Come è andata a finire: Liberiamoci del maiale…

Liberiamoci del maiale

banner "Liberiamoci del maiale"

Ricordate la raccolta di post e ricette  “Liberiamoci del maiale” che è stata lanciata dalle food blogger Madama Bavareisa e Kemikonti, con lo scopo di chiedere le dimissioni di Berlusconi e del suo Governo e alla quale io ho partecipato col post sulla Mortadella di Prato?

Volete sapere come è andata a finire a tre settimane dal termine dell’invio delle ricette?

E’ stata un successo enorme tanto che  in pochi giorni sono state raccolte: 252 adesioni, 164 post di ricette a base di maiale e altri 35 post dedicati all’iniziativa senza ricette.

Trovate un bilancio di tutta l’iniziativa in questo post di Norma Campignano, mentre in quest’altro post trovate tutte le ricette!

Credo che si tratti di un risultato estremamente positivo anche se, purtroppo, ancora non ci siamo liberati del maiale… ma non è mai troppo tardi per la porchettata finale!

Liberiamoci del maiale: la Mortadella di Prato.

Banner Liberiamoci del maiale.

Con questo post aderisco all’iniziativa “Liberiamoci del maiale” che è stata lanciata dalle food blogger Madama Bavareisa e Kemikonti e che ha lo scopo di chiedere le dimissioni di Berlusconi e del suo Governo.

Per chi volesse leggere tutto il post con cui viene lanciata l’iniziativa può leggere questo link… io vi metto un piccolo estratto della presentazione e passo poi a dare il mio piccolo e modesto contributo…

Rieccoci qui, un gruppo di bloggers stufe dei comportamenti insultanti nei confronti delle donne del presidente del Consiglio. Atteggiamenti già noti da tempo, ahimé, ma che adesso hanno oltrepassato davvero ogni limite, manifestandosi in modo chiaro ed univoco agli occhi di chiunque abbia un minimo di buon senso e una dose di dignità.[...]

Chi è disgustato quanto noi dovrebbe pubblicare entro domenica 6 febbraio una ricetta in cui il maiale sia protagonista…non importa se cucinerete un sontuoso carré o un panino alla mortadella, non è un vero e proprio contest, ma un’iniziativa di dissenso… fotografate un wurstel, se non avete tempo di cucinare, ma partecipate ugualmente!  E per i bloggers non-food, sarà sufficiente aprire un post e commentare… a ruota libera!

Basterà esporre il banner dell’iniziativa, spiegando nel post le ragioni della propria partecipazione, i vostri motivi di disgusto[...] Valgono anche le ricette già pubblicate, e ovviamente non solo da donne!! ^_^ [...] “tutto ciò che acquistiamo per poter preparare un piatto..è politica, far quadrare i conti è un atto di eroica politica ai giorni nostri” e aggiungo che il nostro essere donne attive degne di rispetto va ben oltre le quattro pareti rassicuranti di una cucina. Come ci è venuta l’idea del maiale? Beh… per analogia, ovviamente![...]

tratto dalla presentazione dell’iniziativa “Liberiamoci del maiale” dal sito di Norma Campignano (Madama Bavareisa)

Mi sono chiesto se e come potevo dare il mio contributo: sono un uomo, non sono un food blogger e come ricette non ho ne’ la maestria ne’ la fantasia che hanno tutti gli altri/le altre partecipanti all’iniziativa, però sono arrabbiatissimo con questo governo e farei di tutto per mandare a casa il maiale e tutta la sua corte. Il disgusto che provo l’ho già scritto  nel mio post “Bunga Bunga” dello scorso 18 Gennaio: dato che è un sola frase ve la ripeto anche qui:

Se tutto questo fosse vero si tratterebbe di un vecchio dell’età di mio padre che, pagando, si tromba delle ragazzine minorenni dell’età di mia figlia… Non mi ritengo un bacchettone, però… CHE SCHIFO!

tratto dal mio post “Bunga Bunga” dello scorso 18 Gennaio

Logicamente non posso liquidare così il mio post e perciò, non essendo un cuoco sopraffino, ma essendo un discreto buongustaio vorrei suggerirvi un salume tipico delle mie parti, la cui produzione viene  fatta con gli scarti degli scarti della lavorazione del maiale e che dimostra come, con l’antica sapienza popolare e un po’ di impegno, si possono tirare fuori delle ottime cose anche dai rimasugli. Caro Mr.B se ne vada e il popolo italiano saprà ricostruire un paese migliore  e rendergli dignità anche partendo dagli scarti di 17 anni di Berlusconismo!!!!!

La mortadella di Prato.

La mortadella di Prato. Foto dal sito di Slow Food

foto "La mortadella di Prato" tratta dal sito di Slow Food"

La mortadella di Prato è un salume povero, bollito, tradizionalmente fatto con gli scarti della lavorazione del maiale e “nobilitato” da una forte speziatura a base di pepe nero macinato e in grani, sale, polpa d’aglio pestato,  macis, coriandolo, cannella, chiodi di garofano e alkermes. L’uso dell’alkermes, oltre a dare l’inconfondibile aroma a questa mortadella, serviva in passato a ravvivarne il colore per farla assomigliare il più possibile alle mortadelle vere.

Dimenticato nel periodo del boom economico, questo salume povero è stato riscoperto e rilanciato come presidio Slow Food negli anni ’90 e adesso è molto ricercato… Auguro allo stesso modo agli italiani di voltare pagina con Mr B. e successivamente di “riscoprirsi” e “rilanciarsi”…

Quando si dice naturale…

acervus

foto "acervus" by patrizia_ferri - flickr

Come molti dei miei lettori sanno, sono particolarmente attento a quello che mangio: mi piacciono i prodotti biologici, integrali, a km0, etc… etc… Anche per il sale, che uso pochissimo per problemi di salute, ho le mie preferenze e quando vado in Romagna faccio scorta del sale dolce integrale prodotto nelle saline di Cervia… Quando lo trovo (ma è difficilissimo reperirlo) compro il sale integrale lavorato a mano della Salina Camillone, sempre di Cervia, che è  un presidio slow food prodotto in quantità limitate… Insomma, visto che di sale  ne devo usare poco che almeno sia buono (tra l’altro lo uso per fare l‘integratore di cui vi ho parlato qui)!

Ieri sera apro un pacco di sale grosso di Cervia, lo verso nel contenitore che ho in cucina e… cosa ci trovo? In primo luogo un paio di sassolini, ma è normale, li ho già trovati altre volte e non mi preoccupo… Poi insieme al sale vedo scendere un piccolo pezzo di metallo… lo prendo, lo guardo e cerco di capire cosa è… un’idea me la sono già fatta ma vado a sciogliere i miei dubbi su internet… Una breve ricerca e le mie intuizioni trovano la giusta conferma: è un pezzo di un anello con cui vengono inanellati gli uccelli per le ricerche scientifiche! Purtroppo sul pezzo di metallo che ho trovato nella mia confezione non c’è il codice, altrimenti avrei avvisato Ispra. D’altra parte le Saline di Cervia, sono dal 1979 Riserva Naturale dello Stato e ospitano oltre 70 specie diverse di  uccelli tra cui Fenicotteri, Cavalieri d’Italia, Avocette, Piovanelli pancianera, Garzette, Aironi, Anatre, Gabbiani, Sterne, etc…

Una conferma che il sale è davvero integrale… quando si dice naturale!