La bandierina della speranza.

Oggi a Firenze tira un vento gelido da far paura. Me ne sono accorto  stamani quando mi sono alzato e sono andato ad aprire le persiane. L’apertura delle finestre alla mattina  è per me quasi un rito: inizio dalla porta finestra del mio studio… la apro,  fermo la persiana e butto lo sguardo sul termometro appeso al muro esterno di casa per verificare la temperatura (stamattina il mercurio stava fra i 4 e i 5°). Poi mi volto e dalla terrazza giro lo sguardo verso l’orizzonte per cercare di capire che tempo farà, scrutando verso le colline a nord di Firenze. Se non ci fossero quei 2 palazzi aldilà del parcheggio e del giardinetto pubblico vedrei perfettamente sia  la Calvana che Monte Morello e in lontananza (ma solo in giornate limpide) anche le cime innevate dell’Abetone.  Oggi il mio sguardo non è andato verso le montagne ma è stato attirato da una terrazza di uno dei condomini di fronte dove sventolava freneticamente una piccola bandiera a cui non avevo fatto caso prima… Magari la bandierina è là da diversi giorni ma solo il vento di oggi  l’ha animata così tanto da farmela notare. L’ho guardata con commozione e l’ho chiamata la bandierina della speranza… E’ quella nella foto ed è  una bandierina egiziana! Com’è piccolo il mondo!

Florence, Flag of hope - Firenze, Bandiera della Speranza

foto "Florence, Flag of hope - Firenze, Bandiera della Speranza" by unpodimondo - flickr

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2 thoughts on “La bandierina della speranza.

  1. Io vedo Monte Morello dalle mie finestre e tanta umanità…..qui si può quasi chiamare villagio globale, tante etnie, tante fisionomie diverse che ho imparato a riconoscere. Per ora si vive pacificamente insieme….
    bella la bandierina!!!!

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    • Quest’anno saranno venti anni che abito a Firenze nel Quartiere 4… In questi due decenni, intorno a casa mia, ho visto abitare e transitare persone da tutto il mondo: fiorentini, italiani di tutte le regioni e tanti stranieri: albanesi, rumeni, egiziani, indiani, dello Sri Lanka, sudamericani e persone di tanti paesi da tutta l’Africa. La stragrande maggioranza non li conosco, con alcuni ci salutiamo solamente col classico “Buongiorno e Buonasera”, pochissimi sono diventati amici (due o tre). In ogni caso mi son sembrati tutti gran lavoratori e persone molto pacifiche… Alla faccia dei media e di alcuni partiti che vorrebbero farci credere il contrario.

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