Cambio di stagione…

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Foto “Springtime / Kikelet” by Robi70 – flickr

Come recita l’adagio, noi Italiani siamo un popolo di santi, poeti, navigatori ma anche di commissari di calcio e da alcuni giorni pure di analisti politici. Dopo aver letto un po’ di tutto sui risultati elettorali, anch’io dico la mia sulle elezioni dello scorso week-end, partendo da alcuni numeri che ho trovato su internet:

Dal 2008 al 2013 la coalizione di centrodestra ha perso più di 8 milioni di voti. Nello stesso periodo il centrosinistra ha perso più di 3.5 milioni di voti. Monti ha ottenuto un risultato inferiore alle aspettative, facendo sparire Udc e Fli e la sinistra radicale resta ancora una volta fuori dal parlamento (fonte). In compenso, grazie soprattutto al Movimento 5 stelle e in parte anche al PD, abbiamo il Parlamento più giovane della storia repubblicana (età media alla Camera 45 anni, al Senato 53 anni) e quello con la maggiore percentuale di donne (32% alla Camera e 30% al Senato), il che non mi pare un male, anzi… (fonte)

Tenendo conto di questi dati faccio la mia modesta analisi.

L’elettorato di centrodestra doveva scegliere fra Monti e Berlusconi. Chi non ha voluto turarsi il naso si è astenuto o ha votato Grillo. Gli altri, secondo il mio modesto parere, si sono tappati le narici e hanno scelto quello che hanno forse ritenuto un male minore: fra un partito espressione delle banche e della grande finanza che si fa dettare la linea politica dalla Germania e il solito caravanserraglio berlusconiano, in disfacimento ma pur sempre tricolore, han scelto il partito patrio che almeno prometteva il rimborso dell’imu… Insomma, parafrasando il discorso di Fassino del 2009… se la Merkel vuole influenzare la politica italiana si faccia il suo partito “Zelta Cifika” e scenda in Italia, senza nascondersi dietro il fantoccio di Monti… E poi siamo sinceri: fra gli elettori inamovibili del Pdl ci sono categorie che, secondo me, si rispecchiano in Berlusconi: ad esempio, chi meglio di Silvio può tutelare il classico idraulico o dentista che non ti rilascia mai la fattura?

Da questa situazione ne discende una sonora lezione anche per il PD: a furia di inseguire il centro montiano e la destra, non solo il PD non prende i voti di Monti e di Berlusconi, ma perde molti più voti fra il suo elettorato tradizionale. La lezione farà bene a ricordarsela soprattutto Matteino Renzi  che  ha sempre tirato il Pd a destra… E’ l’ora che la sinistra capisca che, con la crisi che ci attanaglia, continuare ad andare verso il neoliberismo alla Blair è semplicemente una mossa suicida… D’altra parte se il reddito di cittadinanza  e la riduzione dell’orario di  lavoro le propone Grillo e non il PD e poi Grillo vince le elezioni, una ragione ci sarà.

A sinistra, almeno a vedere qui a Firenze,  da anni c’è un bel fermento: movimenti per il diritto all’acqua pubblica e i beni comuni, contro le grandi opere, per la legalità, per i diritti dei precari, per la tutela delle minoranze, per l’ambiente, per  le economie alternative (gruppi acquisto solidale, commercio equo, scec, etc…). Tutte persone semplici ma impegnate, volontari che si fanno e si sono fatti un mazzo così e che nel migliore dei casi sono stati ignorati dai partiti della sinistra, quando non sono stati bellamente offesi e presi in giro, soprattutto da quei membri del PD che, chiusi nelle loro stanze, erano  impegnati al governo delle città (e magari anche di qualche fondazione bancaria).

Insomma c’è una marea di gente  e soprattutto di idee di futuro che, vedendosi chiuse le porte in faccia dai partiti tradizionali della sinistra, hanno trovato uno sbocco e orecchie attente alle loro istanze solo nelle liste civiche e nei movimenti, a partire da quello dei 5 stelle. E così mentre il PD rincorreva Monti e mentre la sinistra radicale, con lo sguardo rivolto al passato, rimetteva insieme i soliti vecchi cocci di Rifondazione e dei Comunisti Italiani e riproponeva l’ennesimo magistrato in politica, molte persone di sinistra, evidentemente affamate di futuro,  hanno votato Beppe Grillo.

Dopo questo terremoto elettorale, Bersani ha in mano il destino dell’Italia: attaccarsi al vecchio (Berlusconi, Napolitano e Monti) e continuare a scivolare verso il baratro oppure accettare la sfida di Grillo e sterzare verso un futuro ignoto, difficile e in salita. Se contemporaneamente Grillo la smettesse con le sue offese e boutades, assumesse un tono più istituzionale e alla fine i due si mettessero d’accordo,  forse il futuro potrebbe essere portatore di speranze…

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3 thoughts on “Cambio di stagione…

  1. Ottima analisi, pienamente condivisibile. Sottolineo in particolare il tuo passaggio su Renzi. Tutti si sono affrettati a dire (durante la campagna elettorale e a maggior ragione dopo) che con Renzi sarebbe stato diverso, perché avrebbe attratto i voti di destra.
    Io non sono convinto, e spero che Renzi, quando toccherà a lui (ormai è quasi certo) faccia l’uomo di sinistra, attraendo gli elettori con l’entusiasmo di una proposta credibile e non schiacciata sulle posizioni altrui.

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