Fine della corsa.

Foto "Fine gara ciclistica" by unpodimondo

Foto “Fine gara ciclistica” by unpodimondo

A Firenze abbiamo archiviato da qualche giorno il Mondiale di ciclismo. A livello organizzativo è filato tutto liscio, come cittadini abbiamo imparato che usando meno la macchina possiamo comunque spostarci, andare al lavoro e/o a scuola ed avere una città più vivibile. E poi lo spettacolo: mi sono visto dal vivo la cronometro a squadre, quella individuale e la gara delle donne e vi garantisco che non è come vederla in tv… Solo vedere i tifosi stranieri è stato bellissimo: orchestrine olandesi, centurioni belgi e bandieroni bianconeri della Bretagna… La gara maschile, viste le condizioni climatiche, l’ho guardata in tv ed è stato stranissimo vedere i ciclisti sfrecciare sulle strade che percorro su e giù quasi tutte le settimane…

A ripensarci, la gara sotto la pioggia vista in tv, è stata proprio una metafora della vita.  La carovana è partita con 208 atleti e ne sono arrivati al traguardo solo una cinquantina.  Le traversie meteo, come le difficoltà della vita, hanno decimato il gruppo. Una caduta, un infortunio, una foratura, la catena che salta:  se ce la fai a rimontare in sella e a riprendere il gruppo hai il supporto dell’ammiraglia e il tifo degli spettatori. Non importa se vinci o arrivi quarto come Nibali… sei un eroe!

Se invece non sei in grado di ripartire o sei troppo staccato, la tua ammiraglia ti lascia lì e il direttore tecnico riprogramma la gara senza di te, affidandosi agli atleti rimasti in corsa. Tu rimani lì, abbandonato sul ciglio della strada e aspetti che sfilino tutti i corridori, le moto della polizia, quelle della tv e tutte le ammiraglie. Alla termine della carovana, quando transiterà il pulmino con la scritta “Fine della gara ciclistica”, troverai un’auto o un’ambulanza che ti caricheranno su e ti riporteranno all’arrivo, all’albergo  o in un altro luogo fisico che per te si chiamerà in ogni caso “Oblio”. Nel frattempo gli altri continueranno a correre e taglieranno il traguardo. Incurante di te, la giostra  continuerà a girare, perchè, come cantavano i Queen, “The show must go on”…

Sarà che è da quasi un anno che sono infortunato e che non riesco ad uscirne,  ma se penso alla mia modestissima ed insignificante attività di podista sovrappeso e amatoriale, l’immagine del Mondiale di ciclismo 2013 che sento a me più vicina è quella di Rigoberto Uran che, dopo essere caduto  nella discesa delle Caldine, è rimasto lì, abbandonato sul ciglio della strada e si è visto sfilare tutta la gara davanti…

"Rigoberto Uran al Mondiale di Firenze 2013" - Foto trovata su Internet

“Rigoberto Uran al Mondiale di Firenze 2013” – Foto trovata su Internet

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