Tremila pubblicità al giorno.

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Foto “Painted advertising” by vanherdehaage – flickr

Ho appena finito di leggere un libro sulla comunicazione e la pubblicità nel turismo (per la cronaca è un testo scolastico: G.Colli – G.Pietroni “Turismo.com – Comunicazioni e relazioni nel turismo contemporaneo” – Ed. Clitt). Fra le varie cose, ho scoperto una cifra che mi ha impressionato: ognuno di noi, in una giornata normale, viene in contatto con più di 3.000 annunci pubblicitari. Fate un po’ mente locale a cosa può essere il bombardamento giornaliero di 3.000 pubblicità che ci arrivano da tv, radio, giornali, affissioni, internet, insegne commerciali, mail, etc…

Per fortuna abbiamo un grande un alleato che lavora per noi: il nostro cervello filtra tutta questa robaccia e fa in modo che ci ricordiamo meno del 10% delle pubblicità con cui veniamo in contatto. Come conseguenza pare che i pubblicitari si sbattano a destra e manca per far rientrare i loro annunci dentro a questo famigerato 10%. Il lavoro di quelli che non sono abbastanza creativi è destinato a finire nel 90% destinato all’oblio…

L’acqua che manda il vostro dottore di famiglia in crociera…

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Foto “Signora del Vento” by JohnBurke – flickr

Quando dovete andare nello studio del vostro medico di famiglia quante mezzore vi capita di attendere nella sala di aspetto? E quando siete lì che cosa fate? Ascoltate i dolori e le lamentele delle altre persone presenti? Sfogliate quelle vecchie riviste semidistrutte e piene di batteri che giacciono da mesi sul tavolino? Oppure aspettate il vostro turno osservando i soliti quadri e i poster appesi alle pareti, che ormai conoscete a memoria?

In questo ultimo caso potreste imbattervi in un poster nuovo, dove una persona con un camice ed uno stetoscopio pubblicizza le acque minerali di Del Piero e di Miss Italia… Non vi preoccupate, il poster non è lì perchè si tratta di acque miracolose che vi faranno guarire all’istante… D’altra parte mica sono di Lourdes? Sono acque delle province di Pisa e di Perugia.

Il poster è lì perchè, come raccontato dall’articolo pubblicato su “Il fatto alimentare”, il sindacato dei medici di famiglia FIMMG ha fatto un accordo pubblicitario con le acque di Del Piero e Miss Italia. Se vostro medico tiene appeso ben in vista il poster nello studio per un anno,  partecipa all’estrazione di 100 crociere a bordo del veliero “Signora del Vento”…  Ecco, mandatecelo voi il vostro medico… in crociera nel vento!!!

Il discorso più bello del mondo… Poi, però…?

Eleonora, una mia amica, mi ha mandato il link a quello che in rete è considerato il discorso più bello del mondo. Si tratta del discorso che il Presidente dell’Uruguay, José Mujica, ha tenuto alla Conferenza sullo Sviluppo Sostenibile di Rio de Janeiro dello scorso giugno 2012. Se avete 10 minuti di tempo da dedicarci ascoltatelo, perchè come dicono in tanti,  è un discorso rivoluzionario.

Poi però più sotto ne riparliamo…

Perchè questo discorso, ormai in rete da più di 6 mesi, adesso è salito alla ribalta e gira per tutti i social network, condiviso e ricliccato da un sacco di persone? Semplicemente perchè siamo in periodo elettorale e la storia del Presidente dell’Uruguay oltre ad essere molto istruttiva si presta al confronto con i politici nostrani. Il paragone l’ha fatto l’avvocato ambientalista Fabio Balocco su “Il fatto quotidiano“. Vi metto qui uno stralcio del suo articolo.

“José Pepe Mujica, Presidente dell’Uruguay: un mito” di Fabio Balocco.

Un mito. Non so definirlo altrimenti. José Pepe Mujica è un mito. In un mondo in cui la gente si scanna per il potere, per l’accumulo di beni materiali, lui, Presidente dell’Uruguay, si trattiene solo 485 dollari dello stipendio per vivere e destina gli altri 7500 alla beneficenza. Vive di poco, anzi di pochissimo, in una vecchia fattoria senza neppure l’acqua corrente, ma solo l’acqua del pozzo. È vegetariano, è sposato, ha un cane. Se non fosse per due energumeni che gli montano la guardia all’inizio della proprietà, nessuno potrebbe immaginare che lì ci vive il presidente della nazione. [...]

È qualunquista fare un raffronto tra Mujica ed il nostro comunista  migliorista Napolitano, che vive al Quirinale e guadagna 239.192 euro all’anno, aumentati di 8.835 euro nell’anno in corso? 

È qualunquista fare un raffronto tra Mujica, che ha rischiato la vita e conosciuto la galera e che dichiara che un politico dovrebbe vivere come la maggioranza dei propri concittadini, con i nostri ex comunisti ed attuali neoliberisti D’Alema, con il suo yacht ormeggiato a Gallipoli, o Fassino, sindaco della città più indebitata d’Italia, con il suo reddito imponibile (anno 2010) di 126.452 euro?[...]

tratto dall’articolo “José Pepe Mujica, Presidente dell’Uruguay: un mito” di Fabio Balocco.

In tutta la loro buonafede, se Fabio Balocco, la mia amica Eleonora e tutti coloro che fanno girare questo video, pensano che sia una faccenda che riguarda esclusivamente i politici hanno capito poco. Se dopo aver condiviso, cliccato, twettato il discorso José Mujica di escono di casa col suv preso a rate sotto le chiappe e vanno a comprare l’ultimo modello di smartphone o a fare degli ottimi affari nei saldi, non hanno capito proprio niente.

La forza del discorso di José Mujica non sta nelle belle parole contro la società dei consumi, ma nel fatto che questo uomo di 77 anni le ha messe in pratica nella sua esistenza, facendo una vita frugale, liberandosi del superfluo e dei bisogni indotti, dedicando il suo tempo a cose che valgono ben più del possedere oggetti materiali. Sicuramente José Mujica avrebbe fatto le stesse scelte da normale cittadino, anche se non fosse stato il presidente dell’Uruguay, ed è su questo aspetto che tutti tacciono. La scelta di lottare contro questo sistema economico “non consumando” o meglio “consumando criticamente e consapevolmente” è una scelta di responsabilità personale a cui siamo chiamati individualmente tutti quanti, come cittadini e membri della famiglia umana. Chi non capisce questo e magari pensa che sia solo un problema dei politici, faccia a meno di cliccare, condividere, twettare. Grazie!

p.s. La storia di  José Mujica meriterebbe un maggiore approfondimento: quest’uomo che nel periodo del golpe in Uruguay si è fatto circa 15 anni di galera e che col ritorno alla democrazia è diventato Presidente, ricorda da vicino quella di Nelson Mandela ma da noi è totalmente sconosciuta proprio per la sua avversione alla civiltà de consumi!

ulteriore p.s. Nel discorso di  José Mujica appare una parola che ormai non usano più nemmeno i preti: FRATELLANZA. Tenetela a mente: ne riparliamo i prossimi giorni…

Alieni sul blog (ovvero la pubblicità di WordPress…)

Foto "Space Invaders" by mistersnappy - flickr

Foto “Space Invaders” by mistersnappy – flickr

Dopo il mio post dello scorso 26 Ottobre (Alla fine sono sbarcati anche qui) ritorno sul tema della subdola pubblicità che WordPress ha deciso di piazzare in tutti i blog gratuiti per fare un bilancio di quasi un mese e mezzo di spot pubblicitari apparsi sul mio sito…

Ecco le pubblicità che mi sono state imposte da WordPress…

  • Birra Heineken
  • Corriere TNT Post (cartoline auguri di Natale con offerta per il Wordfood Program delle Nazioni Unite)
  • Imesh (software per ricercare e scaricare musica e film da internet)
  • regclean.pro (software per la pulizia del registro del pc)
  • Adopt us kids (servizio di adozioni statunitense)
  • Auto Mini
  • planet49 (ditta tedesca che organizza concorsi a premi ma che stando a quanto ho trovato su internet pare che abboni automaticamente i partecipanti ai concorsi a servizi a pagamento via cellulare… -  fonte)
  • ebay
  • commissione europea
  • aspirapolvere vowerk folletto (ma non gli bastava suonare porta a porta in tutta Italia ed essere presenti a tutte le fiere e sagre di paese?)

Come potete capire c’è di tutto: dalle auto alla birra, passando a spazzatura varia: roba degna dei migliori spammer… Ecco ad esempio come appare uno dei miei ultimi articoli con lo spot della Mini…

Il mio blog con lo spot della Mini sotto al post sulla Palestina.

Il mio blog con lo spot della Mini sotto al post sulla Palestina.

La cosa più assurda e più subdola è che queste pubblicità sono messe ad insaputa del blogger proprietario del sito, che spesso non si accorge neanche che il suo sito è stato preso di mira dagli…. spot alieni! Vi spiegherò perciò perchè spesso gli autori non vedono le pubblicità mentre i lettori si… scusate se in alcuni punti sarò un po’ tecnico…

  1. Queste pubblicità vengono messe a rotazione da WordPress su TUTTI i blog gratuiti. Per essere certi di non avere la pubblicità andrebbe pagato al signor WordPress un obolo di 30$ annui… quindi se siete un blogger e non avete pagato l’obolo state sicuri che gli spot prima o poi  arriveranno anche sul vostro sito.
  2. Le pubblicità non appaiono visitando la pagina principale del blog ma appaiono solo consultando un singolo articolo, come quando andate su un singolo post per lasciare un commento: per capirsi se venite su questo blog alla pagina http://unpodimondo.wordpress.com non troverete nessuna pubblicità, mentre se andate su un singolo post (ad esempio questo http://unpodimondo.wordpress.com/2012/12/07/xxxviii-festa-della-mondialita-shalom-a-firenze/) in fondo all’articolo è probabile che troverete uno spot pubblicitario.
  3. Se la cosa si limitasse qui tutti vedrebbero gli spot alla fine dei propri articoli ma la cosa è più subdola perchè la pubblicità viene mostrata soltanto ai lettori dei blog che non sono iscritti alla piattaforma di WordPress, per cui molti blogger non vedono la pubblicità che appare sui loro siti.
  4. Quando un blogger si collega al proprio blog per scrivere un articolo o per fare un commento entra nella sua pagina mettendo utente e password. In automatico WordPress salva sul pc del blogger (nella cache del browser) un piccolo file di testo chiamato cookie che permette a WordPress di riconoscere che siete un utente registrato alla piattaforma, che avete un blog e che siete mr.x (nel mio caso che io sono unpodimondo). Per dirla in modo più semplice è un modo per riconoscere che voi fate parte della grande famiglia di WordPress…
  5. Quando vi collegate ad un qualsiasi blog di WordPress, se la piattaforma trova il cookie sul vostro pc,  vi riconosce come “membro della famiglia”: come  conseguenza avrete il privilegio di non vedere nessuna pubblicità su nessun blog di WordPress. Se invece la piattaforma non trova il “biscottino” vi considera un visitatore estraneo al “clan” e quindi vi fa vedere la pubblicità in fondo ai post…
  6. Di conseguenza, se siete dei blogger iscritti a WordPress e volete vedere gli spot sul vostro sito dovete fare in modo da apparire come estranei alla famiglia di WordPress. Ecco alcune istruzioni per  farlo (senza perdere nessuna configurazione e senza danneggiare il vostro blog)
  7. Uscite da WordPress (se vi siete autenticati e siete dentro a WordPress).
  8. Cancellate la cache del vostro browser, rimuovendo soprattutto i cookies (su Firefox: Strumenti – Opzioni – Privacy – Cancellare tutta la cronologia corrente, vistando almeno le caselline Cookie e Cache – Ok) – (Su Internet Explorer: Strumenti – Elimina Cronologia esplorazioni, vistando almeno le caselline  File temporanei su Internet e Cookies – Elimina)
  9. Se usate ADBlock plus disabilitatelo (è l’ottimo programma per cancellare la pubblicità dai siti internet che visitate).
  10. Andate sul vostro blog come se foste un lettore qualsiasi (senza loggarvi col vostro account)
  11. Cliccate su un singolo post, come se doveste andare a mettere un commento
  12. Se siete “fortunelli” in fondo al vostro post ci troverete la pubblicità, altrimenti ritentate con un altro post (precedente o successivo)… e così scoprirete che gli alieni pubblicitari sono sbarcati anche sul vostro blog….

°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°

In ogni caso io rimango contrario a qualsiasi pubblicità imposta ai blogger

Alla fine sono sbarcati anche qui…

Foto "Mars Attacks 50th Anniversary Deleted Scenes and Sketch-Cards" by walt74 - flickr

Foto “Mars Attacks 50th Anniversary Deleted Scenes and Sketch-Cards” by walt74 – flickr

La prima che li ha visti e ha inviato l’allarme a tutti è stata Pif, poi li ho visti anch’io che facevano capolino anche da Mizaar e infine… Aargh! Sono atterrati anche qui!!! Sono ancora un po’ nascosti, piccoli, nelle pagine interne ma ormai sono scesi e hanno preso possesso anche dei post sul mio blog… No, non sono gli alieni (magari fossero stati dei simpatici ometti verdi)… sono i petulanti e insistenti annunci pubblicitari che WordPress ha deciso di mettere nei nostri blog e che appaiono in forma di filmati pubblicitari sotto i nostri post…

Quando nel 2008 ho scelto di aprire questo blog ho proprio  scelto WordPress perchè era una piattaforma stabile, seria e senza pubblicità. Ricordo di aver valutato anche altre piattaforme gratuite e alla fine di aver optato per questa. Come potete vedere dal bollino “AD-FREE  BLOG” nella colonna qui a destra, all’epoca avevo scelto di non mettere nessuna pubblicità e ancora sono dell’idea che il mio blog, per una mia precisa scelta etica,  dovrebbe rimanere senza pubblicità. Purtroppo da alcuni giorni non è più possibile scegliere se e come adottare l’eventuale pubblicità. Semplicemente, sui blog gratuiti come questo, la pubblicità è imposta da WordPress e noi blogger non siamo in grado di rimuoverla ne’ di sceglierla, a meno che non si paghi un obolo annuo di 30$ a WordPress.

LA COSA MI HA DATO MOLTO FASTIDIO PER DIVERSI MOTIVI CHE ELENCHERO’ QUI SOTTO  (Scusate le maiuscole, lo so che in rete le maiuscole sono maleducate ed equivalgono ad urlare, ma in effetti io voglio proprio urlare a WordPress tutto il mio disappunto).

  • WORDPRESS HA PRESO QUESTA DECISIONE E MESSO GLI ANNUNCI SENZA NEMMENO AVVISARE I BLOGGER. UN GIORNO SONO APPARSI DAL NULLA, SORPRENDENDO TUTTI. Mandare una mail prima, giusto per avvisare tutti  non era un pochino più educato e rispettoso verso i blogger? Eppure le nostre e-mail non vi mancano!
  • WORDPRESS NON CI HA DATO NESSUNA POSSIBILITA’ DI SCELTA, TRANNE PAGARE L’OBOLO ANNUO DI 30$ O COMPRARE TUTTO IL DOMINIO E TOGLIERE LA PUBBLICITA’ A 99$ L’ANNO. INSOMMA PUNTANO AI SOLDI E BASTA. Se mi avessero contattato e dato la possibilità di scegliere le pubblicità da mettere sul blog avrei reagito meglio. Ad esempio se mi avessero offerto la possibilità di scegliere pubblicità etiche o di enti di beneficenza, culturali o di solidarietà avrei accettato anche le pubblicità. INVECE MI IMPONGONO A MIA INSAPUTA LE PUBBLICITA’ DELLE MULTINAZIONALI!

A QUESTO PUNTO MI CHIEDO E CHIEDO AGLI ALTRI BLOGGER: COSA AVETE INTENZIONE DI FARE?

La prima cosa che farò io è invitare tutti i miei lettori ad installare e ad usare ADBLOCK PLUS. Per chi non la conosce, Adblock Plus è un’estensione per Mozilla Firefox, Google Chrome e altri browser che in pochi istanti permette di cancellare la pubblicità dai siti internet che visitiamo. La uso da anni ed è molto utile:  dedicandoci un po’ di  tempo si ripuliscono tutti i siti internet che visitiamo dalla pubblicità, ottenendo due risultati: i siti si caricano più velocemente e diventano molto più leggibili. Qui potete scaricare  AdblockPlus per Firefox,  qui Adblock plus per GoogleChrome.

Di pagare per togliere la pubblicità  non ho la minima intenzione, visto anche come WordPress ha fatto la cosa, senza nemmeno avvisarci preventivamente. Pagare oggi 30$ per avere un anno senza pubblicità vorrebbe dire cedere alle  loro richieste così che magari il prossimo anno ce ne chiederanno 32$, poi 35$, poi 50$. Allo stesso modo non ho intenzione di comprare il dominio e il pacchetto completo a 99$: sarebbe un altro modo per dargliela vinta.  Se proprio un giorno WordPress dovesse chiudere i servizi gratuiti mi comprerò un dominio presso un provider italiano dove i domini costano meno della metà dei 99$ chiesti da WordPress.

Non potendo rimuovere la pubblicità e non potendo scegliere eventuali annunci che considero più in linea con lo stile del blog (ovvero etici, culturali, solidali, etc…) ho deciso che:

  • Da ora in poi avviserò i lettori che ogni annuncio pubblicitario che apparirà nel blog è stato messo contro la mia volontà da WordPress e li inviterò ad usare Adblock plus per rimuoverlo.
  • Per ogni azienda che farà pubblicità sul mio blog, cercherò di pubblicare un post con i dati sull’eticità della stessa, ripresi da siti internet o da libri ritenuti da me affidabili (come ad esempio il sito “Imprese alla sbarra” o il volume “Guida al consumo critico” del Centro Nuovo Modello di Sviluppo).

Vedo che molti blogger sono alquanto arrabbiati: vediamo un po’ come evolverà la cosa. Se poi, ad un certo punto, verrete a cercarmi e non mi troverete più vorrà dire che WordPress mi ha chiuso il blog….

L’informazione in Italia. Piccole perle di sincerità…

Foto "1981. Been There." by (Luciano)

Foto “1981. Been There.” by (Luciano)

A volte capita di trovare certe notizie proprio dove una persona non se le aspetterebbe. “Podismo e Atletica” è una rivista mensile pubblicata dalla UISP della Toscana che noi podisti compriamo per vedere il calendario e le classifiche delle gare e magari trovare qualche foto che ci ritrae in una delle tante corse a cui abbiamo partecipato.

A pagina 11 del numero di Settembre 2012 è apparsa un’intervista a Daniele Menarini, condirettore del mensile “Correre” che è la rivista, nell’ambito del podismo,  più antica e più letta di tutta Italia. L’articolo, come prevedibile,  inizia parlando di corse e di allenamento ma poi, ad un certo punto, vira ed inizia a parlare di editoria e non solo di editoria specializzata…

“L’Hemingway della corsa. Intervista a Daniele Menarini, condirettore di Correre” di Donatella Vassallo.

[...]

- Come hai visto cambiare il tuo mestiere nel corso del tempo e quale sarà a tuo parere il futuro del giornalismo?

- Ho visto ridursi l’autonomia del giornalista, perchè è aumentato il peso della pubblicità nell’economia delle case editrici. Alle aziende non piace né l’informazione comparativa né, soprattutto, quella non celebrativa. Poi ci sono anche le eccezioni, come la Brooks, se devo fare un nome.  Da quando dirigo Correre, mi è capitato anche di essere cacciato da una conferenza stampa, per aver scritto che l’organizzatore aveva sbagliato a spostarsi di data. Io ovviamente non me ne sono andato, ma il gesto rimane. Ho visto aziende revocare gli investimenti pubblicitari per quello che avevamo scritto. In due casi, addirittura, la pubblicità è stata revocata non per quello che avevamo scritto su Correre, ma per quello che un collaboratore di Correre aveva scritto da qualche altra parte. Non c’è nulla di strano: l’imprenditore italiano, fatte le dovute e numerose eccezioni, non tollera  né la vera concorrenza, né la libera stampa. Assomiglia a quella pubblicità nella quale il torero va nell’arena a combattere con la pecora: gli piace vincere facile.
L’altro cambio a cui ho assistito è una progressiva banalizzazione del mestiere: oggi, soprattutto grazie ad Internet, siamo tutti giornalisti,  tutti fotografi, tutti cineoperatori. Anche questo non può stupire: siamo sempre il Paese con 60 milioni di commissari tecnici della nazionale di calcio. La parola d’ordine è: “E che ci vuole?”. [...] Per fare la differenza bisognerà paradossalmente tornare a cercare la notizia in giro, come ai tempi dei grandi cronisti di nera, come alternativa al copia-incolla dei comunicati stampa, perchè se cerco su Google, trovo quello che trovano gli altri. [...]

Tratto dall’articolo “L’Hemingway della corsa. Intervista a Daniele Menarini, condirettore di Correre” di Donatella Vassallo. a pag. 11 della rivista “Podismo e Atletica” di Settembre 2012

Ripensateci quando passerete dall’edicola a comprare i vostri giornali preferiti….

Meteotennis.

Un paio di giorni fa, andando a lavorare ho visto questa pubblicità… Per combattere la siccità una volta si facevano la danza della pioggia o qualche processione.

Le previsioni dicono che in Toscana finalmente tra stasera e domani pioverà. Sarà mica merito del meteotennis?

Foto "meteotennis" by unpodimondo - flickr

Foto “meteotennis” by unpodimondo – flickr

Delle mele a 60€ al kg, il mio amico Walter e i’ baho Gigi!

natureaddicts1.jpg

foto "natureaddicts1.jpg" dal sito Trashfood.com

Comprereste delle mele al “modico prezzo” di 60€ al chilo? Sicuramente la vostra risposta è NO ma non fatevi illusioni, perchè non si è mai del tutto sicuri di quello che realmente  si compra, soprattutto  se non si leggono bene le etichette! Magari avete già comprato le mele a 60€ al Kg e non ve ne siete neanche accorti… Basta un’idea nuova di qualche ditta alimentare e una campagna di marketing accattivante e ci rifilano quello che vogliono…

Nei giorni scorsi su Trashfood, il sito della prof. Gianna Ferretti è apparso l’articolo  “Cosa fanno 2 mele + 16 g di pesca? fanno N.A.” del quale vi metto un estratto:

[...]Sono le bustine di N.A. -nature addicts. “L’essenza della frutta in tasca”.[...] Di cosa si tratta? esiste in diverse varianti, Con Lampone, o Fragola, con Pesca o Ribes nero.

Hanno tutte un denominatore comune: il succo di mela concentrato (50%). Altri ingredienti sono purea di mela concentrata, pectina, e aromi naturali. Nella varietà con ribes nero troviamo anche purea di ribes neri concentrata (5%), succo di bacche di sambuco concentrato e fibre della frutta.
Nella varietà “con pesca” troviamo purea di pesche concentrata (7%) e ugualmente fibre della frutta. Il tutto concentrato in gomme dolcissime, e infatti gli zuccheri semplici contenuti sono 79 grammi su 100 grammi, nella confezione da 30g ce ne sono 24g,

Come si arriva a 30g di Nature addicts? sulla confezione leggo che per i dadini di frutta con ribes neri sono serviti 2 mele + 7g di ribes neri. La varietà con pesche si ottiene da 2 mele + 16 g di pesca.

In conclusione, il 90-97% dei dadini è quindi mela o meglio prodotto derivato dalla lavorazione della mela (succo di mela concentrato+purea di mela) forse sarebbe piu’ giusto chiamarle dadini di mela con un po’ di ribes o pesca.

Il costo è di circa 60 euro al chilo, non male.

Mi sembra inoltre davvero inappropriato il confronto con la frutta fresca, conoscete forse un frutto che ha 79 g di zucchero su 100 g?

tratto dall’articolo di Gianna Feretti “Cosa fanno 2 mele + 16 g di pesca? fanno N.A.” pubblicato su Trashfood.com

Non avendo mai comprato queste caramelline (e non avendo nemmeno intenzione di comprarle) prendo per buoni i dati riportati nell’articolo di Gianna per fare qualche breve riflessione generale.

  • Secondo Gianna il  90%-97% delle caramelline è costituito da mele o derivati da mela che ci vengono vendute a 60€ al chilo. Ora le considerazione da trarre sono due: o chi ha inventato queste caramelle (e gli addetti marketing che hanno creato la campagna pubblicitaria) sono dei geni oppure noi consumatori che compriamo queste “mele”, pagandole più di Adamo ed Eva, siamo dei tontoloni! Neppure il miglior Sidro di Normandia costa così tanto!
  • Nel mio Gruppo d’Acquisto Solidale compriamo, dal nostro amico Walter,  delle ottime mele da agricoltura biologica a km 0 al prezzo di 5€ per 3 kg di mele. Facendo le debite proporzioni vuol dire che col costo di un chilo di caramelline (60€) compriamo la bellezza di 36 kg di mele Bio! Avete notato che differenza?????
  • La pubblicità insiste sulla natura (100% frutta, nessun edulcorante o conservante) ma come ha scritto anche Gianna non esiste un frutto con tanto zucchero e poi, lasciatemelo dire, un conto è mangiare un frutto fresco colto dall’albero da poche ore, un conto è mangiare una caramella fatta con mele e trasformati di mele che molto probabilmente hanno subito cotture e trattamenti che forse ne hanno alterato o distrutto vitamine e minerali. Non è meglio mangiare delle mele, delle pesche e del ribes freschi quando sono nel pieno della loro stagione?
  • Le mele biologiche  del mio amico Walter sono così vive e naturali che spesso ci trovi dentro il vermetto, quello che a Firenze viene amichevolmente chiamato il Baco Gigi ( o meglio i’ baho Gigi). Dicevano le nostre nonne che il Baco Gigi è un tipo talmente esigente che la sua presenza significa che la mela è sana e ottima e secondo me non avevano tutti i torti. Io penso che nelle caramelline alle mele il Baco Gigi non ci vivrebbe tanto facilmente:  ammesso che riesca a viverci come minimo prenderebbe il diabete!

Sullo stesso argomento un articolo dal blog di Papille Vagabonde!

p.s. Inutile dire che a Firenze il  solito Riccardo Marasco  ha dedicato una canzone anche al Baco Gigi

Storie di Pandori, Giornali e Pubblicità…

che buono il pandoro
foto “che buono il pandoro” by aluccia – flickr

Sono da anni un affezionato abbonato alla rivista dei consumatori “Il Salvagente” (più o meno da quando era un supplemento de l’Unità: saranno forse 20 anni?). Trovo che abbia dei servizi interessanti  che in molti casi mi sono stati utili nella vita di tutti i giorni.

C’è però una cosa che non sopporto: un giornale dedicato alla tutela dei consumatori dovrebbe non avere la pubblicità,  per coerenza e per fugare i dubbi che possono venire ai lettori/consumatori quando leggono certi test comparativi e certi consigli… Come lettore, se il giornale rinunciasse alla pubblicità e mi garantisse l’imparzialità, sarei disposto a spendere anche il doppio per comprarlo: lo vedrei come un investimento per la mia informazione!

Per capire di cosa sto parlando vi faccio un esempio sfogliando le copie de “Il salvagente” delle ultime settimane e analizzando i Pandori

  • Numero 46 del 25/11/2010 a pagina 2 c’è la pubblicità del Pandoro BALOCCO, mentre a pag. 51 c’è la pubblicità del Pandoro PALUANI
  • Numero 47 del 2/12/2010 a pagina 51 c’è la pubblicità del Pandoro BALOCCO.
  • Numero 48 del 9/12/2010 a pagina 2  c’è la pubblicità del Pandoro BAULI.

Quindi, riepilogando i tre numeri della rivista, in totale ci sono: 2 pubblicità per BALOCCO, 1 per PALUANI e 1 per BAULI

Il giorno 16/12/2010 esce il numero 49 della  rivista e a pag. 15 c’è il  test comparativo sui Pandori e qual’è il pandoro migliore di tutti? Indovina indovinello, apriamo la busta… the winner is Pandoro BALOCCO (con la votazione di Ottimo)! E chi sono i secondi a pari merito? PALUANI, BAULI e MELEGATTI (tutti con la votazione di Buono). Dietro, con votazione più bassa, ci sono tutti gli altri (Tre Marie, Motta, Maina e Del Colle). E’ curioso ma i primi tre Pandori sono quelli che hanno fatto la pubblicità nei numeri precedenti della rivista. Sicuramente sarà solo una banale coincidenza ma, come si dice di solito in questi casi, … “A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca!”  In ogni caso a questo link c’è l’articolo con la classifica dei pandori, potete verificare voi stessi…

Più in generale  come lettore e consumatore la mia fiducia nei mass media è inversamente proporzionale alla quantità di pubblicità che mi propinano… (più pubblicità = meno fiducia) e questo vale sia per le riviste online che per le cartacee, per la radio, il web e la tv. Ad ulteriore riprova posso testimoniare, avendolo vissuto in prima persona,  che il caos neve che c’è stato a Firenze  lo scorso Venerdì 17 Dicembre l’hanno raccontato meglio i blog che gli organi di stampa ufficiali!

p.s. Anche il sito web de “il Salvagente” mi sembra che abbia un po’ troppa pubblicità, per essere un sito di una rivista per la tutela dei consumatori…

 

Come è andata a finire con i probiotici… (un anno dopo).

homemade yogurt with homemade jam

foto "homemade yogurt with homemade jam" by leff - flickr

Proprio un anno fa pubblicai un lungo articolo dedicato agli yogurt salutistici (“I Probiotici sono una bufala, perciò fatevi lo yogurt in casa!!!” del 19/10/2009). Ad un anno di distanza, come stanno andando le cose per i famosi alimenti funzionali, ovvero quelli che dovrebbero curare le malattie, tra cui i famosi yogurt che dovrebbero “guarire” dal colesterolo, dall’osteoporosi e dalla stitichezza?

Nei giorni scorsi l’Efsa, ovvero L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, ha di nuovo preso in esame le affermazioni salutistiche di 808 alimenti e le ha verificate, bocciandone l’80%. Se a questo aggiungiamo che ad ottobre dello scorso anno furono bocciate 180 etichette mentre a Febbraio 2010 su 439 richieste ne fu bocciato il 98%, si può  dire che con questi prodotti salutistici l’industria alimentare ci sta proprio prendendo per i fondelli.

Se volete approfondire la questione vi consiglio di leggere questi due articoli pubblicati sul sito de “Il fatto alimentare”.

Di questa cosa ne abbiamo discusso anche sul sito della professoressa Gianna Ferretti (a margine dell’articolo “Yakult non protegge il tratto respiratorio e non rafforza le difese imunitarie“) e alla  fine mi è sembrato di capire più o meno come funziona tutto il “giochino”. Sicuramente quella che vi propongo è una semplificazione e va presa con una certa approssimazione ma non credo che la realtà sia molto diversa dalla mia ricostruzione di fantasia…

  1. L’ufficio marketing della ditta XYZ decide che sul mercato serve un nuovo yogurt che aiuti contro la caduta dei capelli.
  2. L’ufficio creativo progetta il prodotto, le confezioni  e la mega campagna pubblicitaria da milioni di euro con tanto di presentatore o calciatore famoso.
  3. Nel frattempo l’azienda ottiene (magari con appositi finanziamenti) una pseudo ricerca scientifica da presentare all’EFTA in cui si dice tutto il bene possibile del prodotto.
  4. La ditta XYZ prende uno yogurt da pochi centesimi, lo mette in vasetti piccoli e lo vende a prezzi stratosferici, facendolo passare per un prodotto preziosissimo per la cura della calvizie.
  5. Parte la campagna pubblicitaria con l’attore a cui è ricresciuta la criniera (in realtà è un parrucchino ma lui sostiene che è stato lo yogurt)
  6. La ditta XYZ vende milioni di bottigliette miracolose e fa fior di soldoni di profitti.
  7. Dopo diversi mesi arriva l’Efta che boccia lo slogan dello yogurt perchè la ricerca presentata non è seria dal punto di vista scientifico o perchè gli effetti sono talmente blandi che non sono riconducibili al consumo dello yogurt:  in effetti dopo mesi in cui avete mangiato  tutti i giorni lo yogurt per i capelli, vi sono cresciuti soltanto tre peli che sono anche debolucci.
  8. L’azienda XYZ, che ha già fatto un sacco di soldi, cessa la pubblicità dello yogurt per la ricrescita dei capelli ma fortunatamente l’ufficio marketing ha già inventato il succo di frutta che combatte le unghie incarnite e così la storia ricomincia dall’inizio…

Prima di concludere vi faccio una domanda: avete notato che una delle ditte che fino alla scorsa primavera puntava su questi yogurt funzionali adesso ha lasciato perdere le proprietà curative dei sui prodotti ed ha spostato tutta la sua pubblicità sul concorso dove si vincono 500.000 euro in sterline d’oro?!?!?!?!?!?!

Alla fine rimangono  i soliti consigli che vi avevo già dato nel post dello scorso anno: non abboccate alle pubblicità, compratevi una yogurtiera da circa 10-15€ e  fatevi in casa lo yogurt secondo i dettami della decrescita felice di Maurizio Pallante, aggiungeteci un cucchiaio di marmellata fatta in casa e avrete il vostro yogurt alla frutta.