Con i costi della parata militare del 2 Giugno si potrebbero pagare le indennità di disoccupazione a 32.200 precari.

Cos'e' cambiato ?

foto "Cos'e' cambiato ?" by Daniele Muscetta - flickr

Domani, 2 Giugno, si terrà a Roma la consueta e retorica parata militare della Festa della Repubblica e in una mattinata saranno gettati al vento milioni di euro, per un evento sfarzoso che in tempi di crisi suona come un’offesa verso i lavoratori precari e i disoccupati.  Il sito Sbilanciamoci ha fatto due conti ed è venuto fuori che con i soldi spesi per la parata si potrebbero pagare le indennità di disoccupazione di circa 32.200 lavoratori. Se aggiungiamo che oggi l’Istat ha pubblicato i dati sulla disoccupazione ad Aprile (qui il documento in pdf dell’Istat) dove emerge che il 29,5% dei giovani risultano disoccupati, la parata è proprio uno spreco vergognoso! E lo sapete che se lo stato rinunciasse alla mini-naja  e all’acquisto di 131 cacciabombardieri, la manovra economica, che costerà a tutti noi lacrime e sangue,  forse potrebbe essere evitata? Leggete… e arrabbiatevi…

Parata militare del 2 giugno: uno spreco in tempi di crisi

Con gli stessi soldi spesi per organizzarla si potrebbe assicurare l’indennità di disoccupazione a 32.200 precari.

“Sospendere la parata militare del 2 giugno e destinare i fondi risparmiati a coprire l’indennità di disoccupazione a 32.200 precari che hanno perso il lavoro”. E’ quanto chiedono Giulio Marcon e Massimo Paolicelli della Campagna Sbilanciamoci!.

“Troviamo fuoriluogo – proseguono Marcon e Paolicelli – che mentre si sta per varare una manovra economica che chiede pesanti sacrifici al Paese si gettino in una anacronistica parata militare diversi milioni di euro, costo che di fronte alla solita inesistente trasparenza della Difesa noi abbiamo calcolato in circa 10 milioni di euro. Solo per le impalcature della parata si spendono 700 mila euro. E’ bene ricordare che la Repubblica Italiana  – come recita l’art. 1 – si fonda sul lavoro e mai come in questo momento la festa della Repubblica va dedicata non allo sfoggio di carri armati e cacciabombardieri, ma al lavoro, a chi lo perde e a chi è costretto a far fronte alla grande emergenza sociale causata dalla crisi.

Pertanto chiediamo che i soldi risparmiati vengano destinati a coprire l’indennità  di disoccupazione di 32.200 precari che hanno perso il posto di lavoro.

Per la campagna Sbilanciamoci! (come ha proposto nella sua “contromanovra”) si potevano far fare meno sacrifici agli italiani, specialmente le fasce più deboli, e trovare fondi dai piccoli ai grandi sprechi del mondo militare, che vanno dai 7 milioni di euro annui per istituire la mini-naja ai 14 miliardi che ci verranno a costare i 131 cacciabombardieri F-35 (Joint Strike Fighter). Se come si sbandiererà alla parata militare del 2 giugno le nostre sono forze di pace impegnate in missioni di pace, a cosa ci servono 131 cacciabombardieri, al costo di un anno di manovra economica? Non sarebbe meglio – concludono Marcon e Paolicelli – investirli nel lavoro ed in particolare al sostegno dei precari e delle loro famiglie?”

tratto dall’articolo “Parata militare del 2 giugno: uno spreco in tempi di crisi” pubblicato sul sito di Sbilanciamoci.org

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