Comunicato ricevuto dall’Ufficio Stampa Tiemme Spa.

foto "DSC09364" by Lorello - flickr

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Lo scorso 22 Febbraio 2011 ho pubblicato un articolo intitolato “Mamma autista ha un abbassamento di vista: licenziata dalla Tiemme, azienda pubblica di trasporto.” riprendendo alcuni articoli apparsi sulla stampa toscana circa la vicenda di una signora che rientrava al lavoro dopo una maternità. Ieri ho ricevuto una mail dall’Ufficio Stampa Tiemme Spa, con la posizione dell’azienda e l’esito della vicenda. Vi pubblico integralmente il messaggio che ho ricevuto. Sembra che la cosa si sia risolta per il meglio. Se qualcuno avesse altre informazioni scriva pure fra i commenti.

“Il caso della nostra dipendente ritenuta non idonea in via definitiva dal competente Ufficio Sanitario Territoriale delle Ferrovie dello Stato nello svolgimento delle mansioni di Operatore di Esercizio, è stato gestito nella massima coerenza da parte dell’azienda, nel pieno rispetto dell’accordo sindacale stipulato nel 2008 che regolamentava il passaggio degli addetti da Atam a Lfi Spa compreso i casi di inidoneità che si sarebbero potuti verificare tra gli addetti ex Atam. In linea con l’accordo e nel rispetto della contrattazione collettiva e delle richieste da lei stessa formulate è stato portato a compimento il trasferimento della dipendente all’interno di Atam Spa. Ciò dimostra che tutti gli interventi apparsi in queste settimane in varie forme – dalle interrogazioni parlamentari ai commenti su vari blog – sono stati meramente strumentali e mirati a cavalcare l’onda del momento particolare che il settore del Tpl sta attraversando a causa del taglio delle risorse a disposizione imposto dal Governo con l’ultima Legge Finanziaria”.

Tiemme Spa interviene così per illustrare con chiarezza il percorso che ha visto la propria dipendente essere ricollocata all’interno di Atam Spa nel rispetto della contrattazione collettiva.

“La coerenza del percorso che abbiamo attivato è confermato dal fatto che la lavoratrice ha sottoscritto presso la Direzione Provinciale del Lavoro con i nostri vertici e con quelli di Atam Spa un accordo con il quale, oltre al mantenimento del livello salariale goduto in Tiemme Spa, è stato possibile accogliere alcune delle richieste da lei stessa formulate. Ovvero un rapporto di lavoro part-time, un livello di inquadramento contrattuale più alto e, infine, un assegno ad personam non riassorbibile per la differenza tra la retribuzione percepita in Tiemme Spa e la retribuzione che le spetterà in Atam Spa proporzionalmente alle ore di part-time”.

L’azienda, per tutti i motivi sovraesposti, si riserva di valutare con i propri legali l’eventuale lesione della propria immagine da quanto riportato su varie tipologie di organi di informazione in merito alla vicenda e, conseguentemente, di agire giudizialmente per la propria tutela.

Messaggio ricevuto via e-mail dall’Ufficio Stampa della Tiemme Spa

Mamma autista ha un abbassamento di vista: licenziata dalla Tiemme, azienda pubblica di trasporto.

DSC09364

foto "DSC09364" by Lorello - flickr

E’ ancora viva la mia emozione per le donne scese in piazza in occasione dell’iniziativa “Se non ora quando” che sono rimasto esterrefatto dopo aver  appreso questa notizia, lesiva dei diritti e della dignità delle donne, soprattutto delle madri lavoratrici. Non si tratta di escort o bunga bunga ma di una madre, forse licenziata in tronco da un’azienda pubblica della “rossa” Toscana a causa di un abbassamento della vista, conseguente alla seconda gravidanza. Ma andiamo con ordine…

Questa signora è un’autista di autobus della Tiemme Spa (Toscana Mobilità), società interamente pubblica nata nel 2010 dalla fusione delle aziende Train di Siena, Rama di Grosseto, Lfi di Arezzo e Ata di Piombino. Al rientro dalla seconda gravidanza, la visita di controllo ha riscontrato alla signora un abbassamento della vista tale da mantenere i requisiti solo per la patente “B” ma non quelli per la patente “D” pubblica. Stando a quanto appreso dalla stampa  la direzione della Tiemme avrebbe inviato alla signora una lettera di licenziamento, senza nemmeno preoccuparsi di un eventuale ricollocamento in un altro incarico. E’ impossibile che una delle 10 più grandi aziende di trasporto pubblico d’Italia, con quasi 1.200 dipendenti e di proprietà di enti pubblici  non possa ricollocare  in altre mansioni una lavoratrice, madre di due bimbi e  con problemi di salute. Ad esempio, nelle scorse settimane Ataf, l’azienda di trasporto pubblico di Firenze, ha ricollocato 50 autisti in esubero come verificatori di biglietti col risultato del recupero di una fetta dell’evasione dei cosiddetti “portoghesi”… Non è possibile fare altrettanto con questa signora, visto che sembra che la Tiemme Spa abbia solo due verificatori in tutta la provincia di Arezzo?

E questi sarebbero gli amministratori che dovrebbero far ripartire l’Italia dopo 15 anni di Berlusconismo?

Per approfondire la notizia:

Aggiornamento del 25/03/2011

Il 24/03/2011 ho ricevuto una e-mail  dall’Ufficio Stampa di Tiemme Spa. A questo link l’articolo con tutto il comunicato.