
Foto “Ponte sullo stretto – dal libro la terra dell’uomo” by unpodimondo
Se cliccate sulla foto e ingrandite l’immagine potete leggere la didascalia di questo disegno… comunque ve la riporto qui…
Il problema aperto di Messina è quello del ponte sullo Stretto. Quando l’Autostrada del Sole giungerà a Reggio di Calabria, le navi-traghetto non riusciranno a smaltire tutto il traffico da e per l’isola. Già oggi, durante la campagna agrumaria, giungono a Messina decine di treni merci carichi di aranci, che non riescono tutti ad essere prontamente imbarcati. Alcuni treni restano anche parecchi giorni in attesa: frattanto i frutti fermentano e marciscono. Durante queste “settimane nere” i produttori e i commercianti subiscono danni enormi. Anche da ciò l’urgenza di realizzare il progetto del ponte sullo Stretto, affinchè i 3 km di mare non costituiscano più un ostacolo allo sviluppo commerciale ed economico della Sicilia. Nell’illustrazione il Ponte sullo Stretto di Messina come appare in un progetto.
tratto da pag. 295 del libro “La terra dell’uomo” di Luisa Monti e Enrico Sturani – Principato Editore.
Volete sapere cos’è e dove ho preso questo libro che si intitola “La terra dell’uomo”? Si tratta di un libro di un mio cugino che ho scovato nella soffitta di mia suocera. Sapete di quando è? E’ il primo volume di un corso di geografia per la scuola media del 1972.
Solo una persona un po’ particolare come me può leggersi tutto un libro di geografia del 1972. E devo dire che, a 40 anni di distanza, è stata una lettura molto istruttiva…
Se c’è una cosa che manca totalmente in questo libro è la protezione dell’ambiente e la salute dei cittadini… c’è proprio una mancanza di presa di coscienza di questi temi, forse legata al boom economico degli anni ’60. E’ tutta un’esaltazione dell’industria e della chimica: gioiose ciminiere fumanti, nuvolette di polveri (sicuramente tossiche) che si spargono nelle valli e che sono la testimonianza dell’operosità delle industrie estrattive, cementizie e di costruzioni. Vengono lodati gli allegri boscaioli e contadini che abbandonano la terra e scendono dalle montagne per portare la loro forza muscolosa nelle industrie…
Mentre noi oggi ci affanniamo alla ricerca dei cibi biologici leggete cosa scriveva questo libro nel 1972… l’esaltazione dei fertilizzanti e dei pesticidi chimici…
(da pagina 90) La Lombardia, pur essendo la regione italiana in cui meno gente si dedica all’agricoltura (solo 9% contro il 47% di regioni come la Basilicata) è quella in cui la produzione di foraggio è maggiore e in cui i bovini sono più numerosi. [...] essa può quindi investire forti capitali in lavori di bonifica [...], in macchinari[...] in fertilizzanti (315 kg di fertilizzante per ettaro coltivabile contro i 129 della Sicilia).
(da pagina 91) Industria e Agricoltura sono strettamente legate in Lombardia. La produzione agricola è eccezionale poichè si fa largo uso di concimi chimici, di antiparassitari e di macchinari di ogni tipo.
(Dalla tabella a pag. 317) Impiego di fertilizzanti per ettaro in alcune regioni: Piemonte 560 kg, Emilia Romagna 333 kg, Lombardia 315 Kg, Campania 147 kg, Calabria 119 kg.
dati tratti dal libro “La terra dell’uomo” di Luisa Monti e Enrico Sturani – Principato Editore (1972).
A parte l’agricoltura meritano una menzione anche le grandi industrie, quelle che hanno fatto il destino dell’Italia e che gli squali dell’economia e della finanza negli anni ’80-’90 e 2000 hanno definitivamente spolpato. Ecco cosa scriveva il libro…
(dalle pag. 49-50) Dire Ivrea significa dire Olivetti,; è questo uno dei maggiori stabilimenti del mondo per la produzione di macchine da scrivere, telescriventi, calcolatri ed altre macchine da ufficio che vengono largamente esportate…
(dalla pag. 47) Gli stabilimenti della Fiat Mirafiori a Torino; divisi in tre turni vi lavorano giorno e notte senza interruzione 60.000 operai. La Fiat, che è la più grande delle industrie italiane, fornisce l’84% della produzione automobilistica italiana. [...] Dal centro ferroviario torinese di smistamento delle automobili destinate all’estero[...] partono in media ogni giorno 5.000 automobili.
dati tratti dal libro “La terra dell’uomo” di Luisa Monti e Enrico Sturani – Principato Editore (1972).
Cosa dire di questi dati? L’Olivetti ormai non esiste più, mentre per la Fiat, secondo il mio modestissimo parere, ho il dubbio che il management stia facendo di tutto per abbandonare l’Italia…
Fortunatamente mio cugino ha usato il libro per uno scopo più nobile dello studio della geografia… Le piantine delle regioni sono servite per tracciarci le tappe del Giro d’Italia mentre le ultime due pagine per riportare la classifica: Baronchelli, Moser, Battaglin, Merckx, De Vlaeminck, Gimondi, Poggiali…
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