L’informazione in Italia. Piccole perle di sincerità…

Foto "1981. Been There." by (Luciano)

Foto “1981. Been There.” by (Luciano)

A volte capita di trovare certe notizie proprio dove una persona non se le aspetterebbe. “Podismo e Atletica” è una rivista mensile pubblicata dalla UISP della Toscana che noi podisti compriamo per vedere il calendario e le classifiche delle gare e magari trovare qualche foto che ci ritrae in una delle tante corse a cui abbiamo partecipato.

A pagina 11 del numero di Settembre 2012 è apparsa un’intervista a Daniele Menarini, condirettore del mensile “Correre” che è la rivista, nell’ambito del podismo,  più antica e più letta di tutta Italia. L’articolo, come prevedibile,  inizia parlando di corse e di allenamento ma poi, ad un certo punto, vira ed inizia a parlare di editoria e non solo di editoria specializzata…

“L’Hemingway della corsa. Intervista a Daniele Menarini, condirettore di Correre” di Donatella Vassallo.

[…]

– Come hai visto cambiare il tuo mestiere nel corso del tempo e quale sarà a tuo parere il futuro del giornalismo?

– Ho visto ridursi l’autonomia del giornalista, perchè è aumentato il peso della pubblicità nell’economia delle case editrici. Alle aziende non piace né l’informazione comparativa né, soprattutto, quella non celebrativa. Poi ci sono anche le eccezioni, come la Brooks, se devo fare un nome.  Da quando dirigo Correre, mi è capitato anche di essere cacciato da una conferenza stampa, per aver scritto che l’organizzatore aveva sbagliato a spostarsi di data. Io ovviamente non me ne sono andato, ma il gesto rimane. Ho visto aziende revocare gli investimenti pubblicitari per quello che avevamo scritto. In due casi, addirittura, la pubblicità è stata revocata non per quello che avevamo scritto su Correre, ma per quello che un collaboratore di Correre aveva scritto da qualche altra parte. Non c’è nulla di strano: l’imprenditore italiano, fatte le dovute e numerose eccezioni, non tollera  né la vera concorrenza, né la libera stampa. Assomiglia a quella pubblicità nella quale il torero va nell’arena a combattere con la pecora: gli piace vincere facile.
L’altro cambio a cui ho assistito è una progressiva banalizzazione del mestiere: oggi, soprattutto grazie ad Internet, siamo tutti giornalisti,  tutti fotografi, tutti cineoperatori. Anche questo non può stupire: siamo sempre il Paese con 60 milioni di commissari tecnici della nazionale di calcio. La parola d’ordine è: “E che ci vuole?”. […] Per fare la differenza bisognerà paradossalmente tornare a cercare la notizia in giro, come ai tempi dei grandi cronisti di nera, come alternativa al copia-incolla dei comunicati stampa, perchè se cerco su Google, trovo quello che trovano gli altri. […]

Tratto dall’articolo “L’Hemingway della corsa. Intervista a Daniele Menarini, condirettore di Correre” di Donatella Vassallo. a pag. 11 della rivista “Podismo e Atletica” di Settembre 2012

Ripensateci quando passerete dall’edicola a comprare i vostri giornali preferiti….

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