Quando essere normali è rivoluzionario… Eh già…

Pensate un po’ alla televisione, alla politica, al mondo dello spettacolo  di oggi… tutta gente di plastica, rifatta, esagerata, tinta, parrucchinata, belli di una bellezza falsa (e pure ridicola).

Cominciamo dal numero 1: classe 1936, capelli di plastica, chili di cerone, megatacchi nelle scarpe, sagra del lifting ma in segreto, secondo le intercettazioni pubblicate dalla stampa,  col culo flaccido.

Passiamo ai Tg: giornaliste tutte gnocche, giovani e belle. Spero che non si offenda nessuna di loro, ma giornaliste normali o anche bruttarelle è dai tempi di Angela Buttiglione che non ne vediamo più. Questo non vuol dire che non siano brave ma dare l’impressione di essere gonfiate come un canotto (tipo Lilli Gruber) non credo che aumenti la professionalità… Anche i maschietti, a parte  quei quattro o cinque giornalisti di grido, con l’avanzare dell’età e la scomparsa dei capelli, scivolano nelle edizioni notturne dei tg per poi finire in radio o nelle seconde linee delle redazioni.

Il mondo dello spettacolo poi è veramente la sagra dell’impossibile: dalla Carrà col caschetto inossidabile a  gente  che secondo me usa quintali di tinture per abbattere il più piccolo capello grigio:  personaggi tipo Little Tony,  Al Bano, Morandi  o  ad altri che, dopo essere stati pelati per anni, un bel dì si sono svegliati con un ciuffo palesemente posticcio come Lucio Dalla, Ron…

Siamo così abituati a tutte queste immagini false che quando vediamo in tv un’artista normale, uno che non nasconde i segni dell’età,  ci meravigliamo e diciamo: «Mamma mia com’è invecchiato!». No, non è invecchiato, è solo un cantante che nella sua normalità è rivoluzionario. E’ una persona con la pancetta, le rughe, i capelli radi e  spettinati che il prossimo anno compirà 60 anni ma che, proprio grazie a questi “difetti”,  in un colpo solo ridicolizza tutti i suoi colleghi e magari mette  anche in discussione il modello culturale dei “belli artificiali…”

Chi è? E’ il Vasco: lui, al naturale, in un video scarno girato davanti ad un telo e  con una canzone che sembrerebbe banalotta ma che invece  è carica di ironia…  “Eh già”!

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8 thoughts on “Quando essere normali è rivoluzionario… Eh già…

  1. Versi come “che il freddo quando arriva poi va via” mi danno l’impressione di essere stati scritti sopra il water. Non credo di aver mai criticato il suo aspetto in questo video , quello che mi lascia perplessa è la canzone.

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    • Secondo me “il freddo quando arriva poi va via” è una frase semplice che nasconde dentro tutto l’alternarsi delle stagioni , il tempo che passa (e purtroppo non ritorna) e forse anche i problemi che arrivano e poi passano… D’altra parte Vasco è uno che ventotto anni fa ha denunciato il consumismo imperante e i guai che ne sarebbero seguiti con una canzoncina (Bollicine) con un testo che diceva solamente “piccolo spazio, pubblicità”… Se ci siamo sorbiti tutti questi anni di Berlusconismo forse è proprio colpa di quel “piccolo spazio pubblicità…”. Il testo di “Eh già!” è banalotto se non si capisce l’ironia che c’è dietro… e se questo fosse un brano sul tempo che passa e non ritorna?

      Comunque mai sottovalutare il water: secondo me è uno dei luoghi di ispirazione più usati da più di una persona!!!

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  2. Non te lo so dire , nessuno può sapere cosa Vasco in realtà volesse dire con questa canzone , tranne Vasco stesso.

    Che dire? Magari un fondo di verità sulla storia del water c’è 😛

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    • Allora nessuno può sapere cosa Dante, Manzoni, Jovanotti, Ligabue, Saviano, Pirandello, De Andrè, Mozart, Verdi e qualsiasi altro artista volesse dire con le sue opere tranne gli artisti stessi… Bisogna leggere fra le righe, analizzare e cercare di capire, soprattutto nel caso di quegli artisti che sono più stringati di tutti e che con una semplice frase riescono ad esprimere valori universali…

      Sai quale artista, con una sola frase, ha espresso tutto il dramma e la violenza che stanno dietro a quella carneficina europea che è stata la Prima Guerra Mondiale? Giuseppe Ungaretti con la poesia “Soldati”. Certo che se quella poesia non la interpreti…. parla solo di organi vegetali delle piante che, essendo ingialliti, non fanno più la fotosintesi clorofilliana…

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  3. Sì ok ma ci sono anche artisti che non lasciano trapelare nulla è così e basta. E a volte quello che fanno/scrivono/pensano/dipingono lascia poco all’immaginazione.

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  4. Mai stato un fan di Vasco, anzi, lo odio in tutta sincerità, e credo che molte sue canzoni siano state scritte con la parte del cervello distrutta dalla coca. In ogni caso, qualcosa di decente in Vasco c’è, ultimamente ha fatto molte scelte che ho apprezzato, come quella fatta in questo video, dove molla l’immagine del rocker senza paura per dimostrarsi umano, in un mondo di pupazzi, e come quella di qualche tempo fa di mettere i suoi pezzi in free download su internet.
    Queste scelte me lo hanno fatto rivalutare, e nonostante non apprezzi la sua musica, l’odio indiscusso che provavo per lui ha adesso qualche crepa.

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    • Non sono mai stato un fan di Vasco nemmeno io, però devo dire che ultimamente lo apprezzo. Mi sa che ha fatto come il vino… che invecchiando migliora…

      O forse sono gli artisti che nascono ora, frutto più dei reality che delle scuole di musica o delle cantine rockettare, che sono proprio scarsi!!!

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  5. noooooooo, vasco rossi nooooooooo! glib!!! 😦
    sei sicuro che le giornaliste siano tutte belle e gnocche? ma sicuro sicuro? vabbe’ l’annunziata sarà contenta che le hai dato della gnocca! 😀

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