Con Boston nel cuore.

Lunedì sera stavo finendo di guardare un documentario in tv e già pensavo di andare a letto quando mi è arrivato un SMS. Era Adriano, mio compagno di allenamento e di corse, che mi informava delle due bombe esplose alla Maratona di Boston. Ho subito cambiato canale e ho seguito fino a notte fonda le dirette sui canali allnews. Nel frattempo su facebook, Lori, un’altra nostra compagna di corse, scriveva che lei era lì nel 2011.

Anche se come podista non sono mai uscito dal mio confine regionale, ormai sono 10 anni che corro: maratone, mezze maratone, ultramaratone, trail, cross e tantissime corse su strada, lunghe e corte, internazionali e di quartiere. Quando non ho corso (perchè infortunato) ho sempre fatto il volontario: ad esempio negli ultimi due anni sono stato al ristoro finale, dopo il traguardo della Maratona di Firenze. Quelle immagini, geograficamente così lontane, mi sono così familiari che io mi sono rivisto in tutti quei volti: mi sono rivisto nei corridori (tra l’altro quelli colpiti erano proprio quelli sui miei tempi) che arrivavano e volevano coronare un sogno; mi sono rivisto nei volontari che li accolglievano e avrebbero voluto aiutarli uno a uno; mi sono rivisto nei familiari e negli amici che aspettavano all’arrivo colui o colei con cui hanno condiviso mesi di preparazione…

Nei prossimi giorni discuteremo sul perchè di questo atto criminale. Al momento, per la mia storia di podista, mi sento di dire: IO SONO LORO.

Tra le tante foto pubblicate sul web ho scelto questa, perchè vorrei ricordare la Maratona di Boston per quello che era fino a prima dello scoppio… l’unione di runners, volontari e spettatori per quella che doveva rimanere una festa.

 Foto

Foto “2013 Boston Marathon” by soniasu_ – flickr

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2 thoughts on “Con Boston nel cuore.

  1. Non lo so, non capisco veramente come sia possibile decidere di uccidere, dilaniare, straziare bambini, adulti…non lo so
    L’unica cosa che mi sono sentita di fare è stata chiamare i miei colleghi americani. Uno di loro non abita neppure lontano da Boston. Per fortuna tutti stanno bene.
    Ho così spesso desiderato partecipare ad una di questi fantastici momenti delle maratone, magari anche solo come supporter…ho sempre pensato ad un momento di gioia, di condivisione.
    Come ha detto la mia cara collega Shermin: stiamo vicini, preghiamo e vogliamoci bene. Non ha fatto altri commenti.

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