Le ultime puntate del 2012 di Peace Maker.

Torno a parlarvi di “Peace Maker (Fabbricatori di Pace)“, la trasmissione televisiva a cura del Movimento Shalom che viene diffusa sul canale toscano Antenna 5 (n.72 del digitale terrestre) il Mercoledì sera alle ore 21.00, con varie repliche durante la settimana e che, piano piano, sta diventando una bella trasmissione.

Qui sotto trovate i video di tutte le puntate del Mese di Dicembre 2012. Buona visione!

11° puntata

In questa puntata viene presentata la Festa della Mondialità dell’8 Dicembre 2012 con un’intervista a Massimo Toschi della Regione Toscana. A seguire suor Sabine Kima, la referente del Movimento per le adozioni a distanza in Burkina Faso, racconta questa bellissima esperienza che coinvolge oltre 7.000 bambini in Burkina Faso e altrettante famiglie italiane (alle quali andrebbe sommato un altro migliaio di bambini adottati a distanza in altri paesi del sud del mondo). Infine, per la rubrica “Gli uomini della Pace”, D. Andrea Cristiani parla del Mahatma Gandhi.

12° puntata

La dodicesima puntata è dedicata ad una sintesi degli interventi tenutesi alla Festa della Mondialità dell’8 Dicembre 2012. Fra le varie testimonianze segnalo quella degli studenti di vari istituti superiori di Taranto che hanno progettato e portato in Burkina Faso una serie di impianti fotovoltaici e che stanno formando i tecnici burkinabè per renderli autonomi nell’installazione e gestione degli impianti. In conclusione, per la rubrica “Gli uomini della Pace”, D. Andrea Cristiani parla di Carlo Petrini, fondatore di Slowfood.

13° puntata

La tredicesima trasmissione è tutta incentrata sulle adozioni a distanza, con un intervista più ampia a Suor Sabine Kima e le testimonianze commuoventi di alcune famiglie che hanno delle adozioni in Burkina Faso e che raccontano di quando sono andate ad incontrare personalmente i bimbi adottati a distanza. Al termine della puntata, il fondatore del Movimento Shalom, parla del presepe, porgendo gli auguri di Natale.

14° puntata

L’ultima puntata che vi presento è tutta dedicata al Senegal e alla sezione del Movimento Shalom Salam Senegal. Questa sezione  riunisce cattolici e musulmani, italiani e senegalesi che vivono sia in Italia che in Senegal e che raccontano i vari progetti che il Movimento segue sia da noi che nel paese africano. In particolare viene presentata la “Carovana della salute”, un team di medici e infermieri, che lo scorso agosto ha visitato gratuitamente le popolazioni dei villaggi rurali del Senegal e il progetto del Microcredito che permette alle donne di aprire piccole attività lavorative. In conclusione, per la rubrica “Gli uomini della Pace”, D. Andrea Cristiani traccia un profilo del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.

A Natale con Shalom…

Locandina

Locandina “A Natale con Shalom” dalla pagina Facebook del Movimento Shalom

E se questo Natale facessimo anche un regalo a qualcuno che non conosciamo? Ad esempio un regalo solidale? Per il Natale 2012, il Movimento Shalom ha scelto 3 tipi di regali solidali che possono essere fatti comodamente da casa propria e che arriveranno in Africa. In questa pagina troverete tutte le informazioni… qui vi metto cosa potreste regalare…

A Natale… Regala un sorRiso.

Il progetto della “Banca dei cereali” ha come obiettivo la possibilità di dare riso e miglio, alimenti base della locale alimentazione, alle persone più povere del Burkina Faso. Infatti questi prodotti fondamentali per la sussistenza del Burkina Faso durante l’anno, a causa della speculazione, subiscono oscillazioni di prezzi elevatissime, tali da non consentire ai più poveri di potersi approvvigionare e dunque mangiare. La banca dei cereali effettua una calmierazione dei prezzi permettendo un costo stabile ed equo per tutto l’anno.

  • con 10€ è possibile regalare 15 kg di riso
  • con 15€ è possibile regalare 25 kg di riso
  • con 30€ è possibile regalare 50 kg di riso

La pagina web dove donare riso…

A Natale… dai da bere.

Il progetto “Acqua” si prefigge di costruire un pozzo in Burkina Faso. La mancanza d’acqua, che caratterizza soprattutto le regioni settentrionali del Burkina Faso ha conseguenze drammatiche, difficili da comprendere. Innumerevoli sono i bambini (e gli adulti) malati, affetti in molti casi dalla dissenteria o dalle parassitosi più crudeli contratte attraverso l’acqua inquinata. Le cose vanno molto meglio in quei villaggi che hanno la fortuna di avere un pozzo da cui ogni famiglia può attingere quei 10/15 litri d’acqua al giorno per le minime necessità alimentari ed igieniche. Un pozzo ha un bacino di utenza con un raggio fino ad oltre 10 Km, naturalmente da percorrere a piedi col vaso sulla testa, quasi sempre da parte delle donne. L’intervento di Shalom in favore di queste popolazioni ha un carattere strutturale: Shalom raccoglie finanziamenti e li impiega direttamente per perforare pozzi in Burkina Faso, attraverso le imprese locali che ha costituito e che segue con continuità. Il costo di un pozzo è di 6.850 € e mediamente da da bere a oltre 1.000 persone.

  • con 50€ è possibile regalare lo 0,7% del pozzo.
  • con 100€ è possibile regalare l’ 1,5% del pozzo.
  • con 150€ è possibile regalare il 2,2% del pozzo.
  • con 200€ è possibile regalare il 2,9% del pozzo.
  • con 250€ è possibile regalare il 3,6% del pozzo.
  • con 300€ è possibile regalare il 4,6% del pozzo.

La pagina web dove donare acqua

A Natale… dona dignità

Il progetto “La banca delle donne” si occupa di Microcredito. ovvero del sistema creditizio delle banche dei poveri. Inventato alcuni anni fa dalla Grameen Bank per i diseredati del Bangladesh, si sta diffondendo in molti paesi del terzo mondo e costituisce una forma indovinata di sviluppo. I destinatari di tale forma di finanziamenti sono in maggioranza persone al disotto della soglia di povertà, gente “senza futuro” secondo i criteri della attuale sistema economico. L’obiettivo del progetto è quello di erogare microprestiti ai più poveri, a coloro ai quali nessuna banca darà mai un finanziamento. I destinatari dovranno dimostrare di svolgere o di iniziare attività nell’agricoltura, nell’allevamento o nell’artigianato, in grado di autoprodurre nel tempo dei profitti con i quali sostenere non solo le proprie famiglie, ma anche di accantonare piccoli risparmi, acquistare una piccola quota della società e necessariamente rimborsare il denaro avuto in prestito. L’esperienza di Shalom in atto ha dimostrato non solo che i prestiti vengono regolarmente restituiti nel 99% dei casi, ma che si crea per i poveri una grande opportunità per uscire dall’umiliazione e dell’esclusione, acquisire dignità e autostima. Il progetto è attivo in Burkina Faso dal 2004, in Uganda dal 2009 e in Senegal dal 2010. I risultati sono ottimi con oltre 3.000 prestiti erogati nell’anno 2011 che hanno permesso di dare lavoro e dignità soprattutto alle donne.

  • con un contributo di 100€ è possibile regalare dignità e lavoro ad una donna.
  • con un contributo di 250€ è possibile regalare dignità e lavoro a più donne.

La pagina web dove donare lavoro

Una giornata in ricordo di Mor Diop e Samb Modou.

Foto

Foto “13 Gennaio 2012 – Presidio in Piazza Dalmazia” by {to} bead free -flickr

Il 13 Dicembre 2011 la mano fascista e razzista di Gianluca Casseri uccise Modou Samb e Mor Diop e ferì Sougou Mor, Mbenghe Cheikh e Moustapha Dieng, in quella che rimane una delle pagine più tristi della cronaca fiorentina del terzo millennio. Ad un anno di distanza la città di Firenze ricorda le vittime con due eventi:  un presidio alle ore 17.00 in Piazza Dalmazia organizzato dalla ASFC (Associazione dei Senegalesi di Firenze e Circondario) e un concerto al Mandelaforum organizzato dal Comune di Firenze i cui proventi andranno alle famiglie delle vittime e dei feriti dell’attentato dello scorso anno.

Il presidio e l’appello dell’Associazione dei Senegalesi di Firenze e Circondario.

Il 13 Dicembre in Piazza Dalmazia alle 17 si terrà un presidio sui fatti avvenuti per esprimere solidarietà alla Comunità Senegalese e la totale condanna di ogni comportamento, di ogni aggressione fascista e razzista. In tale occasione la Comunità Senegalese chiederà ai cittadini e alle istituzione di aderire all’appello in memoria di Samb Modou e Mor Diop: le adesioni potranno essere inviate anche per e-mail ai seguenti indirizzi: kebeazu@hotmail.comassoc.deisenegalesefirenze@yahoo.com.

Testo dell’appello per ricordare Modou Samb e Mor Diop

Il 13 dicembre di un anno fa in Piazza Dalmazia furono assassinati Modou Samb e Mor Diop; furono feriti in modo grave Sougou Mor, MbengheCheikh e Moustapha Dieng (che non potrà più essere autosufficiente).

Nell’appello che come cittadini e cittadine senegalesi facemmo per invitare la Firenze antifascista e antirazzista a reagire a tale crimine dicemmo con chiarezza che non si trattava del gesto isolato di un folle ma del frutto orrendo di un clima diffuso di intolleranza e di ostilità nei confronti dei migranti, degli stranieri, dei “diversi”, un clima alimentato da leggi, provvedimenti, ordinanze mirate a colpire, a reprimere, a perseguire chi non rientrava nello schema “ordine e sicurezza” prescritto dalle forze dominanti. Ed in cui i veleni razzisti si intrecciavano strettamente con i germi estremamente pericolosi dei vecchi e dei nuovi fascismi.

Ebbene, dodici mesi dopo, non molto è cambiato. Non vi è stata quella reazione corale che avrebbe dovuto mobilitare tutte le energie e le risorse positive, tutte le forze culturali, sociali, politiche che hanno come baricentro la Costituzione, tutti gli anticorpi ai veleni razzisti e fascisti presenti nella società italiana.

Ancora oggi sono ancora in vita strutture indegne di un Paese civile come i CIE, continuano a morire in mare profughi e richiedenti asilo che cercano di raggiungere le coste italiane, non vengono prese in considerazione le proposte di legge per dare il voto ai migranti e la cittadinanza ai figli d’immigrati che nascono in Italia, restano in vigore normative come quella denominata Bossi-Fini, nè sono scomparse le ordinanze securitarie che avevano avuto larga diffusione a livello comunale.

E Casa Pound, dal cui ambito proveniva l’assassino di Piazza Dalmazia, prosegue nelle sue vergognose imprese: l’ultima, di qualche giorno fa, l’interruzione violenta di un incontro – di una festa -, a Pontedera, per l’attribuzione della cittadinanza onoraria alle figlie ed ai figli dei migranti nate/i in quel comune. I pericolosi ritorni fascisti e nazisti non sono peraltro una prerogativa italiana, ma un morbo che si sta diffondendo in altri Paesi europei (vedi Alba Dorata in Grecia).

Per questo vogliamo ricordare, sul luogo dell’atto criminoso, i nostri fratelli assassinati. Si tratta di un ricordo che ci vedrà stringerci insieme, noi e tutte/i coloro che vorranno essere con noi, vicino alla lapide in Piazza Dalmazia con i loro nomi, ma anche dell’occasione per rinnovare l’impegno, rendendolo più efficace, a cambiare le normative che alimentano l’intolleranza ed il razzismo, a contrastare i fascismi risorgenti, avvertendone finalmente tutta la pericolosità, a costruire un clima diverso – di apertura, di accoglienza, di solidarietà. Per una città ed un Paese civili, in cui non siano più possibili atti come quelli di un anno fa.

ASFC (Associazione dei Senegalesi di Firenze e Circondario)

Appello girato in internet a cura dell’Associazione dei Senegalesi di Firenze e Circondario.

Il concerto-spettacolo Jokko al Mandela Forum di Firenze

Locandina

Locandina “Jokko” dal sito del Comune di Firenze

Firenze non dimentica. A un anno di distanza dall’attentato che ha colpito al cuore la  città, il 13 dicembre Firenze ospiterà un grande evento di musica per ricordare Mor Diop e Modou Samb. Al Mandela Forum andrà in scena “Jokko! Firenze – Senegal per non dimenticare”, musica e parole per ribadire concetti universali come fratellanza, integrazione e rispetto. Grandi nomi della musica italiana e senegalese si esibiranno insieme in un concerto che vuole essere un’occasione di solidarietà, un momento di incontro tra artisti senegalesi e italiani e al tempo stesso un modo per ribadire, in modo collettivo, che la città non dimentica. In lingua wolof JOKKO infatti vuol dire “dialogo, comunicazione”. Il costo del biglietto è stato fissato in 10 euro e il ricavato della serata sarà interamente devoluto ai feriti e alle famiglie delle vittime dell’attentato.

Artisti presenti alla manifestazione:

  • Youssou Ndour (sia in veste di cantante che di Ministro del Turismo della repubblica del Senegal)
  • Omar Pene
  • i Super Diamono
  • Yoro Ndiaye
  • Souleymane Faye
  • Bandabardò
  • Elio
  • Ginevra Di Marco
  • Paolo Hendel
  • Giobbe Covatta
  • Scena Muta

Tante novità dal Movimento Shalom…

Foto "Agenda 2013 - Bocelli" dal sito del Movimento Shalom.

Foto “Agenda 2013 – Bocelli” dal sito del Movimento Shalom.

E’ da tanto tempo che non dedico un post alle attività del Movimento Shalom: lo faccio adesso cercando di recuperare un po’ del tempo perso, perchè in questo periodo ci sono state tante novità che meritano di essere raccontate…

  • Innanzitutto il Movimento Shalom ha un sito internet completamente nuovo. Più bello, colorato, simpatico, ma soprattutto più chiaro, più ordinato e continuamente aggiornato.
  • E’ uscito il nuovo numero del giornalino trimestrale del Movimento che potete scaricare in pdf anche da questo sito (qui l’ultimo numero, qui anche i numeri precedenti): la copertina è dedicata all’illustrazione del bilancio di Shalom del 2011 col riepilogo di tutte le iniziative portate avanti dall’associazione. Degni di attenzione sono anche i racconti dei volontari che la scorsa estate sono stati in Africa: a Jukumu Letu in Kenya, a Gorom Gorom in Burkina Faso e quello dei medici che hanno attraversato il Senegal con la Carovana della Salute.
  • Stanno partendo tutte le iniziative Natalizie (di cui mi occuperò dettagliatamente in un prossimo post) tra cui la nuova Agenda settimanale del 2013 che ospiterà delle bellissime foto e sarà dedicata alle “Donne d’Africa” e che ha trovato in Andrea Bocelli un grande testimonial. I proventi della vendita (costo 20€) verranno devoluti ai progetti per il microcredito a favore delle donne africane.
  • Oltre al nuovo sito web, il Movimento è presente adesso anche nei più famosi social network come Facebook, Twitter e Youtube.
  • Infine da Settembre il Movimento cura anche una trasmissione televisiva settimanale intitolata “Peace maker” che va in onda il Mercoledì alle ore 21.00 su Antenna 5 (canale 72 del digitale terrestre in Toscana) e le cui puntate, grazie a Dio,  sono visibili anche su youtube, perchè altrimenti io me le perderei tutte (a quell’ora sono di ritorno dal mio allenamento…). Comunque qui sotto vi metto tutte le puntate fino ad oggi.

Nona puntata

Ottava puntata

Settima Puntata

Sesta Puntata

Quinta puntata

Quarta puntata

Terza puntata

Seconda puntata

Prima puntata

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Un gesto di solidarietà concreta ai senegalesi uccisi e feriti a firenze.

Foto "Flag Senegal" by erjkprunczyk - flickr

Foto "Flag Senegal" by erjkprunczyk - flickr

Avrei voluto scrivere qualcosa sul barbaro crimine razzista perpetrato lo scorso martedì a Firenze e che ha portato all’uccisione di  Samb Modou e Diop Mor e al ferimento di Moustapha Dieng, Sougou Mor e Mbenghe Cheike. Purtroppo non riesco a trovare le parole adeguate ad esprimere i miei sentimenti di fiorentino e allo stesso tempo di cittadino del mondo. Vi basti sapere che se invece di Martedì la sparatoria fosse successa il giorno dopo, a quell’ora e tra quella gente ci sarebbe stata anche mia figlia…

Perciò preferisco non scrivere niente ma girarvi l’appello fatto da alcuni amici dell’Associazione GAS Equobaleno di Sesto Fiorentino, per un aiuto concreto alle vittime di questa tragedia. Conosco personalmente Lapo e Simona e mi sento di garantire sulla loro onestà e sul buon fine dei fondi…

L’Associazione GAS “Equobaleno“, in nome di tutta la cittadinanza solidale e con la collaborazione della filiale di Firenze di Banca Etica, ha aperto un conto corrente per raccogliere le donazioni che saranno effettuate da chiunque vorrà fare un gesto concreto di solidarietà. Le donazioni saranno girate IN TOTO ai congiunti dei senegalesi uccisi e feriti dalla pazzia di un personaggio che vogliamo pensare folle, piuttosto che un lucido xenofobo.

La raccolta di denaro non deve servire per lavarci la coscienza ma vuole essere un gesto concreto, preciso e rapido nei confronti di chi adesso probabilmente si trova in uno stato di bisogno. I membri del gruppo di acquisto solidale “Equobaleno”, i fiorentini ed i cittadini del mondo vogliono così  esprimere un netto rifiuto ad ogni espressione di razzismo insieme ad un gesto di solidarietà.

 Per versamenti:

IBAN:

IT 70 P 05018 02800 000000141080

Intestato ad: : EQUOBALENO GAS IN NOME DELLA CITTADINANZA SOLIDALE

Per maggiori informazioni:

info@equobaleno.org

3288339346 oppure 3460336696 Lapo

346 575 9675 Rinaldo

347 827 89 24 Simona

appello lanciato in rete dall’Associazione GAS Equobleno di Sesto Fiorentino

Mentre stavo preparando il post mi è arrivata un’ulteriore mail di Lapo, che vi riporto:

Ringrazio tutti per l’impegno che ognuno di voi sta mettendo.

Non importa a nessuno di noi prendersi il merito dell’azione; credo che quel che noi tutti speriamo sia una risposta seria, motivata, forte ad un gesto di un razzista che ripeto voglio pensare folle prima che lucido.

Chiedo veramente di diffondere il piu’ possibile la notizia… vorrei veramente che tutti gli sforzi di noi tutti ci premino con una risposta solidale.

grazie a tutti dell’interessamento, manteniamo tutti aggiornati

ciao
Lapo

mail ricevuta dall’Associazione GAS Equobleno di Sesto Fiorentino

A Pontedera la prova dei cuochi 2011

Foto "Acciughe." by - Tom Lee KelSo - flickr

Foto "Acciughe." by - Tom Lee KelSo - flickr

Col sottotitolo “Aiutiamo… con gusto” torna a Pontedera (Pi) l’edizione 2011 de “La prova dei cuochi“, la cena di beneficenza  che riunisce i migliori cuochi di Pontedera a favore del Movimento ShalomMartedì 26 Luglio alle 20.30 c/o il Country Resort and Golf  “Le sodole” si terrà una cena a base di pesce i cui proventi saranno devoluti al progetto del Microcredito a favore della cooperativa dei pescatori di Loumpul in Senegal.

Questo il menù e i cuochi della serata:

  • Chef Francesco Marianelli (Ristorante Aeroscalo Pontedera): Acciughe alla povera (cotte in forno) e Pappa al pomodoro alle cozze.
  • Chef Stefania Retini (Ristorante La Rosmarina Pontedera) Lasagnette del pescatore.
  • Chef Maria Menegato (Ristorante Enoteca La Cantinetta Vini Pontedera) Tagliatelle pastificio Caponi in fantasia di mare.
  • Chef Alessia Morelli (Ristoro della Fattoria Santa Lucia La Rotta) Sugarello e/o altro pescato azzurro alla livornese.
  • Maestra Pasticcera Tirza Leoncini (Pasticceria Leoncini La Rotta) Cantuccini alle mandorle.

Il pesce è offerto gratuitamente dalle pescherie di Pontedera (Pescheria Toti, Pescheria Bracaloni Mariangela e Pescheria Da Giuliano), i vini sono offerti dalla  Fattoria Santa Lucia e dalla Fattoria Degli Azzoni e anche gli chef lavorano gratis.

Il costo della cena è di 35€ e può essere prenotata entro stasera, venerdì 22 Luglio al 347 0790059.

Il volantino della manifestazione.

Un filmato sul Microcredito del Movimento Shalom.

Visto che ieri vi ho propinato un lunghissimo articolo sui miei trascorsi podistici oggi sarò di poche parole presentandovi un grazioso video dedicato al progetto del Microcredito che il Movimento Shalom sta portando avanti in Africa (Burkina Faso, Uganda e Senegal). Nato nel 2004, il progetto offre alle donne dei piccoli finanziamenti per aprire attività lavorative e commerciali  dando loro una concreta di riscatto e integrazione.

Con 250€ singoli o gruppi possono contribuire acquistando un’azione di solidarietà! Il video vi spiegherà tutto: se poi volete approfondire tutta  la questione potete andare a questo link sul sito di Shalom. Buona visione!

Festa di Primavera Shalom: un breve resoconto (parte prima)

I colori della cittadinanza #3

Foto "I colori della cittadinanza #3" by Noemi Bisio - flickr

Sabato scorso ho assistito al dibattito sull’immigrazione che si è tenuto nel corso della festa di Primavera della sezione Fiorentina del Movimento Shalom (qui il post sull’iniziativa). Abbiamo ascoltato le testimonianze dirette degli stessi immigrati e delle associazioni che lavorano con loro.  Logicamente non posso riassumervi oltre due ore di discussione ma posso raccontarvi 3 semplici storie che parlano di queste persone e del loro rapporto con l’Italia, perchè non dobbiamo dimenticare che dietro i numeri che appaiono sui mezzi di comunicazione ci sono delle persone, tutte con una loro storia… Comincio dalla prima: le altre due nei prossimi giorni…

L’articolo 1 della Costituzione.

La prima testimonianza è venuta da Adam, un senegalese che lavora nelle concerie di Santa Croce sull’Arno e che è intervenuto come rappresentante della Comunità senegalese di Fucecchio. Il suo intervento è stato incentrato sul rispetto e sull’uguaglianza fra le diverse culture e sui benefici che nascono dalla conoscenza reciproca e dallo scambio di esperienze culturali. L’incontro con l’altro permette di crescere insieme, cogliere le parti più belle di tutte le culture ed andare verso la multiculturalità, senza però rinunciare alle proprie radici. Adam ha sostenuto che lui, nonostante  viva in Italia da tanti anni, si sente sempre senegalese e ci ha illustrato questo sentimento con un proverbio della sua terra che recita: “Il tronco d’albero può rimanere in acqua per molto tempo, ma non diventerà mai un Coccodrillo.” Nonostante questo apprezza e stima la nostra cultura, le nostre tradizioni e le cose belle che contraddistinguono l’Italia e gli italiani.

Adam a questo punto ha rivelato la cosa più bella che lui ama della nostra nazione. E’ stato spiazzante perchè io mi sarei immaginato il classico elenco che fanno tutti gli stranieri che arrivano in Italia ovvero arte, cucina, paesaggio, musica etc… Invece lui ha detto che ama e apprezza soprattutto la prima parte dell’articolo 1 della nostra Costituzione, ovvero il fatto che “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.” Per noi può sembrare banale, ma una nazione che si basa sulla democrazia e sul lavoro tutela due dei diritti fondamentali che sono negati in tante altre parti del mondo. Adam ci ha fatto proprio notare che gli immigrati che stanno arrivando da noi o che stanno manifestando nel Nord Africa e nel Medio Oriente alla fine dei conti reclamano, in patria o all’estero, queste due necessità primarie: democrazia e lavoro!

Una cena per il progetto “+Donna” del Cospe.

Stand: COSPE

foto "Stand: COSPE" by sharoNicotera - flickr

Il Cospe ( Cooperazione per lo sviluppo dei Paesi Emergenti) è una Onlus che dal 1983 si occupa di progetti nel sud del mondo e in Europa per il dialogo interculturale, lo sviluppo equo e sostenibile, i diritti umani, la pace e la giustizia tra i popoli.

Fra le varie iniziative portate avanti dal Cospe la campagna “+Donna, per i diritti delle donne del mondo” si occupa di iniziative concrete a favore delle pari opportunità per le donne di Afghanistan, Albania, Egitto, Palestina, Senegal e Somalia. Lo scopo è quello di dare potere alle donne, per porre fine alle disuguaglianze, e per promuovere e valorizzare il loro ruolo sociale e i saperi di cui sono portatrici. (qui il sito dell’iniziativa +Donna, qui la brochure di +Donna) .

Sabato 6 Novembre 2010 alle ore 20.00 presso il circolo Arci di Ponte a Greve (via Pisana 809, Firenze) si terrà una Cena per il progetto +Donna i cui proventi saranno devoluti a favore del Centro per l’alfabetizzazione e la formazione per le donne di Kabul (Afghanistan) nel quale le donne  possono ricevere istruzione, organizzare incontri sui loro diritti e produrre artigianato per garantire  la sussistenza economica alle loro famiglie.

Il costo della cena è di 15€ a persona. Il menù prevede due primi,  le favolose pizze del ristorante dell’Arci, dolci e bevande. Per maggiori informazioni e prenotazioni: Anna 055 7322332 – Gabriella 3332107963 – raccoltafondi@cospe-fi.it

Aggiornamento del 5.11.2010

Mi hanno appena scritto dal Cospe dicendo che ci sono ancora dei posti liberi per la cena e mi hanno inviato la testimonianza di Debora che ha visitato il centro di formazione in Afghanistan. Questa intervista verrà pubblicata sul numero di Novembre del mensile del Cospe.

Nel maggio del 2010 mi sono recata, con una piccola delegazione di donne italiane, a Kabul in visita al “Centro di alfabetizzazione, formazione professionale ed educazione ai diritti per donne”, un progetto che nasce dalla lunga collaborazione fra COSPE e la società civile afghana.

Il Centro sorge in un quartiere povero di Kabul dove non vi sono scuole pubbliche  e, come spiega Latifa, la giovane direttrice del Centro, gli ostacoli sono molti e di varia natura: i mullah che tuonano dalle moschee contro l’istruzione delle donne, molti degli uomini non istruiti che vivono come un disonore l’istruzione di una donna della famiglia, le pressioni governative, i possibili attacchi da parte dei fondamentalisti e la mancanza di fondi. Ma nonostante le difficoltà ciò che è stato realizzato nei due anni di apertura del Centro è davvero ragguardevole. La struttura è bella, a due piani, con un giardino fiorito. La delegazione ha incontrato sul posto le donne che frequentano  i corsi e le loro insegnanti.

Le docenti dei corsi di alfabetizzazione sono tre, tutte hanno insegnato nelle scuole clandestine sotto il dominio dei talebani. Oltre a insegnare alle allieve a leggere e a scrivere affrontano con loro temi come la salute e l’igiene di base, i diritti umani, i diritti di genere, la violenza domestica e stimolano le studentesse alla condivisione dei problemi.

Le insegnanti sanno di essere, in molti casi, l’unico motivo di speranza per  le loro allieve e che soltanto la consapevolezza dei propri diritti e l’istruzione possono portare un cambiamento positivo nella vita delle donne e nel futuro del paese.

Le parole delle studentesse lo confermano: bambine, ragazze e donne adulte strette in piccole aule spiegano di aver trovato in questi corsi l’occasione della loro vita, l’unica occasione per imparare qualcosa e non rimanere nel buio dell’ignoranza. Alcune delle più piccole raccontano di frequentare il Centro di nascosto dal padre o dal fratello; con la complicità della madre si assentano da casa affrontando i pericoli del tragitto fino a scuola. Come osserva Latifa, è importante lavorare anche sugli uomini. Spesso gli uomini si lasciano convincere dei benefici, si fanno coinvolgere e arrivano ad incoraggiare le figlie a frequentare la scuola.

Fino ad oggi oltre 300 donne si sono formate nel Centro. Sono ora alfabetizzate e hanno acquisito competenze nella produzione dell’artigianato frequentando i corsi di cucito e di ricamo. Ciò che adesso è previsto come passo successivo è la ricerca dei fondi per il rafforzamento del Centro, il miglioramento della qualità dei manufatti e la loro commercializzazione, sia per il mercato afgano  sia per quello estero. Il nostro obiettivo è riuscire a garantire alle donne formate una possibilità di sostentamento di sé e dei propri figli e di offrire loro le condizioni per accrescere la propria consapevolezza e autostima.

testimonianza di Debora del Cospe.