Io, cittadino toscano, sto con Marco Lenzoni.

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Foto “Anàlisi de sang” by mina. – flickr

La ASL 1 di Massa Carrara è da anni nell’occhio del ciclone per un buco di bilancio di ben 200 milioni di euro (qui un articolo da “Il fatto quotidiano”). In questi giorni è tornata alla ribalta per un gesto di generosità di un proprio dipendente che è stato assurdamente interpretato dalla nuova dirigenza come un atto che avrebbe gettato discredito sull’immagine dell’Azienda.

Gennaio 2013. Una signora indigente si presenta allo sportello della ASL per fare le analisi del sangue alla figlia febbricitante e in stato di salute precario da almeno 6 settimane. Purtroppo non ha i soldi per pagare anticipatamente il ticket e secondo le circolari della ASL, avrebbe dovuto riportare a casa la figlia senza farle le analisi. Marco Lenzoni, infermiere in servizio al centro prelievi di Montignoso, basandosi sul codice deontologico della sua categoria, mette mano al portafoglio e paga personalmente i 40€ di ticket permettendo alla  ragazza di farsi le analisi del sangue.

Successivamente Marco Lenzoni denuncia l’accaduto ai media e come conseguenza la dirigenza della ASL Apuana, secondo quanto riportato dalla stampa locale e nazionale, lo minaccia di un provvedimento disciplinare per aver danneggiato l’Azienda ed aver gettato discredito sulla sua immagine. Provvedimento che potrebbe tradursi in una multa, in una sospensione oppure sfociare addirittura in un eventuale licenziamento. In attesa degli sviluppi futuri intanto la signora delle analisi ha già rimborsato a Marco l’importo del ticket.

Ecco, questa sarebbe una foto della tanto famosa “Sanità Toscana”: all’umanità e alla professionalità dei tantissimi operatori sanitari (medici, infermieri, tecnici, … ) che nonostante i tagli si fanno davvero in quattro per i malati, fa da contraltare una dirigenza amministrativa che, secondo il mio opinabile e modesto parere di cittadino, mostrerebbe tutta l’arroganza del potere, tutta l’indifferenza verso il diritto alle cure dei cittadini e tutto il voler misurare la salute col metro dei $oldi… Avere sulle spalle 200 milioni di euro di buco di bilancio e negare le analisi ad una cittadina indigente per 40€ di ticket mi sembra proprio il sintomo di “chi farebbe il forte con i deboli e il debole con i forti”. Secondo il mio parere  il detto “NO MONEY, NO PARTY” andrebbe cambiato in “NO MONEY NO SALUTE…”

D’altra parte anche le parole del vocabolario hanno un peso: una volta avevamo gli OSPEDALI, poi sono venute le AZIENDE SANITARIE, ora abbiamo le SOCIETA’ DELLA SALUTE. Cosa ci riserverà il dizionario del futuro? Forse la BORSA DEL BENESSERE o la PIAZZA AFFARI DELL’IGIENE ? Oppure lo SPREAD SPECULATIVO DELLA SALUTE?

***

Petizione a sostegno di Marco Lenzoni

Link alle fonti della notizia

AGGIORNAMENTO delle 8.55

Apprendo dal sito GONEWS (qui la notizia completa) che, se la notizia è vera, ieri la la direzione della Asl avrebbe affermato “L’infermiere Marco Lenzoni non rischia il posto di lavoro, soltanto un richiamo, una sorta di rimprovero. Può stare tranquillo”. Pare che questo cambiamento sia arrivato dopo che ieri Marco Lenzoni è stato ospite della trasmissione televisiva di Canale 5 “Mattino5″. Potere della televisione…

Un augurio dall’India… arrivato via Piemonte…

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Foto “Vande Mataram” by Orbitaldebris – flickr

Giusy del blog giusymar.wordpress.com, ha pubblicato un post bellissimo con gli auguri per il Nuovo Anno che ha ricevuto da un suo cliente indiano. Ci sono una serie di propositi per l’anno 2013 da condividere e cercare di mettere in pratica, che ho trovato bellissimi e che, nella loro semplicità,  fanno riflettere molto ed esprimono tutta la spiritualità dell’India.

Ho chiesto a Giusy il permesso per ripubblicarli e condividerli, con la speranza che diventino un passaparola, non solo di propositi, ma anche di piccole azioni concrete. Chissà, se ognuno di noi riuscisse a mettere in pratica anche uno solo di questi propositi, forse il mondo sarebbe migliore…

Dall’India i buoni propositi per il nuovo anno

  • Fai crescere e studiare un bambino povero e meritevole.
  • Lavora per il bene di un povero villaggio in qualsiasi parte del mondo.
  • Aiuta una persona malata che si merita di sopravvivere per prendersi cura della sua famiglia.
  • Identifica e denuncia almeno un ufficiale corrotto che agisce contro la società in generale.
  • Fornisci supporto per esaudire il desiderio di una persona morente.
  • Prenditi cura di una persona anziana lasciata sola dai suoi familiari.
  • Educa e consiglia almeno 3 giovani talentuosi e meritevoli con la tua conoscenza ed esperienza.
  • Fai almeno 6 viaggi nei boschi o sulle rive di un lago avventurandoti a ripulire le aree dai rifiuti in plastica.
  • Pianta e fai crescere almeno 5 alberi nell’anno 2013 nell’ambiente circostante.
  • Fai ridere almeno 5 persone che hanno dimenticato come si ride.
  • Salta almeno due pasti al mese per sentire  dentro di te il dolore della fame.
  • Condividi per iscritto le migliori esperienze della tua vita fra la gente in modo da educare gli altri.
  • Partecipa ai programmi per la conservazione dell’acqua e lo sviluppo delle energie sostenibili.

tratto dall’articolo “Dall’India i buoni propositi per il nuovo anno” pubblicato sul blog di Giusymar

La Chiesa che mi piace… il parroco di Marlia (Lu) chiede di pagare l’ICI.

Foto "italy09 049" by wardell2073

Foto "italy09 049" by wardell2073

Quando mi chiedono se sono credente mi tocca sempre spiegare che sono un credente anomalo e non molto praticante… Credo nella Chiesa di base, nei preti di strada, nei missionari e nelle suore spersi tra la disperazione degli ultimi del terzo mondo, in quei preti di periferia che, come canta Jovanotti in Penso Positivo, vanno avanti “nonostante il Vaticano”. Sui cosiddetti “porporati” mi astengo da qualsiasi commento perchè  userei parole molto maleducate che preferisco risparmiarvi…

Un prete che non conosco, ma che sicuramente mi piacerebbe, è Don Fulvio Calloni, parroco di Marlia (frazione del Comune di Capannori in provincia di Lucca) che ha scritto la seguente lettera al Sindaco di Capannori, chiedendo di pagare l’ICI…

Carissimo Sindaco di Capannori (LU),

premetto che questa mia lettera è a titolo del tutto personale e non voglio coinvolgere in quello che dico il mondo che come prete rappresento, né chi nella chiesa conta più di me.

La mia richiesta può sembrarti strana ma per me è conseguenza della logica del vangelo che deve essere sempre messo in dialogo con la vita concreta degli uomini.

Ti chiedo come posso anche io, nonostante le esenzioni concesse alla mia parrocchia, pagare l’I.C.I..

In questo periodo di difficoltà a tutti vengono richiesti tagli e sacrifici e non vedo perché io e questa mia comunità cristiana dobbiamo considerarci esenti: per essere buoni cristiani bisogna essere anche buoni cittadini e non possiamo avere a cuore le nostre esenzioni fiscali più del bene comune.

Anche io personalmente risento molto di questa crisi, non sono ricco come molti pensano, ricevo da “L’Istituto Sostentamento Clero” appena 400 euro al mese, con il contributo mensile della parrocchia e qualche offerta non supero di molto, come tutti i parroci, i 1000 euro mensili (e i vescovi miei superiori, ti assicuro, non guadagnano molto più di me). Ma essere un po’ più povero mi aiuta a sentirmi in sintonia con chi è povero davvero.

Anche io poi ho dei … “figli” di cui devo occuparmi, non per niente mi chiamano padre, sono coloro che bussano alla mia porta per un aiuto, e ti garantisco , quel genere di “figli” aumenta sempre di più.

Io, nonostante tutto, in fondo al mese ci arrivo, loro no!

Sarei disonesto se in questo contesto facessi silenzio su tutto il bene che fa la chiesa per chi vive situazioni di difficoltà, attraverso la Caritas, il volontariato e quella realtà capillare che è la parrocchia, (una delle cose che in Italia funziona ancora) è un bene poco rumoroso, e poco televisivo perché non ha bisogno di applausi nei talk shows; ma sarebbe una grande tentazione giustificare le mie agevolazioni fiscali, anzi pretenderle, magari in nome della carità che faccio.

Il vangelo mi insegna diversamente: non posso amare i figli a cui vengono richiesti sacrifici e nello stesso tempo difendere i miei vantaggi. Vantaggi, diritti, privilegi o riconoscimenti economici non concordano con il vangelo il quale ci chiede di dare anche la tunica a chi vuol portarti via il mantello (Mt. 5,40).

La storia poi ci dice che quando la chiesa ha lottato per i suoi diritti e privilegi personali, soprattutto se di natura pecuniaria, in pratica ha sempre grandemente perso.

Ancora una cosa ti chiedo, è un’attenzione particolare di questa tua amministrazione ai casi sociali che stanno sempre più emergendo. Molti di questi sono quasi invisibili: il mestiere del povero, per tanti, è del tutto nuovo, e qualcuno non sa da dove rifarsi. Così alla povertà si aggiunge il non saper come muoversi, l’incapacità a disbrogliarsi e molto spesso la disperazione.

Ora bisogna unire le forze tutti quanti, chiesa e mondo civile, per il bene dell’Uomo, che concretamente è la nostra gente.

Del resto noi, come chiesa non siamo qualcosa che si contrappone al mondo, ma quella parte del mondo che ha creduto in Gesù Cristo il quale ci chiede come segno di riconoscimento il servizio all’Uomo.

 Ti Ringrazio.

 Don Fulvio Calloni, Parroco di Marlia

lettera pubblicata sul sito www.loschermo.it

Anche la replica del sindaco di Capannori (centrosinistra)  merita di essere pubblicata. Bisognerebbe averne di preti e di sindaci di questa levatura, magari sarebbe bene averne anche più in alto, ma ho l’impressione  che per salire nelle gerarchie, sia civili che religiose, si debbano svendere i propri principi in nome dei compromessi col potere…. Evviva i parroci e i sindaci di campagna!

Caro Fulvio,

la tua lettera non mi sorprende perché so che tu sei un sacerdote attento alle persone e alla loro condizione di vita, qualunque essa sia. Ti ho sentito parlare spesso, nelle tue appassionate omelie, di un amore che non giudica, di una vicinanza che accompagna le persone nei momenti belli e brutti della vita.

E’ vero, di fronte a questa situazione economica, non possiamo rimanere in silenzio o continuare a coltivare solamente i nostri interessi personali. Ce lo chiedono le tante persone che bussano alle nostre porte, a quella delle parrocchie, luoghi simbolo dell’accoglienza e della carità e a quella del Comune, istituzione locale vicina ai cittadini. E’ facile e anche scontato individuare, in una realtà così complessa, delle situazioni di “privilegio” sulle quali scaricare rabbia e frustrazione; più difficile è capire i motivi, analizzare anche le piccole sfumature, leggere dentro le righe e nei cuori delle persone e dimostrare la volontà di un cambiamento.

La tua lettera, se non sbaglio, va proprio in questa direzione e diventa un esempio di coraggio e di disponibilità a mettere in discussione posizioni che, talvolta, contrastano con i valori professati e vissuti. Come sindaco, fino a quando non ci saranno cambiamenti nella legislazione nazionale, non potrò accogliere la tua richiesta, ma sono pronto a sostenere la tua apertura provocatoria al confronto su un tema che si è imposto, con forza, nel dibattito del nostro Paese.

Da cittadino osservo, da un lato l’atteggiamento esitante e prudente dei vertici ecclesiastici, dall’altro prendo atto del coraggio di uomini e donne di Chiesa che, con le loro scelte, pagano un prezzo alto in termini di valori, di testimonianza di fede e di impegno sociale. Con queste persone, che come te, non esitano a stare in prima linea e non si nascondono di fronte alle sollecitazioni della società, sono certo che la comunità civile di Capannori potrà realizzare quella rete di solidarietà, capace di abbattere le divisioni e di aumentare la coesione sociale”.

Giorgio Del Ghingaro

Sindaco di Capannori

lettera pubblicata sul sito www.loschermo.it

Natale solidale: i negozi di Natale di Emergency

Foto "IMG_0550" by Genova città digitale - flickr

Foto "IMG_0550" by Genova città digitale - flickr

Lo scorso 8 Dicembre a Firenze, per il primo anno, è stato aperto il Negozio di Natale di Emergency che si aggiunge agli altri negozi che nel periodo delle Feste sono aperti a Milano, Roma, Livorno, Reggio Emilia, Torino, Bologna,  Genova e L’Aquila.

I volontari di Emergency aspettano tutti in Via de’ Ginori 14 con un bell’assortimento di oggetti da regalare e regalarsi per un Natale solidale i cui proventi saranno devoluti al Programma Italia che si occupa dell’assistenza sanitaria gratuita a stranieri, migranti e poveri nel nostro paese, nei poliambulatori di Palermo, di Marghera (Ve) e nei due ambulatori ambulanti.

Cosa potete trovare nei Negozi di Natale di Emergency? Vi copio-incollo dal sito ufficiale…

Artigianali e alla moda, etniche e sofisticate, utili e fantasiose, prelibate e di qualità… ma soprattutto solidali. Sono le numerosissime idee regalo che potete trovare nei Negozi di Natale di Emergency, aperti nel mese di dicembre in nove città italiane.

Dalle sciarpe di seta della Cambogia al cioccolato più raffinato, dalla cesteria del Sudan all’abbigliamento di importanti marchi italiani: nei Negozi di Natale vi aspetta un’ampia e vasta scelta di regali per i vostri amici e parenti, per rinnovare la tradizione dei regali di Natale arricchendola di un significato profondo: aiutare chi ne ha più bisogno.

Saranno disponibili anche il nuovo calendario 2012 “Parole contro la guerra” con 12 interpretazioni grafiche di famosi grafici e illustratori e i gadget di Emergency – magliette, tazze, mouse, matite e shopper – personalizzati con la scritta “Liberi e uguali” ispirata all’articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti umani, e ancora l’astuccio, lo zaino, l’agenda e il taccuino realizzati da Smemoranda per Emergency.

In esclusiva per i Negozi di Natale sono state realizzate le borse Alisea Re-use Project: ogni borsa è un pezzo unico fatto a mano e realizzato reimpiegando le magliette dell’associazione.

tratto dalla presentazione dei Negozi di Natale sul sito di Emergency

Natale solidale

Natale solidale

E se nella vostra città non esiste un Negozio di Natale di Emergency? Niente paura, potete comprare i vostri regali nello shop on-line di Emergency

SEDI E ORARI DEI NEGOZI DI NATALE DI EMERGENCY

CITTA’ GIORNI DI APERTURA ORARI DI APERTURA INDIRIZZO
Milano dal 2 al 23 dicembre
e dal 7 all’11 gennaio
LUN 15.30 – 19.30 Via Mazzini 15, MM3 Linea gialla, fermata Missori
MAR, MER, GIO, VEN, SAB, DOM 10.00 – 19.30
Roma dall’1 al 23 dicembre LUN, MAR, MER, GIO, DOM 11.00 – 20.00 Palazzo Velli – Piazza Sant’Egidio, Trastevere
GIOVEDI’ 1 Dicembre 17.00 – 21.00
VEN, SAB 11.00 – 21.00
Torino dall’8 all’11, dal 15 al 18, 22, 23 dicembre GIO, DOM 10.30 -19.30 Piazza Emanuele Filiberto n.11
VEN, SAB 10.30 – 23.00
Genova dall’1 al 24 dicembre LUN, MAR, MER, GIO, DOM 11.00 – 19.00 Piazza Lavagna
VEN, SAB, 11.00 – 21.00
Bologna dall’8 al 24 dicembre LUN, MAR, MER, GIO,VEN, SAB, DOM 10.30 – 19.30 Via Pietralata 16/B
SAB 24 DIC 9.00 – 17.00
Reggio Emilia il 24 e il 26 novembre,
il 3, 4, 8, 9, 10, 11, 17, 18 e 24 dicembre
LUN, MAR, MER, GIO, VEN, SAB, DOM 9.00 – 12.30
15.00 -19.30
Via Roma 38/B
SAB 24 DIC 9.00 -12.30
Livorno dal 12 al 24 dicembre LUN, MAR, MER, GIO, VEN, SAB, DOM 10.00 – 19.30 Galleria Libreria “La Gaia Scienza” in Via Di Franco 14
Firenze dall’8 al 24 dicembre SAB, DOM E FESTIVI 10.30-20.00 Via de’Ginori 14
LUN, MAR, MER, GIO,VEN 14.00-20.00
L’Aquila dall’8 al 23 dicembre GIO 8 DIC, VEN 9 DIC, SAB, DOM 11.00-13.00
17.30-20.30
C/O Hotel Castello, Piazza Battaglione Alpini
LUN, MAR, MER, GIO,VEN 17.30- 20.30

I padroni del mondo.

337/365: The Big Money

foto "337/365: The Big Money" by DavidDMuir - flickr

In questo blog ho fatto una categoria chiamata “Consumi ed Economia” dove raggruppo un po’ di articoli dedicati all’economia e all’impatto che questa ha con i nostri consumi familiari e viceversa di come i nostri consumi (o non consumi) familiari possono incidere sull’economia, ponendo attenzione ad una più equa e solidale distribuzione delle ricchezze, soprattutto a favore dei popoli e delle classi più povere.

Vi metto un articolo molto interessante apparso sul numero di Maggio 2010 del bimestrale del Movimento Shalom, scritto  D. Andrea Pio Cristiani e dal titolo eloquente: “I padroni del mondo”. A parte il cappello iniziale dedicato alla ricorrenza della Pasqua, il resto dell’articolo offre una drammatica, asciutta e (purtroppo) veritiera immagine della situazione economica attuale.  Fortunatamente il pezzo si chiude con uno spiraglio di speranza… se riusciremo a modificare i nostri consumi verso uno stile di vita più sobrio e responsabile, forse la situazione potrà migliorare per tutti… e magari  anche questa crisi non sarà stata inutile…. Buona lettura!

I padroni del mondo

E’ passata da qualche giorno la Pasqua di Resurrezione, vero inizio di un nuovo ordine mondiale, manifestazione definitiva dell’unico Signore della storia per mezzo del quale “tutte le cose sono state create per noi uomini”.

Se ci domandassimo a chi appartiene il mondo, ci renderemmo conto dello scippo che viene quotidianamente perpetrato sulla pelle di miliardi di esseri umani. Gli uomini eletti a figli di Dio, intelligenti, liberi e responsabili, creati per un viaggio meraviglioso sul nostro pianeta si ritrovano a vivere soggiogati da una piccola parte egoista e prepotente dei loro simili. Se facessimo la somma di tutti i beni materiali, di tutti i terreni privati, di tutti i patrimoni, di tutte le ricchezze che si trovano sulla terra, ci accorgeremmo che il 2% della popolazione adulta possiede più del 50% del patrimonio privato mondiale. Ciò significa che i ricchi possiedono più della metà dei beni che Dio ha creato per tutti. E’ ancora più strabiliante sapere che il 10% della popolazione più abbiente  arriva addirittura a possedere l’85% del patrimonio di tutto il mondo. Alla metà più povera della popolazione mondiale appartiene, invece, circa l’1% di tutti i beni del pianeta, come se 50 persone dovessero spartirsi tra di loro qualcosa che in realtà è destinato ad una sola. Questo significa che il mondo appartiene a pochi ricchi, produttori di petrolio e proprietari delle multinazionali. Fra di essi, secondo i ricercatori dell’ONU, cinquecento hanno un reddito annuale maggiore della somma dei redditi di circa cinquecento milioni dei più poveri della terra. Secondo la medesima ricerca, ci vorrebbero solo 300 miliardi di dollari americani per alzare il reddito del miliardo di persone che vivono in povertà estrema, con una spesa di appena il 10% del patrimonio degli otto uomini più ricchi del mondo.

I super-ricchi in realtà sono “ingrassati” da noi consumatori che acquistiamo i prodotti scintillanti con le marche imposte dalla macchina pubblicitaria. Telefonini, computers, scarpe, abiti, giocattoli, e generi alimentari  sono frutto del lavoro sottopagato di donne e bambini del terzo mondo al servizio delle ricche multinazionali, che condizionano la politica mondiale e detengono il monopolio dell’informazione. Questi “signori” ignorano i fondamentali diritti umani e distruggono l’ambiente in una corsa inarrestabile e sconsiderata verso il profitto. Ognuno di noi, ne sono profondamente convinto, potrebbe contribuire ad una giusta  ridistribuzione della ricchezza se non ci lasciassimo manovrare dalle mode imposte dalla società, fossimo più sobri negli acquisti, più consapevoli dei meccanismi adottati dagli affamatori dei popoli, più attenti a come ci vestiamo, ci calziamo e mangiamo. Il nostro imperativo è, sempre e ovunque, la verità, il coraggio di denunciare le ingiustizie, la sobrietà nello stile di vita così da essere veramente solidali con gli ultimi.

Articolo di D.Andrea Pio Cristiani, fondatore del Movimento Shalom, pubblicato a pag.1 e 2 del numero di Maggio 2010 del bimestrale “Shalom”.

Medioevo Futuro…

foto Ring-Wraiths by San Diego Shooter - flickr

foto "Ring-Wraiths" by San Diego Shooter - flickr

Nella newsletter del sito di Beppe Grillo di Mercoledì 21 Ottobre è stata  pubblicata una lettera scritta da una persona che si firma N.S. e della quale non è dato sapere altro. Leggetela anche voi… Fantascienza da film oppure uno sguardo inquietante su quello che ci dovremo attendere per il futuro nostro e per quello dei nostri figli?

UNO SGUARDO AL FUTURO di N. S.

Caro Beppe, come ben sai nel giro di pochi anni il nostro pianeta e l’intero sistema umano verranno stravolti da cambiamenti naturali e sociali, avremo: un ambiente naturale “ostile”, una moltitudine di persone divenute “profughi” e una cerchia di persone legate al potere ed all’economia che si imporrà con la violenza e l’ignoranza. Tutte le lotte politico-sociali che combattiamo forse potranno cambiare una parte del mondo, ma dobbiamo essere pronti al peggio; i problemi più gravi sono: la riduzione del fabbisogno energetico mondiale, la riduzione delle risorse di cibo e acqua, la diminuzione delle aree in cui si potrà vivere. (E stiamo escludendo il probabile cambiamento dell’attività solare e le relative conseguenze.)
Le città saranno gli elementi più fragili, essendo totalmente dipendenti (per il loro funzionamento e per il sostentamento dei cittadini) dall’attuale sistema (energetico, politico, di grande distribuzione, ecc.); le aree rurali sempre più inquinate e cementificate non saranno sufficienti per sostenere l’intera popolazione.
Se già oggi assistiamo alla guerra dei poveri, in un futuro potremo assistere a qualcosa di molto peggio.
La mia piccola opinione e che Loro vogliono sterminarci (riducendo l’intera popolazione mondiale e meno di un miliardo), intenzionalmente ci stanno riportando ad una specie di medioevo (da schiavi moderni .. a schiavi) ; ma questa forse è un’altra lettera.
Per ora quello che mi sento di dire che possiamo fare è: diventare vegetariani, andare in bici, vivere di poco e quel poco di autocrearlo (energia, cibo, ecc.), di vivere fuori dalle città e.. di aiutare il tuo prossimo, poiché bisogna cooperare non competere.
Grazie per la tua attenzione.

Pubblicato sulla Newsletter del sito di Beppe Grillo di Mercoledì 21 Ottobre 2009

Piccoli segnali sulla gravità della crisi…

Foto Il pensionato, Guccini© by esci_le_foto - flickr

Foto "Il pensionato, Guccini©" by esci_le_foto - flickr

Nei giorni scorsi mi è capitato di fare delle piccole commissioni prima di andare in ufficio e perciò, per un paio di volte, ho preso la bicicletta ed ho attraversato buona parte di Firenze di mattina presto, nell’ora in cui molti sono ancora a letto, alcuni si stanno alzando e pochissimi sono nelle strade.

Trovo che viaggiare in bicicletta, nelle strade ancora silenziose e semideserte, offra un punto di vista diverso della propria città. L’aria frizzante di una bella mattina di primavera offre una sensazione piacevole di libertà e leggerezza ma, a guardare bene, oltre alle apparenze può capitare di assistere ad alcuni fatti che fanno veramente riflettere.

Un fatto che mi ha sconvolto, nelle mie peregrinazioni cittadine, è stato quello di aver trovato, in tre diversi casi, dei pensionati a frugare nei cassonetti dei rifiuti. Purtroppo nelle grandi città può capitare di trovare persone che frugano nei cassonetti, però di solito si tratta di individui che vivono ai margini della società (senza casa, barboni, nomadi, extracomunitari etc…). Quello che mi ha impressionato è che le persone che ho incontrato io erano dei normalissimi pensionati, come  in teoria potrebbero essere i miei genitori. Per capirsi erano persone “in ordine”, pulite e decorose. Dal loro aspetto si capiva che avevano una casa e che all’alba si erano alzati, lavati, fatti la barba e vestiti dignitosamente… per poi uscire a frugare nei cassonetti, sperando di non essere visti da nessuno. Infatti uno di questi pensionati, quando ha sentito arrivare la mia bicicletta, si è girato dall’altra parte con evidente imbarazzo…

Tornato a casa mi sono chiesto se si trattava di un caso oppure se effettivamente la crisi è così grave da indurre anche i pensionati a frugare nei cassonetti… Ho fatto un breve ricerca su internet e fra vari articoli riguardanti i pensionati poveri,  ho trovato questo:

ROMA – In Italia una un pensionato su due è povero con una pensione che non supera la soglia dei 500 euro al mese.
Sono quasi 14 milioni e mezzo le pensioni ed il 49% del totale pari a 7 milioni non superano la soglia dei 500 euro al mese. Di questi, quasi 1.800.000, pari al 12,4% del totale, non oltrepassano nemmeno la soglia dei 250 euro al mese.
Ad effettuare lo studio sull’identikit dei pensionati è stato KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani.
Il risultato che emerge e’ molto allarmante. Se da un lato la spesa previdenziale continua ad aumentare, dall’altro gli importi corrisposti sono relativamente modesti e, per la metà, non superano la soglia di povertà.
La media dell’importo mensile erogato dall’Inps ai pensionati italiani e’ di 654,86 euro.
Ad innalzare la media ci sono i “pensionati d’oro”, circa 56mila titolari di pensioni, lo 0,39% del totale, che prendono più di 3.000 euro al mese.
“I pensionati italiani ed in particolare quelli del sud sono tra i più poveri in Europa – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Serve un’armonizzazione europea del sistema pensionistico ed una politica economica seria che ponga al centro del sistema economico l’uomo con i suoi bisogni.”

comunicato stampa tratto dal sito dell’Associazione Contribuenti Italiani (19 Aprile 2009)

… e intanto da Roma, dopo aver detto che la crisi non c’era, hanno cambiato ritornello ripetendo che la crisi è già passata e stiamo vedendo la fine del tunnel… Per favore, politici, sindacalisti, industriali e giornalisti tutti:  le vostre balle andatele a raccontare a qualcun altro!

Che tristezza un paese che non sa dare una vecchiaia serena ai propri nonnetti!

La scelta del 5 per mille è come la fidanzata…

scansione by unpodimondo

Come vedete dalla foto che accompagna l’articolo il mio 5 per mille andrà al Movimento Shalom di San Miniato… un’associazione che si occupa di pace, sviluppo delle popolazioni nel terzo mondo, adozioni a distanza etc… o più precisamente, come è riportato sul sito ufficiale,

Il Movimento Shalom è un’organizzazione non lucrativa (Onlus) laica di ispirazione cattolica. Ma grazie all’universalità degli ideali che professa, raggruppa persone dai diversi orientamenti politici e religiosi. [...] Gli ideali che animano i volontari del Movimento sono: la pace, la tolleranza, la solidarietà ai più poveri fra i poveri, in una parola, la mondialità.

In realtà questa premessa mi permette di parlare dell’invenzione del 5per mille e della gioia per questa scelta che anima le persone. Emanuela Falcetti, nella puntata del 12 Marzo (ascolta qui) della rubrica di Radio uno “Italia: istruzioni per l’uso”, diceva che …

E’ come dire un regalo [...] E’ bellissimo perché è un bel modo di dire “Oh ti do una mano, credo in te, nel lavoro che fai, ti do una mano: il mio 5 per mille te lo dedico”. E’ molto bello! A me piace un sacco[...] Ed è bello urlare questo 5 per mille: a chi arriverà, a chi andrà a finire perché è un modo anche di dimostrare fiducia al lavoro di un certo gruppo ed è bellissimo!

Ecco questo è il bello del 5 per mille… ci sono tantissimi movimenti ed enti del volontariato o della ricerca scientifica, associazioni, società sportive, scuole, università, comuni etc… Ognuno può scegliere fra migliaia di soggetti e può esprimere in questo tutta la sua creatività benefica. E poi può fare pubblicità con allegria alla sua scelta per coinvolgere e invogliare parenti e amici! In fondo la scelta del 5 per mille è come la fidanzata: ognuno ha la sua e per lui è la più bella di tutte!!!!

Il 5 per mille non è alternativo all’8 per mille anche se quest’ultimo mi sembra un po’ più ingessato e istituzionale. Insomma firmate entrambi per chi volete , ma il 5 per mille secondo me è più simpatico!