Un libro: “Nel mare ci sono i coccodrilli”.

"Nel mare ci sono i coccodrilli" - copertina

In Italia un bambino di 10 anni di solito fa la quinta elementare, ha una mamma che lo porta e lo riprende da scuola e lo accompagna amorevolmente a tutte le attività che si fanno a quell’età (dal calcio alla scuola di musica, dal catechismo alla piscina). Anche Enaiatollah è un bambino di 10 anni ma è nato in Afghanistan ed è di etnia hazara (chi ha letto Il cacciatore di aquiloni conosce le persecuzioni a cui sono soggetti gli hazara in Afghanistan). Anche lui ha una mamma, con la differenza che lei lo accompagna e lo abbandona da solo in Pakistan, facendo un gesto d’amore estremo per salvare la vita del proprio figlio, che se fosse rimasto in Afghanistan, nella migliore delle ipotesi, sarebbe forse diventato lo schiavo di alcuni pashtun.

La storia vera di Enaiatollah Akbari  inizia proprio la mattina in cui il bambino si sveglia da solo in Pakistan e prosegue con un’odissea di 6 anni che alla fine porterà il protagonista ad avere una nuova famiglia a Torino, perchè in Pakistan, a dieci anni e in un colpo solo, si può diventare adulti improvvisamente: dalla sera alla mattina.

Enaiatollah deve prima di tutto risolvere i suoi problemi  quotidiani (sopravvivere fra mille lavoretti, sperare  di trovare un giaciglio dove dormire la sera e qualcosa da mangiare) ma anche cercare un luogo dove ritrovare una vita normale e costruirsi un futuro. Da questa esigenza nascerà il viaggio che, con molte peripezie, lo porterà dal Pakistan all’Iran, alla Turchia, alla Grecia per approdare finalmente in Italia.

Trafficanti di uomini, poliziotti corrotti, marce a piedi nudi tra la neve sulle montagne, viaggi nel doppiofondo di camion o su gommoni bucati,  rimpatrii, pericolosissimi lavori a nero, sparatorie, morti, feriti e tutte le vicende drammatiche che vivono moltissimi immigrati che cercano di arrivare in Occidente, sono qui vissute e raccontate con la semplicità, l’innocenza e l’ottimismo che solo un bimbo può avere. Un forte istinto di sopravvivenza, una certa incoscienza,  l’aiuto di un po’ di coetanei nelle stesse situazioni e l’incontro con alcuni “angeli” (come la signora greca, il ragazzo di Venezia, la famiglia di Torino), accompagnano Enaiatollah verso un lieto fine, che inizialmente era tutt’altro che immaginabile.

Un libro gradevole da leggere e far leggere ai nostri ragazzi, per far scoprire il lato dell’immigrazione che la tv non racconta mai. Ringrazio Margherita del Blog Risonero.com per avermi consigliato questo libro.

Fabio Geda e Enaiatollah Akbari raccontano il libro.

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One thought on “Un libro: “Nel mare ci sono i coccodrilli”.

  1. E’ davvero un libro da fare leggere ai nostri figli. Naturalmente dopo averlo letto noi.
    Ho ascoltatato Enaiatollah raccontare la sua storia al Salone del Libro di Torino a Maggio.
    Non sono riuscita a trattenere la commozione.
    Una storia piena di violenza e morte. Ma lui sapeva sempre mettere in luce l’apetto migliore degli accadimenti.
    Tra gli ospiti che lo ascoltavano, c’era anche la sua “mamma” acquisita.
    L’ho osservata con attenzione. Una donna come tante, ma con un cuore immenso.

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