Le 5 “R” per la decrescita felice…

foto "Reuse" by andriux-uk - flickr

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Mi è capitato fra le mani un vecchio volantino sull’ecosostenibilità, dove c’era uno stringatissimo paragrafo sulle 5 Regole per uno sviluppo sostenibile, o come preferisco dire io, per la decrescita felice…  Ho pensato di riproporvele, integrandole con qualche considerazione personale e qualche spunto preso qua e là girellando sul web…

  • Ridurre. Riduciamo i consumi, compriamo lo stretto necessario, preferendo prodotti durevoli e non usa e getta. Prima di acquistare qualcosa valutiamo se abbiamo già in casa quello che ci serve e se le quantità che abbiamo intenzione di comprare sono idonee per la nostra famiglia o se invece rischiamo di sprecarle. Preferiamo oggetti con minori imballaggi e minor impatto ambientale. Se dobbiamo comprare qualcosa che magari useremo una volta ogni tanto (ad esempio un trapano) valutiamo se possiamo farcelo prestare da amici e parenti.  Prima di comprare un oggetto nuovo pensiamo se possiamo trovarlo nel mercato dell’usato, magari a prezzo ridotto o tramite lo scambio o il baratto. Iniziamo ad autoprodurre quello che ci necessita: dallo yogurt, al pane, alle marmellate, ai saponi… Tanti oggetti possono essere prodotti in casa e spesso sono migliori rispetto agli analoghi prodotti industriali.
  • Riparare. Non buttiamo gli oggetti appena si rompono: facciamoli riparare e se non è economicamente conveniente portarli ad un centro assistenza, cerchiamo amici o parenti che ci possano dare una mano nella riparazione. Anche su internet possiamo trovare tante istruzioni per fare piccole riparazioni.
  • Riusare. Usiamo lo stesso oggetto fino a quando è servibile senza farci tentare dalla pubblicità che ci imporrebbe di cambiare oggetti ancora funzionanti con modelli più nuovi ma del tutto analoghi a quelli che già abbiamo (spesso la novità è solo di immagine o sta in qualche caratteristica in più che magari non useremo mai). Se proprio dobbiamo cambiare un oggetto ancora funzionante con uno nuovo, regaliamo il vecchio a chi può averne bisogno e può continuare ad usarlo. Ad esempio un computer vecchiotto potrebbe essere utile per tante scuole, associazioni o per qualche amico che ha minori esigenze rispetto a noi.
  • Riciclare. Quando un oggetto non è più riparabile o non serve più per il suo scopo originario è possibile dare sfogo alla propria fantasia per farne un uso creativo e alternativo. Bottiglie che diventano lampadari, floppy disk che si trasformano in portapenne, magliette che per magia diventano borse per la spesa e così via… E se proprio la fantasia non ci assiste basta affidarsi ad un motore di ricerca per trovare le idee più bizzarre… Solo in ultima istanza ricorriamo al cassonetto facendo una bella raccolta differenziata…
  • Rallentare. Riprendiamoci il tempo per godere la nostra vita, adottando uno stile di vita più slow. Evitiamo di correre a destra e manca inseguendo l’impeto del consumismo che ci vorrebbe tutti “nasci-produci-compra-crepa“. Prendiamoci il tempo per rilassarci, passeggiare in un parco, leggere tranquillamente un libro, coltivare amicizie, hobbies, fiori e ortaggi…
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8 thoughts on “Le 5 “R” per la decrescita felice…

    • Giuro che tutte le soluzioni che ho messo nell’articolo esistono veramente, solo che mi ha fatto fatica andare a ricercare tutti i link per metterli nell’articolo… Se ti scandalizza il portapenne fatto con i floppy che dire delle lampade da tavolo fatte con i cd, dei tappetini antiscivolo per la doccia fatti con i tappi delle bottiglie della minerale e dei braccialetti fatti riclando gli spazzolini da denti usati? Se cercate con google li troverete tutti…..

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  1. Mi piacciono tutte e tanto!!!!!!!!!!!
    Devo dire che le seguo con una certa attenzione.
    Quando ero giovane ho frequentato dei corsi universitari in Germania.
    Si parla degli anni 1983/1984/1985 (povera me….) già allora negli alloggi degli studenti c’era la differenziata e veniva insegnato fino dall’asilo che nel bidoncino verde si metteva una cosa, in quello giallo un’altra ecc…
    Per mantenere la lingua ci ritorno spesso in Germania. Ricordo quando con mia figlia in campeggio si andava a buttare il sacco dell’immondizia, c’era l’omino che per noi italiani ci spiegava dove andava messa, (4 tipi diversi di vetro, a seconda del colore del contenitore) ecc…ecc..
    In Germania non si comprano prodotti con tanto imballo perchè la maggior parte dei comuni fa pagare la bolletta in base al peso!!!!!!!! Te lo dico io che cerchi di buttare via il meno possibile!! Addirittura al super mercato puoi lasciare gli imballi in eccedenza che vengono ritirati dalle ditte che hanno imballato il prodotto!
    Ho imparato moltissimo viaggiando, soprattuto sul riciclaggio e sulla cura del verde…ma non vorrei fare un poema, nel tuo spazio.
    Insomma si è capito che l’argomento l’ho trovato incredibilmente utile!!!!!!!!!!!

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    • il riciclaggio fatto così è perfetto! ma per arrivare a questo ci vogliono cittadini teutonici. noi paghiamo la tarsu in base ai metri quadri delle case!!! così due case della stessa quadratura che ospitano in una solo una persona e nell’altra più persone – quindi con consumi e maggiori prodotti di scarto – hanno la stessa tassa per lo9 smaltimento dei rifiuti. misteri italiani!

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  2. @Mizaar, è esattamente quello che capitana a mia mamma. Vive sola in una grande casa (fino a poco tempo fa abitavamo tutti lì con mio fratello, mio papà, ecc…) fa compostaggio e la sua immondizia è di solito un sacchetto a settimana e puoi ben immaginare quanto paga. Non che uno si lamenti, per carità, ma è il concetto sbagliato.

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