La non-ricetta di pane raffermo…

Pane biscottato / Twice-baked Bread

foto "Pane biscottato / Twice-baked Bread" by unpodimondo - flickr

E’ da tanto tempo che non pubblico ricette, per due motivi:

  1. ho un sacco di cose da scrivere, per cui le ricette anche già pronte e con le foto già fatte, giacciono da tempo fra le bozze dei vari articoli da finire…
  2. Da Luglio come sapete sono a dieta e quindi cerco di passare il minor tempo possibile in cucina. Inoltre faccio ricette semplici, la maggior parte a base di verdure e con cotture senza grassi, che forse non meritano la pubblicazione.

Come conseguenza del punto 2 oggi ho deciso di pubblicare una non-ricetta dedicata al pane raffermo. Lo dico sinceramente, non è una ricetta… è stata solo un’intuizione, anzi una vera e propria scemenza: ecco una non-ricetta, della quale vi voglio raccontare brevemente la storia. Voi che fate le ricette superelaborate, con le foto professionali dei piatti, potete anche smettere qui la lettura, evitando perdite di tempo…

Come sapete odio lo spreco alimentare e quello del pane in particolar modo. Prima di fare la dieta, per smaltire il pane raffermo facevo panzanelletorte, budini di pane e ribollite (presto la ricetta).  Adesso, che  devo mangiare  solo 60gr di pane al giorno, mi sono chiesto  come avrei potuto usare il pane raffermo. Ho spulciato la mia dieta per vedere dove potevo incastrarlo e l’unica soluzione era metterlo al posto delle fette biscottate della colazione… quindi mi si è accesa la lampadina,  ho… re-inventato l’acqua calda facendo… il pane biscottato.

Ho acceso il grill del forno al massimo, ho affettato il pane raffermo, l’ho disteso su una teglia e l’ho messo nel ripiano più alto del forno, pochissimi minuti per parte… giusto per “biscottarlo”. Ho girato le fette e ho badato bene a non farle bruciare ne’ a farle diventare troppo dure da rompere i denti…

Alla fine ne è uscita una via di mezzo fra le fette biscottate e i krisprolls: croccanti al punto giusto da essere inzuppati nel latte. Rispetto alle fette biscottate hanno due differenze:  non sono dolci e quindi possono essere usati indifferentemente  col dolce (marmellata o miele)  oppure col salato (tipo friselle) ma soprattutto non contengono grassi. Infatti le fette biscottate spesso hanno grassi vegetali non meglio specificati che non sono ideali nelle diete (e quando non sono specificati vuol dire che sono grassi di cui è meglio sospettare). La  mancanza di grassi nel mio “pane biscottato” mi  consente di indulgere con un velo di marmellata un pochino più alto del solito…

Leggete cosa pensa Roberto Albanesi delle fette biscottate:

Le fette biscottate […] hanno sostituito il pane delle colazioni più tradizionali, anche se dal punto di vista alimentare sono notevolmente più caloriche del pane comune. Infatti il processo di tostatura fa evaporare molta acqua rispetto al pane e, a parità di peso, la fetta biscottata dà un apporto energetico maggiore. Inoltre, la percentuale di grassi è più alta rispetto al pane per facilitare il processo di tostatura e ottenere fette dorate e croccanti. Tale processo diminuisce anche la percentuale di vitamine del gruppo B presenti nei prodotti da forno a base di farina. […] Nella quasi totalità dei prodotti recensiti e presenti sul mercato, gli oli impiegati per “legare” la farina sono oli vegetali generici, per niente specificati. In generale, l’omissione del tipo di oli utilizzati non è una mancanza grave, tuttavia, dal momento che gli ingredienti per le fette biscottate sono pochi e che i grassi utilizzati sono potenzialmente l’unico punto critico, questo aspetto influisce notevolmente sui criteri di giudizio. […]

Rischio salutistico della categoria: medio-alto.
Il panorama delle fette biscottate, alla luce dei criteri di scelta, è abbastanza sconfortante: quasi tutti i produttori non esplicitano gli oli vegetali utilizzati. Accanto a proposte interessanti (utilizzo di ingredienti genuini, fibre aggiunte di qualità superiore rispetto alla crusca presente in altre proposte integrali), ve ne sono altre da scartare completamente a causa dell’utilizzo di margarina! Vi sono poi ottimi prodotti con ingredienti di primissima scelta (uova, burro, miele), penalizzati purtroppo da un eccessivo apporto calorico totale. Alcune aziende prevedono tra gli ingredienti sempre oli vegetali generici, e quindi questo aspetto le penalizza […] Poche le proposte commerciali che dichiarano esplicitamente gli oli vegetali usati, quasi sempre di seconda scelta (cioè oli raffinati come il normale olio di oliva non extravergine) […]

tratto dalla pagina sulle fette biscottate dal sito di  Roberto Albanesi

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2 thoughts on “La non-ricetta di pane raffermo…

  1. io tutte le mattine, da che mondo è mondo, mangio pane abbrustolito e marmellata.
    lo abbrustolisco sulla griglietta, credo che prima o poi dovrò comprarmene una scorta, prima che le tolgano dal mercato: credo di essere rimasta una dei pochi al mondo che la usa ancora…

    per me non c’è niente di più buono di quelle fette di pane, ed anche quando ho qualcosa di apparentemente meglio, magari una torta fatta in casa la sera prima, alla fine una fettina di pane abbrustolito me la faccio sempre.

    io quelli delle fette biscottate e, peggio ancora, dei biscotti industriali, non li capisco. e non per ragioni ideologiche, ma proprio perché mi piacciono più di ogni altra cosa.

    purtroppo anche in casa sono sola. mio marito mangia fette biscottate, e i miei figli gli ottibili biscotti industriali.

    che dire? il mondo peggiora sempre…

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    • Io la mattina a colazione mangio queste fette con un velo di marmellata (fatta in casa) o di miele. In alternativa, da quando sono a dieta, posso mangiare 3 biscotti oppure 4 cucchiai di cereali.

      Anch’io non sono ideologicamente contro i prodotti industriali, però quando leggo la lista degli ingredienti, spesso mi passa la voglia di comprarli. Se a colazione devo mangiare solo 3 biscotti, che almeno siano fatti come Dio comanda… Ad esempio nei grassi ci vorrei il burro, piuttosto che le margarine, gli oli di palma, di girasole o ancora peggio grassi vegetali non specificati o i grassi idrogenati… Allo stesso modo vorrei ingredienti biologici e pochi o meglio nessun conservante…

      Ogni tanto mi faccio un po’ di biscotti fatti in casa… ci riempio la biscottiera e vado avanti per circa una settimana. Saltuariamente mi concedo alcuni biscotti provenienti dal Nord Europa (Belgio, Francia, Danimarca) dove la lista degli ingredienti è molto più accettabile di quella dei biscotti industriali italiani.

      Se ti può consolare anche a casa mia sono abbastanza solo: moglie e figlia sono ormai convertite ai biscotti e merendine industriali… però quando c’è una torta fatta in casa almeno la moglie si ricrede…

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