Un altro punto di vista…

Foto "Fishermen at beach near Alleppey Kerala 1" by Pondspider - flickr

Foto "Fishermen at beach near Alleppey Kerala 1" by Pondspider - flickr

In questi giorni sto seguendo la storia dei due pescatori indiani uccisi  in Kerala (forse) dai militari italiani (qui la cronaca). Non voglio prendere posizione in questa triste storia di morte che è diventata una questione diplomatica e giudiziaria fra Italia ed India e che, purtroppo sul web ha scatenato una guerra indegna fatta di offese da una parte all’altra (basta leggere qui). Aspetto perciò che  giustizia e la diplomazia facciano il loro corso per dirci come sono andate veramente le cose…

Vorrei però portare una piccola testimonianza che serva a correggere anche un po’ di inesattezze che leggo sulla stampa italiana. Come alcuni miei lettori già sanno dal 2006 abbiamo un’adozione a distanza (qui l’ultimo post) proprio in Kerala e proprio di una  ragazza che proviene da una famiglia di poveri pescatori che non dovrebbe essere molto diversa da quelle dei due che sono stati uccisi. Inutile dire che appena abbiamo letto la notizia ci siamo fiondati sulla stampa indiana per cercare i nomi dei pescatori uccisi (Valentine Jalastine di 45 anni e Ajeesh Pinku di 25). Dopo aver tirato un respiro di sollievo perchè il nome non corrisponde a quello del padre della nostra bimba, ci siamo chiesti come è possibile crivellare di colpi dei poveri e pacifici pescatori che cercano solo di portare a casa quel poco che  permetta la sussistenza delle loro famiglie.

Premetto che non sono mai stato in Kerala (mi piacerebbe molto andarci) ma conosco personalmente e sono in contatto diretto con persone del luogo e perciò vorrei raccontarvi due o tre cosette.

  • Il Kerala è uno stato in cui da secoli convivono pacificamente tre religioni: induismo, islam e cristianesimo. Addirittura, secondo le tradizioni,  il cristianesimo sarebbe stato portato in questo stato direttamente dall’apostolo  San Tommaso, per cui la convivenza pacifica con le altre religioni dura da quasi due millenni.
  • Il Kerala è lo stato indiano col maggiore tasso di alfabetizzazione di tutta l’India (oltre il 90%).
  • Il Kerala è considerato la  culla della medicina Ayurvedica.
  • Il Kerala è uno stato con bellissime aree naturali e alcune fra le spiagge e le lagune più belle del mondo, dove si sta sviluppando un turismo sia nazionale che internazionale.
  • Purtroppo nello stato rimangono grosse sacche di povertà rappresentate dai pescatori che praticano una pesca di sussistenza che è condizionata dal regime dei monsoni che per oltre 4 mesi l’anno impedisce tutte le attività di pesca. Nonostante tutto questo i pescatori vivono una povertà molto dignitosa che non impedisce loro di mandare i propri figli a scuola (spesso grazie alle adozioni a distanza). Cercate su internet le foto dei bambini del Kerala: non troverete mai un bimbo o una bimba, per quanto povero, che non sia pulito, curato e pettinato. Dai contatti che ho io si percepisce una povertà vissuta in modo semplice ed umile ma con molta gentilezza, serenità, dignità, rispetto dell’altro e fierezza delle proprie origini.

Detto questo, chi in Italia e sulla stampa volesse far passare l’equazione “poveri pescatori = pirati” oppure “abitanti del Kerala = incivili” sappia che si sta sbagliando di grosso. Mi auguro che la situazione tra Italia ed India si risolva al più presto e secondo giustizia, ma come si sarà capito, il mio affetto e il mio cordoglio va alle famiglie dei pescatori crivellati  da chi (forse) doveva proteggere un carico di petrolio…

…Il solito petrolio per cui in tante aree del mondo si uccidono e si bombardano intere popolazioni.

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2 thoughts on “Un altro punto di vista…

  1. Ovviamente sparare a pescatori che non facevano nulla di male è veramente fuori discussione che sia giusto farlo, come è sbagliato associare povertà = pirati, questo sono conclusioni tratte sempre troppo in fretta e basate su discriminazione… Ora però è veramente da verificare se a sparare sono stati gli italiani a difesa della petroliera, i dubbi sono veramente tanti e soprattutto tante sono le cose tenute nascoste o che non combaciano affatto. Esempio l’aver interrogato (se non erro) gli equipaggi delle altre navi che erano nella stessa zona ma non aver fatto la stessa cosa con una nave che è stata veramente presa di mira da pirati… un po’ strano tutto questo. Qualche cosa non torna a mio parere in questa faccenda, tranne che ci sono famiglie che stanno vivendo nel dolore…

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