Questa foto l’ho “rubata” una delle scorse mattine (se ci cliccate sopra si ingrandisce)… Nascosto dietro una siepe con la mia macchinetta fotografica ho voluto immortalare un “fenomeno” che mi capita di osservare tutti i giorni mentre vado o torno dal lavoro.
Come ho già raccontato altre volte, vado in ufficio a piedi: un tragitto di un chilometro e mezzo che faccio dalle due alle quatto volte al giorno, a seconda degli orari lavorativi. Fare il solito pezzo di strada avanti e indietro tutti i giorni alle solite ore ti porta a incontrare un microcosmo di persone: i soliti pensionati che portano fuori il cane, la professoressa carica di libri che fa il percorso inverso al mio, l’impiegata delle poste che anche lei va in ufficio, il disabile o l’anziano che aspetta fuori casa i volontari della Misericordia che lo portano chissà dove a fare chissà quali cure (e che quando non vedi più da settimane capisci che purtroppo non ha più bisogno di nessuna cura…).
In questo mio viaggio da casa all’ufficio passo davanti ad almeno 6 o 7 stazioni di raccolta di rifiuti, ognuna composta dai cassonetti dell’indifferenziato, dell’organico, della carta e del multimateriale (vetro, plastica, tetrapack,etc…). Quasi tutti i giorni trovo delle persone come quella nella foto a rovistare nei cassonetti per trovare qualche oggetto ancora utile, fra quelli che il nostro consumismo imperante ci ha fatto buttar via. La cosa che mi ha impressionato è che non si tratta del classico barbone che fruga in un cassonetto ma di un’attività pianificata ed eseguita quasi scientificamente, tutti i giorni. Queste persone arrivano con una bicicletta (nella foto si intravede appoggiata al cassonetto) attrezzata con delle cassette davanti e dietro che servono come deposito dove mettere i tesori scovati nei cassonetti. Hanno anche l’attrezzatura per rovistare nel cassonetto: un bastone con un uncino con cui pescano i sacchetti e gli oggetti più interessanti. Queste persone devono seguire un itinerario preciso perché, mentre io procedo a piedi, loro mi sorpassano con la bici tanto che li ritrovo regolarmente alla postazione successiva. Devono anche conoscere gli orari dei camion che ritirano la spazzatura perchè, quando arrivano e trovano i cassonetti appena svuotati, imprecano (e non poco) in lingue a me oscure. Un altro atteggiamento che mi ha sorpreso è che quando questi giovani si allontanano dai cassonetti rimettono tutto a posto e non lasciano sacchetti o sporco in strada.
Sbirciando nelle loro bici scopro cosa raccolgono: ferro, abbigliamento, scarpe, pentole, pezzi di legno, qualche giocattolo. Una volta ho visto uno portarsi via perfino un pesantissimo vecchio radiatore di ghisa. Un’altra volta, una di queste persone ha tirato su due paia di scarpe e se le è provate accanto al cassonetto: un paio che gli stavano le ha messe nel cesto della bici, l’altro paio l’ha rimesso ordinatamente nel cassonetto… chissà magari potevano servire a qualche suo “collega”…
A volte ci scandalizziamo quando vediamo in tv centinaia di persone del sud del mondo che abitano nelle discariche e vivono di quello che trovano nei rifiuti. Quello che racconta questa banale foto io lo immagino come una versione più gentile e meno vistosa (ma non meno drammatica) di quello che accade laggiù nel sud del mondo…
Firenze e dintorni (la Firenze di Renzi) purtroppo sono anche questo…




![Padre Alex Zanotelli foto caravan of the peace to Lecce Italy Padre Zanotelli by Toti [silent] - flickr](http://farm4.static.flickr.com/3252/2949832990_2e3920fc5d.jpg)

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