Le Mele della Guerra e il Campo del Vasaio.

foto locandina trovata su internet e succesivamente rielaborata da unpodimondo

foto locandina trovata su internet e successivamente rielaborata da unpodimondo

Premessa

E’ con profonda tristezza che scrivo il post che state per leggere e mi scuso se l’articolo sarà lungo e volutamente provocatorio, ma la storia che sto per raccontarvi ha urtato la mia sensibilità di pacificista e antimilitarista. Da una decina d’anni sono un convinto sostenitore del Movimento Shalom e posso testimoniare personalmente della bontà dei progetti e delle inizitive portati avanti dai suoi volontari a cui mi onoro di appartenere. Ancora prima di far parte di Shalom sono stato impegnato fin dall’infanzia in gruppi missionari e per la pace. Nel 1986, dal mio rifiuto per le armi, scaturì anche la scelta di diventare obiettore di coscienza al servizio militare. Di quei 20 mesi al servizio della Caritas di Firenze, oltre al lavoro quotidiano con gli anziani, ricordo un interessantissimo corso di formazione su armi, commercio delle armi, disarmo e antimilitarismo che ci tenne per quasi una settimana Padre Ernesto Balducci (eravamo negli ultimi scampoli di guerra fredda, ai tempi di Reagan e Gorbaciov).

E dopo questa premessa, il post:

Le Mele della Guerra e il Campo del Vasaio.

Chi legge questo blog sa che in passato ho fatto il volontario ed ho pubblicizzato l’iniziativa delle “Mele della Pace” del Movimento Shalom, i cui proventi vanno alla costruzione di scuole e centri di formazione per la pace e i diritti umani in Africa.  Nel 2012 non ho potuto partecipare perché convalescente da un piccolo intervento chirurgico ma negli anni passati sono sempre stato con i volontari di Firenze a vendere le “Mele per la Pace” al supermercato de “Le Piagge” di Firenze.  (qui, qui, qui, qui e qui i post relativi).

L’altro giorno, leggendo l’ultimo numero della rivista trimestrale del Movimento, sono rimasto sconvolto dall’articolo e dalle foto pubblicate a pag. 36 (potete scaricare la rivista dal mio post di ieri). L’articolo a cui mi riferisco è quello intitolato “EVENTO NAZIONALE: LA CAMPAGNA DELLE MELE e fa il resoconto dell’iniziativa del 2012. Dopo aver fatto i consueti (e un po’ frettolosi) ringraziamenti a tutti i volontari, alle ditte che hanno fornito le Mele, ai parroci e alla Coop, il pezzo si conclude con uno sperticato ringraziamento “particolare”, con tanto di foto che vi riporto qui sotto (cliccando sull’immagine la foto si ingrandisce):

Particolare di pag.36 del Numero 1/2013 de trimestrale di Shalom

Particolare di pag.36 del Numero 1/2013 de trimestrale di Shalom

L’autore del pezzo ringrazia “in particolare” la Brigata Folgore per aver concesso l’apertura di uno stand alla “Festa dei paracadutisti di Pisa”.

Basta andare a questo link su wikipedia per leggere che la Brigata Folgore ha partecipato a tutte le guerre mascherate da operazioni di pace sparse per il mondo (tra l’altro su Wikipedia le chiamano proprio “missioni di guerra”): Afghanistan, Iraq, Sudan, Somalia, Kosovo, Bosnia Erzegovina e altri paesi (per assurdo addirittura in alcuni paesi in cui Shalom opera proprio per rimediare ai danni della guerra). Per dire pane al pane e vino al vino, secondo il mio modesto e opinabile parere, si tratta di quelle forze armate che sono andate nel pianeta a spargere raffiche di “pace, democrazia e diritti umani”. Solo, che chi veniva colpito da tutti questi “diritti umani” spesso restava sdraiato sull’asfalto in una pozza di sangue. I più “fortunati” invece, se arrivavano in tempo all’ospedale, potevano incontrare i medici e gli infermieri di Emergency che li rimandavano a casa con delle belle protesi gratuite che sostituivano gli arti che le sventagliate di “democrazia occidentale” gli avevano portato via. D’altra parte, anche se  la foto pubblicata sul giornale è molto piccola, mi par di intuire (ma potrei anche sbagliarmi) che quei soldatini tutti in fila non abbiano in mano ramoscelli  d’ulivo ma piuttosto strumenti di morte.

Secondo la mia sensibilità (del tutto opinabile) le “Mele della Pace” vendute nelle piazze e nei centri commerciali profumano di impegno civile e diritti umani mentre quelle vendute sui sagrati delle Chiese profumano di impegno missionario e aiuto al prossimo. Secondo il mio parere, credo che le Mele vendute alla festa della Folgore non profumassero di niente, anzi puzzassero pure un po':  di bruciato, di polvere da sparo e di sangue rappreso. Credo che nessuno, fra tutti “Gli eroi della Pace” di cui parla Don Andrea Cristiani settimanalmente  in tv e sulla rivista del Movimento, avrebbe mai accettato di mettere un banchino di tal genere alla festa della Folgore. Voi ve l’immaginate Padre Balducci, Simone Weil, Fabrizio De André, Gandhi o Martin Luther King a vendere le “Mele della Pace” in un tale contesto, in cui vengono esaltati proprio i disvalori della Guerra? Secondo me tutti avrebbero declinato l’invito dicendo un semplice «No, Grazie. Non è il caso.» Suvvia, siamo seri: pensate davvero che il Don Milani di “L’obbedienza non è più una virtù” o della “Lettera ai cappellani militari” avrebbe accettato un tale invito? Se conosco un pochino gli scritti di Don Milani mi immagino, con tutta la mia fantasia, che lui il banchino delle “Mele della Pace” l’avrebbe messo provocatoriamente fuori dall’Arena Garibaldi, non dentro. Giusto per ribadire che lui era “altro” e “contro” la Guerra.

Lo so che adesso molti dei miei lettori obietteranno che anche i soldi raccolti in quella festa vanno a finanziare le opere di pace che porta avanti il Movimento e che quindi da un male potrebbe nascere un bene, però io vi domando: sapere l’origine di questi soldi non vi mette in difficoltà? Non scuote le vostre coscienze?

Faccio un altro esempio del tutto teorico. Ipotizziamo che un giorno, dalla porta della sede del Movimento, entri un facoltoso emissario di una multinazionale che produce ed esporta armi e offra al Movimento un sostanzioso assegno che magari copra un intero progetto benefico, per completare il quale ci vorrebbero dieci anni di vendite di mele, spettacoli teatrali, e cene di beneficenza. I responsabili del Movimento, sapendo che l’assegno è frutto di sangue, che farebbero? Prenderebbero i soldi lo stesso per dedicarli ad un’opera pia o li rifiuterebbero in un sussulto di dignità e di coerenza?

Il problema è vecchio quanto il mondo tanto che qualcuno ci aveva pensato anche duemila anni fa…

Allora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò le trenta monete d’argento ai sommi sacerdoti e agli anziani dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «Che ci riguarda? Veditela tu!». Ed egli, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi. Ma i sommi sacerdoti, raccolto quel denaro, dissero: «Non è lecito metterlo nel tesoro, perché è prezzo di sangue». E, tenuto consiglio, comprarono con esso il Campo del vasaio per la sepoltura degli stranieri. Perciò quel campo fu denominato “Campo di sangue” fino al giorno d’oggi.

Dal vangelo di Matteo (capitolo 27, 3-10)

Questa piccola cosa è stata per me così spiacevole che ho deciso che quest’anno seguirò l’esempio di mia moglie e darò il mio 5 per mille ad Emergency, invece che al Movimento Shalom. Abbiate pazienza ma credo che Gino Strada non avrebbe mai messo un banchino in un luogo del genere (e non se ne sarebbe poi vantato con un “ringraziamento particolare”).

Le mie corse di Marzo 2012.

Foto "Mezza Maratona città di Fucecchio" by www.pierogiacomelli.com

Foto "Mezza Maratona città di Fucecchio" by http://www.pierogiacomelli.com

Rieccoci al consueto riepilogo della mia attività podistica di Marzo 2012 che, oltre ai soliti allenamenti, mi ha visto partecipare a tre gare, in una delle quali nel ruolo di Pacemaker… cominciamo proprio da qui…

Mezza maratona di Fucecchio.

Il mese di Marzo si è aperto con la mezza maratona di Fucecchio dove ho corso come Pacemaker di 1 ora e 50 minuti a favore della Onlus “Regalami un sorriso”. Per chi non lo sapesse i pacemaker sono dei podisti che, muniti di palloncini, corrono una gara ad un’andatura prefissata in modo da essere un punto di riferimento per gli altri corridori. Il nostro scopo è accompagnare i podisti che decidono di correre con noi, incitandoli, incoraggiandoli e facendoli arrivare magari qualche secondo prima del tempo prefissato, per fargli fare il proprio record personale… Questa simpatica attività  in cui correndo ci si diverte, si scambiano battute e si fa amicizia è anche un’occasione di solidarietà perchè i soldi raccolti dalla Onlus Regalami un sorriso vengono devoluti in solidarietà. Come riportato sul numero di Dicembre della rivista “Podismo e Atletica” la Onlus, tramite i servizi fotografici delle gare, i pacemaker e il banchino dei gadget ha raccolto, dal 2008 al 2011, ben 160.000€ devoluti tutti per iniziative socio-sanitarie (Ospedale di Careggi, Ospedale Pediatrico Meyer, Misericordia Montemurlo e Ass.ne Sclerosi multipla). Piero Giacomelli, fondatore e anima del gruppo “Regalami un sorriso”, ha vinto anche il primo premio “Eroi del running 2011″ per la categoria  Solidarietà indetto dalla redazione della rivista Runner’s World (qui e qui).

La… strapazza

La…strapazza è un classico del podismo toscano di Marzo: un diecimila pianeggiante e tiratissimo che si tiene tra lo stadio e il parco fluviale di Lastra a Signa. Non è il tipo di gara che preferisco ma ho partecipato per onore di bandiera in quanto la nostra società sportiva ci chiede ogni anno di partecipare in massa e di portare ognuno il proprio contributo atletico per scalare la classifica a punteggio di società. Pur avendo nelle gambe l’allenamento pesante del Venerdì pomeriggio ho fatto la mia corsa e tutto sommato sono rimasto abbastanza soddisfatto della mia prestazione. Un compitino sufficiente che ha aggiunto il mio punticino  a quelli degli altri, garantendo il 3° posto alla nostra società…

Corri alla Romola

Domenica 18 Marzo niente gare: un allenamento la mattina presto e poi doccia e tv per vedere, con una punta di invidia, i miei colleghi podisti che erano a Roma a correre la Maratona. Mi sono però rifatto la domenica successiva con quella che è una delle più belle gare di tutta la Toscana: il Corri alla Romola (frazione di San Casciano in Val di Pesa). Un totale di  14,5 km immersi nella campagna toscana tra oliveti e boschi, in un continuo saliscendi fatto di ripide discese ed ardue risalite, quasi tutte su strade bianche. Clima primaverile, alberi in fiore e panorami mozzafiato hanno accompagnato la mia corsa su un percorso che mi è congeniale, proprio per i sui dislivelli… Fatica bestiale ma tanta tanta soddisfazione…

Runforlife

Logicamente i km accumulati in tutte queste gare e allenamenti sono stati da me inseriti nel database dei km a favore di Emergency del progetto di runforlife.

Io, col mio nickname di unpodimondo, continuo a metterci la fatica, il sudore, l’affanno e i km corsi sotto il sole o sotto la pioggia. Ringrazio chiunque vorrà sostenermi in questo patto di solidarietà verso le vittime delle mine antiuomo…  Maggiori info sul sito www.runforlife.it o su facebook

Logo dal sito di runforlife

Logo dal sito di runforlife

Giorno Km Lavoro eseguito
Ven. 2 11 Medio
Dom. 4 21 Mezza Maratona di Fucecchio – Pace Maker
Lun. 5 4 Defaticamento
Mer. 7 11 Ripetute in pista
Ven. 9 12 Piramidale
Dom. 11 10 La…strapazza
Lun. 12 6 Defaticamento
Mer. 14 9 Piramidale
Ven. 16 9 Medio
Dom. 18 13 Medio pianeggiante
Lun. 19 13 Collinare
Mer. 21 8 Defaticamento + allunghi
Ven 23. 10 Medio
Dom. 25 14 Corri alla Romola
Lun. 26 6 Defaticamento
Mer. 28 12 Allenamento a scalare
Ven. 30 14 Ripetute in pista
Totale 183 Buone gambe a tutti!