Un primo passo verso la pace e la giustizia…

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Foto “UNPalestine” by drcrowe – flickr

Ieri la Palestina è diventata “Stato osservatore non membro” presso l’Onu, grazie all’intervento dall’Autorità nazionale palestinese e soprattutto al voto dell’assemblea di tutte le nazioni del mondo che si è espressa con 138 sì, 9 no e 41 astenuti.

La strada verso la pace in Medio Oriente sarà ancora molto lunga e tortuosa ma sinceramente credo che questo sia un passo piccolo (ma decisamente importante) verso un futuro di pace e giustizia per tutte le popolazioni che vivono in quell’area martoriata! Grazie mondo!

Da un’intervista a Paul Tergat.

Foto "IMG_5897.jpg" by Rude Cech - flickr

Foto “IMG_5897.jpg” by Rude Cech – flickr

L’altro giorno stavo sfogliando un vecchio numero della rivista “Runner’s world” dove ho trovato un’intervista al campione olimpico e mondiale di atletica Paul Tergat. Vi metto uno stralcio che mi ha colpito molto.

Per la maggior parte dei bimbi della zona del Kenya in cui sono nato, affrontare l’avventura della vita è decisamente difficile. […] La mancanza di cibo crea loro enormi difficoltà. La giornata è una continua lotta per la sopravvivenza. Io, come tutti, sembravo destinato a passare il mio tempo ad aiutare la famiglia a trovare di che tirare avanti. Quando avevo 8 anni, però, il PAM [Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite] cominciò a distribuire cibo nelle scuole, togliendoci finalmente la preoccupazione della fame che sentivamo durante le lezioni. Ci veniva garantito almeno un pasto al giorno, così potevamo finalmente concentrarci sugli studi. Chi aveva abbandonato la scuola tornò, altri si fecero vedere per la prima volta. Oggi […] mi chiedo spesso se sarei mai diventato un maratoneta di successo,  in salute ed istruito senza i benefici dell’alimentazione scolastica.

Tratto da un’intervista a Paul Tergat pubblicata a pag. 32 del numero 1/2006 della rivista Runner’s world Italy

Insomma se non ci fosse stato il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite noi ci saremmo persi un campione da: due medaglie d’argento alle Olimpiadi, due d’argento e una di bronzo ai mondiali di Atletica, tutte nei 10.000 metri ed inoltre 5 medaglie d’oro ai mondiali di cross lungo, 2 medaglie d’oro ai mondiali di Mezza maratona e il record mondiale in Maratona, detenuto dal 2003 al 2007.

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Dalla Svizzera: una parodia di George Clooney per un caffé più equo…

Solidar Suisse è una ONG svizzera che dal 1936 lotta per una società più giusta ed equa sul piano sociale economico e politico. Da poco pù di un mese Solidar Suisse ha lanciato la campagna mediatica “Commercio equo – What else?” , basata sulla parodia del caffé Nespresso, dove un sosia di George Clooney evita il famoso pianoforte ma viene colpito nelle parti intime dall’insegna del negozio di caffè.

Lo spot, contro lo sfruttamento dei lavoratori nelle piantagioni di caffè in Nicaragua, è stato visto da oltre 1.000.000 di persone e 40’000 di esse hanno inviato una e-mail  George Clooney chiedendogli, in qualità Messaggero di Pace delle Nazioni Unite, di smettere la promozione dei prodotti Nespresso fino a quando Nestlé non produrrà con criteri equi e solidali almeno una linea di caffé… Purtroppo, come scritto sul sito di Solidar Suisse, George Clooney, quello vero,  ancora non ha risposto…. ma noi continuiamo a sperare….

Maggiori info:

Liberate Victoire Ingabire Umuhoza.

victoire-ingabire-umuhoza
foto “victoire-ingabire-umuhoza”
by murayi_habimana – flickr

Devo ringraziare Margherita del Blog Risonero.com per avermi fatto conoscere la situazione di Victoire Ingabire Umuhoza, avermi permesso di firmare la petizione per la sua liberazione e di segnalarvela a tutti voi.

Victoire Ingabire Umuhoza è la principale oppositrice al regime di Paul Kagame in Ruanda ed è considerata la Aung San Suu Kyi ruandese. Non ammessa alle elezioni presidenziali di Aprile 2010 è stata imprigionata in condizioni durissime lo scorso 14 Ottobre. E’ detenuta nuda e ammanettata e non ha potuto ricevere nemmeno la visita della Croce Rossa.

Vi lascio l’appello internazionale della Piattaforma Basta impunità in Ruanda e del CIMI con una serie di link per approfondire la questione:

LIBERATE VICTOIRE INGABIRE UMUHOZA

La commissione Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato della Conferenza degli Istituti Missionari Italiani (CIMI), rispondendo all’appello della Piattaforma internazionale Basta Impunità in Rwanda, fa presente alla società civile italiana, alle comunità religiose, ai media nazionali e al governo italiano la grave preoccupazione che suscita la situazione di prigionia alla quale è sottoposta la principale oppositrice politica dell’attuale regime rwandese, Victoire Ingabire Umuhoza.

Dal giorno dell’arresto, giovedì 14 ottobre, è tenuta ammanettata. È stato permesso solo al suo avvocato di visitarla, mentre è stato negato alla Croce Rossa l’ingresso al carcere.

Victoire Ingabire Umuhoza sta pagando la sua ferma e non violenta opposizione al regime di Paul Kagame che, dallo scorso aprile, per impedirle di partecipare alle elezioni presidenziali, con prove irrisorie e con il solo intento di neutralizzare e annichilire l’opposizione, l’accusa di fiancheggiare un gruppo terroristico. Destino già toccato ad altri oppositori del regime e denunciato da Amnesty International nel rapporto «Meglio stare zitti».

L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani inoltre, in questi mesi, ha pubblicato il Gersony Report, occultato sin dal 1994, e il Mapping Exercise Report, pubblicato il 1° ottobre, che denuncia in modo chiaro il controgenocidio degli hutu da parte dei tutsi che ha avuto come scopo principale il saccheggio delle risorse naturali della Repubblica democratica del Congo e come effetto primario la morte di milioni di persone.

Il regime di Kagame, indifferente alle accuse e contando sui crediti che l’occidente gli concede in maniera costante, continua ad accanirsi in modo inumano e vergognoso contro i suoi oppositori e contro chiunque, giornalisti compresi, critichi il suo regime.

“Liberate Victoire Ingabire Umuhoza” é l’appello che la Commissione Gpic della CIMI lancia, invitando i media italiani, la società civile, le chiese e quanti seguono le vicende dei Grandi Laghi in Africa a far pressioni nelle sedi opportune, affinchè si faccia finalmente breccia nella cortina di silenzio ed di indifferenza che da sempre circonda quella che è stata definita la “Prima Guerra Mondiale Africana”.

Aiutaci! La tua firma conta più di quanto pensi!

AGISCI CON NOI!!! Firma L’appello!!!

La piattaforma Basta Impunità in Rwanda e la Commissione Giustizia, Pace ed Integrità del Creato invitano tutte e tutti a diffondere l’appello tra i propri contatti e nelle proprie reti sociali.

Altri link per approfondire la notizia

I padroni del mondo.

337/365: The Big Money

foto "337/365: The Big Money" by DavidDMuir - flickr

In questo blog ho fatto una categoria chiamata “Consumi ed Economia” dove raggruppo un po’ di articoli dedicati all’economia e all’impatto che questa ha con i nostri consumi familiari e viceversa di come i nostri consumi (o non consumi) familiari possono incidere sull’economia, ponendo attenzione ad una più equa e solidale distribuzione delle ricchezze, soprattutto a favore dei popoli e delle classi più povere.

Vi metto un articolo molto interessante apparso sul numero di Maggio 2010 del bimestrale del Movimento Shalom, scritto  D. Andrea Pio Cristiani e dal titolo eloquente: “I padroni del mondo”. A parte il cappello iniziale dedicato alla ricorrenza della Pasqua, il resto dell’articolo offre una drammatica, asciutta e (purtroppo) veritiera immagine della situazione economica attuale.  Fortunatamente il pezzo si chiude con uno spiraglio di speranza… se riusciremo a modificare i nostri consumi verso uno stile di vita più sobrio e responsabile, forse la situazione potrà migliorare per tutti… e magari  anche questa crisi non sarà stata inutile…. Buona lettura!

I padroni del mondo

E’ passata da qualche giorno la Pasqua di Resurrezione, vero inizio di un nuovo ordine mondiale, manifestazione definitiva dell’unico Signore della storia per mezzo del quale “tutte le cose sono state create per noi uomini”.

Se ci domandassimo a chi appartiene il mondo, ci renderemmo conto dello scippo che viene quotidianamente perpetrato sulla pelle di miliardi di esseri umani. Gli uomini eletti a figli di Dio, intelligenti, liberi e responsabili, creati per un viaggio meraviglioso sul nostro pianeta si ritrovano a vivere soggiogati da una piccola parte egoista e prepotente dei loro simili. Se facessimo la somma di tutti i beni materiali, di tutti i terreni privati, di tutti i patrimoni, di tutte le ricchezze che si trovano sulla terra, ci accorgeremmo che il 2% della popolazione adulta possiede più del 50% del patrimonio privato mondiale. Ciò significa che i ricchi possiedono più della metà dei beni che Dio ha creato per tutti. E’ ancora più strabiliante sapere che il 10% della popolazione più abbiente  arriva addirittura a possedere l’85% del patrimonio di tutto il mondo. Alla metà più povera della popolazione mondiale appartiene, invece, circa l’1% di tutti i beni del pianeta, come se 50 persone dovessero spartirsi tra di loro qualcosa che in realtà è destinato ad una sola. Questo significa che il mondo appartiene a pochi ricchi, produttori di petrolio e proprietari delle multinazionali. Fra di essi, secondo i ricercatori dell’ONU, cinquecento hanno un reddito annuale maggiore della somma dei redditi di circa cinquecento milioni dei più poveri della terra. Secondo la medesima ricerca, ci vorrebbero solo 300 miliardi di dollari americani per alzare il reddito del miliardo di persone che vivono in povertà estrema, con una spesa di appena il 10% del patrimonio degli otto uomini più ricchi del mondo.

I super-ricchi in realtà sono “ingrassati” da noi consumatori che acquistiamo i prodotti scintillanti con le marche imposte dalla macchina pubblicitaria. Telefonini, computers, scarpe, abiti, giocattoli, e generi alimentari  sono frutto del lavoro sottopagato di donne e bambini del terzo mondo al servizio delle ricche multinazionali, che condizionano la politica mondiale e detengono il monopolio dell’informazione. Questi “signori” ignorano i fondamentali diritti umani e distruggono l’ambiente in una corsa inarrestabile e sconsiderata verso il profitto. Ognuno di noi, ne sono profondamente convinto, potrebbe contribuire ad una giusta  ridistribuzione della ricchezza se non ci lasciassimo manovrare dalle mode imposte dalla società, fossimo più sobri negli acquisti, più consapevoli dei meccanismi adottati dagli affamatori dei popoli, più attenti a come ci vestiamo, ci calziamo e mangiamo. Il nostro imperativo è, sempre e ovunque, la verità, il coraggio di denunciare le ingiustizie, la sobrietà nello stile di vita così da essere veramente solidali con gli ultimi.

Articolo di D.Andrea Pio Cristiani, fondatore del Movimento Shalom, pubblicato a pag.1 e 2 del numero di Maggio 2010 del bimestrale “Shalom”.

60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

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Oggi è il 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e i media traboccano di celebrazioni retoriche su questa data…

Purtroppo, fintanto milioni di persone continueranno a morire per fame, carestie, guerre, povertà… la Dichiarazione resterà un fallimento… ovvero carta straccia…

Leggete ad esempio cosa scriveva Jean Ziegler sulla mortalità per fame.

Secondo Jean Ziegler (il Relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto al cibo per il 2000 a marzo 2008), la mortalità a causa di malnutrizione rappresentavano il 58% della mortalità totale nel 2006: “Nel mondo, circa 62 milioni di persone, tutte le cause di combinato di morte, muoiono ogni anno. Nel 2006, più di 36 milioni sono morte di fame o di malattie a causa di carenze di micronutrienti.

Tratto dalla voce “Malnutrizione” su Wikipedia

Amnesty International ha fatto un comunicato con un bilancio di questi 60 anni del quale vi lascio un piccolo estratto…

I passi avanti nel campo dei diritti umani conseguiti negli scorsi sei decenni comprendono:

* l’adozione di trattati internazionali e di legislazioni nazionali;
* il riconoscimento dei diritti delle donne e dei bambini;
* la creazione del Tribunale penale internazionale e i procedimenti per crimini di guerra e contro l’umanità da parte dei tribunali internazionali e, in alcuni casi, di quelli nazionali;
* l’istituzione dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite e, in alcuni paesi, di commissioni nazionali sui diritti umani;
* la fine dell’uso della pena di morte in oltre due terzi del pianeta;
* i progressi nel controllo delle armi;
* un forte appoggio della società civile ai diritti umani, come attraverso la rete mondiale dei difensori dei diritti umani e delle organizzazioni per i diritti umani.

I fallimenti comprendono:

* le massicce violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario nei conflitti armati;
* l’aumento degli attacchi dei gruppi armati e dei gruppi terroristici contro i civili;
* la violenza contro le donne e i bambini, compreso il reclutamento dei bambini e delle bambine soldato;
* la negazione dei diritti economici e sociali a milioni di persone che vivono in povertà;
* la corruzione e l’iniquità dei sistemi giudiziari di molti paesi;
* l’uso della tortura e di altre forme di maltrattamento;
* la negazione dei diritti dei rifugiati e dei migranti;
* gli attacchi agli attivisti, ai giornalisti e ai difensori dei diritti umani;
* la soppressione del dissenso in molti paesi;
* la discriminazione sulla base della razza, della religione, del genere e dell’identità.

tratto dal Comunicato ufficiale di Amnesty International sul 60° anniversario.

Conserviamo e meditiamo la Dichiarazione e facciamo in modo che non resti carta straccia anche in futuro…

Qui il testo completo della Dichiarazione pubblicato dal sito Peacereporter.net

Qui la storia della Dichiarazione tratta da Wikipedia

*** foto 003 by Filipe Moreira – flickr