Quanto dura? Lo posso mangiare? Still Tasty: un sito sulla conservazione del cibo.

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Foto “In Your Fridge” by pyoorkate – flickr

Quante volte abbiamo sprecato del cibo e lo abbiamo buttato via perchè scaduto o conservato male? Oppure, di fronte ad una data di scadenza appena passata  ma ad un cibo che ci sembra ancora buono, quante volte ci siamo chiesti: «E se lo mangiassi lo stesso?» E le confezioni aperte quanto durano? E la frutta, quanto dura di più mettendola in frigo piuttosto che lasciandola all’aria aperta?

A questa e a tante altre domande sulla durata e sulle modalità di conservazione dei cibi risponde in modo facile e preciso un’interessante sito statunitense che si chiama http://www.stilltasty.com/  Il sito contiene un grandissimo database di prodotti alimentari e bevande con tutti i consigli sulla loro durata e conservazione, distinguendo tra prodotti chiusi ed aperti e tra durata in dispensa a temperatura ambiente, in frigo o nel congelatore. Ad esempio una tabellina grafica vi dirà che una banana intera può stare all’aria aperta fino a 5 giorni o a completa maturazione, in frigo fino ad altri 7 giorni e nel congelatore fino a 3 mesi. Se la banana invece è tagliata non potete tenerla all’aria aperta, i giorni in frigo si riducono a 5, mentre nel congelatore durerà sempre 3 mesi.

Oltre a queste tabelline ci sono anche tutta una serie di consigli e articoli sulla conservazione del cibo. Lo sapevate che le cipolle durano in dispensa fino a 3 mesi ma se le conservate insieme alle patate entrambe marciranno molto prima? E che il miele non ha scadenza e, anche se cristallizza e cambia colore,  rimane sicuro e si può  conservare quasi all’infinito? E che, seguendo le opportune istruzioni,  è possibile congelare anche alimenti come le uova, il vino, il pane? E che le patate non vanno mai messe in frigo perchè altrimenti in cottura diventaneranno scure e troppo dolci?

Il sito http://www.stilltasty.com/ è curato dalla sede centrale dei Centri per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (Centers for Disease Control and Prevention), importante organismo di controllo sulla sanità pubblica degli Stati Uniti d’America.

La bolla speculativa degli spumini…

Foto: DSC_0875.JPG by Sheldon Pax  - flickr

Foto: DSC_0875.JPG by Sheldon Pax – flickr

Avrei voluto scrivere dei risultati elettorali ma farlo adesso, a quattro giorni dalle votazioni, non ha più senso in quanto avete già letto tutto e il contrario di tutto e io non aggiungerei niente che non sia già stato scritto. Purtroppo quando gli italiani votano e poi si stravaccano sul divano in attesa dei risultati elettorali, io sto lavorando duro… proprio a quelle cifre a cui tutti ambiscono.

Solo oggi ho un po’ di respiro e posso dedicarmi al blog: quindi niente notizie elettorali, ma un curioso articolo di Repubblica che mi è stato segnalato da un amico la settimana scorsa. Fatevi adesso delle meringhe (o spumini come si chiamano dalle mie parti) perchè in futuro potrebbero diventare un lusso… Se potessero leggere, mi piacerebbe conoscere il parere delle galline. Siamo alla follia…

Scoppia la “bolla dell’albume”. Vola il prezzo, è sorpasso sul tuorlo. di Ettore Livini (La Repubblica)

[...] Tutti pazzi per l’albume. La mania delle diete a basso contenuto di colesterolo rivoluziona le gerarchie interne all’uovo e manda in fibrillazione i mercati delle materie prime alimentari. Le regole, al riguardo, sembravano scolpite nella pietra. Il prezioso cibo monocellulare – dice la storia della gastronomia dall’Artusi in giù – è fatto di due parti: il bianco, considerato per secoli una sorta di scarto, e il tuorlo. Più saporito, ricco di vitamine (assenti nella chiara) e da sempre ingrediente base di migliaia di ricette, dalla pasta fino ai dolci. E l’economia ha da sempre replicato in fotocopia queste considerazioni, facendo pagare il dovuto per il “giallo” e svendendo a prezzi di saldo la sua povera pellicola protettiva.

Il mondo però è bello perchè è vario. E così da un paio di anni a questa parte è partito l’albume-pride. I medici, manuali del wellness e i guru dell’alimentazione bilanciata hanno iniziato a mettere in guardia il pianeta dalle diete troppo ricche di colesterolo. E il tuorlo (un uovo di 60 grammi contiene due terzi della razione giornaliera consigliata della molecola di sterolo) è finito dritto-dritto sul banco degli imputati. Che fare? Le multinazionali dell’alimentazione, grande consumatrici, hanno fatto di necessità virtù. L’uovo non può essere escluso dalle ricette dei loro prodotti. Ma per evitare di finire nelle liste di prescrizione dei salutisti hanno ripudiato il giallo e si sono convertite all’improvviso all’uso dell’albume.

La svolta – come ha raccontato il Financial Times – ha avuto effetti economici devastanti in un mondo diventato ormai globale. McDonald è stata la prima a lanciare il White delight McMuffin, tutto a base di chiare. Molti si sono messi in scia e la domanda di albume ha fatto saltare il banco. Il suo prezzo è balzato in un anno dell’80% a oltre una sterlina per libbra, calcola la società di rilevazioni Urner Barry. E con una svolta copernicana ha superato per la prima volta quello del tuorlo. La salute, ovvio, non ha prezzo. E il boom dell’albume, che ha il pregio di non intasare le nostre arterie dell’odiato colesterolo, non pare destinato ad arrestarsi a breve. Le scorte di materia prima seccata o congelata sono crollate del 46% nell’ultimo anno. Oggi rappresentano solo un terzo del totale, mentre i magazzini sono pieni di tuorli che non vuole più nessuno. “Siamo a livelli che garantiscono solo la domanda standard” dicono alla Urner Barry. Così bassi come non si vedevano dal 2004, anno del boom della dieta Atkins. La bolla continua, il colesterolo trema e sul mercato dell’alimentazione – con i tempi che corrono – c’è una sola certezza: meglio un bianco d’uovo oggi che una gallina domani.

tratto dall’articolo di Ettore Livini pubblicato sul sito di Repubblica il 20/05/2014

 

Un libriccino economico ma interessante: “Gli alimenti segreti & virtù”

Copertina del Libro "gli Alimenti: segreti e virtù" dal sito de "Il salvagente"

Copertina del Libro “gli Alimenti: segreti e virtù” dal sito de “Il salvagente”

Come ho scritto più volte su questo blog, da anni sono abbonato alla rivista dei consumatori “Il Salvagente“. Allegato al numero in edicola questa settimana, con un piccolo sovrapprezzo, è possibile comprare un interessante libriccino di 100 pagine dedicato alle caratteristiche dei vari alimenti che portiamo in tavola e che si intitola  “Gli alimenti segreti & virtù“. La coppia rivista-libro costa 3,90€ mentre la rivista da sola costa 2,20€.

Il libriccino pubblica circa 85 schede dedicate ognuna ad un alimento: in pratica riunisce circa due anni di recensioni pubblicate all’interno della rivista, nella pagina dell’alimento della settimana. Per ogni cibo viene indicata la storia, la tabella nutrizionale, le virtù ed eventualmente alcune controindicazioni che lo riguardano e viene poi fornita una serie di consigli su come scegliere le varietà migliori. Non è un libro di ricette ma un libro che aiuta a scegliere i prodotti con maggiore consapevolezza.

Il libretto è interessante proprio per l’ottimo rapporto prezzo/qualità, comunque, per chi non fosse convinto, vi posto una delle tante schede pubblicate nel libriccino… almeno vi fate un’idea. Per ulteriori informazioni vi rimando a questa pagina del sito de “Il salvagente”.

L’alimento della settimana: IL CARCIOFO, UN GUSTOSO AIUTO PER L’ORGANISMO.  di Roberto Quintavalle

Un bocciolo amaro ma dolcissimo per le nostre diete. Il carciofo (Cynara scolymus) che cogliamo e mangiamo prima che divenga un bel fiore di colore indaco è esattamente questo: un alimento insostituibile e un gran piacere per il palato. Certo, di carciofi ce ne sono tanti e ognuno ha una peculiarità. Gli spinosi – tra i quali quelli di Albenga e di Palermo e il Masedu sardo – sono particolarmente apprezzati per la tenerezza e il sapore gustoso delle foglie e, dal punto di vista strettamente produttivo, sono più resistenti agli agenti atmosferici. La loro forma è affusolata e si distinguono dalle altre varietà per le lunghe e robuste spine poste alla sommità delle brattee (che impropriamente chiamiamo foglie o squame) di colore violaceo. Sono i più indicati per essere consumati crudi.
Il carciofo non spinoso – una famiglia in cui spiccano il Violetto di Toscana e di Catania, il romanesco Campagnano, il campano Castellammare e Macau – ha invece una taglia più piccola, brattee prive di spine, colore più accentuato, e risulta essere tenero e saporito al gusto.
A prescindere dalla varietà, dal punto di vista nutrizionale il carciofo ha caratteristiche uniche: è ricco innanzitutto di fibre, potassio, fosforo, calcio e magnesio. Ha un bassissimo contenuto di calorie, ed è dunque molto indicato per i regimi dietetici. Al momento dell’acquisto deve avere il gambo sodo e dritto, la punta ben chiusa e le foglie carnose e croccanti. Se il gambo è molle e le foglie sono striate di marrone, sono raggrinzite o hanno perso la brillantezza del colore, non è fresco. Si conserva in frigo per 4-5 giorni o si può sistemare con il gambo immerso in acqua. Una volta cotto il carciofo si deteriora rapidamente, per cui va mangiato prima possibile. L’ideale, per conservare le sue proprietà, sarebbe gustarlo crudo in insalata.

La cinarina

Il carciofo è uno di quegli alimenti le cui proprietà benefiche sono conosciute e apprezzate da millenni. Protagonista di molti di questi benefici è la cinarina, un principio attivo in grado di stimolare la secrezione biliare, che può aumentare anche del 90%. Purtroppo, però, questa sostanza viene inattivata dalla cottura e dunque ha un effetto solo se il fiore viene consumato crudo.
Il carciofo ha anche un effetto benefico sull’apparato digerente e sul fegato. Altro effetto importante (anche grazie alla presenza di sali minerali) è l’azione diuretica e depurativa. Agisce inoltre come controllore del colesterolo, regolatore dell’insulina e cardioprotettore.
Per il contenuto di fibra indigeribile e di tannino, questo alimento può risultare irritante per i bambini molto piccoli. Per questo si consiglia di introdurlo gradualmente nella dieta dei più piccoli. Stessa cautela viene suggerita a chi allatta: la cinarina potrebbe rendere il latte amaro e per questo meno gradito al neonato.

TABELLA NUTRIZIONALE (PER 100 GRAMMI DI PARTE EDIBILE) Fonte Inran

Calorie 22 kcal
Proteine 2,7 g
Lipidi 0,2 g
Carboidrati 2,5 g
Fibra totale 5,5 g
Sodio 133 mg
Potassio 376 mg
Calcio 86 mg
Ferro 1 mg
Fosforo 67 mg
Magnesio 45 mg
Vitamina A (ret. eq.) 18 mcg

Articolo pubblicato a pag. 28 del n.10 della rivista “Il salvagente” del 6 marzo 2014 e ripubblicato a pag.18 del libro “Gli alimenti segreti & virtù”.

p.s. Di solito non pubblico due post nello stesso giorno… oggi l’ho fatto giusto perchè chi è interessato possa cercare la rivista col libro il prima possibile. Domani il blog riposerà… quindi Buon fine settimana a tutti!

Dal Friuli Venezia Giulia: Salviamo il pane!

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Foto: “Pane” by Jano Fistialli – Flickr.com

Salviamo il pane! Dal Friuli Venezia Giulia, prima regione ad aver legiferato sul pane artigianale, è partita la campagna per salvare il pane tradizionale: quello fresco, a lievitazione naturale, prodotto con farine locali senza nessun additivo e fatto artigianalmente dai fornai che lavorano di notte.

20 ristoranti, aderenti alla Via dei sapori del Friuli Venezia Giulia, si sono uniti in questa battaglia contro il pane surgelato e poi riscaldato (spesso proveniente dall’estero) e contro il pane fatto con farine addizionate di sostanze auto lievitanti, che riducono i tempi di panificazione ma allungano e rendono più difficile la digestione, perchè il lavoro che normalmente avrebbero dovuto fare i lieviti è demandato ai nostri poveri stomaci. Una bella battaglia che, mentre promuove un prodotto artigianale, tutela anche la nostra salute.

Ogni ristorante propone i propri tipi di pane che sono preparati direttamente in cucina o fatti artigianalmente da fornai di fiducia, ai quali aggiunge una o più ricette a base di pane. Ogni commensale trova poi al proprio tavolo un depliant-segnaposto che spiega tutto il progetto. Qui sotto tutti i ristoranti aderenti: per maggiori info vi rimando alla pagina sul sito “Via dei sapori”.

  • Al Bagatto di Trieste
  • Al Ferarùt di Rivignano
  • Al Gallo di Pordenone
  • Al Grop di Tavagnacco
  • Al Lido di Muggia
  • Al Paradiso di Paradiso
  • Al Ponte di Gradisca d’Isonzo
  • All’Androna di Grado
  • Campiello di S. Giovanni al Natisone
  • Carnia di Venzone
  • Costantini di Tarcento
  • Da Nando di Mortegliano
  • Da Toni di Gradiscutta
  • Devetak di San Michele del Carso
  • Là di Moret di Udine
  • La Primula di S. Quirino
  • La Subida di Cormòns
  • La Taverna di Colloredo di M. Albano
  • Sale e Pepe di Stregna
  • Vitello d’Oro di Udine

Quando arriverà quaggiù l’aria nuova di Papa Francesco?

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Foto “IMG_1233″ by oratorio berbenno – flickr

Da un anno a questa parte la Chiesa cattolica, istituzione piuttosto immobile e lontana dalle persone comuni, è diventata dinamica e vicina alla gente. In primo luogo va ringraziato Benedetto XVI che, con le sue dimissioni, da papa reazionario è diventato improvvisamente un rivoluzionario. Poi va ringraziata la grande umanità di Papa Francesco, capace di spiazzare tutti, con i suoi gesti semplici ma carichi di vicinanza agli uomini in carne ed ossa, alle loro speranze e alle loro sofferenze. Gesti concretamente umani spesso fatti da Papa Francesco senza distinzioni fra credenti e non credenti. Non sto a ripercorrerli tutti, sono tantissimi e li avete visti tutti in tv: ne parla in un bellissimo post la nostra amica Libera, ne parla in un altro il vaticanista Marco Politi, prendendo spunto dalla telefonata del Papa a Pannella.

Come credente (ma molto poco praticante) i gesti e i discorsi di Papa Francesco sono una ventata di aria pura, come quella boccata d’ossigeno vitale a cui ambisce il naufrago sbattuto fra le onde che tenta di risalire in superficie con le sue ultime forze. Purtroppo mi duole constatare con rammarico che tale vento, che soffia forte dal Cupolone di San Pietro, fa fatica a farsi strada, a raggiungere le navate delle nostre Parrocchie di periferia per portare un po’ della sua freschezza. Vi racconto un aneddoto capitato a mia mamma che la dice lunga tra il vento di Papa Francesco e l’aria stantia di certi suoi ministri…

Mia mamma la settimana prima di Pasqua è andata a confessarsi e se ne è tornata a casa dopo aver preso una bella partaccia dal prete. Volete sapere perchè? Perchè parlando col sacerdote, in confessione gli ha detto che da diversi anni frequenta dei corsi di yoga e meditazione. Mia mamma ha 80 anni ed è sempre stata una credente praticante, quasi al limite del bigottismo: ha passato una vita a fare volontariato in Parrocchia e alla Confraternita di Misericordia e anche adesso non perde una messa ed è un’ascoltatrice assidua Radio Maria. Però fa yoga perchè ha problemi di artite alle articolazioni, è leggeremente diabetica e fare yoga la fa stare meglio: si sente più sciolta e la sua salute ne trae giovamento. Per il prete mia mamma avrebbe dovuto limitarsi a fare delle cure fisiche e della fisioterapia perchè, secondo lui, lo yoga la porterebbe lontano dalla retta via… Inutile dire che mia mamma si è alterata, ha risposto al sacerdote che lei non smetterà di fare yoga e che oltretutto anche l’insegnante è una cattolica praticante, nonostante vada in India annualmente ad aggiornarsi… Quando il giorno di Pasqua mia mamma ci ha raccontato questa storia noi tutti in famiglia l’abbiamo presa sul ridere ma a ripensarci forse ci sarebbe più da piangere che da ridere.

Mi auguro che lo spirito di cui è portatore Papa Francesco soffi sempre più forte e si insinui in tutti i pertugi: nelle nostre città, nelle nostre comunità e soprattutto delle nostre anime.

p.s. Non ho scritto volutamente niente sulla giornata di ieri. Sono molto contento della santificazione di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II. Sarei però altrettanto contento se, uno dei prossimi santi proclamati da Papa Francesco, fosse Óscar Romero…

L’assicurazione contro gli incidenti dall’uso del gas. Quanti la conoscono?

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Foto “Senza titolo” by sunshinecity – flickr

Quando arriva una bolletta, guardate solo l’importo e poi imprecate, come faccio io, oppure ve la leggete tutta, comprese le frasi scritte piccole? E magari andate anche sui siti dei gestori a vedere cosa prevede il vostro contratto? Io non lo faccio e confesso che sono rimasto stupito quando ho scoperto la notizia che sto per darvi e  che non viene molto pubblicizzata.

Lo sapete che da molti anni con la bolletta del metano tutti noi paghiamo un’assicurazione sugli incidenti dovuti al gas ma che quasi nessuno ne è informato? Ogni anno paghiamo 0,25€ (si proprio 25 centesimi) per questa assicurazione che, in caso di incidenti dovuti al metano, vi dovrebbe rimborsare fino a 180.000€ per danni ad immobili, fino a 80.000€ per danni a cose, fino a 250.000€ per morte o invalidità permanente e fino a 8.000€ per spese mediche. Questa assicurazione prevista per legge, ma che fino allo scorso anno valeva soltanto per i privati, dal 2014 è estesa anche a incidenti in luoghi pubblici come ospedali, carceri, scuole, case di cura e di riposo.

Auguro a tutti di non averne mai bisogno, però credo che in ogni caso tutti debbano conoscere che c’è questa possibilità…

Per maggiori informazioni:

Lo scandalo Hexavac: un vaccino inefficace per 2.500.000 di bambini?

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Foto “Vaccination Without Vaccine” by Truthout.org – flickr

C’è voluta un’interrogazione parlamentare di 6 senatori del Movimento 5 stelle e la copertina del settimanale “Il salvagente” della scorsa settimana per portare all’attenzione dell’opinione pubblica lo scandalo del vaccino esavalente Hexavac, prodotto dalla Sanofi Pasteur MSD e somministrato a 2.500.000 di neonati tra il 2000 e il 2005.

La storia del vaccino, che avrebbe dovuto proteggere i bambini da difterite, tetano, poliomielite, epatite B, pertosse ed emofilo tipo B, iniziò con la sua commercializzazione nell’anno 2.000, per le consuete vaccinazioni obbligatorie. Nel 2005 il  Comitato dell’Agenzia per i medicinali per uso umano (Chmp) sospese l’autorizzazione per l’Hexavac a causa di forti sospetti di inefficacia nella protezione a breve e lungo termine contro l’Epatite B.

Uno studio, condotto in 6 centri vaccinali italiani tra il 2008 e il 2009 i cui risultati furono pubblicati sulla rivista “Vaccine”, rilevò come solo il 60,1 per cento dei bambini vaccinati presentava un livello di anticorpi antiHBS maggiore di 10mlU/ml, valore attestante l’efficacia dell’immunizzazione.

Nel 2012 Sanofi Pasteur MSD ha ritirato dal commercio il vaccino Hexavac ma è rimasto il problema dei bambini vaccinati tra il 2000 e il 2005 , che è ritornato alla ribalta adesso con un nuovo studio su 750 bambini vaccinati dieci anni fa, iniziato lo scorso Gennaio e  che prevede una nuova rivaccinazione.

Come riportato dall’interrogazione dei senatori del Movimento 5 stelle e come testimoniato dall’intervista che “Il salvagente” ha fatto al pediatra  Eugenio Serravalle, ci sarebbero forti sospetti sulla sicurezza di una nuova vaccinazione per quel 60,1% di bambini che hanno comunque già sviluppato gli anticorpi contro l’Epatite B. In ogni caso, i 750 genitori che decideranno di far rivaccinare i propri figli riceveranno un un omaggio che comprende: un termometro digitale, un righello, una tessera identificativa ed un diario dove annotare la temperatura del bambino ed eventuali reazioni locali nei 14 giorni successivi all’iniezione.

Se per caso siete genitori o parenti di bambini nati tra il 2000 e il 2005 che potrebbero essere stati vaccinati con l’Hexavac parlatene col vostro pediatra di fiducia…

Per la scrittura di questo post mi sono avvalso di queste fonti (che potete consultare per approfondire)

AGGIORNAMENTO (retroattivo…)

Mentre stavo scrivendo questo post mi sono imbattuto in un altro caso simile, segnalato da “Informare per resistere” nel 2012. Il caso del vaccino esavalente Infanrix Hexa (Codice 34905) della ditta belga GlaxoSmithKline Biologicals s.a., lotto A21CB191B con data di scadenza 31-01-2014, che a causa di una probabile contaminazione batterica, dal 2012 è stato ritirato in molti paesi come Slovacchia, Spagna, Germania, Australia, Francia e Canada. Se avete vaccinato con l’esavalente dei bambini tra il 2012 e gennaio 2014, magari approfondite anche questa notizia…

Fonte di questo aggiornamento:

Ecchecazzo… dottore!

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Foto “Senza titolo” by Olga e Zanni – flickr

La scorsa settimana ho fatto le analisi del sangue e stamani, visto che mia moglie andava dal medico di famiglia per altre cose, le ho chiesto di portargliele a far vedere… Quando ci siamo sentiti a pranzo mia moglie mi ha detto: «Per il dottore le analisi vanno bene, tranne il colesterolo che è leggermente sopra i limiti. Comunque dice che facendo un po’ più di attività fisica i valori torneranno normali»

ECCHECCAZZO DOTTORE!!! E’ un anno che non corro perchè mi fa male il piede destro e non riesco a venirne fuori.

Quando incontro gente che corre mi prende il magone! Quando facendo zapping mi imbatto nelle maratone in tv mi sale la bile… Quando poi vedo su facebook le foto dei miei amici alle gare, tutti belli sorridenti con i pettorali e le medaglie, a me viene da piangere e per non star peggio evito come la peste di incontrarli di persona (mettendomi in dei casini che non vi dico).

E tu, cazzo di dottore, mi vieni a dire che devo fare più attività fisica? Meno male che in ambulatorio è venuta mia moglie… se fossi stato lì avrei cominciato col sollevamento pesi e ti avrei arrovesciato la scrivania in capo!

…Come se non bastasse quando sono arrivato a casa ho trovato nella buca delle lettere la copia del mensile “Runners e Benessere” (già il nome è tutto un programma) col volantino della gara de “La Briglia” che certifica impietosamente che ormai è un anno che non faccio gare.

Visto che non so più se arrabbiarmi o mettermi a piangere, mi domando: «Quante altre sorprese mi deve riservare questa notte di Halloween?»

L’amore al tempo della Sindrome di Down.

Foto tratta dal blog di Trisomia 21

Foto tratta dal blog di Trisomia 21

Saverio Tommasi è un attore, regista e autore di libri e testi teatrali fiorentino. Saverio è impegnato in quello che si di solito si chiama teatro civile o di denuncia ma che, al contrario di molti suoi colleghi spesso angoscianti e noiosi, lui riesce a coniugare con l’ironia, il sorriso, il divertimento e con quel pizzico di follia che sconfina sempre in poesia.

Antonella Falugiani è la vulcanica presidente dell’Associazione Trisomia 21 che si occupa di integrazione e sviluppo delle persone con Sindrome di Down, che molti miei lettori conoscono per l’iniziativa di boicottaggio di Gardaland e soprattutto per il simpatico blog di cui Antonella è la curatrice in veste di … “scimmietta”.

Cosa può succedere mettendo insieme due personalità come Tommaso e Antonella, entrambi estremamente professionali nel proprio lavoro ma allo stesso tempo così disincantati, ironici e divertenti? Succede che da questo incontro nasce un video di 19 minuti, pieno di poesia, che racconta attraverso gli occhi di Saverio il lavoro di Trisomia 21.

Guardatelo… sono 19 minuti che fanno bene al cuore… e che a Settembre io farei vedere in tutte le scuole!

A questo link il video “L’amore al tempo della Sindrome di Down” di Saverio Tommasi

Qui invece il racconto dell’iniziativa di Antonella sul blog di Trisomia 21

Qui la presentazione sul sito di Saverio Tommasi

Attenzione alla rupatadina per i cardiopatici.

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Foto “Sick at Heart” by Truthout.org – flickr

Mi scuso se anche oggi attingo all’ultimo numero della rivista “Il salvagente” ma credo che, per alcune notizie riguardanti la salute e la sicurezza, bisognerebbe fare un passaparola…

ANTISTAMINICI A RISCHIO PER I CARDIOPATICI

C’è un antistaminico di seconda generazione al quale soprattutto i cardiopatici devono prestare particolare attenzione perché può causare alterazioni del ritmo e della frequenza cardiaca: si tratta della rupatadina, principio attivo contenuto nel Pafinur e nel Rupafin, venduti dietro prescrizione medica e rimborsati ai pazienti con allergia cronica. Sono quattro i casi segnalati in Italia ma sul foglietto illustrativo non c’è alcuna informazione. A darne notizia è stata l’Agenzia italiana del farmaco che raccoglie le segnalazioni provenienti da medici, farmacisti e pazienti sugli effetti indesiderati dei medicinali.

articolo tratto da pag.30 della rivista “Il salvagente” nr. 28/2013