Caro Babbo Natale, mi porteresti sulle giostre di Gardaland con te?

Foto Originale "Vintage Old World Santa Claus Stationary" by Beverly & Pack - flickr - rielaborazione grafica by unpodimondo.wordpress.com

Foto Originale "Vintage Old World Santa Claus Stationary" by Beverly & Pack - flickr - rielaborazione grafica by unpodimondo.wordpress.com

Caro Babbo Natale,

anche quest’anno mi sono comportato bene e sono stato molto bravo, perciò vorrei chiederti un regalo che mi piacerebbe tanto. Ho visto che dal 3 Dicembre all’8 Gennaio sarai a Gardaland per il Gardaland Magic Winter: quest’anno mi piacerebbe venire al Parco e salire con te su tutte le giostre, ma proprio su tutte!  Tanto, tu che voli sulla slitta, mica avrai paura di andare sul Blue Tornado?

Sinceramente non è che sono stato sempre proprio bravo e anche a Gardaland ci sono già stato con la mia famiglia questa estate, però su alcune giostre non mi hanno fatto salire. Quando quei ragazzi mi hanno detto che non potevo salire mi sono chiesto: «Ma cosa ho fatto di male per non salire?» E ho pensato che forse hanno scoperto che sono stato io a mangiare tutta la scatola dei cioccolatini che ci ha portato zia Rosa oppure che è stato un mio calcio di rigore a rompere il vaso bello della nonna Elvira…  però caro Babbo Natale c’è una cosa che non mi torna: il bambino in coda davanti a me è salito sulla giostra anche se aveva tirato i capelli alla sua sorellina, per tutto il tempo della fila. «Secondo te i cioccolatini sono più gravi di tirare i capelli?»

E così, mentre ci guardavano tutti, siamo scesi dalla scaletta. Io guardavo la mia mamma che era arrabbiatissima e ho pensato: «Ora mi brontola per il vaso rotto…» E invece la mamma ha brontolato: prima due signorine e poi un omone con la cravatta! Parlavano con delle parole strane che non capivo: “sicurezza”, “sindrome”, “regolamento”. L’unica cosa che ho capito è che le giostre le ho viste quasi tutte da terra, senza salirci, con in mano quello stupido zucchero filato che mi si appiccicava dappertutto!

Caro Babbo Natale, quest’anno per regalo voglio venire sulle giostre di Gardaland con te e se fanno salire un vecchio, ciccione e malandato come te dovranno per forza far salire anche un ragazzino sveglio e sano come me!

Il tuo amico. Un bambino come tanti. Un bambino anche Down.

p.s. E se a Gardaland non ci faranno salire sulle giostre chiederò alla Befana di portare al parco una montagna di carbone!

Con questa letterina “di fantasia” rinnovo il mio sostegno a favore dei ragazzi  con sindrome di Down, ai quali Gardaland nega l’accesso alle giostre. Da oggi  all’8 Gennaio 2012 questo articolo rimarrà nella prima pagina del blog, a meno che non arrivi qualche buona sorpresa dalle sponde del Lago di Garda…

Se a qualcuno facesse piacere condividere questa letterina su blog, facebook, via mail, etc… può tranquillamente prenderla e fare un passaparola… Oppure potrebbe inventarsene una nuova… Che dite intasiamo la buca delle lettere di Babbo Natale??????

BLOGGER PARTECIPANTI AL BOICOTTAGGIO

p.s. Grazie ad Antonella che mi ha dato un prezioso consiglio sulla firma della lettera…

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La mia non-maratona di Firenze 2011

foto  "Firenze Marathon 2011- L'Arrivo - The finish line" by unpodimondo - Flickr

foto "Firenze Marathon 2011- L'Arrivo - The finish line" by unpodimondo - Flickr

Domenica scorsa si è tenuta la 28ma edizione della Maratona di Firenze… Che c’erano 9.000 iscritti, che hanno vinto gli/le etiopi, che la fiorentina Gloria Marconi  è arrivata terza e che fra i disabili ha vinto Zanardi lo avete letto sui giornali e visto alla tv.

Io vorrei raccontarvi invece la mia “non-maratona”, ovvero tre giorni vissuti con un misto di magone e felicità… Magone perchè avrei voluto correrla anch’io, felicità perchè in ogni caso rimane sempre una festa e fare il volontario ad una festa ed essere ringraziato in tutte le lingue de mondo è impagabile…

L’ultima sgambata con Simo e Andrea…

Venerdì pomeriggio alle 16.00, in un orario per me assurdo (di solito pranzo tardi e a quell’ora sono nel pieno della digestione) ho appuntamento al  Parco delle Cascine con Simone e Andrea che devono fare l’ultima mezz’ora di allenamento prima della Maratona di Firenze… La mia presenza è simbolica, giusto per fare due chiacchiere e augurare una buona maratona. Loro sono più allenati del sottoscritto e infatti io reggo il loro ritmo per un po’ e poi li lascio proseguire a quello che sarà  il  loro ritmo per la gara della domenica… In compenso io allungo l’allenamento e torno a casa dopo un’oretta, ancora col pranzo sullo stomaco…

Finalmente Max ha un volto…

Sabato pomeriggio con Andrea, Simo e Adriano abbiamo un appuntamento al Marathon Expo di Firenze.  Finalmente conosceremo Massimo Fantoni, l’anima e il fondatore di Runforlife, il progetto di solidarietà a favore di Emergency di cui vi parlo ogni mese… Dopo tante telefonate, e-mail, spedizioni di volantini e articoli di giornale abbiamo il piacere di stringere la mano al mitico Max, che si rivela simpaticissimo e molto cordiale. Un po’ di chiacchiere su come procede Runforlife, gli auguri e le previsioni per la Maratona della domenica e poi lasciamo Max che, prima della gara, si concede un pomeriggio da turista per le strade di Firenze con i suoi colleghi romani.

Adriano arriva in ritardo all’appuntamento con Max ma in tempo per fare un giro tutti inseme all’Expo: portare quattro podisti in questa fiera del running è come portare un bambino nel paese dei balocchi… torno a casa con i volantini di almeno una decina di maratone del 2012 e tutta una serie di depliant di articoli sportivi che potrei infilare nella classica letterina da mandare a Babbo Natale…

Un sacchetto, una bottiglia d’acqua, una bottiglia di sali, una crostatina, un’arancia…

La domenica mattina mi alzo alle 6 e 20. Non correrò la maratona ma sarò uno dei 2000 volontari che lavoreranno per garantire che le cose vadano al meglio per tutti… La giornata è splendida: fredda ma soleggiata, mica come lo scorso anno quando ho corso tutta la Maratona di Fiirenze sotto la pioggia e con un vento gelido! Quando prendo la tramvia per recarmi in centro riconosco i maratoneti che  vanno alla partenza: anche quelli ancora vestiti “in borghese” si riconoscono dalla sacca dell’Enervit in cui  poi lasceranno i loro effetti personali prima di partire… Prima dose di magone… avrei potuto essere al loro posto e invece sono a fare servizio al ristoro finale con alcuni compagni della mia società sportiva…

Alle 8.00 siamo sul posto ed iniziamo a lavorare, preparando i sacchetti con i primi generi alimentari per chi arriverà al traguardo… Quando i maratoneti supereranno l’arrivo, saranno incanalati in un percorso dove riceveranno: la medaglia di partecipazione, la mantellina termica per non raffreddarsi, l’acqua e il nostro sacchettino di viveri… Poi finalmente arriveranno al ristoro finale dove troveranno quasi un buffet… Le prime due ore le passiamo, tipo catena di montaggio, a riempire le oltre 8.000 buste di plastica:  “un sacchetto, una bottiglietta d’acqua, una bottiglietta di sali minerali, un’arancia e una  crostatina”, “un sacchetto, una bottiglietta d’acqua, una bottiglietta di sali minerali, un’arancia e una  crostatina”, “un sacchetto, una bottiglietta d’acqua, una bottiglietta di sali minerali, un’arancia e una  crostatina” e così via, fino  a questo risultato…

Foto "Firenze Marathon 2011 - Food bags for finishers - Sacchetti con viveri per gli arrivati" by unpodimondo - flickr

Foto "Firenze Marathon 2011 - Food bags for finishers - Sacchetti con viveri per gli arrivati" by unpodimondo - flickr

Tra le 10.00 e le 11.00 abbiamo una pausa e dopo aver sistemato le transenne dove distribuiremo le buste, ci godiamo l’arrivo degli atleti disabili (primo uomo Alex Zanardi e prima donna Rita Cuccuru), poi  mangiamo un panino perchè nell’ora di pranzo saremo in piena attività… Non assistiamo all’arrivo della Maratona perchè a quell’ora siamo già in postazione ed aspettiamo l’arrivo dei primi maratoneti. Dalle 11.30 circa fino quasi alle 15.00 porgeremo a tutti il famoso sacchettino dei viveri!

Foto "Firenze Marathon 2011- Alex Zanardi" by unpodimondo - Flickr

Foto "Firenze Marathon 2011- Alex Zanardi" by unpodimondo - Flickr

E’ stata un’esperienza bellissisma perchè vedevi arrivare tutte queste persone, stanchissime ma felici per aver terminato l’impresa! Noi ci complimentavamo con loro per aver concluso la maratona e loro si complimentavano con noi per l’organizzazione. Mentre porgevo le buste di plastica mi sono arrivati ringraziamenti e sorrisi in tutte le lingue del mondo! Credo che casualmente io sia finito nel posto migliore  per vivere una maratona (a parte correrla, ovviamente): in quei volti stravolti ma sorridenti c’era tutto il senso della gara: la fatica, il dolore e il sudore mescolati alla gioia di avercela fatta, alla soddisfazione personale di aver superato un ostacolo, di aver vinto questa gara contro se stessi e contro i propri limiti.

Sono passati tutti i nostri amici ai quali abbiamo dedicato due parole al volo per complimentarci: Leo, Pippo, Adamo, Simone, Donelio, Andrea, Andrea, Manuela, Alessandro, Massimo, Tatiana e tanti altri… Quasi tutti hanno migliorato i loro tempi, qualcuno era stravolto (Andrea), qualcuno era più fresco (Donelio), qualcuno era così fresco che sembrava che dovesse ancora partire (Simone), qualcuno nonostante fosse alla quindicesima maratona esultava e festeggiava come un bambino (Max di Runforlife) …

Giuro che il prossimo anno sarò con voi dall’altra parte della transenna, per ora ricordo con piacere la vostra esultanza!

Altre mie foto scattate nei (pochi) momenti liberi alla maratona di Firenze

Foto "Firenze Marathon 2011- Alex Zanardi" by unpodimondo - flickr

Foto "Firenze Marathon 2011- Alex Zanardi" by unpodimondo - flickr

Foto "Firenze Marathon 2011- Alex Zanardi" by unpodimondo - flickr

Foto "Firenze Marathon 2011- Alex Zanardi" by unpodimondo - flickr

Foto "Firenze Marathon 2011- Alex Zanardi" by unpodimondo - flickr

Foto "Firenze Marathon 2011- Alex Zanardi" by unpodimondo - flickr

Foto "Firenze Marathon 2011 - Mantelline termiche - Termic mantles" by unpodimondo - flickr

Foto "Firenze Marathon 2011 - Mantelline termiche - Termic mantles" by unpodimondo - flickr

Foto "Firenze Marathon 2011 - Bandierai degl Uffizi" by unpdimondo - flickr

Foto "Firenze Marathon 2011 - Bandierai degl Uffizi" by unpdimondo - flickr

Foto "Firenze Marathon 2011 - Bandierai degl Uffizi"  by unpodimondo - flick

Foto "Firenze Marathon 2011 - Bandierai degl Uffizi" by unpodimondo - flick

Foto "Firenze Marathon 2011- Cuccuru Rita" by unpodimondo - flickr

Foto "Firenze Marathon 2011- Cuccuru Rita" by unpodimondo - flickr

Foto "Firenze Marathon 2011- Cuccuru Rita" by unpodimondo - flickr

Foto "Firenze Marathon 2011- Cuccuru Rita" by unpodimondo - flickr

Come è andato a finire: … il progetto del frollino artigianale…

Foto ""Frolloni" - Biscotti artigianali - Artisanal Cookies" by unpodimondo - flickr

Foto ""Frolloni" - Biscotti artigianali - Artisanal Cookies" by unpodimondo - flickr

Ricordate il post dello scorso 22 Settembre in cui raccontavo “Come si progetta un frollino artigianale…”? Ebbene i frollini del post sono già arrivati (sono quelli nella foto), li abbiamo già mangiati tutti ed è partito un nuovo ordine per la seconda infornata… Erano così buoni che le famiglie dei 40 Gruppi d’Acquisto Solidale della provincia di Firenze (http://www.gasfiorentini.it/) ne hanno riordinati ben 6 quintali e mezzo… (a casa mia ne faremo una scorta di ben 4 kg….)

Il successo è stato attribuito da tutti al gusto, notevolmente diverso dai frollini industriali: insomma la differenza fra il burro biologico e i grassi vegetali si sente benissimo, come fra le uova fresche rispetto alle uova pastorizzate e così via col resto degli ingredienti… Inutile dire che appena abbiamo ricomprato i frollini al supermercato ci sono sembrati delle schifezze…

Prima di lasciarvi alla relazione del nostro fornitore di fiducia do a Cesare quel che è di Cesare dicendo che l’autore di tali prelibatezze è Daniele del Biscottificio Scapigliati e che il nome dei Biscotti è FROL.LO.NI , acronimo per FROLlini, LOntani (ovvero con ingredienti del commercio equo e solidale) e viciNI (con ingredienti a Km Zero)

FROL.LO.NI
Prove pratiche di avvicinamento
Cari gasisti,
adesso che avete assaggiato (o state per) i nostri frollini lontani e vicini ci fa piacere raccontarvi come è andata da dietro le quinte della fabbrica.

Cominciamo dall’inizio. Tra gli ingredienti da utilizzare avevamo lasciato alcune opzioni: farina del casentino/farina bio (senese, valdarno), burro tradizionale/burro bio. Sulla scelta del bio alcuni di voi ci hanno comunicato una netta preferenza e quindi così è stato: farina e burro da agricoltura biologica.

Qualcun altro ci ha suggerito di sostituire al bicarbonato di ammonio, un lievito bio prodotto da una ditta locale. Abbiamo contattato la ditta e ci ha detto che non sapevano se il loro lievito potesse sostituire alla pari (stessa quantità nella ricetta) quello da noi usato normalmente, in ogni caso potevamo fare delle prove perchè in confezioni da 17 grammi il prodotto è in vendita alla coop (lievito Colombo bio). Siamo andati alla coop acquistato il prodotto e fatto alcune prove di micro-impasti […]. Il risultato è che per ottenere la stessa forza lievitante abbiamo dovuto usare il 30% in più di lievito (che tra l’altro oltre la componente naturale derivate da uva contiene comunque bicarbonato di sodio). Avremmo deciso di acquistarlo ma ricontattando la ditta ci ha detto che loro non hanno confezioni da 1 kg, anzi che l’unica confezione di 1 kg la fanno per un altro marchio (altra azienda) e che loro non possono venderla ma che andando presso Naturasì l’avremmo trovata. Senza perderci d’animo siamo andati a quel supermercato ma le confezioni trovate erano sempre da 17 grammi. A noi servivano circa 3-4 kg di lievito e ci siamo rifiutati di acquistarlo in confezioni da 17 grammi: la carta alla fine pesava di più del contenuto! Quindi tra gli ingredienti trovate per questo il bicarbonato di ammonio.

La farina di grano tenero da agricoltura biologica è stata acquistata dal Molino Cicogni di Levane (AR) che ha macinato grani di due aziende (una senese e una di arezzo). Siamo andati direttamente noi a prenderla (perchè per una piccola quantità loro non fanno consegne) e così abbiamo avuto modo di conoscere il mulino e parlare della provenienza locale del grano. La situazione è difficile tanto che (parlando di farina di grano tenero) Cicogni non ci assicura che per la prossima volta la farina che macinerà sarà di grani locali (probabilmente sarà di grani pugliesi). Una nota, a fianco del mulino, la figlia del proprietario ha aperto un negozio di soli articoli bio, molto ben fornito, e vale la pena per chi fosse della zona.

Il burro bio è stato acquistato dall’azienda Montanari e Gruzza di Reggio Emilia, che ha certificato (e soprattutto il sig. Montanari me lo ha assicurato telefonicamente) che il latte usato proviene solo dagli allevamenti destinati alla produzione di latte per il parmigiano reggiano. In questo caso per fortuna, aggiungendo un po’ di burro tradizionale che useremo per la nostra produzione di cantucci, si è raggiunto il minimo d’ordine per la spedizione (100 kg).

Le uova fresche in guscio (4 casse da 180 uova) sono state acquistate presso l’azienda “uovo del casentino” e abbiamo scelto quelle da galline allevate all’aperto. Tornare ad usare le uova in guscio (adesso usiamo come la stragrande maggioranza delle pasticcerie, l’uovo sgusciato e pastorizzato) è stato un ritorno al passato….mio nonno ne sgusciava due per volta…noi avevamo difficoltà a tenere un ritmo accettabile con una per volta….(e poi si perde il mestiere dicono…).

Il latte avevamo programmato di prenderlo presso il distributore di latte crudo di Figline, ma purtroppo è stato chiuso ( e dopo abbiamo scoperto il perchè…) e quindi siamo andati direttamente in fattoria a Cavriglia. Una tappa che è meritata, sia per il posto sia per il contatto diretto con la stalla, l’odore di mucche e di latte appena munto, e per il contatto con l’allevatore. Bastano pochi minuti a guardare il suo lavoro e sentirlo parlare per cogliere la distanza che si è ormai creata tra il suo lavoro (a contatto con la terra) e quello della trasformazione dei prodotti del suo lavoro (come è il nostro). Distanza non solo nel tipo di lavoro (un lavoro all’aria aperta) ma anche nel tipo di reddito che se ne deriva: non si può non cogliere una sperequazione che grida “perchè?”. Il motivo per cui ha chiuso il distributore di Figline è così forte da dover organizzare un’azione di boicottaggio. Ma dato che questa si ritorcerebbe soprattutto contro lui, decidiamo di non scriverlo qui.

Il miele bio è stato acquistato presso un amico-apicoltore del mugello che ci ha assicurato che le sue api hanno preso il polline di fiori di San Donato in Fronzano e di Vicchio.  Lo zucchero di canna e il cioccolato in gocce sono certificati FAIRTRADE. A questo proposito apriamo una parentesi sulla indicazione degli ingredienti in etichetta. Poiché non siamo certificati Bio, e poiché il prodotto contiene solo alcuni ingredienti bio e quindi non sarebbe certificabile, nell’etichetta non abbiamo indicato farina, miele e burro da agricoltura biologica perchè non sappiamo se per le normative sull’etichettatura si possa fare o violi appunto il regolamento CEE in proposito. Per quanto riguarda l’indicazione di zucchero di canna e cioccolato FAIRTRADE anche qui è non è stata indicata la provenienza da questo circuito per tre motivi: il primo riguarda il fatto che il nuovo regolamento FAIRTRADE per i prodotti trasformati (come i biscotti) obbliga ad utilizzare tutti gli ingredienti FAIRTRADE disponibili e necessari alla ricetta (il miele quindi avrebbe dovuto essere FAIRTRADE), il secondo che per indicare il marchio FAIRTRADE sulla confezione bisogna aggiungere una spiegazione su cosa è FAIRTRADE (e non avevamo spazio in etichetta), il terzo che per apporre il marchio bisogna pagare una royalty pari al 3% del valore del prodotto ( e noi non l’avevamo conteggiata nel prezzo…). Il sale è quello di Volterra, e l’estratto di vaniglia naturale viene dal Madagascar (la vaniglia…l’estratto è fatto in Francia).

Il processo produttivo è andato diversamente da quanto programmato. Si era infatti pensato di fare i Frolloni un po’ per volta in modo da tenere basso il costo di produzione (facendo assorbire alla normale produzione i costi fissi e del lavoro) purtroppo la chiusura del distributore del latte crudo di Figline ci ha impedito di seguire il programma: se avessimo avuto il distributore saremmo andati ogni giorno a prendere i 2-3 litri di latte necessario alla produzione giornaliera fino a soddisfare tutte le vostre richieste. La chiusura ci ha obbligati ad andare fino dall’allevatore a Cavriglia e prendere tutti insieme i 35 litri di latte necessari. Siccome il latte dura 3 giorni, in 3 giorni abbiamo dovuto fare tutta la produzione e non spalmarla su più giorni come programmato.

Dal punto di vista “tecnico” i biscotti sono risultati molto ricchi, proprio “a causa” della bontà del burro e del latte crudo, forse anche troppo per un biscotto che dovrebbe essere da colazione e che invece assomiglia più ad un biscotto da dessert. Troverete biscotti non uniformi in dimensioni perchè il tipo di impasto “a montata” non ci ha consentito (con le nostre macchine dedicate ad altre lavorazioni) una amalgama omogenea. Sarebbe stato più semplice fare un impasto da “siringa” ovvero molto più duro e con il quale è più facile fare biscotti tutti uguali e anche meno ricchi (più da colazione), ma al momento non abbiamo i macchinari adatti. Altra nota di contorno: il trasporto della farina e del latte così come dei biscotti a Firenze è stato fatto con furgoncino alimentato a metano.

La nota dolente per noi è che abbiamo sforato del tutto i preventivi di costo: non calcolando il tempo dedicato (anche solo per andare a prendersi farina e latte), abbiamo sostenuto 70 centesimi in più al Kg di costo di sole materie prime, il che unitamente al fatto di aver dovuto produrre i biscotti interrompendo l’altra produzione alla fine non ci ha fatto guadagnare (in termini economici) niente (ma neppure perdere….abbiamo fatto pari come si dice).

Di sicuro è stata una bella esperienza sia per il rapporto con i fornitori delle materie prime (non anonimi come spesso accade), sia per il rapporto con tutti voi che ci avete trasmesso molto entusiasmo per l’idea. Per il futuro, dovremo quindi correggere questi fattori di extra-costo: un modo potrebbe essere quello di usare il burro tradizionale al posto di quello bio (che incide molto nel costo, sempre acquistandolo dalla stessa azienda di reggio emilia) e trovare una soluzione per il discorso latte per non doverlo utilizzare tutto insieme e poter suddividere la produzione su più giorni. Volendo riassumere questa esperienza (che rimane una goccia anche nella nostra normale attività) in qualche frase possiamo dire che l’abbiamo fatto: perchè crediamo nella costruzione di reti di economia locale e globale (commercio equo) caratterizzata da criteri di sostenibilità ambientale e sociale e perché crediamo che la vicinanza umanizza i rapporti di lavoro. Insomma l’abbiamo fatto non solo per soddisfare i consumatori “critici” ma anche per cercare di creare un rapporto con i produttori-fornitori che ci stanno vicini e con quelli che stanno molto lontani geograficamente ma comunque vicini come valori.

A questo punto attendiamo le vostre valutazioni (qualcuna è già arrivata…) e poi vediamo se, quando e come sarà il caso di fare una seconda infornata!
Biscottificio Scapigliati

L’alternativa è una classe politica così ridicola da vietare perfino…

Foto "Ferrara dopo la Memorabile Nevicata [19.12.09]" by Sim Dawdler - flickr
Foto “Ferrara dopo la Memorabile Nevicata [19.12.09]” by Sim Dawdler – flickr

Le fabbriche chiudono e licenziano migliaia di operai (oggi è toccato a Termini Imerese), i giovani sono sempre più precari e disoccupati. Vengono tagliate  la scuola, la sanità e le pensioni (ma non le spese militari). La gente non arriva a fine mese, le mense della Caritas sono strapiene. Basta una pioggia e il territorio frana per l’incuria e la speculazione edilizia dei signori del cemento. Questa è la tragedia di una nazione intera…

Dalla politica, specialmente da quella più vicina alle persone come le amministrazioni locali, un cittadino si aspetterebbe delle risposte di buon senso e buona amministrazione e invece (quando va bene) si ritrova con l’arroganza del potere ben interpretata, come si è visto  nei servizi dei TG, dal sindaco di Genova di fronte ai cittadini  dopo l’alluvione.

E’ possibile immaginare qualcosa di ancora peggiore? Si, un’amministrazione talmente fuori dal mondo che si copre di ridicolo con atti che sarebbero stati bene in una fiaba di Gianni Rodari e che invece sono drammaticamente veri e offensivi verso i cittadini…

Di cosa sto parlando? Del COMUNE DI FERRARA che, nel nuovo regolamento di polizia municipale, in discussione nei prossimi giorni,  VIETEREBBE AI CITTADINI DI TIRARSI LE PALLE DI NEVE E DI SDRAIARSI SUI PRATI più altri ameni divieti simili…

Ci sarebbe da farsi due risate e invece è tragicamente vero… l’amministrazione di centrosinistra della civilissima Ferrara (sindaco PD),  per risolvere i gravi malanni del paese, ha scelto due rimedi efficacissimi: vietare di sdraiarsi su un prato a guardare passare le nuvole in cielo e impedire ai bambini di tirarsi le palle di neve…

Visto che in via delle Volte (la via della foto) conosco un ristorantino dove si mangia divinamente, la prossima volta che vado a Ferrara mi mangio un bel piatto di ravioli di zucca, una salama da sugo e un dolcino, oppure un bel vassoio di fritto e poi, così imbottito, vado a fare una terribile azione terroristica… Vado in piazza Ariostea, mi butto nel prato sotto al monumento a Ludovico Ariosto e mi faccio una bella…. pennichella sovversiva!

Se questi sono i partiti dell’alternativa a Berlusconi siamo messi proprio bene!

Link

Natale Solidale: … A.A.A. cercasi volontari infiocchettatori e impacchettatori!

Foto "12.24.10" by colemama - flickr

Foto "12.24.10" by colemama - flickr

Natale solidale

Natale solidale

In questo post non vi parlo in senso stretto di regali da fare a Natale ma di alcune proposte per fare qualche ora di volontariato incartando i pacchi di Natale a favore di 3 associazioni impegnate nel sud del mondo. Si tratta di creare le confezioni regalo dei clienti di note catene commerciali in cambio di un’offerta per una serie di progetti umanitari…

Metto… in rigoroso ordine alfabetico

COOPI per Coin e Sephora

Coopi (Cooperazione internazionale) è una ONG italiana nata nel 1965 che opera in Africa ed America Latina. I volontari Coopi saranno presenti con un banchetto all’interno dei punti vendita di COIN e SEPHORA nelle principali città italiane per confezionare i pacchetti regalo ai clienti, in cambio di un’offerta. Le donazioni raccolte saranno devolute al progetto “Operazione Insieme x 100.000” per salvare 100.000 bambini dalla malnutrizione in Africa: in Chad, Congo e Malawi. Coopi sta cercando volontari per impacchettare i regali nel periodo dal 3 al 24 Dicembre nelle seguenti città: Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Casalecchio di Reno (BO), Como, Ferrara, Firenze, Forlì, Genova, Lecco, Livorno, Lucca, Milano, Napoli, Novara, Padova, Parma, Pavia, Piacenza, Pisa, Roma, Salerno, Terni, Trento, Trevi (PG), Treviso, Torino, Udine, Varese, Verona, Vicenza, Venezia.

Per dare la propria disponibilità potete andare a questa pagina web…

MANI TESE per le librerie Feltrinelli

Mani Tese è un’altra ONG nata nel 1964 che si occupa di giustizia, solidarietà e sostenibilità, con progetti in Asia, Africa e America Latina. Anche quest’anno, dal 1° al 24 Dicembre i volontari di Mani Tese incarteranno i regali presso le Librerie Feltrinelli, Feltrinelli International e Feltrinelli/Ricordi Musica, a fronte di un offerta contro la fame e gli squilibri fra Nord e Sud del pianeta. Le città dove Mani Tese sta cercando volontari sono: Ancona, Biella, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Como, Cremona, Ferrara, Firenze, Genova, Latina, Mestre, Milano, Monza, Napoli, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Pistoia, Ravenna, Rimini, Roma, Salerno, Torino, Treviso, Varese,  Verona, Vicenza, Vigevano.

Per dare la propria disponibilità visitare questa pagina web

OXFAM ITALIA per Euronics e Compy

Oxfam Italia nasce nel 2010 dall’adesione della trentennale ong Ucodep alla rete internazionale di Oxfam. I campi di azione di Oxfam Italia sono contro la povertà e l’ingiustizia e i paesi in cui opera sono i Balcani, l’America centrale e L’America Latina, il Medio Oriente, l’Africa e il Sud -Est Asiatico. Dal  3 al 24 dicembre 2011 i volontari di Oxfam saranno presenti nei punti vendita di Toscana e Umbria delle catene  Euronics e Compy con l’iniziativa: “Un regalo coi fiocchi. Per tutti.” I proventi dell’iniziativa verranno devoluti al Progetto Coltiva 2011, legato alla nuova campagna internazionale COLTIVA. Il cibo. La vita. Il pianeta. Tutti i volontari che parteciperanno all’iniziativa riceveranno un buono sconto da spendere presso Euronics e Compy. Le località in cui Oxfam Italia cerca volontari sono le seguenti: Arezzo, Bibbiena, San Giovanni Valdarno, Montevarchi, Siena, Sinalunga, Grosseto, Orbetello scalo,  Follonica, Firenze,  Prato, Sesto Fiorentino, Lucca, Viareggio, Montecatini Terme, Livorno, Cascina, Navacchio, Pontedera, Massa, Sarzana, Perugia, Marsciano, Città di Castello, Trevi, Foligno, Terni.

Per contattare le varie sezioni di Oxfam e proporsi come volontario andare a questa pagina

Io purtroppo con fiocchi, nastri, carta e pacchetti sono proprio imbranato… Per fare qualche pacchetto mi autoannodo, spreco un sacco di carta ed ottengo degli oggetti informi che sono una via di mezzo fra un mostro alieno e una scultura d’arte contemporanea… In compenso, quando sono sotto l’albero i pacchetti che ho incartato io si riconoscono da lontano!

Gardaland: da una nota, un concerto. La potenza del Web. (con piccola riflessione finale).

Foto "DSCN0462 1" by Marika Dalloco  - flickr

Foto "DSCN0462 1" by Marika Dalloco - flickr

Nelle scorse settimane tanti blogger si sono uniti ed hanno “suonato delle campane” per portare a conoscenza di più persone possibili il trattamento discriminatorio che Gardaland riserverebbe alle persone con sindrome di Down. Tutto è partito da un post fatto da Antonella  sul blog di Trisomia 21 di Firenze lo scorso 18 Ottobre (qui il link). Dopo questo post altri blogger hanno alzato la voce e grazie al passaparola le voci si sono moltiplicate e da singole sono diventate un coro… che ha travalicato il mondo dei blogger ed è finito anche su facebook, fino ad uscire dalla rete e a far sentire la propria voce fino alle rive del lago di Garda… Ogni blogger ha declinato la tematica secondo la propria sensibilità e la propria creatività ma tutti insieme, ognuno nella propria diversità, abbiamo detto “Io boicotterò Gardaland fino a quando  le cose non cambieranno.”

Ecco cosa ha scritto Antonella nel suo post di Sabato 19 Novembre.

Gardaland: da una nota, un concerto. La potenza del Web.

L’opinione del popolo del web può influire su una controversia legale? Probabilmente sì, perché siamo sulla buona strada. “Quelle campane” l’hanno sentite suonare in molti, e hanno fatto un frastuono che è arrivato fin là.

Erano talmente tante che hanno dato fastidio, facendo sobbalzare qualcuno che adesso sembra iniziare a ragionare… ma ancora niente è cambiato perché dal 3 dicembre Gardaland sarà Magic Winter per tutti, tranne che per le persone con sindrome di Down. Perciò vi diciamo che noi continueremo a suonare le nostre trombe, e se continuerete a suonare le vostre campane, un giorno non troppo lontano, forse le sentiremo suonare a festa!

Trisomia 21 Onlus anche a nome del CoorDown (Coordinamento Nazionale persone con sindrome di Down), ringrazia tutti coloro che, dopo aver letto la notizia pubblicata in questo blog “Forse non sapete che”, si sono attivati per esprimere il proprio disseso, criticando la presa di posizione di Gardaland. Questo è infatti l’unico parco al mondo che, con tanto di cartellonistica, vieta l’ingresso alle persone con disabilità intellettiva.

Di fatto, non potendo accertare la disabilità intellettiva degli ospiti, le uniche persone a cui viene impedito l’accesso alle attrazioni dagli addetti alla sicurezza sono quelle con sindrome di Down, quindi discriminate unicamente sulla base dei tratti somatici.

Tutto ciò è gravissimo, non per l’entità del divieto, ma perché dietro a tale diniego si cela qualcosa di più complesso che si chiama discriminazione. Di questo si tratta. Una discriminazione. E piccola o grande che possa sembrare a chi non la vive, è sicuramente pesante e umiliante per chi la subisce.

Personalmente non ho mai gradito questo tipo di svago e, “per scelta”, ho sempre evitato di frequentare i parchi divertimento. Mia figlia, al contrario, ha espresso più volte il desiderio di andare a Gardaland. Sarà per l’effetto della pubblicità, dei racconti dei compagni di classe, delle foto che raffigurano il fratello maggiore sorridente sul Colorado Boat, o forse solo per la sua innata voglia di divertirsi. Ho cercato di crescerla nella consapevolezza della sua difficoltà, basando il nostro rapporto sulla fiducia e sull’onestà, certa che così avrebbe trovato la forza e la voglia di superare gli inevitabili ostacoli del suo cammino. Ma questa volta, questa verità, non l’ho detta. Ho preferito l’inganno.

Caro Signor Gardaland, anche se la mia mamma non ha avuto il coraggio di spiegarmi “il perché”, so che per adesso io non posso salire sulla tua giostra, posso però suggerirti di brindare al giorno in cui, tutti i bambini come me, potranno farlo.

tratto dall’articolo “Gardaland: da una nota, un concerto. La potenza del Web.” pubblicato sul blog di Trisomia 21 il 19/11/2011

Prima di mettere il consueto elenco di tutti i blogger che hanno partecipato e stanno partecipando al boicottaggio permettetemi di dire che SONO FIERO DI AVER SUONATO E DI CONTINUARE A SUONARE LA MIA CAMPANELLA  e consentitemi di aggiungere una breve riflessione  che mi sento in dovere di fare…

Quando Antonella scrisse il post del 18 ottobre mi venne naturale scrivere sul suo blog  “organizziamo un boicottaggio”… Vengo da una ventina d’anni di consumo critico e nel tempo penso di aver aderito a decine di campagne contro multinazionali di ogni tipo, contro lo  sfruttamento dei lavoratori, contro l’uso di prodotti/ingredienti nocivi, etc…  In questi anni penso di aver scritto, protestato e boicottato  un po’ tutti: dalla Nestlè alla Coca Cola, dalle compagnie petrolifere alle banche che trafficano con gli armamenti  e così via. Se mi è sembrato naturale dire “organizziamo un boicottaggio” la cosa che mi ha sorpreso davvero è come la potenza della rete, in un mese solo sia riuscita a smuovere le acque: singoli blogger, dal basso, col solo passaparola e senza una regia unitaria hanno messo insieme un bel concerto di voci…

La cosa che mi ha gratificato di più nel messaggio di Antonella non è  il fatto che a Gardaland siano saltati sulle sedie ma i ringraziamenti che arrivano a tutti i blogger da parte dell’Associazione Trisomia 21 e del Coordown e che ci dimostrano che siamo sulla strada giusta. In questo mese mi sono sentito con  Antonella diverse volte e  posso testimoniare che si è fatta in quattro, ha seguito e promosso il boicottaggio con passione, ci ha incoraggiati, ci ha dato idee, ma lo ha fatto a titolo esclusivamente personale. Le Associazioni, per le note vicende legali, restavano sempre sullo sfondo e non si capiva se approvavano ufficialmente le nostre azioni oppure no… Aver avuto i loro ringraziamenti è allo stesso tempo una piccola soddisfazione e un nuovo stimolo per continuare con un maggiore impegno, sapendo che il nostro piccolo e modesto boicottaggio adesso è sostenuto anche dal Coordown e da Trisomia 21.

A questo punto dobbiamo preparare un bel concerto di Natale…. noi blogger abbiamo già accordato tutti gli strumenti… aspettiamo che il direttore di questa orchestra, con la sua bacchetta… ci dia solo il via…

BLOGGER PARTECIPANTI AL BOICOTTAGGIO

Natale Solidale: Il catalogo di Survival International.

Foto "Konongoy – Orecchini masai" dal catalogo di Survival.it

Foto "Konongoy – Orecchini masai" dal catalogo di Survival.it

Ringrazio Patrizia M. del blog “Melodia del Silenzio” per avermi inviato questa idea per il Natale Solidale.

Survival International è una ONG nata in Gran Bretagna nel 1969, con una sede anche in Italia,  che si occupa di aiuto ai popoli tribali di tutto il mondo nella difesa delle loro vite, delle loro terre e nella tutela dei loro diritti e  della loro autodeterminazione.

Survival International ha un catalogo di oggetti acquistabili on line che servono a finanziare le attività della ONG. Potete trovarci oggetti di artigianato tribale come gioielli o utensili per la casa e l’arredamento, t-shirt, carta da regalo, biglietti natalizi, calendari e agende per l’anno 2012, articoli per il benessere della persona. A tutto ciò vanno aggiunti una nutrita serie di DVD, Cd audio, libri per adulti e ragazzi tutti dedicati alla vita e alle usanze delle popolazioni indigene del mondo.

Natale solidale

Natale solidale

Per un Natale… tribale, potete consultare tutto il catalogo e leggere le modalità per fare gli ordini a questo indirizzo…

http://catalogo.survival.it