires

 Traduzione:

Trascrizione dell’omelia del cardinale Jorge Mario Bergoglio sj, Arcivescovo di Buenos Aires, Messa della vigilia di Natale (24 dicembre 2012)

L’annuncio che l’angelo dà ai pastori è il contrassegno per trovare questo bambino : “Questo sarà un segno, troverete un bambino, appena nato, avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia”. La sincerità, la semplicità, l’evidenza per se stessa, questo è il segnale che tutta la narrazione di questo brano evangelico tiene questo ritmo di serenità, di semplicità, di pacificazione: questo tasso di mitezza. Cosa c’è di più mite e dolce di un neonato, sdraiato in quella culla, che stava comodo, con della buona erba che gli faceva da buon materasso ed era lì, con serenità e dolcezza e chiamando tutti a questo atteggiamento.

A questo atteggiamento sono inviati tutti coloro che sono chiamati: per partecipare alla pace che viene cantata nel brano evangelico, a partecipare all’unità e alla mitezza, perché questo bambino dopo, quando sarà diventato uomo, dirà la gente: “Imparate da me che sono mite e umile di cuore”. Un messaggio che, dopo venti secoli è ancora rilevante per la petulanza, l’arroganza, la sufficienza, l’aggressività, gli insulti, la tensione, la guerra, la disinformazione disorientante, la calunnia e la diffamazione. La mitezza e l’unità … la coerenza è tutto ciò che viene da qui, da questo primo segno. ” Questo sarà un segno ” che è il contrassegno che ci è venuto a insegnare .

Un’altra cosa che spicca è che coloro che sono chiamati sono coloro che stanno ai margini dell’esistenza. Pastori che erano una combriccola del tempo, si potrebbe quasi dire una mafia, e tutti avevano paura, non avrebbero lasciato niente in mano ai pastori perché erano considerati infami: non i pastorelli dei film con le pecore, ma traditori, che sono invitati alla mitezza e all’unità.

Anche alcuni intellettuali dell’Est, onesti e coerenti, sono stati invitati e han camminato a piedi da molto lontano per arrivare. Questo bambino, un po ‘più tardi, quando predicherà , dirà : “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.”

Fin dall’inizio della sua predicazione inviterà coloro che si sentono emarginati. Ma la grande trappola è la nostra autosufficienza che ci porta a credere che siamo tutto per noi stessi, la trappola di non riconoscere la nostra marginalità. Se non ci sentiamo emarginati non siamo invitati.

Questo bambino, poi quando sarà grande, racconterà una storia che dice che coloro che si sono presi il lusso di rifiutare l’invito al matrimonio, sono stati poi ignorati e il loro posto alla festa è stato riempito da uomini e donne cercati e trovati agli incroci delle strade.

Questo è il segno, questa è la parola d’ordine: un neonato che giace in una mangiatoia che chiama chi è emarginato. E nessuno può dire che non è emarginato. Aprite il vostro cuore e chiedetevi: in cosa mi sto emarginando? Mi sto autoemarginando dall’amore, dall’armonia, dalla cooperazione reciproca, dalla solidarietà, dal sentirmi un essere sociale ?

Egli ci chiama alla mitezza, alla pace, alla solidarietà, all’armonia, così che stasera è chiamata la notte dell’armonia, della pace, la notte d’amore .

Accanto al presepe, fai due cose. Primo, sentiti invitato alla bellezza dell’umiltà, della mitezza, della semplicità. Secondo: cerca nel tuo cuore il pezzo che è outside, il pezzo che è emarginato e lascia che Gesù ti chiami da queste tue carenze, limiti da cui origina l’egoismo. Lasciatevi accarezzare da Dio, e capirete di più ciò che sono la semplicità, l’umiltà e unità.

Jorge M. Bergoglio SJ, Arcivescovo di Buenos Aires 24 Dicembre 2012

Annunci

11 thoughts on “Buon Natale!

  1. Mi scuso con tutte (Giusy, Silvia, Fausta, Patrizia e Libera) per rispondervi soltanto adesso ma in questo periodo mi sono preso una vacanza dal blog e pure un bel mal di gola con tosse e sintomi influenzali che mi hanno tenuto lontano dal pc.
    Grazie a tutte dei vostri auguri che contraccambio calorosamente per voi e tutti i vostri familiari. Vi auguro un 2014 sereno e che sappia esaudire tutti i vostri desideri! Grazie a tutte!
    Marco!

    Mi piace

  2. Ciao Marco
    Ti auguro un felice 2♥14, tanta salute, un lavoro sicuro, una vita colmo d’amore.. e tutto quello che desideri… sia il 2♥14 il tuo anno migliore .. 😉 Pif ♥

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...