Stop ai jeans che uccidono: firmiamo l’appello contro la sabbiatura dei jeans…

250/365 - Blue jeans

foto "250/365 - Blue jeans" by hddod - flickr

Vi piacciono i jeans scoloriti? Magari quelli che sono sbiancati solo in alcune zone? L’effetto vintage di schiarimento dei jeans  può essere ottenuto in due modi: col lavaggio con le pietre (stone washed) oppure con la sabbiatura (sandblasting). Mentre col metodo stone washed i jeans vengono schiariti uniformemente,  con la sabbiatura è possibile  scolorire solo alcune zone del jeans, lasciando invece il colore originale in altre parti del tessuto ed è un’operazione molto richiesta dalle case di moda.

La sabbiatura dei jeans è molto pericolosa ed è la causa di una malattia mortale, la silicosi, che un tempo uccideva i minatori e che adesso colpisce i lavoratori impiegati nei piccoli laboratori dell’economia sommersa dei paesi produttori di jeans come il Bangladesh, l’Egitto, la Cina, la Turchia, il Brasile e il Messico. La sabbiatura si ottiene sparando la sabbia ad alta pressione sulle zone dei jeans  da schiarire.  Questa operazione produce molte  polveri che  finiscono nell’ambiente di lavoro e che, a causa del silice minerale contenuto nella sabbia, se vengono inalate dai lavoratori portano alla silicosi che poi degenera in fibrosi polmonare ed enfisema. La situazione è talmente grave che mentre un minatore si ammalava di silicosi dopo 20 o 30 anni di lavoro, nella lavorazione dei jeans bastano solo 6 mesi per ammalarsi. In Turchia la sabbiatura è stata abolita quest’anno dopo l’accertamento di 46 morti da silicosi che avevano tutti lavorato nella produzione dei  jeans.

La Campagna Abiti Puliti (membro italiano di Clean Clothes Campaign) lancia un appello da firmare per far pressione sui produttori di abbigliamento per eliminare la sabbiatura da tutta la filiera di produzione dei jeans:

Firmiamo qui l’appello di Clean Clothes Campaign

e magari evitiamo di comprare i jeans sabbiati.

Vi metto qui un estratto da un articolo apparso su l’Unità  con la testimonianza di uno questi lavoratori:

La malattia è progredita fino al 46 per cento dei miei polmoni. Non posso fare sforzi fisici, non posso correre o arrampicarmi. Se prendo un raffreddore è molto pericoloso per me. Mi manca sempre il fiato e non posso parlare. Può anche peggiorare. Quando capita devo andare in ospedale per un mese e prendere l’ossigeno direttamente». Adulhalim Demir è un operaio turco, ha 46 anni, tre figli piccoli e una malattia antica, la silicosi, che un tempo consumava poco alla volta i minatori dopo una vita passata sotto terra a mangiare polvere. Adulhalim però non ha mai visto una miniera, il male che gli ruba l’aria l’ha respirato in una fabbrica di jeans. Per un anno ha lavorato come «sabbiatore esperto» in un laboratorio che produceva pantaloni sbiancati per Tom Hilfiger. La sua mansione era semplice: sparare sabbia ad alto tenore di silice con un compressore, per ammorbidire il denim e dargli quella patina invecchiata che piace alle grandi firme della moda e agli altri di conseguenza. La paga non era un gran che, ma gli operai immigrati come Adulhalim potevano dormire nei locali dove lavoravano: ventiquatt’ore al giorno a respirare aria impregnata di polveri di silice. «Credo che sia stato allora che mi sono ammalato». Adhulhalim oggi è testimonial della Campagna per l’abolizione del sandblasting, come si chiama la sabbiatura dei jeans, promossa da Solidarity Committee of Sandblasting Labourers, dalla Campagna Abiti Puliti e dall’International Labor Rights Forum L’iniziativa, di cui Fair è il coordinatore italiano, viene presentata oggi ad Istanbul, sotto uno slogan esplicito: «I jeans che uccidono». Perché è esattamente quello che accade, lontano da noi, dai nostri armadi pieni di pantaloni sbiaditi ad arte, logorati non dall’uso ma da qualche operaio che per questo rischia la vita: l’unica che ha. L’appello è rivolto alle imprese – in Italia Diesel, Armani, Gucci, Prada, Versace, Cavalli, D&G, Benetton, Replay – perché rinuncino integralmente alla sabbiatura e ai governi perché vietino questa procedura, l’importazione di jeans sabbiati e garantiscano assistenza ai lavoratori malati. […]

tratto dall’articolo “I jeans che uccidono come in miniera Se la silicosi è fashion – Il caso” di Marina Mastroluca pubblicato sul sito de l’Unità.

Altri articoli e documenti

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9 thoughts on “Stop ai jeans che uccidono: firmiamo l’appello contro la sabbiatura dei jeans…

  1. Sono allibita, ho sempre usato poco i jeans, scomodi, rigidi, ruvidi, e quelli “sabbiati” non mi piacciono proprio.
    Leggere questo post mi ha fatto arrabbiare, è sempre peggio 😦

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    • I jeans io li uso spessissimo in tutte le stagioni, tranne quando è proprio freddo. L’effetto sabbiato non mi piace per niente e il jeans lo preferisco del classico colore blu originale.

      Purtroppo la delocalizzazione nei paesi poveri non solo serve a diminuire i costi di produzione ma ad andare anche in nazioni in cui le norme sanitarie e di sicurezza sono molto più basse. Alla fine il jeans quasi finito arriva in Italia, magari ci mettono un bottone e… diventa “Made in Italy”… E’ tutto una vergogna.

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    • Purtroppo queste cose non le sappiamo perchè ci vengono tenute nascoste… Non penserai mica che una rivista o un quotidiano che ospita le pubblicità pagate delle case di moda ci venga poi a raccontare come vengono prodotti gli oggetti che ci vogliono vendere?

      Se sapessimo come nascono i prodotti che compriamo e se conoscessimo la sofferenza di altri esseri umani che si nasconde dietro gli oggetti che ci vendono, magari in offerta speciale… non compreremo più niente…

      Sta a noi cittadini, alla rete, alle persone libere diffondere queste notizie! Solo coloro che non hanno legami con i produttori diffondere queste notizie… Per questo mi fido di più dei blogger piuttosto che dei mezzi di comunicazione di massa tradizionali (tv, stampa, radio, etc…)

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  2. Terribile. Proprio non lo sapevo.
    E pensare che quando compri un jeans, si fa così presto, a lasciare quelli sabbiati sul bancone e spiegare a tutti perchè…anzi penso proprio che in futuro farò così.
    E’ importante diffondere la notizia.
    Troppo importante.

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  3. Sono sconcertato di questa notizia,Sono pronto a darvi una mano nel momento in cui
    dovesse essere a ttivata qualche iniziativa per condan nare questa pratica suicida.

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