Festa del 17 Marzo: … Indovinate chi paga?

Povera Patria

Foto "Povera Patria" by Daniele Muscetta - flickr

Alla fine, dopo tutte le polemiche della Confindustria e di qualche partito politico, la Festa del 17 Marzo, che celebra il 15o° Anniversario dell’Unità d’Italia, si farà. Sto già preparando un post sul significato di questa festa  ma oggi vorrei dedicarmi ad un aspetto meno alto e molto più  pratico, ovvero: …ma chi paga il dì di festa?

Ce lo siamo chiesti con un mio collega quando in ufficio abbiamo ricevuto la circolare in cui si diceva che il 17 Marzo saremo chiusi. Non siamo avvezzi al legalese o sindacalese delle circolari ma, cercando di leggere fra le righe, abbiamo sentito puzza di bruciato. Abbiamo poi chiesto ad un nostro collega sindacalista di confermarci le nostre intuizioni e abbiamo scoperto, non solo di aver visto giusto, ma che il decreto è un vero e proprio pastrocchio…

Il decreto.

Gli articoli del decreto incriminati sono il numero 2 e il numero 3 e recitano…

2. Al fine di evitare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e delle imprese private, derivanti da quanto disposto nel comma 1, per il solo anno 2011 gli effetti economici e gli istituti giuridici e contrattuali previsti per la festività soppressa del 4 novembre non si applicano a tale ricorrenza ma, in sostituzione, alla festa nazionale per il 150° anniversario dell’Unita’ d’Italia proclamata per il 17 marzo 2011.

3. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Tratto dal DECRETO-LEGGE 22 febbraio 2011, n. 5

Chi paga?

Se, come recitano gli articoli 2 e 3 non ci devono essere nuovi o maggiori  oneri a carico dei padroni (imprese private per i dipendenti privati e finanza pubblica per i dipendenti pubblici), chi paga il dì di festa? Semplicemente… se lo pagano i  lavoratori dipendenti stessi, con una specie di intrallazzo fatto sulle festività soppresse.

Prima di spiegarvi come funziona la faccenda, rinfreschiamo le idee, specialmente ai più giovani, su cosa sono le festività soppresse. Fino al 1977 in Italia c’erano più giorni di festa: in quell’anno, causa crisi, furono abolite per decreto diverse festività, salvo reintegrarne alcune nel 1985. Allo stato attuale le festività soppresse sono le seguenti: San Giuseppe (19/3), l’Ascensione (variabile), Corpus Domini (variabile), SS. Apostoli Pietro e Paolo (29/6), Festa dell’Unità Nazionale (4/11). In cambio di queste festività i lavoratori ebbero (a seconda dei contratti) delle indennità pagate o delle giornate di ferie aggiuntive e su queste va a prendere i soldi il decreto della festa del 17 Marzo… per la precisione sulla festa del 4 Novembre!

Come pagano i dipendenti privati?

Di solito i dipendenti privati (ma dipende dal contratto) nelle festività soppresse prendono un’indennità economica extra in busta paga. Per dirla semplice (scusatemi ma non sono ne’ un fiscalista, ne’ un esperto di paghe, magari qualcuno più informato potrà precisare meglio…) prendono una giornata di paga doppia per compensare la mancata festività. Come risolve il decreto il problema della festa del 17 Marzo? Semplice: l’indennità della giornata doppia prevista per il 4 Novembre slitta al 17 Marzo e copre il giorno di festa. Morale della favola il lavoratore si paga la festività del 15o° Anniversario dell’Unità d’Italia: a Marzo riceve lo stipendio normale mentre il prossimo mese di Novembre riceverà lo stipendio con una giornata in meno rispetto allo scorso anno, per slittamento dell’indennità relativa alla festività soppressa del 4/11 al mese di Marzo.

Come pagano i dipendenti pubblici?

I dipendenti pubblici non percepiscono indennità economiche, ma hanno 4 giornate di ferie aggiuntive che compensano le festività soppresse. Di conseguenza, per coprire la festività del 17 Marzo senza che ne derivino oneri per la finanza pubblica, molti enti stanno pensando di mettere in ferie obbligate tutti i dipendenti per la festa del 15o° Anniversario dell’Unità d’Italia. Alla fine della storia… tutti a casa il 17/3 scalando un dì fra i 4 giorni di ferie previsti come compensazione delle festività soppresse!

E chi lavora?

La beffa maggiore è però riservata a chi dovrà lavorare il 17 di Marzo, semplicemente perchè il decreto non ne parla per niente. Pensate solo agli operatori della sanità, alle forze dell’ordine o ai tanti turnisti che lavorano anche nei giorni festivi. Di solito prendono un’indennità o una retribuzione oraria maggiorata per lavoro diurno festivo o per lavoro notturno festivo, ma questa volta il decreto dice che si devono evitare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e delle imprese private. Quindi, non vorrà mica dire che questi lavoratori non percepiranno le indennità spettanti per il lavoro festivo del 17/3?

E il sindacato, cosa dice?

Appurato che tutti i lavoratori dipendenti pagheranno di tasca propria la festività del 17 Marzo, i sindacati cosa fanno? Più o meno tutti sono rimasti spiazzati dal decreto, stanno mandando comunicati vari  e si stanno organizzando… Come ci ha detto il nostro collega sindacalista: «Non sappiamo cosa fare, abbiamo investito del problema le nostre sedi centrali: intanto festeggiamo il 17 Marzo, poi cercheremo di metterci una pezza!»

ViVa l’ItaLiA!

p.s. (1) Non essendo ne’ un sindacalista, ne’ un esperto di diritto del lavoro e nemmeno un fiscalista, potrei aver capito male e di conseguenza potrei anche aver detto, in buona fede, una serie di enormi sciocchezze. Se c’è qualcuno più esperto del sottoscritto posti eventuali correzioni fra i commenti. Grazie.

p.s.(2) Tanti auguri di buon 8 Marzo a tutte le donne!!!!

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9 thoughts on “Festa del 17 Marzo: … Indovinate chi paga?

  1. Non sono neppure io una fiscalista ma mi sa che purtroppo hai proprio ragione!!!!! Si fanno uscire le cose dalla porta e si fanno rientrare dalla finestra….. e festa finita!!!! 🙂

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  2. Già, sapevo del fatto delle ex-festività e la cosa del 4 novembre fu subito messa come ipotesi per calmare Marcegaglia, Calderoli e gli altri che per primi fecero opposizione alla festa.

    Noi però siamo stati in grado di fare peggio a livello sindacale.
    Non ti sto a tediare, ma fatto sta che a causa di una riduzione d’orario del venerdì derivante da contratto collettivo, l’utilizzo del 4/11 per compensare una nuova festa non è sufficiente a coprirne i costi.
    L’azienda ha proposto due alternative: 1- lavorare con maggiorazione; 2- concedere 4 ore di ferie, con altre 4 messe dai dipendenti. L’assemblea dei lavoratori ha votato la 1. Quindi noi siamo aperti… per dialogare con chi, mi domando io visto che tutto il mondo è chiuso. Almeno noi degli uffici che ci facciamo al lavoro ? Capisco la produzione, però…

    Io comunque prenderò ferie, ne ho tante. Avevo già in mente un programma e non lo mollo.

    Però capisco se girano le scatole a chi è a corto di ferie.

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  3. Scusate lo sfogo, l’amico ha sentito puzza di bruciato, io che ho il naso “fino” dico che se sono ferie obbligate la puzza mi sembra di “regime”, peraltro la vera festa dell’unità d’italia deve essere quella del 4 Novembre con la firma dell’armistizio e la vera unità !!!
    Meditate gente , meditate

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  4. Pingback: Due iniziative: “A difesa della Costituzione” e “Deviazioni” « Un po' di mondo

  5. confesso di avere approfondito pochissimo la parte ” sindacale ” dei 150 anni! non so come si metterà a scuola. finora ” babbo ” – il preside – non ha mandato in giro nessuna circolare. certo è un emerito pastrocchio e, come ha detto leonardo, di date significative per la nostra italia ce n’è. ma quella del quattro novembre non è una data risorgimentale, per quanto anche la guerra di resistenza è servita a mandar via gli ” invasori “. l’unitarietà di intenti negli italiani risulterà sempre un optional! 😦

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  6. Pingback: Fratelli d’Italia, secondo alevignozzi! « Un po' di mondo

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