Bufala di latte…

Leche

foto "Leche" by KayVee.INC - flickr

Un’amica mi ha girato un e-mail  che in questo periodo sta imperversando in rete e che riguarda il latte in cartone. Vi dico subito che si tratta di una bufala e che è stata smentita più volte sin dalla sua prima apparizione, nel 2007. Questo è il testo che sta girando in rete.

Il latte ha una scadenza.
Il latte scaduto non venduto viene mandato di nuovo al produttore che PER LEGGE può effettuare di nuovo il processo di pastorizzazione a 190 gradi e rimetterlo sul mercato. Questo processo PER LEGGE può essere effettuato fino a 5 VOLTE.
Il produttore è obbligato a indicare quante volte è stato effettuato il processo, e in effetti lo indica, ma a modo tutto suo, nel senso che chi si è mai accorto che il latte che sta bevendo è scaduto e ribollito chissà quante volte?Il segreto è guardare sotto il tetrabrick e osservare i numerini
Ci sono dei numeri 12345. Il numero che manca indica quante volte è scaduto e poi ribollito il latte.
ES: 12 45 manca il “tre”: scaduto e ribollito 3 volte.
Ma non finisce qui, perché in un a scatola da 12 buste ci saranno alcune buste dove manca il numero e altre dove ci saranno tutti i numeri. Attenzione tutto lo scatolone avrà ricevuto questo trattamento. In questo modo le aziende si arricchiscono, riciclando di fatto il latte scaduto, e chi ne paga le conseguenze siamo noi che di fatto beviamo acqua sporca.
DIFFONDETE

testo del messaggio ricevuto per e-mail

Quando l’ho letto mi è sembrato un messaggio abbastanza strano, già prima di fare ricerche su internet:  il testo  era troppo generico, senza nessun firmatario e senza alcun riferimento specifico (ad esempio: si parla di una legge. Di quale legge? E di che anno?). Sinceramente la pratica mi sembrava abbastanza truffaldina che era impossibile che fosse stata addirittura codificata da una norma di legge, soprattutto pensando al riutilizzo del latte per l’alimentazione umana. Magari se fosse stato riutilizzato il latte scaduto per la creazione di mangimi animali, tutta la storia  poteva essere più credibile, ma  riusarlo per l’alimentazione umana mi sembrava improponibile.

E’ bastato mettere su un motore di ricerca le parole “latte scaduto ribollito” per avere la certezza che si trattava di una bufala e che le cifre che si trovano sotto i cartoni del latte indicano solamente la bobina di tetrapack con cui è stato creato il contenitore. Potete leggere la notizia ai link sottostanti:

Al termine della questione vi lascio due consigli, anche se so che chi gira queste notizie lo fa in buona fede…

  1. Prima di girare le e-mail che vi arrivano, alimentando queste infinite Catene di Sant’Antonio, abbiate l’accortezza di mettere le parole principali della notizia in un motore di ricerca… pochi secondi e capirete se si tratta di una bufala o di un caso vero.
  2. Tenetevi informati sugli alimenti, come vengono prodotti, come si leggono le etichette e così via… Con un minimo di informazione si intuisce dove potrebbe nascondersi la bufala e dove la verità… Ad esempio chi gira questa e-mail sul latte conosce perchè alcuni latti nel banco frigo scadono dopo tre giorni e altri durano molto di più? Conosce ad esempio la differenza fra latte crudo, latte fresco, latte microfiltrato,  latte pastorizzato, latte pastorizzato ad alta temperatura, latte UHT? E chi va alla ricerca dei codici sotto le confezioni del latte, magari lo sa interpretare il codice che è apposto sulle uova?

Cerchiamo di tenerci tutti informati a vicenda.