L’opposizione e la manovra da macelleria sociale: Zitti e mosca!

Locandina del film "Zitti e mosca" tratta da internet

Locandina del film "Zitti e mosca" tratta da internet

Ieri  sera il Senato ha approvato la manovra economica da lacrime e sangue che come sempre colpirà i soliti noti, ovvero lavoratori dipendenti, pensionati e famiglie, con provvedimenti che tagliano le detrazioni fiscali, reintroducono i ticket sanitari e così via (leggi qui). L’opposizione ha fatto quello che ormai fa benissimo da decenni: non si è opposta. In nome della responsabilità, ovvero in puro Scilipoti-style, non si è nemmeno sforzata per vedere di tirar fuori almeno uno stronzolino di emendamento, giusto per ridurre un pochino i danni della manovra (leggi qui). In compenso il futuro leader della sinistra, tale Nicola Vendola da Terlizzi, vista la drammaticità della situazione, ci ha intrattenuto con l’ennesimo megapippone mentale sul fatto se, a vent’anni dalla trasformazione del PCI in PD, SEL e affini, sia meglio chiamarsi “compagni” oppure “amici” (leggi qui).

Sempre ieri sera, in perfetta concomitanza con questi eventi, la 7 ha mandato in onda “Zitti e mosca” la commedia del 1991 di Alessandro Benvenuti che, con grazia e umorismo, dipingeva il disorientamento dei militanti comunisti di un paesino alle porte di Firenze, in occasione della prima festa dell’Unità post-comunista, dopo la svolta in cui Occhetto aveva mandato in soffitta il vecchio PCI.

Lo confesso: è un film che a me piace parecchio, semplicemente perchè mi ci ritrovo al 100%. I luoghi in cui è stato girato mi sono molto familiari (Pelago, Pontassieve, Ellera, Compiobbi), quelle feste le ho frequentate anch’io e gli attori che interpretano la pellicola sono il meglio della comicità fiorentina di quei tempi. A parte quelli già famosi (Benvenuti, Cenci) o quelli che lo diverranno (i giovanissimi Pieraccioni, Ballantini e Ceccherini) c’è anche tutta la fiorentinità del teatro popolare: Ughino Benci, Sergio Forconi, Giorgio Ariani, Novello Novelli ma anche i più giovani Trambusti, Beni, Grassi (due terzi delle ex Galline).

Ma a livello politico, cosa rimane del film Zitti e Mosca, a venti anni dalla sua uscita? Purtroppo tutto! Infatti il Pd ancora non ha ancora trovato la linea politica, la base non esiste più e chi è rimasto continua a rimpiangere  Berlinguer, Pajetta, Cossutta e soci. In compenso i funzionari del partito, come quello interpretato da un Massimo Ghini in salsa veltroniana, continuano a fare discorsi vuoti e senza senso, con la piccola differenza che mentre Massimo Ghini veniva provvidenzialmente  interrotto dalla partenza dei fuochi d’artificio, nell’Italia attuale le farneticazioni della classe dirigente saranno  interrotte dal boato prodotto dal crollo di tutta la nazione. Come dire che, grazie a questa classe dirigente, per la sinistra sono stati venti anni buttati al vento…

p.s.  Se vi capitasse di vedere il film non perdetevi i titoli iniziali perchè c’è una scena di puro godimento… Subito dopo la scritta “Mario e Vittorio Cecchi Gori – Silvio Berlusconi presentano” parte nientepopodimeno che l’inno dell’Internazionale comunista. Povero Silvio, già allora assediato dai comunisti!