I colori del business…

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Foto “Color Splash” by Dustin Tinney – flickr

E’ da un sacco di tempo che non scrivo di podismo e perciò, prima di passare al post vero e proprio, vi aggiorno sulle mie condizioni (poco) atletiche… Lo stop che ho avuto dall’inizio dell’anno, dovuto a molteplici fattori (fascite plantare, sperone calcaneare, calzature sbagliate, sovrappeso, etc…), comincia a rientrare grazie alle “amorevoli torture” del fido fisioterapista Ivan! Da un paio di mesi ho ripreso ad allenarmi 3 volte a settimana e prevedo di ricominciare con qualche garetta dal prossimo Settembre.

Proprio per parlare di gare podistiche, un amico mi ha invitato alla Color run di Milano Marittima del prossimo 13 Agosto 2013 (in quella data sarò in ferie altrove). La corsa, organizzata in pompa magna dalla Gazzetta dello Sport, fa parte di una serie di gare modaiole nate negli Stati Uniti e caratterizzate dal fatto che, durante la corsa, i podisti vengono colpiti da getti di vernice multicolori. La corsa, che sinceramente scimmiotta l’Holi festival Indiano, sarebbe anche divertente e addirittura a sfondo benefico, se non fosse che, come accade sempre in queste occasioni, si sia voluto fare un gran business sulle spalle dei corridori.

Immaginate uno che come me abiti a Firenze e voglia andare a fare questa gara a Milano Marittima e fate due “conti della serva”: il viaggio, una notte in albergo (magari anche per la moglie che viene ad accompagnarvi), i pasti e 19€ di iscrizione alla  gara (che diventano 21€ se vi iscrivete all’ultimo minuto)… e tutto questo per correre quanto? PER CORRERE 5 MISERI KM! Distanza  che per un podista medio coincide con un semplice riscaldamento o defaticamento e per la quale non vale proprio la pena di spendere i 21€ di iscrizione… Ci vuole più tempo a cambiarsi, preparare la borsa e a fare la doccia finale che a percorrere l’intero tragitto della gara!

Consentitemi alcune considerazioni su questo tipo di gare:

  • Più queste gare sono modaiole, più hanno dietro grandi gruppi editoriali e più hanno costi di iscrizione esorbitanti! Color run di Gazzetta dello Sport (Rcs) 21€ per 5 km fa il paio con la Deejay ten di Radio Deejay  (Gruppo Espresso)15€ per 10 km. Peccato che con queste cifre di solito ci si iscriva almeno ad una mezza maratona! Ringraziamo invece le piccole società sportive, le case del popolo, le parrocchie e gli oratori che riescono ad organizzare gare perfette (dai 5 km alle ultramaratone) a prezzi decisamente popolari e senza grandi sponsor. Tanto di cappello a chi, pur con pochi mezzi, riesce ad organizzare gare bellissime dove il costo di iscrizione rimane ancora sotto ai 5€ (e magari va anche in beneficienza). Un applauso particolare a Raffaele Moccia, presidente della Podistica Pratese che, vista la crisi, sta facendo una battaglia per riportare il costo di iscrizione alle gare toscane a 3€….
  • Bisogna che chi organizza le gare capisca che esistono due tipi di podisti. Ci sono i podisti occasionali, quelli che corrono una o due gare l’anno, solo per fare i fighetti e per avere la maglietta modaiola della color run o quella con la scritta “corro come uno che mette i dischi” (*). E poi ci sono i podisti veri, quelli  che gareggiano tutte le domeniche mattina, in estate anche fra settimana, nelle gare serali. Conosco persone  che in un anno riescono a correre anche 70 gare, che spesso fanno anche parte della stessa famiglia (moglie e marito entrambi podisti oppure padre e figlio) e che sono modesti lavoratori dipendenti, pensionati o addirittura precari o disoccupati…

Chiedere ai podisti modaioli e occasionali da due gare l’anno 21€ per fare 5 km potrebbe essere un business. Chiederli a chi corre 60 o 70 gare l’anno, secondo il mio modesto e opinabile parere,  vorrebbe dire ammazzare tutto il movimento podistico amatoriale: quello delle famiglie, dei volontari, di chi corre per stare in salute e socializzare con gli amici…

E per favore, non venite a raccontarci che i prezzi alti sono dovuti alle maglie tecniche che ci regalate. A noi podisti da 50 o 60 gare l’anno ci sono già venute a noia: ormai abbiamo gli armadi stracolmi di maglie tecniche fluorescenti e inutilizzate!!!

(*) – libera traduzione di “run like a deejay”-

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