Zerorelativo è diventato a pagamento: voi che fate?

Foto "Zerorelativo entra in Metafora" by Metafora AD Network -flickr

Foto “Zerorelativo entra in Metafora” by Metafora AD Network -flickr

Zerorelativo è il primo sito italiano di riciclo, riuso, baratto e scambi online. Nato nel 2006 è stato fino allo scorso anno un’alternativa gratuita ai siti di compravendita come Ebay ed era diventato una community di persone che, in nome della decrescita felice, scambiavano oggetti senza l’uso del denaro! Come potete vedere da questa foto di qualche anno fa, Zerorelativo adottava due slogan “Io non ho bisogno di denaro” e “…il tuo oggetto è la tua moneta“.

Con una email arrivata all’improvviso ai membri della Community, lo scorso Dicembre Zerorelativo ha fatto sapere che il sito diventava a pagamento, rimangiandosi gli slogan sul non bisogno di denaro, sugli oggetti che sono la nostra moneta e su tutte le pagine a favore del baratto, prima forma storica di scambio commerciale. Insomma, chi vuole restare nella Community deve pagare una cifra secca di 18€ annui, indipendentemente dal numero di scambi che effettua e che diventano 35€ in caso di iscritto sostenitore. Diciamocelo chiaramente: da una parte ci sono i principi, dall’altra i costi di manutenzione del servizio che pare abbiano costretto Zerorelativo a questa scelta davvero contraddittoria e incoerente con lo spirito originario del gruppo.

Quello che ha dato noia a diversi iscritti sono state le modalità  con cui è stata fatta l’operazione…

  • Si comunica la decisione all’improvviso per e-mail, senza tante discussioni ne’ alternative. Come quando WordPress ha messo la pubblicità sui blog come questo, si scopre che le tante belle parole sulle “community” svaniscono come la neve al sole. Quando entrano in ballo i soldi, la grande famiglia della community in rete si rivela per quello che in realtà è: un fornitore di un servizio e tanti utilizzatori che non sono altro che dei clienti-sudditi a quali viene detto: “O mangi la minestra o salti dalla finestra!”
  • Un sito che ha fatto del baratto e dello scambio la sua bandiera non ha pensato a forme differenti di pagamento del servizio. Poteva finanziarsi con dei banner pubblicitari che sono uggiosi ma almeno non richiedono agli utenti di metter mano al portafoglio. In alternativa poteva accettare pagamenti attraverso qualche oggetto di quelli che gli iscritti mettono in scambio. Io magari avrei pagato in barattoli di marmellata o pommarola fatta in casa… Oppure poteva pensare a metodi di pagamento alternativi come gli Scec o le monete virtuali che usano altri siti di scambio. Invece no, come direbbero a Roma, “Vonno proprio li sordi!
  • Si mette una cifra secca di 18€ annui che vale per tutti, in puro stile Fornero-Monti (cioè poco equo). Dopo il primo scambio devi pagare 18€, così chi fa uno o due scambi paga la stessa cifra di chi ne fa migliaia. Io ad esempio facevo mediamente due o tre scambi all’anno: succede così che pagherei di più il servizio, del valore degli oggetti che baratto (spesso libri vecchi o gadgets di pochissimo valore). A questo punto è più equo Ebay dove paghi una percentuale in proporzione quello che vendi o non paghi per niente se non usi il servizio.

Alla fine della storia ho chiesto alle persone con cui ho scambiato in passato che cosa avrebbero fatto e ho avuto diverse risposte: alcuni hanno pagato perchè apprezzano il servizio di Zerorelativo, qualcuno addirittura come sostenitore. Altri hanno cancellato l’account e sono migrati in altri siti di scambio, anche perchè qualcuno usa il baratto per difendersi dalla crisi scambiando ad esempio i vestiti dei bimbi e vorrebbe continuare a scambiare gratuitamente.  Io non ho ancora deciso e al momento sto informandomi sulle alternative in rete. Metto qui sotto le prime impressioni sui vari servizi che ho trovato in rete. C’è qualcuno con più esperienza del sottoscritto che mi può consigliare? Voi che fate?

Mie impressioni (opinabili) sui vari servizi che ho trovato.

SERVIZIO  PRO CONTRO
ZERORELATIVO.IT  Il primo e il più antico. Con tantissimi annunci e una comunità molto piacevole. Scambio sincrono*  A pagamento dopo il primo scambio: 18€ quota fissa annuale indipendentemente dal numero di scambi fatti. Server lento. Mancanza di scambi asincroni** con crediti o monete virtuali.
 E-BARTY.IT  Tantissimi annunci con scambio sincrono* e asincrono** (con moneta virtuale “barty”, eventualmente acquistabile). Il proprietario decide la valutazione in moneta virtuale. Uso di codice a barre e webcam per creare gli annunci.  Obbligo dell’uso del corriere Bartolini in caso di spedizione. I costi di spedizione potrebbero essere troppo alti per oggetti di scarso valore. L’unica alternativa è lo scambio a mano. O forse l’obbligo di usare Bartolini è aggirabile?
 REOOSE.COM  Community e numero di annunci abbastanza grande. Scambio asincrono** (con moneta virtuale “crediti” eventualmente acquistabili). Regalo di 5 “crediti” all’iscrizione e possibilità di guadagnare “crediti” gratuitamente tramite facebook o presentazione di amici. Sito e comunità sono molto  attenti alla solidarietà e al volontariato: i crediti si acquistano eventualmente tramite Banca Etica e volendo si possono devolvere ad Associazioni di Volontariato.  Solo scambio asincrono**, non è possibile fare scambi sincroni*. Il sito decide il valore in crediti dell’oggetto offerto. Il proprietario non può decidere il valore dei suoi oggetti e se ritiene che la valutazione fatta dal sito sia troppo bassa potrebbe non pubblicare l’annuncio. Alla fine c’è il rischio di trovare solo oggetti di scarso valore. Le categorie proposte a volte sono assurde: ad esempio trovo improponibile la categoria “Oggetti non funzionanti e collezionismo” (sarà che io sono collezionista e che gli oggetti della mia collezione non li vorrei mai  se rotti o non funzionanti)
 COSEINUTILI.IT  Community per annunci di scambio asincrono** di oggetti e di prestazioni di tempo (con moneta virtuale “crediti” non acquistabile). E’ l’unica che funziona anche come Banca del Tempo. Il proprietario decide la valutazione in moneta virtuale. Gratuita nel 2012-2013. Regalo di 30 “crediti” all’iscrizione e possibilità di guadagnare crediti con ogni feedback positivo ricevuto. Rivolto anche ai Gruppi d’Acquisto Solidale con sezione e programmi appositi.  Comunità abbastanza piccola e con pochi annunci. Non è possibile fare scambi  sincroni*. Diventerà a pagamento nel 2014: molto probabilmente dopo 3 scambi si pagherà una quota annua di 12€
 SWAPPYDO.COM  Annunci con scambio sincrono* e asincrono** (con moneta virtuale “swappydollars”, eventualmente acquistabile). Il proprietario decide la valutazione in moneta virtuale. Per ogni oggetto scambiato il sito regala 10 “swappydollars”  Comunità piccolissima e con pochissimi annunci. Alla data di oggi (25/1/2013) è stato pubblicato un solo annuncio dall’inizio del 2013 e i precedenti risalgono al 18/12/2012. Tutta una serie di servizi sono a pagamento in “swappydollars”: ad esempio in un annuncio la prima foto è gratuita le successive vanno pagate in  “swappydollars”. Il sito sembra poco aggiornato:  alla data di oggi (25/1/2013) ci sono ancora i banner con gli Auguri di Natale
 SOLOSCAMBIO.IT  Community abbastanza grande di scambio sincrono* con un bel numero di oggetti.  Si possono scambiare soltanto Libri, Dvd, CD, e Videogiochi. Mancano tutte le altre categorie, per cui alla fine è più comodo iscriversi ad un sito dove si può scambiare di tutto. Non si possono fare scambi asincroni**

* Scambio sincrono. Due persone si mettono d’accordo per scambiare due oggetti: ad esempio io do a Mario un libro e lui mi dà in cambio un DVD.

** Scambio asincrono. Una persona dà un oggetto ad un’altra in cambio di un corrispettivo in moneta virtuale che verrà usata per ottenere un nuovo oggetto da una terza persona: esempio io do a Mario un libro che mi dà in cambio un controvalore in moneta virtuale (10 crediti o barty o swappydollars), poi io uso il controvalore in moneta virtuale ricevuto da Mario per prendere un DVD da Luisa.

Alieni sul blog (ovvero la pubblicità di WordPress…)

Foto "Space Invaders" by mistersnappy - flickr

Foto “Space Invaders” by mistersnappy – flickr

Dopo il mio post dello scorso 26 Ottobre (Alla fine sono sbarcati anche qui) ritorno sul tema della subdola pubblicità che WordPress ha deciso di piazzare in tutti i blog gratuiti per fare un bilancio di quasi un mese e mezzo di spot pubblicitari apparsi sul mio sito…

Ecco le pubblicità che mi sono state imposte da WordPress…

  • Birra Heineken
  • Corriere TNT Post (cartoline auguri di Natale con offerta per il Wordfood Program delle Nazioni Unite)
  • Imesh (software per ricercare e scaricare musica e film da internet)
  • regclean.pro (software per la pulizia del registro del pc)
  • Adopt us kids (servizio di adozioni statunitense)
  • Auto Mini
  • planet49 (ditta tedesca che organizza concorsi a premi ma che stando a quanto ho trovato su internet pare che abboni automaticamente i partecipanti ai concorsi a servizi a pagamento via cellulare… –  fonte)
  • ebay
  • commissione europea
  • aspirapolvere vowerk folletto (ma non gli bastava suonare porta a porta in tutta Italia ed essere presenti a tutte le fiere e sagre di paese?)

Come potete capire c’è di tutto: dalle auto alla birra, passando a spazzatura varia: roba degna dei migliori spammer… Ecco ad esempio come appare uno dei miei ultimi articoli con lo spot della Mini…

Il mio blog con lo spot della Mini sotto al post sulla Palestina.

Il mio blog con lo spot della Mini sotto al post sulla Palestina.

La cosa più assurda e più subdola è che queste pubblicità sono messe ad insaputa del blogger proprietario del sito, che spesso non si accorge neanche che il suo sito è stato preso di mira dagli…. spot alieni! Vi spiegherò perciò perchè spesso gli autori non vedono le pubblicità mentre i lettori si… scusate se in alcuni punti sarò un po’ tecnico…

  1. Queste pubblicità vengono messe a rotazione da WordPress su TUTTI i blog gratuiti. Per essere certi di non avere la pubblicità andrebbe pagato al signor WordPress un obolo di 30$ annui… quindi se siete un blogger e non avete pagato l’obolo state sicuri che gli spot prima o poi  arriveranno anche sul vostro sito.
  2. Le pubblicità non appaiono visitando la pagina principale del blog ma appaiono solo consultando un singolo articolo, come quando andate su un singolo post per lasciare un commento: per capirsi se venite su questo blog alla pagina http://unpodimondo.wordpress.com non troverete nessuna pubblicità, mentre se andate su un singolo post (ad esempio questo http://unpodimondo.wordpress.com/2012/12/07/xxxviii-festa-della-mondialita-shalom-a-firenze/) in fondo all’articolo è probabile che troverete uno spot pubblicitario.
  3. Se la cosa si limitasse qui tutti vedrebbero gli spot alla fine dei propri articoli ma la cosa è più subdola perchè la pubblicità viene mostrata soltanto ai lettori dei blog che non sono iscritti alla piattaforma di WordPress, per cui molti blogger non vedono la pubblicità che appare sui loro siti.
  4. Quando un blogger si collega al proprio blog per scrivere un articolo o per fare un commento entra nella sua pagina mettendo utente e password. In automatico WordPress salva sul pc del blogger (nella cache del browser) un piccolo file di testo chiamato cookie che permette a WordPress di riconoscere che siete un utente registrato alla piattaforma, che avete un blog e che siete mr.x (nel mio caso che io sono unpodimondo). Per dirla in modo più semplice è un modo per riconoscere che voi fate parte della grande famiglia di WordPress…
  5. Quando vi collegate ad un qualsiasi blog di WordPress, se la piattaforma trova il cookie sul vostro pc,  vi riconosce come “membro della famiglia”: come  conseguenza avrete il privilegio di non vedere nessuna pubblicità su nessun blog di WordPress. Se invece la piattaforma non trova il “biscottino” vi considera un visitatore estraneo al “clan” e quindi vi fa vedere la pubblicità in fondo ai post…
  6. Di conseguenza, se siete dei blogger iscritti a WordPress e volete vedere gli spot sul vostro sito dovete fare in modo da apparire come estranei alla famiglia di WordPress. Ecco alcune istruzioni per  farlo (senza perdere nessuna configurazione e senza danneggiare il vostro blog)
  7. Uscite da WordPress (se vi siete autenticati e siete dentro a WordPress).
  8. Cancellate la cache del vostro browser, rimuovendo soprattutto i cookies (su Firefox: Strumenti – Opzioni – Privacy – Cancellare tutta la cronologia corrente, vistando almeno le caselline Cookie e Cache – Ok) – (Su Internet Explorer: Strumenti – Elimina Cronologia esplorazioni, vistando almeno le caselline  File temporanei su Internet e Cookies – Elimina)
  9. Se usate ADBlock plus disabilitatelo (è l’ottimo programma per cancellare la pubblicità dai siti internet che visitate).
  10. Andate sul vostro blog come se foste un lettore qualsiasi (senza loggarvi col vostro account)
  11. Cliccate su un singolo post, come se doveste andare a mettere un commento
  12. Se siete “fortunelli” in fondo al vostro post ci troverete la pubblicità, altrimenti ritentate con un altro post (precedente o successivo)… e così scoprirete che gli alieni pubblicitari sono sbarcati anche sul vostro blog….

°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°

In ogni caso io rimango contrario a qualsiasi pubblicità imposta ai blogger

Alla fine sono sbarcati anche qui…

Foto "Mars Attacks 50th Anniversary Deleted Scenes and Sketch-Cards" by walt74 - flickr

Foto “Mars Attacks 50th Anniversary Deleted Scenes and Sketch-Cards” by walt74 – flickr

La prima che li ha visti e ha inviato l’allarme a tutti è stata Pif, poi li ho visti anch’io che facevano capolino anche da Mizaar e infine… Aargh! Sono atterrati anche qui!!! Sono ancora un po’ nascosti, piccoli, nelle pagine interne ma ormai sono scesi e hanno preso possesso anche dei post sul mio blog… No, non sono gli alieni (magari fossero stati dei simpatici ometti verdi)… sono i petulanti e insistenti annunci pubblicitari che WordPress ha deciso di mettere nei nostri blog e che appaiono in forma di filmati pubblicitari sotto i nostri post…

Quando nel 2008 ho scelto di aprire questo blog ho proprio  scelto WordPress perchè era una piattaforma stabile, seria e senza pubblicità. Ricordo di aver valutato anche altre piattaforme gratuite e alla fine di aver optato per questa. Come potete vedere dal bollino “AD-FREE  BLOG” nella colonna qui a destra, all’epoca avevo scelto di non mettere nessuna pubblicità e ancora sono dell’idea che il mio blog, per una mia precisa scelta etica,  dovrebbe rimanere senza pubblicità. Purtroppo da alcuni giorni non è più possibile scegliere se e come adottare l’eventuale pubblicità. Semplicemente, sui blog gratuiti come questo, la pubblicità è imposta da WordPress e noi blogger non siamo in grado di rimuoverla ne’ di sceglierla, a meno che non si paghi un obolo annuo di 30$ a WordPress.

LA COSA MI HA DATO MOLTO FASTIDIO PER DIVERSI MOTIVI CHE ELENCHERO’ QUI SOTTO  (Scusate le maiuscole, lo so che in rete le maiuscole sono maleducate ed equivalgono ad urlare, ma in effetti io voglio proprio urlare a WordPress tutto il mio disappunto).

  • WORDPRESS HA PRESO QUESTA DECISIONE E MESSO GLI ANNUNCI SENZA NEMMENO AVVISARE I BLOGGER. UN GIORNO SONO APPARSI DAL NULLA, SORPRENDENDO TUTTI. Mandare una mail prima, giusto per avvisare tutti  non era un pochino più educato e rispettoso verso i blogger? Eppure le nostre e-mail non vi mancano!
  • WORDPRESS NON CI HA DATO NESSUNA POSSIBILITA’ DI SCELTA, TRANNE PAGARE L’OBOLO ANNUO DI 30$ O COMPRARE TUTTO IL DOMINIO E TOGLIERE LA PUBBLICITA’ A 99$ L’ANNO. INSOMMA PUNTANO AI SOLDI E BASTA. Se mi avessero contattato e dato la possibilità di scegliere le pubblicità da mettere sul blog avrei reagito meglio. Ad esempio se mi avessero offerto la possibilità di scegliere pubblicità etiche o di enti di beneficenza, culturali o di solidarietà avrei accettato anche le pubblicità. INVECE MI IMPONGONO A MIA INSAPUTA LE PUBBLICITA’ DELLE MULTINAZIONALI!

A QUESTO PUNTO MI CHIEDO E CHIEDO AGLI ALTRI BLOGGER: COSA AVETE INTENZIONE DI FARE?

La prima cosa che farò io è invitare tutti i miei lettori ad installare e ad usare ADBLOCK PLUS. Per chi non la conosce, Adblock Plus è un’estensione per Mozilla Firefox, Google Chrome e altri browser che in pochi istanti permette di cancellare la pubblicità dai siti internet che visitiamo. La uso da anni ed è molto utile:  dedicandoci un po’ di  tempo si ripuliscono tutti i siti internet che visitiamo dalla pubblicità, ottenendo due risultati: i siti si caricano più velocemente e diventano molto più leggibili. Qui potete scaricare  AdblockPlus per Firefox,  qui Adblock plus per GoogleChrome.

Di pagare per togliere la pubblicità  non ho la minima intenzione, visto anche come WordPress ha fatto la cosa, senza nemmeno avvisarci preventivamente. Pagare oggi 30$ per avere un anno senza pubblicità vorrebbe dire cedere alle  loro richieste così che magari il prossimo anno ce ne chiederanno 32$, poi 35$, poi 50$. Allo stesso modo non ho intenzione di comprare il dominio e il pacchetto completo a 99$: sarebbe un altro modo per dargliela vinta.  Se proprio un giorno WordPress dovesse chiudere i servizi gratuiti mi comprerò un dominio presso un provider italiano dove i domini costano meno della metà dei 99$ chiesti da WordPress.

Non potendo rimuovere la pubblicità e non potendo scegliere eventuali annunci che considero più in linea con lo stile del blog (ovvero etici, culturali, solidali, etc…) ho deciso che:

  • Da ora in poi avviserò i lettori che ogni annuncio pubblicitario che apparirà nel blog è stato messo contro la mia volontà da WordPress e li inviterò ad usare Adblock plus per rimuoverlo.
  • Per ogni azienda che farà pubblicità sul mio blog, cercherò di pubblicare un post con i dati sull’eticità della stessa, ripresi da siti internet o da libri ritenuti da me affidabili (come ad esempio il sito “Imprese alla sbarra” o il volume “Guida al consumo critico” del Centro Nuovo Modello di Sviluppo).

Vedo che molti blogger sono alquanto arrabbiati: vediamo un po’ come evolverà la cosa. Se poi, ad un certo punto, verrete a cercarmi e non mi troverete più vorrà dire che WordPress mi ha chiuso il blog….

Modem o altro dispositivo di connessione sul computer remoto non funzionante. Connessione non riuscita.

Foto "Shopping il sabato a Bologna / Saturnday shopping in Bologna" by Luigi Rosa- flickr

Foto “Shopping il sabato a Bologna / Saturnday shopping in Bologna” by Luigi Rosa- flickr

Scena: state per partire dalle ferie e perciò avete ritirato fuori la vostra chiavetta per collegarvi ad internet, avete ricaricato la Sim e state provando a collegarvi ad Internet, quando vi esce il seguente messaggio:

“Modem o altro dispositivo di connessione sul computer remoto non funzionante. Connessione non riuscita.”

A me è successo con una chiavetta di Onda Communication e una Sim della Wind. Avevo già ricaricato la Sim e Wind aveva già scalato dal credito l’importo per la navigazione di un mese. Quando però  mi provavo a collegare mi usciva il messaggio incriminato… Dopo aver controllato la configurazione della chiavetta e dopo aver reinstallato i driver e i software in dotazione, quando  ormai stavo per gettare la spugna, ho affidato le  mie ultime speranze a Google e a furia di cercare ho scoperto l’arcano…

Non c’entrano niente modem, connessioni, computer remoti e altre diavolerie… Nonostante che abbiate già pagato per il collegamento, Wind non vi fa collegare perchè il credito sulla vostra Sim è a ZERO. D’altra parte io non uso tale Sim per chiamate telefoniche ma solo per andare su internet, per cui pensavo che avendo già pagato avrei potuto navigare liberamente…

E’ bastato fare una ricarica minima e… voilà il collegamento adesso funziona! Non potevano scrivere un messaggio più chiaro invece di tirare in ballo  connessioni, modem e computer remoti? Cosa non si farebbe per spillare soldi e far incasinare le persone….

La riunione per il viaggio studio…

Foto "Dublin Castle - Exterior" by faraz_memon - flickr

Foto "Dublin Castle - Exterior" by faraz_memon - flickr

Mia figlia fa l’istituto tecnico per il turismo e come  da POF della scuola, in quarta è previsto il viaggio-studio di due settimane in una località a scelta, dove si parla una delle lingue che i ragazzi studiano a scuola (quest’anno Dublino, Monaco di Baviera, Parigi oppure Granada). Chi non vuole/può partecipare al viaggio studio deve, obbligatoriamente, fare un corso intensivo di due settimane di una lingua a scelta c/o il British Institute, l’Instituto Cervantes, il Goethe-Institut o l’Institut Français (tanto a Firenze ci sono tutti e quattro…). Insomma, queste attività, benché economicamente a carico delle famiglie, fanno parte integrante  del POF e i genitori lo sanno già dal momento dell’iscrizione alla prima classe: anzi gli viene detto addirittura all’Open day in terza media.

L’altro giorno c’è stata la riunione con i genitori per presentare il viaggio studio dei nostri pargoli e ho avuto la sfortuna di parteciparvi…  Non ho molta esperienza in materia ma credo che si avvicinasse molto ad una riunione di condominio.  La platea era divisa in due partiti urlanti:

- I babbi erano il partito dei soldi, per la serie, meno si spende meglio è. Perchè due settimane? Non ne bastava una? (e io aggiungo, perchè non un fine settimana o solo un paio d’ore? Giusto il tempo di un birrozzo a Dublino?) E perchè l’aereo? E perchè prenotare con largo anticipo? E perché quella compagnia aerea? (…e perchè non affittare una catapulta o una megafionda per “sparare” i figli in direzione Granada?) E perchè l’alloggio nelle famiglie? Ma non ci sarebbe un posto più economico? (… ma sotto ai Ponti lungo la Senna ci avete pensato? Fa così bohemienne e si spende poco!)

- Le mamme invece erano il partito dell’amore… Ma il mio bambino come farà da solo in una famiglia straniera? (insomma signora, è in una casa di una famiglia europea, non è in una capanna dei tagliatori di teste del Borneo) E se gli danno il rognone a colazione, e gli spaghetti sconditi per contorno? (stia tranquilla che suo figlio,  gira che ti rigira, un McDonalds per mangiare le solite schifezze che mangia a Firenze lo trova ovunque) Ma quanti calzini deve portare e quanti maglioni? Ma non dovranno mica rifarsi il letto e magari provare anche a fare una lavatrice?  Ma il mio bambino come farà se dovrà  prendere da solo l’autobus o la metro per andare dalla casa della famiglia che lo ospita alla  scuola? (non vi preoccupate care mamme, la scuola doterà tutti i pargoli di sherpa tibetani, autisti, maggiordomi, tate, colf e bodyguard per garantire agli infanti diciottenni il soggiorno più sicuro e tranquillo, logicamente tutto al minor costo possibile)

Dopo un’ora e un quarto di queste storie ho alzato la mia manina ed ho chiesto: “Scusate ma ci spiegate come funziona il corso di lingue? Quanto studieranno i ragazzi? Come sono composte le classi e cosa impareranno? Dovranno fare un esamino? Avranno un attestato?” Attimo di smarrimento: improvvisamente la platea si è accorta che i pargoli andranno all’estero a studiare e che il viaggio studio è un investimento sulla cultura e l’autonomia dei propri figli… Non vi preoccupate: è stato solo un momentino… qualche fugace spiegazione da parte dei prof e subito dopo è ricominciata la caciara sui prezzi…

In compenso alla fine della riunione i babbi che non volevano spendere nulla si sono rimessi i loro Woolrich da centinaia di  euro e sono saliti sui Megasuv, mentre le mamme iperprotettive si sono dimenticate di allacciare le cinture di sicurezza (giusto per non sgualcire gli abiti firmati) e tutti insieme si sono diretti alla prima rosticceria, per portare a casa un pasto sano per i pargoli!

Venti anni di Berlusconi  forse vogliono dire anche questo… che per molti genitori i soldi per l’istruzione e la cultura sono spesi male, mentre quelli per “apparire” sono spesi benissimo!

Una voce da Genova…

Foto "working together" by elora.daphne - flickr

Foto "working together" by elora.daphne - flickr

Ho uno zio che abita a Genova: ieri siamo stati in pensiero tutto il giorno perchè lo abbiamo cercato dal pomeriggio e lo abbiamo trovato solo dopo le 22.00. Non trovandolo, i miei genitori e un’altra zia erano andati nei pazzi, anche perchè lo zio abita a poche decine di metri dallo Sturla. Fortunatamente era in città a dare una mano e non si era portato dietro il telefonino.

Dai racconti che ci ha fatto oggi, ha parlato di una tragedia annunciata: tutti questi  torrentelli (perchè diciamocelo che il Bisagno e lo Sturla sono due torrentelli da tre soldi), in molte parti della città, non scorrono più all’aperto, ma sono imprigionati nelle condotte e non hanno possibilità di esondare in zone aperte,  più controllate e meno pericolose. Semplicemente è stato tutto cementificato e i torrenti scorrono sotto alla città: sono stati “asfaltati” e  sopra ci sono state costruite strade, piazze e anche edifici interi… Capite che quando da monte arriva una piena, l’acqua da qualche parte dovrà pur andare. Purtroppo quello di ieri non è un caso eccezionale: un amico di mio zio ha perso un fratello in un caso analogo alcuni anni fa…

E poi c’è lo scandalo delle scuole: a quello che mi ha detto mio zio ieri  mattina sono stati mandati regolarmente  i ragazzi a scuola e poi quasi all’ora di pranzo, proprio quando la piena stava montando, è stato telefonato a casa dicendo ai genitori di andare a riprenderli. Sempre secondo il racconto di mio zio, fra le vittime ci sarebbero proprio delle persone che andavano/tornavano da prendere i ragazzi dalle scuole.

A questo punto dico ai politici di tutti gli schieramenti: BASTA CON LE SPESE MILITARI, BASTA CON LE GUERRE MASCHERATE DA MISSIONI DI PACE, BASTA CON  LE GRANDI OPERE INUTILI (TAV, Ponte sullo Stretto, Varianti di valico, terze corsie autostradali, etc…)!!! I soldi che ci sono vanno usati per mettere in sicurezza idrogeologica tutto il territorio italiano… Non si può, tutte le volte che piove, piangere qualche morto e dire sempre che è una tragedia naturale! E soprattutto non ce ne facciamo nulla del cordoglio che, il giorno dopo, arriva puntuale dalle varie istituzioni!!

Shalom: Videomessaggio sulla comunicazione on-line e XXXVI Festa della Mondialità.

Come ormai i miei lettori sanno da tempo, faccio parte del Movimento Shalom: ho due adozioni a distanza e  quando posso cerco di fare un po’ di volontariato con loro. Dallo scorso mese di Novembre il Movimento ha deciso di usare una nuova forma di comunicazione per diffondere gli ideali e le iniziative di pace, fratellanza e giustizia di cui è portatore: un video messaggio del fondatore che sarà diffuso ogni mese su Facebook e su YouTube.

Il primo messaggio, pubblicato lo scorso 22 Novembre, è proprio incentrato sui mezzi di comunicazione: dalla televisione che ormai è indirizzata solo alla disinformazione, con lo scopo di distogliere le persone dai reali problemi del paese, per arrivare fino alla rete e agli spazi di libertà che questa offre a tutti.

Se vi può sembrare strano che un prete mandi videomessaggi via rete è bene dire che Don Andrea è una personalità che va aldilà dell’abito che porta: prima di essere un prete è un uomo di grande cultura e sensibilità e allo stesso tempo è una persona schietta e semplice che quando parla dice “pane al pane e vino al vino”. Semplicemente quella del videomessaggio mensile è una delle tante idee che Don Andrea e i vulcanici membri di Shalom si inventano per diffondere i propri ideali e le proprie iniziative di solidarietà. Buona visione (il filmato dura circa 7 minuti)

Se siete interessati a partecipare all’incontro di Prato di cui parla Don Andrea questi sono i dettagli dell’inziativa:

8 Dicembre 2010 – Sala sant’Agostino – Piazza sant’Agostino – Prato

Dove vanno a finire i soldi della cooperazione internazionale ?

Programma

Ore 15.30 Saluti delle autorità

Introduzione della conferenza Andrea Sansevero, presidente Movimento Shalom

Interventi di:

Moderatore Andrea Pio Cristiani, fondatore di Shalom

Come raggiungere la sede dell’incontro:

  • In treno: stazione Porta al Serraglio di Prato dista poco più di 100 mt dalla sala
  • In auto: Uscita Prato Ovest dell’autostrada A1, seguire le indicazioni della cartina sottostante fino a Piazza del Mercato Nuovo, dove è possibile parcheggiare. Proseguire a piedi per piazza Sant’Agostino.
Piantina Prato dal sito di Shalom

Piantina Prato dal sito di Shalom

CGIL in the SKY…

Palloncini CGIL #3

foto "Palloncini CGIL #3" by bzw - flickr

Novembre 2010: sono nell’ufficio di un mio collega a cercare di fargli ripartire il pc dopo un guasto… Mentre io  smanetto sulla tastiera del suo computer, lui è in piedi e aspetta che io gli renda la sua postazione: nell’attesa  inganna il tempo leggendo la sua busta paga. A un certo punto esclama:  «Cavolo, la trattenuta sindacale questo mese è di 26€! Tra un po’ costerà meno fare l’abbonamento a Sky che fare la tessera della CGIL!… e poi  si vedono molti più canali!» Segue risatona di tutto l’ufficio…

Ripenso alla battuta del mio collega e faccio i soliti due conti della serva su quanto a lui costa la tessera della CGIL.  26€ al mese per 13 mesi (perchè la trattenuta del sindacato si paga anche sulla tredicesima) fanno un totale annuo di ben 338€… più o meno la cifra che ho speso quest’anno per comprare tutti i libri delle superiori per mia figlia… Ne deduco che in effetti c’è una cosa che accomuna la tessera di Sky con quella della CGIL… con questa crisi stanno  diventando entrambe dei beni di lusso! Che tristezza!

L’evoluzione della specie, ovvero la crisi dell’auto è colpa mia!

CARS Cemetery

foto "CARS Cemetery" by rjsdad - flickr

Quando ho iniziato a lavorare, oltre 20 anni fa, fra casa mia e l’ufficio c’erano  la bellezza di 40 km di distanza.  Quegli 80 km giornalieri di trasferimento da pendolare hanno caratterizzato diversi anni della mia vita lavorativa e non essendo lo spostamento in auto economicamente sostenibile, li ho passati tutti su autobus e corriere. Fra andata e ritorno erano 3 ore al giorno di tempo passate sui bus,  facendo le uniche  cose che potevo fare: dormire, leggere e ascoltare musica (col walkman, l’ipod era aldilà dal nascere). Queste ore di viaggio (rubate alla famiglia e  al tempo libero) mi hanno insegnato ad apprezzare  il valore della “variabile tempo” che, secondo il sottoscritto, è molto più preziosa della “variabile soldi”, perchè il tempo è l’unica cosa che passa e non puoi recuperare…

Appena ho potuto ho chiesto un trasferimento e mi hanno spedito in una sede a 13 km da casa mia in cui andavo un po’ in auto e un po’ con i mezzi pubblici. Purtroppo all’epoca i benefici erano minimi perchè nelle ore di punta, e più di una volta, ci mettevo meno a fare i 40 km tra Firenze e la vecchia sede in campagna che a fare i 13 km per attraversare tutta la città da est a ovest. Ricordo ancora che più di una volta, imbottigliato nel traffico, ho temuto di non fare in tempo per andare a prendere mia figlia all’uscita dell’asilo! Certe volte, quando ero fermo in coda, mi sentivo proprio prigioniero in quella scatoletta di latta con le ruote che è l’automobile…

8 anni fa c’è stata la svolta quando mi si è prospettato un lavoro ad un km e mezzo da casa. La scelta era abbastanza difficile: lasciare una struttura grande dove avevo prospettive di carriera (e quindi di soldi) per una più piccola, senza prospettive di carriera ma vicinissima a casa. Alla fine ha prevalso la seconda ipotesi e oggi, a diversi anni di distanza, non sono per niente pentito: ho recuperato una bella fetta di tempo libero che dedico alla famiglia e ai miei hobby (compreso questo blog) e dal punto di vista economico non rimpiango il mio vecchio lavoro: in effetti i miei ex-colleghi hanno fatto carriera, ma la differenza di stipendio sarebbe stata annullata dalle spese di benzina, usura dell’auto e dal tempo sprecato per la strada…

La mia evoluzione verso una vita più slow era a buon punto ma, per liberarmi della schiavitù dell’auto, mi mancava ancora un piccolo passo. Purtroppo dovevo accompagnare la mia prole a scuola (circa 2 km da casa) e l’auto era obbligatoria per la valanga di libri, cartelle da disegno, cartelline, strumenti musicali, righe e stecche che un ragazzino delle medie deve portare avanti e indietro ogni giorno. E’ impensabile come, in tempi di e-book e netbook, alle scuole medie (e in parte anche alle elementari) facciano caricare  gli alunni come degli asini tutti i giorni…

La mia metamorfosi si è completata col passaggio della figlia alle superiori (spalle più larghe e meno attrezzatura da portare a scuola)… Finalmente potevo lasciare a casa l’odiata scatoletta con le ruote e potevo andare in ufficio a piedi… Percorso di 1 km e mezzo, dritto tra casa e ufficio con tempi di percorrenza netti solo di due o tre minuti più alti, rispetto all’uso dell’auto… niente sensi unici, semafori sempre rossi e soprattutto niente estenuante ricerca di parcheggio. Anzi passeggiatina tranquilla e rilassante con l’occasione di riordinare un po’ le idee durante il tragitto, con la sensazione piacevole di non inquinare l’aria che respiro e che respirano i miei cari…

Insomma, pensavo di essermi evoluto per il benessere mio, della mia famiglia e dell’ambiente, quando ho scoperto che invece sarei un soggetto cattivissimo perchè forse la crisi dell’auto è tutta colpa mia… e ora vi spiego perchè!

Nelle scorse settimane ho portato la mia auto a fare il tagliando e così, un po’ scherzando e un po’ sul serio, l’addetto della concessionaria mi ha chiesto: «Ma non si vergogna? In 4 anni ha fatto solo 13.000 km? Se tutti facessero come lei noi saremmo tutti sulla strada da un bel pezzo!» Avrei voluto ripetergli la storia che vi ho appena raccontato ma non era ne’ il momento e nemmeno l’ora di fare discussioni, per cui mi sono limitato a rispondere: «Sa, uso la macchina solo un paio di volte alla settimana,  solo per fare dei tragitti cittadini in cui mi è scomodo l’uso del mezzo pubblico.» Però nel mio intimo ho sorriso e ho pensato «Io già mi barcameno per campare la mia famiglia, volete che campi anche tutto il settore dell’auto? » Poi ho guardato l’importo della  fattura e ho pensato anche  a quante volte come contribuente ho pagato con le mie tasse gli incentivi all’auto…

Il sorriso è scomparso subito…

Ci mancava solo questa: pagare per pregare!!!

Pope Benedict XVI

foto "Pope Benedict XVI" by Sergey Gabdurakhmanov - flickr

  • 10 sterline (11,98 €) per la data di Londra del 18 Settembre ad Hyde Park – biglietti disponibili 130.000.
  • 25 sterline (29,96€) per la data di Birmingham del 19 Settembre a Cofton Park – biglietti disponibili 70.000.

Quelli che avete letto qui sopra non sono i prezzi dei biglietti per l’ultima tournée inglese di qualche gruppo rock. No, sono i prezzi dei biglietti che i fedeli dovranno pagare per assistere ad una messa e ad una veglia di preghiera durante il viaggio di Benedetto XVI in Inghilterra, il prossimo mese di Settembre.

Ci mancava solo questa… Un fedele che vuole pregare e ascoltare le parole del vicario di Gesù Cristo è costretto a pagare un biglietto, come se andasse ad un concerto rock… E che prezzi! Il tariffario prevede 10 sterline per una veglia di preghiera a Londra e 25 per una messa (comprensiva di beatificazione) a Birmingham mentre, come sempre, i  “vip” entreranno gratis! Al contrario in Scozia, sempre nello stesso viaggio, le cerimonie saranno gratuite.

Leggete cosa scrive il Sole 24 Ore:

Per assistere a due degli eventi previsti durante la visita di Benedetto XVI in Gran Bretagna, in programma dal 16 al 19 settembre prossimi, i fedeli per la prima volta dovranno pagare un «biglietto»: [...] la veglia di preghiera a Hyde Park, a Londra, il 18 settembre e la cerimonia di beatificazione del cardinale John Henry Newman che avrà luogò a Birmingham, nel Cofton Park, domenica 19. Per la prima – riporta oggi anche la stampa britannica – saranno messi a disposizione 130.000 biglietti mentre per la messa di beatificazione ce ne saranno 70.000. Il biglietto costerà 25 sterline per Birmingham (pari a 30 euro) e 10 sterline per Londra (12 euro).

Il Catholic Herald online spiega che anche i mille preti che concelebreranno a Birmingham dovranno pagare, mentre saranno esentati i duemila “vip” che assisteranno all’evento. Nessuna tariffa d’ingresso è stata imposta invece ai fedeli scozzesi che assisteranno alla messa di Benedetto XVI al Bellahouston Park, presso Glasgow, in programma il 16 settembre.[...]

Il costo del biglietto dà diritto a un «kit del pellegrino»[...] un “pass” del pellegrino, che includerà un Cd sul viaggio, tutto il materiale sanitario e di sicurezza, una travelcard, il libro di preghiera ‘Magnificat’ e un pacchetto commemorativo. [...]

tratto dall’articolo “Per vedere il Papa i fedeli britannici pagheranno il biglietto” pubblicato il 30.07.2010  sul sito del Sole 24 ore on line.

Con profondo rammarico vi dico che come credente sono rimasto veramente disgustato e preferisco astenermi da qualsiasi commento. Vi lascio solo con una frase tratta dai Vangeli

Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato».

tratto dal Vangelo di Giovanni cap.2 versetti 13-16

p.s. Mi resta una sola domanda: ma il costo del biglietto è comprensivo di diritti di prevendita o questi vanno pagati a parte?