Visita alla Mostra Risate Antirazziste: breve e triste resoconto.

Foto "rar_eyecatcher" tratta dal sito www.comics-against-racism.eu

Foto "rar_eyecatcher" tratta dal sito http://www.comics-against-racism.eu

Come vi ho scritto nel post di Venerdì scorso,  ieri pomeriggio sono stato alla 2° Mostra Mercato del Fumetto di Scandicci dove erano esposti i pannelli  con le vignette realizzate all’interno del progetto europeo Risate Anti Razziste, curato per l’Italia dal Cospe.

La Mostra Mercato del Fumetto, pur non essendo grandissima, garantiva una bella qualità con degli stand molto interessanti ed era frequentata da un sacco di gente. Io, che non colleziono fumetti, ho cercato un po’ di roba per le mie collezioni e sono tornato a casa con un pin della Bonelli rappresentante Martin Mystère ma soprattutto con un bel libro del 1960 dedicato alle Olimpiadi di Roma e scritto dai due grandi giornalisti sportivi del passato: Nando Martellini e Paolo Valenti.

Purtroppo la Mostra sulle Risate Anti Razziste è stata una mezza delusione. L’esposizione di per sé è molto bella e interessante, con tante vignette che fanno riflettere e ridere (in modo amaro) sul razzismo: si va dai grandi vignettisti (Vauro, Altan, Disegni etc…) ai ragazzi delle scuole d’arte italiane. Malgrado ciò la collocazione dei pannelli era molto infelice: mentre la folla si assiepava fra gli stand sul parquet del palasport, i pannelli (sinceramente un po’ piccolini) erano sistemati sulle tribune e i visitatori dovevano arrampicarsi sulle gradinate del pubblico per andare a vederli. Nell’ora e mezza in cui sono stato al Palasport, l’unico che si è preso la briga di salire le scale per leggere i pannelli sono stato solo io.

Ma la cosa che mi ha deluso maggiormente è stata la (non) presenza del Cospe, ovvero della Onlus curatrice della Mostra. Non uno stand, non un tavolino, ma solo un po’ di volantini abbandonati alla rinfusa sulle scale che conducevano alle gradinate: in pratica quasi buttati in terra. E’ triste dirlo ma in una fiera con tanti visitatori, un’associazione seria come il Cospe era rappresentata da alcuni volantini abbandonati e da un tristissimo foglio e una penna dove gli interessati avrebbero dovuto lasciare i propri dati per poi essere ricontattati. Insomma, nel periodo in cui ho visitato la mostra, non ho visto nessun umano del Cospe (che tra l’altro ha la sede nazionale proprio a Firenze). Sarò stato particolarmente sfortunato io o magari i volontari erano  impegnati in cose più serie da altre parti, ma a questo punto io avrei evitato di farmi rappresentare da un po’ di carta abbandonata su alcuni scalini di cemento… Che peccato!

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3 thoughts on “Visita alla Mostra Risate Antirazziste: breve e triste resoconto.

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  2. peccato, una bella occasione persa… tutto il lavoro di bravi disegnatori messo in disparte rispetto alla logica dello scambio fumetti (pur bello per carità, però diamo spazio anche al resto…)

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