Il canarino e Freedom House.

foto canary8.JPG by Greencolander - flickr.

foto canary8.JPG by Greencolander - flickr.

Ho un parente che da decenni alleva canarini per hobby e gli ho sempre contestato che è molto triste vedere quegli uccellini  così variopinti che cantano prigionieri in una gabbietta.

Questa persona si è sempre giustificata dicendo che si tratta di bestiole  d’allevamento,  nate e cresciute in gabbia e che pertanto considerano la gabbia  come il loro universo e non potrebbero vivere all’esterno. Se per caso un canarino scappa dalla gabbia, molto  spesso muore nel giro di pochi giorni perché è impreparato a vivere nel mondo da animale libero. Non ha le ali abbastanza robuste per volare a lungo, non sa dove reperire il cibo e l’acqua al di fuori delle mangiatoie nella gabbietta e soprattutto non conosce e  non sa difendersi dai pericoli (in primo luogo dai gatti…).

Perché scrivo tutto questo? Perché ho sempre più la sensazione che i miei connazionali siano dei canarini in gabbia… Date ad un italiano un paio cellulari e una tv piatta col decoder per vedere le partite e un paio di tette di qualche letteronza e questi non si accorgerà di essere rinchiuso in una gabbietta e berrà tutte le bufale  della disinformazione televisiva di regime.

Vent’anni e passa di televisione commerciale, di giornali pilotati da gruppi economici e di potere che limitano informazione a gossip e poco altro, hanno spento (se mai ci fosse già stato) lo spirito critico e la capacità di analizzare le notizie leggendo “fra le righe”. Purtroppo in tanti italiani non riescono a capire che a volte in un tg o in un articolo di giornale è più pericoloso “il non scritto” che “lo scritto”.

L’italiano medio, non solo non si immagina che fuori dalla gabbietta c’è un altro mondo,  ma è talmente assuefatto alla situazione che  quando qualcuno viene a svegliarlo e lo induce a guardare fuori dalle sbarre, il “canarino” risponde di non rompere le scatole e tratta colui che sta tentando di aprigli gli occhi offendendolo come un criminale, un sovversivo o qualcuno di potenzialmente pericoloso!

Nei giorni scorsi Freedom House, organizzazione non-profit fondata nel 1941 negli Usa e il cui scopo è analizzare la libertà di stampa per la difesa della democrazia e la libertà nel mondo, ha declassato l’Italia da Paese Libero a Paese Parzialmente Libero (unico paese occidentale semi-libero insieme alla Turchia), ben al di sotto di stati quali Ghana, Mali, Benin etc…

(Qui la mappa di Freedom House e Qui la classifica di Freedom House)

Nei media “ufficiali”, ascoltati e letti dai “canarini”, nessuno ne ha parlato (tranne qualche trafiletto), mentre in rete sono centinaia i blog e i siti che hanno riportato la notizia pubblicando anche le motivazioni del declassamento… (alcuni esempi:  psicopadova, byoblugianluca santilliwhere is my mind?, Beppegrillo, Il ponente, Data’s Memories etc…).

Su un forum, una persona che conosco si domanda perchè tanti  blogger sono indignati per l’articolo 60 del decreto sicurezza (qui il link al testo) e dice “fatemi capire…” Basterebbe leggere tra le righe dell’articolo del decreto e guardare un po’ più in là del proprio naso, per capire che lo scopo reale dell’articolo 60 non è perseguire alcuni reati, ma intimidire i blogger per mettere il bavaglio all’unica voce libera rimasta in Italia: la rete !

Freedom House l’ha capito… i canarini no!