Cambio di… stagione.

After the workout

foto "After the workout" by ヘザー heza - flickr

Si lo so, adesso non è proprio il momento in cui si fanno i cambi dell’armadio, ma quello che sto facendo io è un po’ particolare: dal 2011 cambierò società sportiva e quindi devo trasferire le vecchie divise podistiche in un cassetto, per far posto alle nuove… Dopo 6 anni di militanza nella mia vecchia squadra di atletica ho deciso, con un bel po’ di colleghi podisti, di migrare verso altri lidi, semplicemente perchè non ci ritroviamo più nelle scelte della dirigenza del vecchio gruppo. Ringrazio gli amici con cui ho passato questi 6 anni e che mi hanno aiutato nella mia evoluzione da ciccione sedentario a maratoneta, ma è veramente giunta  l’ora di cambiare…

Non vi starei a raccontare questa storia se non fosse che in parte sembra una metafora della nostra nazione (o almeno io l’ho un po’ vissuta così). La società podistica di cui ho fatto parte fino a oggi è un gruppo storico con oltre 30 anni di attività, che nei momenti più gloriosi ha avuto oltre 100-120 componenti… Col passare degli anni gli iscritti sono diminuiti ma soprattutto sono scemati coloro che la domenica mattina si mettono le scarpette, i pantaloncini corti e vanno  a correre per le strade. Morale della favola: ultimamente, a fronte di un’ottantina di iscritti ufficiali, alle gare ci sono mediamente i soliti 15 o 16 podisti!

Nel tempo, nonostante i vari tentativi di mediazione, il solco fra corridori e non corridori si è allargato sempre di più: i non corridori (per lo più anziani e inamovibili dirigenti della società) hanno usato il gruppo per altri interessi che niente hanno a che vedere col mondo della corsa: dalla politica alle bocce, dalle cene al tifo calcistico. Nello stesso tempo i corridori si sono sentiti  un po’ abbandonati a se’ stessi, nell’indifferenza generale: alle gare potevi arrivare primo o ultimo  ma non trovavi mai un dirigente  che ti battesse una mano sulla spalla per dirti che eri stato bravo…  Le volte in cui il dirigente era presente,  era più impegnato  nelle pubbliche relazioni con assessori e funzionari dei vari partitelli che a seguire i propri atleti… Inutile dire che quanto proposto e  fatto dai dirigenti non-gareggianti è sempre fatto bene mentre le proposte fatte dagli altri atleti sono sempre fatte male o non degne di considerazione: insomma o in un caso o nell’altro, niente dialogo fra le due parti! Anche chiedere una maglia  della società per andare a correre (pagandola naturalmente), è stato più di una volta oggetto di critiche e mugugni!

Lo scorso Settembre, dopo l’ennesimo scontro con la dirigenza,  F. l’amico e allenatore che cura la nostra preparazione atletica ci prende da una parte, uno per volta, e sconsolato ci dice: «Ragazzi, io non ce la faccio più. Voi fate come vi pare ma io cambio società!».  Giunge improvvisamente il momento delle scelte ed ognuno, per conto proprio, si ritrova con questo dilemma: «E’ meglio restare fedeli alla maglia della vecchia società o seguire l’amico che si è sempre fatto in quattro per tutti noi ma che si è stufato di far sempre il mediatore e di ingoiare tanti rospi?». Io ci penso un po’ e decido: «Senti F., se mi vuoi vengo con te…».

In pochi giorni si spalanca il vaso di Pandora e affiora tutto il malcontento. Alla fine della partita si contano: 13 atleti (tra cui il  sottoscritto) che solidarizzano con F. e vanno tutti insieme nella nuova società, 2 atleti che non si riscrivono in nessuna società e che  quindi correranno da “liberi” e altri 2 che migrano in due diversi gruppi. Appena il presidentissimo sente tremare la terra sotto il suo seggiolone partono gli strali: «Traditori, ingrati, avete tramato nell’ombra….». Peccato che nei quattro anni precedenti, nei quali  il malumore covava sotto la cenere, la dirigenza abbia sempre fatto orecchie da mercante…

Da Ottobre a Dicembre, negli ultimi 3 mesi di nostra appartenenza alla vecchia società sportiva, ne abbiamo sentite di tutti  i colori che al confronto anche  i litigi fra Berlusconi e Fini ci sono sembrati  scherzi fatti fra dilettanti! Finalmente siamo arrivati al momento del cambio della casacca e con un po’ di emozione, ma senza rimpianti ne’ rimorsi, il sottoscritto…  fa il  cambio dell’armadio!

…E pensare che in fondo è solo di un hobby!!!!

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5 thoughts on “Cambio di… stagione.

  1. Conosco molto bene questo genere di malcontento.
    Non l’ho provato sulla mia pelle ma su quella di mia figlia che gioca a volley da ormai 13 anni, e su quella di mio marito.
    Mio marito per qualche anno ha fatto parte della dirigenza. Questo, in una società sportiva piccolina e senza un soldo, voleva dire, usare sempre i nostri cellulari per tutto, la nostra auto per portare le ragazze, ore a fare i conti, a pulire, organizzare….Tutti i weekend impegnati….
    Ora mia figlia gioca a Torino e noi non partecipiamo più.
    Nemmeno noi recriminiamo niente… ma quanti bocconi amari inghiottiti, quando i genitori delle altre ragazze te le mollavano davanti al palazzetto e pretendavano tutto…e subito.
    Ma siamo felici quando incontriamo le ex giocatrici. Si ricordano di noi, ci abbracciano e ci fanno capire che hanno trascorso dei bei momenti. Un paio di queste ragazze hanno migliorato notevolmente il loro carattere chiuso ed introverso giocando in una squadra e relazionandosi on le altre…piccole soddisfazioni che fanno tanto piacere.

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    • Anche le due società oggetto del mio post (la vecchia e la nuova) hanno pochi soldi e vanno avanti col volontariato. Purtroppo quello che fa amareggiare è che per poche persone che pensano quasi di essere i padroni della società sportiva vada tutto a rotoli… Nella vecchia società lasciamo alcuni amici che ci sono rimasti malissimo ma che continueremo a frequentare lo stesso… prima di Natale abbiamo fatto ben due cene insieme a queste persone proprio per dimostrare loro che non vogliamo perdere la loro amicizia…

      La cosa assurda di tutta la faccenda è che nella nostra società non si parla di ragazzini ma di adulti quasi tutti sopra i 40 con i dirigenti (quelli che dovrebbero essere più calmi e più saggi) che navigano verso la settantina… e che sono più capricciosi dei bambini!!!!

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  2. Come saprai ho un passto da atleta, mi sarebbe piaciuto anche rimaner nell’ambiente ciclistico come direttore sportivo, mi sarebbe piaciuto seguire i bambini.
    Ho lasciato il corso dopo 3/4di frequentazione, quello che sentivo dire non mi piaceva a affatto e mi immaginavo in una battaglia continua con genitori che vedevano già i propri figli alla tv osannati dalla stampa e senza scrupoli sul “modo” di farli arrivare lassù, intrugli e pasticche comprese…
    Allora lasci dietro l’amarezza ed inizi il nuovo anno con una divisa nuova e nuove scarpe così potrai correre verso nuove soddisfazioni, io te lo auguro di cuore, ciao.

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    • Ciao Libera,

      innanzitutto grazie degli auguri che contraccambio di tutto cuore. Capisco la tua situazione: ho degli amici che in vari sport stanno facendo o hanno fatto i corsi per diventare allenatori/maestri e quello che mi dicono è molto simile a quello che hai scritto tu.
      Quello che mi auguro io è essenzialmente di poter proseguire questo hobby in amicizia e serenità… Ormai da tempo mi sono dato una regola: quando un passatempo o un hobby diventano fonte di stress e disagi vuol dire che è l’ora di voltar pagina… In fondo le attività che facciamo nel tempo libero devono servire per crescere, migliorarsi, divertirsi e avere qualche soddisfazione personale (non necessariamente di tipo materiale)… Quando avviene il contrario, ci si riflette un po’ su e poi si mette un punto, si va a capo e si riparte…..

      Di nuovo tanti auguri di Buon Anno!

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  3. Pingback: Podismo: le prime gare del 2011. « Un po' di mondo

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