Non ci sono italiani, forse si, forse no …e allora?

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Foto “Tifón Haiyan-Yolanda en Filipinas (Tifón Haiyan-Yolanda en Filipinas (Erik de Castro – Reuters) 02” by mansunides – flickr

Ormai da giorni appaiono sugli schermi di tv e pc le raccapriccianti immagini delle Filippine devastate dal tifone Haiyan. Un bilancio ancora provvisorio parla di almeno 10.000 morti, 660.000 sfollati, una miriade di dispersi e intere città senza acqua ne’ cibo.

I giornali e le tv che raccontano questa Apocalisse sono, da giorni, focalizzate sulla “caccia” agli italiani dispersi… “Non ci sono Italiani”, “ci sono 12 italiani dispersi”, “4 italiani sono stati trovati e stanno bene…” etc… Con tutto il rispetto per l’angoscia delle famiglie italiane che hanno dei dispersi e col rispetto per il doveroso e preciso lavoro che il Ministero degli Esteri sta facendo per ritrovare i nostri concittadini, a me queste frasi mettono sempre a disagio…

Quando in un qualsiasi paese del mondo avviene un terremoto, cade un aereo o erutta un vulcano i nostri tg ci tengono sempre a sottolineare che “Non ci sono italiani”. Cosa vuol sottintendere questa frase? Che se non ci sono italiani le disgrazie sono meno importanti? Che, a seconda delle nazionalità, i morti diventano di Serie A, Serie B, Serie C, etc…? Che un morto italiano è più importante di un morto filippino? E un francese o brasiliano dove stanno? Forse nel mezzo, fra italiani e filippini? Sinceramente, quando ho appreso della tragedia il mio primo pensiero non è stato per gli italiani, ma per i parenti filippini di un ragazzo filippino amico di mia figlia, in seguito ho pensato a tutti… indistintamente!

In un pianeta globalizzato, che ormai è diventato un unico villaggio, io mi sento cittadino del mondo e  il mio dolore non ha bandiere: è identico per tutte le vittime di queste tragedie, indipendentemente dalla nazionalità. Ogni persona che muore è una perdita per l’umanità, quando poi muoiono dei bambini o dei ragazzi perdiamo anche un pezzo di futuro perchè non sappiamo mai il potenziale di talenti che abbiamo perso… magari fra i bambini inghiottiti dal tifone Haiyan ci poteva essere un potenziale novello Picasso, Einstein o Mandela, oppure una potenziale novella Marie Curie, Rosa Luxemburg o Frida Kahlo…

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4 thoughts on “Non ci sono italiani, forse si, forse no …e allora?

  1. Noto anche io sempre con un certo disappunto questo modo di fare. Tuttavia da un certo punto di vista va anche capito. Fa parte della nostra natura sentirci più coinvolti e partecipi se ci sono persone con cui condividiamo qualcosa (parentela, amicizia, conterraneità, connazionalità…). E comunque – se questo può consolarci – anche negli altri Paesi i media si comportano più o meno allo stesso modo.

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    • Un mio amico (piuttosto cinico ma sincero) dice che a volte prova più compassione per l’anonimo minatore cinese che muore in uno sperduto e sconosciuto villaggio che per certi tromboni che muoiono qui e che dopo una vita di infamie diventano tutti buoni e santi…

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