L’evoluzione della specie, ovvero la crisi dell’auto è colpa mia!

CARS Cemetery

foto "CARS Cemetery" by rjsdad - flickr

Quando ho iniziato a lavorare, oltre 20 anni fa, fra casa mia e l’ufficio c’erano  la bellezza di 40 km di distanza.  Quegli 80 km giornalieri di trasferimento da pendolare hanno caratterizzato diversi anni della mia vita lavorativa e non essendo lo spostamento in auto economicamente sostenibile, li ho passati tutti su autobus e corriere. Fra andata e ritorno erano 3 ore al giorno di tempo passate sui bus,  facendo le uniche  cose che potevo fare: dormire, leggere e ascoltare musica (col walkman, l’ipod era aldilà dal nascere). Queste ore di viaggio (rubate alla famiglia e  al tempo libero) mi hanno insegnato ad apprezzare  il valore della “variabile tempo” che, secondo il sottoscritto, è molto più preziosa della “variabile soldi”, perchè il tempo è l’unica cosa che passa e non puoi recuperare…

Appena ho potuto ho chiesto un trasferimento e mi hanno spedito in una sede a 13 km da casa mia in cui andavo un po’ in auto e un po’ con i mezzi pubblici. Purtroppo all’epoca i benefici erano minimi perchè nelle ore di punta, e più di una volta, ci mettevo meno a fare i 40 km tra Firenze e la vecchia sede in campagna che a fare i 13 km per attraversare tutta la città da est a ovest. Ricordo ancora che più di una volta, imbottigliato nel traffico, ho temuto di non fare in tempo per andare a prendere mia figlia all’uscita dell’asilo! Certe volte, quando ero fermo in coda, mi sentivo proprio prigioniero in quella scatoletta di latta con le ruote che è l’automobile…

8 anni fa c’è stata la svolta quando mi si è prospettato un lavoro ad un km e mezzo da casa. La scelta era abbastanza difficile: lasciare una struttura grande dove avevo prospettive di carriera (e quindi di soldi) per una più piccola, senza prospettive di carriera ma vicinissima a casa. Alla fine ha prevalso la seconda ipotesi e oggi, a diversi anni di distanza, non sono per niente pentito: ho recuperato una bella fetta di tempo libero che dedico alla famiglia e ai miei hobby (compreso questo blog) e dal punto di vista economico non rimpiango il mio vecchio lavoro: in effetti i miei ex-colleghi hanno fatto carriera, ma la differenza di stipendio sarebbe stata annullata dalle spese di benzina, usura dell’auto e dal tempo sprecato per la strada…

La mia evoluzione verso una vita più slow era a buon punto ma, per liberarmi della schiavitù dell’auto, mi mancava ancora un piccolo passo. Purtroppo dovevo accompagnare la mia prole a scuola (circa 2 km da casa) e l’auto era obbligatoria per la valanga di libri, cartelle da disegno, cartelline, strumenti musicali, righe e stecche che un ragazzino delle medie deve portare avanti e indietro ogni giorno. E’ impensabile come, in tempi di e-book e netbook, alle scuole medie (e in parte anche alle elementari) facciano caricare  gli alunni come degli asini tutti i giorni…

La mia metamorfosi si è completata col passaggio della figlia alle superiori (spalle più larghe e meno attrezzatura da portare a scuola)… Finalmente potevo lasciare a casa l’odiata scatoletta con le ruote e potevo andare in ufficio a piedi… Percorso di 1 km e mezzo, dritto tra casa e ufficio con tempi di percorrenza netti solo di due o tre minuti più alti, rispetto all’uso dell’auto… niente sensi unici, semafori sempre rossi e soprattutto niente estenuante ricerca di parcheggio. Anzi passeggiatina tranquilla e rilassante con l’occasione di riordinare un po’ le idee durante il tragitto, con la sensazione piacevole di non inquinare l’aria che respiro e che respirano i miei cari…

Insomma, pensavo di essermi evoluto per il benessere mio, della mia famiglia e dell’ambiente, quando ho scoperto che invece sarei un soggetto cattivissimo perchè forse la crisi dell’auto è tutta colpa mia… e ora vi spiego perchè!

Nelle scorse settimane ho portato la mia auto a fare il tagliando e così, un po’ scherzando e un po’ sul serio, l’addetto della concessionaria mi ha chiesto: «Ma non si vergogna? In 4 anni ha fatto solo 13.000 km? Se tutti facessero come lei noi saremmo tutti sulla strada da un bel pezzo!» Avrei voluto ripetergli la storia che vi ho appena raccontato ma non era ne’ il momento e nemmeno l’ora di fare discussioni, per cui mi sono limitato a rispondere: «Sa, uso la macchina solo un paio di volte alla settimana,  solo per fare dei tragitti cittadini in cui mi è scomodo l’uso del mezzo pubblico.» Però nel mio intimo ho sorriso e ho pensato «Io già mi barcameno per campare la mia famiglia, volete che campi anche tutto il settore dell’auto? » Poi ho guardato l’importo della  fattura e ho pensato anche  a quante volte come contribuente ho pagato con le mie tasse gli incentivi all’auto…

Il sorriso è scomparso subito…

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2 thoughts on “L’evoluzione della specie, ovvero la crisi dell’auto è colpa mia!

  1. Anch’io ho la fortuna di poter andare al lavoro in bici (con qualsiasi condizione meteo). Quanto all’auto, sto meditando seriamente di rinunciare alla proprietà e sperimentare il CAR sharing…bye, Garo

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    • Io mi sono interessato un po’ al car sharing ma, per come funziona dalle mie parti, non lo trovo molto pratico, per i seguenti motivi:

      – le auto sono poche e vanno prenotate con un anticipo di almeno un giorno (meglio due giorni o più). In pratica il car sharing funziona solo se hai delle scadenze fisse (es. tutti i martedì) o delle scadenze comunque programmabili in anticipo. Per urgenze o bisogni improvvisi… sei a piedi…

      – I punti di prelievo e riconsegna dell’auto sono pochi e (nel mio caso) quasi tutti concentrati nel centro di Firenze… a volte è più lungo il tragitto per andare a prendere/riportare l’auto del car sharing che il percorso che dovrei poi fare con la macchina… (sia in termini di km che di tempo orario)

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