La Pisciamat-card

Foto "piss for peace" by lenin2 -flickr

Scusate il titolo un po’ volgarotto, ma quando ho letto questa notizia, prima mi sono scompisciato dal ridere, poi mi sono detto che solo in Italia potevamo inventarci una cosa simile… La carta prepagata  (acquistabile e ricaricabile on-line) per andare al cesso… Leggete cosa si sono inventati a Venezia…

Com’è caro fare pipì a Venezia. Ora costa tre euro al giorno.  […] dal primo febbraio è in arrivo la stangata sui gabinetti pubblici. Usarli nei periodi «caldi» costerà salato: tre euro al giorno, tre volte un caffè al bar. Che diventano 2 se si prenota «on line». Facile immaginare le code di anziani agli Internet point. Oppure i computer portatili dei più giovani per ottenere l’ambito sconto sulla pipì. […]Un euro e mezzo per tutti i non residenti (in bassa stagione). Ma il doppio se l’afflusso è alto. Si può ovviare con la «Wc card», invece del museo uno può andare per tutta la settimana al gabinetto. Sette euro che diventano 9 in alta stagione. Naturalmente sono previste facilitazioni per i residenti. Si può fare pipì a soli 0,25 centesimi se si è in possesso della «Wc card abbonamento» che costa 3 euro. Anche gli ultrasessantenni possono andare gratis. Ma anche loro in caso di bisogno impellente devono arrangiarsi. Per entrare nei gabinetti pubblici è infatti necessaria, si legge nella delibera, «la Wc card gratuita di validità quadriennale al costo di 3 euro».
Altre facilitazioni sono previste se si prenota «on line». Bisogna prevedere il bisogno e mettersi al computer per tempo. Le tariffe on line sono molto più basse rispetto a quelle «on site». Sette euro in alta stagione (5 in bassa) per la Wc card. Due euro in alta stagione (1 in bassa) per l’entrata giornaliera. Che però, si precisa nella delibera, «può essere utilizzata anche due volte».
Invece se uno ha problemi di prostata, cistite e simili, dovrà attrezzarsi con qualche card di riserva. Che non potrà essere ceduta ad altri. «La tariffa settimanale», conclude il provvedimento, «dà la possibilità al solo titolare della tessera a un massimo complessivo di dieci utilizzi».

tratto dall’articolo “Com’è caro fare pipì a Venezia” di Alberto Vitucci per “La Nuova Venezia”

Questa notizia mi ha fatto tornare in mente l’articolo che Antonio Lubrano ha scritto la scorsa settimana per la sua rubrica “Io, un cittadino” sul settimanale “Il Salvagente”. Vi metto un piccolo estratto:

È scomparso. Ne ho avuto conferma durante un recente viaggio sulla A1, fermandomi a un autogrill. Parlo del “piattino di cortesia”, si chiama così. Lo aveva annunciato a dicembre l’amministratore delegato della società che controlla Autostrade per l’Italia: “Dal 1° gennaio 2009 sarà categoricamente vietato il piattino nell’antibagno delle aree di servizio. Se dovesse continuare a far bella mostra di sé, salterebbe il contratto col gestore della stazione”. Piattino di cortesia, dunque, addio.

dall’articolo “Mance in declino, segno dei tempi” di Antonio Lubrano per “Il Salvagente”

Con un gesto altamente civile,  le autostrade hanno finalmente tolto l’odioso piattino dall’ingresso dei bagni delle aree di servizio e la “Serenissima” città di Venezia cosa fa? Si comporta peggio dei cessi degli Autogrill…

Dal momento che mi ritengo un amante di quella splendida città che è Venezia, mi piacerebbe fare due domande ai Veneziani:

– siete la città turistica più cara al mondo e col peggior rapporto prezzo/qualità dei servizi turistici… vi mancava solo la Pisciamat-card per spennare ulteriormente i poveri viaggiatori… Ma pensate veramente che queste genialate servano per rilanciare il turismo nella vostra città e in Italia? E poi ci lamentiamo che gli altri paesi europei surclassano l’Italia nel settore turistico?

– Per partorire queste meravigliose idee basta un sindaco qualsiasi o serve per forza un sindaco-filosofo? Che vergogna e che tristezza  essere rappresentati da certi politici…

Mi auguro che Firenze non voglia prendere esempio da Venezia, altrimenti mi dovrò dotare di pannolone…

venezia§§§

§§§ foto Venezia by unpodimondo

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