Alieni sul blog (ovvero la pubblicità di WordPress…)

Foto "Space Invaders" by mistersnappy - flickr

Foto “Space Invaders” by mistersnappy – flickr

Dopo il mio post dello scorso 26 Ottobre (Alla fine sono sbarcati anche qui) ritorno sul tema della subdola pubblicità che WordPress ha deciso di piazzare in tutti i blog gratuiti per fare un bilancio di quasi un mese e mezzo di spot pubblicitari apparsi sul mio sito…

Ecco le pubblicità che mi sono state imposte da WordPress…

  • Birra Heineken
  • Corriere TNT Post (cartoline auguri di Natale con offerta per il Wordfood Program delle Nazioni Unite)
  • Imesh (software per ricercare e scaricare musica e film da internet)
  • regclean.pro (software per la pulizia del registro del pc)
  • Adopt us kids (servizio di adozioni statunitense)
  • Auto Mini
  • planet49 (ditta tedesca che organizza concorsi a premi ma che stando a quanto ho trovato su internet pare che abboni automaticamente i partecipanti ai concorsi a servizi a pagamento via cellulare… -  fonte)
  • ebay
  • commissione europea
  • aspirapolvere vowerk folletto (ma non gli bastava suonare porta a porta in tutta Italia ed essere presenti a tutte le fiere e sagre di paese?)

Come potete capire c’è di tutto: dalle auto alla birra, passando a spazzatura varia: roba degna dei migliori spammer… Ecco ad esempio come appare uno dei miei ultimi articoli con lo spot della Mini…

Il mio blog con lo spot della Mini sotto al post sulla Palestina.

Il mio blog con lo spot della Mini sotto al post sulla Palestina.

La cosa più assurda e più subdola è che queste pubblicità sono messe ad insaputa del blogger proprietario del sito, che spesso non si accorge neanche che il suo sito è stato preso di mira dagli…. spot alieni! Vi spiegherò perciò perchè spesso gli autori non vedono le pubblicità mentre i lettori si… scusate se in alcuni punti sarò un po’ tecnico…

  1. Queste pubblicità vengono messe a rotazione da WordPress su TUTTI i blog gratuiti. Per essere certi di non avere la pubblicità andrebbe pagato al signor WordPress un obolo di 30$ annui… quindi se siete un blogger e non avete pagato l’obolo state sicuri che gli spot prima o poi  arriveranno anche sul vostro sito.
  2. Le pubblicità non appaiono visitando la pagina principale del blog ma appaiono solo consultando un singolo articolo, come quando andate su un singolo post per lasciare un commento: per capirsi se venite su questo blog alla pagina http://unpodimondo.wordpress.com non troverete nessuna pubblicità, mentre se andate su un singolo post (ad esempio questo http://unpodimondo.wordpress.com/2012/12/07/xxxviii-festa-della-mondialita-shalom-a-firenze/) in fondo all’articolo è probabile che troverete uno spot pubblicitario.
  3. Se la cosa si limitasse qui tutti vedrebbero gli spot alla fine dei propri articoli ma la cosa è più subdola perchè la pubblicità viene mostrata soltanto ai lettori dei blog che non sono iscritti alla piattaforma di WordPress, per cui molti blogger non vedono la pubblicità che appare sui loro siti.
  4. Quando un blogger si collega al proprio blog per scrivere un articolo o per fare un commento entra nella sua pagina mettendo utente e password. In automatico WordPress salva sul pc del blogger (nella cache del browser) un piccolo file di testo chiamato cookie che permette a WordPress di riconoscere che siete un utente registrato alla piattaforma, che avete un blog e che siete mr.x (nel mio caso che io sono unpodimondo). Per dirla in modo più semplice è un modo per riconoscere che voi fate parte della grande famiglia di WordPress…
  5. Quando vi collegate ad un qualsiasi blog di WordPress, se la piattaforma trova il cookie sul vostro pc,  vi riconosce come “membro della famiglia”: come  conseguenza avrete il privilegio di non vedere nessuna pubblicità su nessun blog di WordPress. Se invece la piattaforma non trova il “biscottino” vi considera un visitatore estraneo al “clan” e quindi vi fa vedere la pubblicità in fondo ai post…
  6. Di conseguenza, se siete dei blogger iscritti a WordPress e volete vedere gli spot sul vostro sito dovete fare in modo da apparire come estranei alla famiglia di WordPress. Ecco alcune istruzioni per  farlo (senza perdere nessuna configurazione e senza danneggiare il vostro blog)
  7. Uscite da WordPress (se vi siete autenticati e siete dentro a WordPress).
  8. Cancellate la cache del vostro browser, rimuovendo soprattutto i cookies (su Firefox: Strumenti – Opzioni – Privacy – Cancellare tutta la cronologia corrente, vistando almeno le caselline Cookie e Cache – Ok) – (Su Internet Explorer: Strumenti – Elimina Cronologia esplorazioni, vistando almeno le caselline  File temporanei su Internet e Cookies – Elimina)
  9. Se usate ADBlock plus disabilitatelo (è l’ottimo programma per cancellare la pubblicità dai siti internet che visitate).
  10. Andate sul vostro blog come se foste un lettore qualsiasi (senza loggarvi col vostro account)
  11. Cliccate su un singolo post, come se doveste andare a mettere un commento
  12. Se siete “fortunelli” in fondo al vostro post ci troverete la pubblicità, altrimenti ritentate con un altro post (precedente o successivo)… e così scoprirete che gli alieni pubblicitari sono sbarcati anche sul vostro blog….

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In ogni caso io rimango contrario a qualsiasi pubblicità imposta ai blogger

Alla fine sono sbarcati anche qui…

Foto "Mars Attacks 50th Anniversary Deleted Scenes and Sketch-Cards" by walt74 - flickr

Foto “Mars Attacks 50th Anniversary Deleted Scenes and Sketch-Cards” by walt74 – flickr

La prima che li ha visti e ha inviato l’allarme a tutti è stata Pif, poi li ho visti anch’io che facevano capolino anche da Mizaar e infine… Aargh! Sono atterrati anche qui!!! Sono ancora un po’ nascosti, piccoli, nelle pagine interne ma ormai sono scesi e hanno preso possesso anche dei post sul mio blog… No, non sono gli alieni (magari fossero stati dei simpatici ometti verdi)… sono i petulanti e insistenti annunci pubblicitari che WordPress ha deciso di mettere nei nostri blog e che appaiono in forma di filmati pubblicitari sotto i nostri post…

Quando nel 2008 ho scelto di aprire questo blog ho proprio  scelto WordPress perchè era una piattaforma stabile, seria e senza pubblicità. Ricordo di aver valutato anche altre piattaforme gratuite e alla fine di aver optato per questa. Come potete vedere dal bollino “AD-FREE  BLOG” nella colonna qui a destra, all’epoca avevo scelto di non mettere nessuna pubblicità e ancora sono dell’idea che il mio blog, per una mia precisa scelta etica,  dovrebbe rimanere senza pubblicità. Purtroppo da alcuni giorni non è più possibile scegliere se e come adottare l’eventuale pubblicità. Semplicemente, sui blog gratuiti come questo, la pubblicità è imposta da WordPress e noi blogger non siamo in grado di rimuoverla ne’ di sceglierla, a meno che non si paghi un obolo annuo di 30$ a WordPress.

LA COSA MI HA DATO MOLTO FASTIDIO PER DIVERSI MOTIVI CHE ELENCHERO’ QUI SOTTO  (Scusate le maiuscole, lo so che in rete le maiuscole sono maleducate ed equivalgono ad urlare, ma in effetti io voglio proprio urlare a WordPress tutto il mio disappunto).

  • WORDPRESS HA PRESO QUESTA DECISIONE E MESSO GLI ANNUNCI SENZA NEMMENO AVVISARE I BLOGGER. UN GIORNO SONO APPARSI DAL NULLA, SORPRENDENDO TUTTI. Mandare una mail prima, giusto per avvisare tutti  non era un pochino più educato e rispettoso verso i blogger? Eppure le nostre e-mail non vi mancano!
  • WORDPRESS NON CI HA DATO NESSUNA POSSIBILITA’ DI SCELTA, TRANNE PAGARE L’OBOLO ANNUO DI 30$ O COMPRARE TUTTO IL DOMINIO E TOGLIERE LA PUBBLICITA’ A 99$ L’ANNO. INSOMMA PUNTANO AI SOLDI E BASTA. Se mi avessero contattato e dato la possibilità di scegliere le pubblicità da mettere sul blog avrei reagito meglio. Ad esempio se mi avessero offerto la possibilità di scegliere pubblicità etiche o di enti di beneficenza, culturali o di solidarietà avrei accettato anche le pubblicità. INVECE MI IMPONGONO A MIA INSAPUTA LE PUBBLICITA’ DELLE MULTINAZIONALI!

A QUESTO PUNTO MI CHIEDO E CHIEDO AGLI ALTRI BLOGGER: COSA AVETE INTENZIONE DI FARE?

La prima cosa che farò io è invitare tutti i miei lettori ad installare e ad usare ADBLOCK PLUS. Per chi non la conosce, Adblock Plus è un’estensione per Mozilla Firefox, Google Chrome e altri browser che in pochi istanti permette di cancellare la pubblicità dai siti internet che visitiamo. La uso da anni ed è molto utile:  dedicandoci un po’ di  tempo si ripuliscono tutti i siti internet che visitiamo dalla pubblicità, ottenendo due risultati: i siti si caricano più velocemente e diventano molto più leggibili. Qui potete scaricare  AdblockPlus per Firefox,  qui Adblock plus per GoogleChrome.

Di pagare per togliere la pubblicità  non ho la minima intenzione, visto anche come WordPress ha fatto la cosa, senza nemmeno avvisarci preventivamente. Pagare oggi 30$ per avere un anno senza pubblicità vorrebbe dire cedere alle  loro richieste così che magari il prossimo anno ce ne chiederanno 32$, poi 35$, poi 50$. Allo stesso modo non ho intenzione di comprare il dominio e il pacchetto completo a 99$: sarebbe un altro modo per dargliela vinta.  Se proprio un giorno WordPress dovesse chiudere i servizi gratuiti mi comprerò un dominio presso un provider italiano dove i domini costano meno della metà dei 99$ chiesti da WordPress.

Non potendo rimuovere la pubblicità e non potendo scegliere eventuali annunci che considero più in linea con lo stile del blog (ovvero etici, culturali, solidali, etc…) ho deciso che:

  • Da ora in poi avviserò i lettori che ogni annuncio pubblicitario che apparirà nel blog è stato messo contro la mia volontà da WordPress e li inviterò ad usare Adblock plus per rimuoverlo.
  • Per ogni azienda che farà pubblicità sul mio blog, cercherò di pubblicare un post con i dati sull’eticità della stessa, ripresi da siti internet o da libri ritenuti da me affidabili (come ad esempio il sito “Imprese alla sbarra” o il volume “Guida al consumo critico” del Centro Nuovo Modello di Sviluppo).

Vedo che molti blogger sono alquanto arrabbiati: vediamo un po’ come evolverà la cosa. Se poi, ad un certo punto, verrete a cercarmi e non mi troverete più vorrà dire che WordPress mi ha chiuso il blog….

Su Avaaz una petizione per aiutare i Masai contro la svendita del Serengeti.

Foto "Shy Masai" by clarepaints - flickr

Foto “Shy Masai” by clarepaints – flickr

Ricevo da Avaaz  (e vi giro) questo appello per una petizione contro la svendita alle multinazionali dell’area del Serengeti con la conseguente cacciata del popolo Masai dalle proprie terre…

Cari amici,

Da un momento all’altro un’importante multinazionale della caccia sportiva potrebbe siglare un accordo che porterebbe allo sgombero di fino a 48 mila membri della famosa tribù africana dei Masai dalla loro terra per fare posto a danarosi re e principi del Medio Oriente a caccia di leoni e leopardi. Gli esperti dicono che il via libera all’accordo da parte del Presidente della Tanzania potrebbe essere imminente, ma se agiamo ora possiamo fermare la svendita del Serengeti.

L’ultima volta che la stessa multinazionale ha costretto i Masai a lasciare le loro terre per fare spazio a ricchi cacciatori, uomini e donne sono stati picchiati dalla polizia, le loro case sono state date alle fiamme e il loro bestiame è morto di fame. Ma non appena la stampa ha cominciato a parlarne in modo critico, il Presidente della Tanzania Kikwete ha cambiato posizione e ha fatto tornare i Masai nella loro terra. Questa volta non c’è stata ancora una grande copertura da parte della stampa, ma possiamo sbloccare la situazione e forzare Kikwete a bloccare l’accordo se da subito mettiamo assieme le nostre voci.

Se 150 mila di noi firmeranno [in realtà ad oggi siamo a quasi 900.000 firme], i media in Tanzania e in giro per il mondo inizieranno a parlarne e così il Presidente Kikwete riceverà il messaggio e dovrà ripensare a questo accordo mortale. Firma la petizione ora e mandala a tutti:

http://www.avaaz.org/it/save_the_maasai/?tta

I Masai sono gruppi semi-nomadi che hanno vissuto in Tanzania e in Kenya per secoli, giocando un ruolo fondamentale nel preservare il delicato ecosistema. Ma dal punto di vista delle famiglie reali degli Emirati Arabi Uniti, sono ostacoli per i loro lussuriosi party di caccia. Un accordo per sfrattare i Masai per fare posto a ricchi cacciatori stranieri è un male tanto per la fauna protetta quanto per le comunità che verrebbero spazzate via.

Il Presidente Kikwete sa che questo accordo sarebbe contestato dai turisti della Tanzania, una fonte fondamentale di entrate per il paese, e perciò sta cercando di tenere questa operazione lontana dal dibattito pubblico. Nel 2009 un simile esproprio di territorio in quest’area effettuato dalla stessa multinazionale che ci sta provando anche questa volta ha generato una copertura mediatica globale che ha contribuito a convincere Kikwete a fare marcia indietro. Se riusciamo a generare lo stesso livello di attenzione sappiamo che la pressione può funzionare.

Una petizione firmata da migliaia di persone può fare in modo che tutti i maggiori media globali presenti nell’Africa dell’Est e in Tanzania permettano spazzino via questo accordo controverso. Firma ora per chiedere a Kikwete di stracciare l’accordo:

http://www.avaaz.org/it/save_the_maasai/?tta

Alcuni rappresentanti della comunità Masai proprio oggi si sono appellati urgentemente ad Avaaz per dare forza ad un appello globale per salvare la loro terra. Innumerevoli volte l’incredibile risposta di questa fantastica comunità ha fatto diventare cause apparentemente perse in partenza in risultati di enorme valore. Proteggiamo i Masai e salviamo gli animali per quei turisti che li vogliono catturare con le loro macchine fotografiche, invece che con le loro armi letali!

Con speranza e determinazione,

Sam, Meredith, Luis, Aldine, Diego, Ricken e il resto del team di Avaaz

Per ulteriori informazioni:

Le multinazionali del turismo scacciano i masai (Società delle Missioni Africane)
http://www.missioni-africane.org/689__Le_multinazionali_del_turismo_scacciano_i_masai

Masai sfrattati e arrestati per far spazio ai safari di caccia (Survival)
http://www.survival.it/notizie/4903

Rapporto annuale di Amnesty International sulla Tanzania
http://rapportoannuale.amnesty.it/sites/default/files/Tanzania_0.pdf

e-mail ricevuta da Avaaz

Altri due articoli che ho trovato sulla vicenda…

Un film: Diario del saccheggio (2004)

Foto "Memoria del saqueo 1" by lemoatudei  - flickr

Foto “Memoria del saqueo 1″ by lemoatudei – flickr

Rai5 da  alcuni mesi manda in onda dei documentari molto interessanti nella prima serata della domenica. Il 15 di Luglio è stato  trasmesso il documentario di Pino SolanasDiario del saccheggio” (2004) che racconta la crisi politica, economica e sociale  che ha attraversato l’Argentina, dal golpe militare del 1976 alle rivolte popolari del 2001 e degli anni successivi.

Se avete la pazienza di vedere queste due ore di documentario e anche un po’ di stomaco per le immagini più crude dei bambini che muoiono di fame negli ospedali argentini, scoprirete come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale insieme alla classe politica, al sistema mediatico, a quello giudiziario, alle banche, ai sindacati e alle multinazionali hanno saccheggiato l’Argentina portandola ad un genocidio sociale che è culminato nella più assoluta povertà per milioni di argentini.

Il documentario è illuminante perchè, raccontando dell’Argentina di 10 e più anni fa, ci racconta quello che sarà il futuro dell’Italia, della Spagna e della Grecia. Il debito, lo spread, le manovre, il taglio delle pensioni, della sanità,  delle tredicesime, la concertazione, la diminuzione dei diritti dei lavoratori: tutte queste operazioni che in passato hanno messo in ginocchio l’Argentina sono le stesse che stanno facendo in questi mesi i nostri governi europei… D’altra parte i registi di tutto sono sempre gli stessi: il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale. Cambiano solo gli attori: a Menem e De La Rua potete sostituire i nostri Napolitano, Monti, Bersani, Berlusconi, Casini o anche i politici spagnoli, tedeschi, greci etc… tanto il copione rimane sempre lo stesso…

A questo punto anche noi cittadini dobbiamo recitare in questo film: la parte degli argentini che protestano nelle vie è la nostra… cominciamo a scendere in strada con le pentole!

A questo link della rai (solo per alcuni giorni), potete vedere tutto il film.

Oppure potete vederlo qui, da you tube diviso in 12 parti

Cioccolato sporco

Foto "Chocolate" by John Loo - flickr

Foto "Chocolate" by John Loo - flickr

Nella prima serata di ieri, mentre le televisioni italiane trasmettevano la solita spazzatura, la tv franco-tedesca Arte (la mia tv preferita) ha trasmesso un interessante e inquietante documentario intitolato Schmutzige Schokolade (in francese La face cachée du chocolat, in italiano Cioccolato sporco),  girato nel 2010 fra l’Europa e la Costa d’Avorio da Miki Mistrati e Roberto Romano.

In Italia cosa potete comprare con 230€? Forse un telefonino, forse una piccola tv con lo schermo piatto? Il documentario ci ha fatto vedere come, in Costa d’Avorio, con 230€ si possa comprare un bambino del Mali o del Burkina Faso da far lavorare, a suon  di botte e come schiavo, nelle piantagioni di cacao, senza dargli nessuno stipendio!

Con una camera nascosta, il giornalista Miki Mistrati ha filmato e denunciato il commercio di ragazzini dagli 11 ai 14 anni (e anche più piccoli) impiegati nelle piantagioni che riforniscono le grandi multinazionali della cioccolata, nonostante che i rappresentanti del governo ivoriano e degli esportatori avessero garantito che «non c’è più un solo bambino schiavo nelle piantagioni.»

Un milione e mezzo di tonnellate di cacao e quindici miliardi di tavolette prodotte all’anno sono le cifre che rappresentano il mercato dell’industria del cioccolato (il documentario racconta che ogni francese mangia in media 7 kg di cioccolata all’anno).  Un’industria che, come testimoniato dal filmato, rifiuta qualsiasi contraddittorio col giornalista e volutamente ignora i video con  le prove, lavandosi le mani del problema dei piccoli schiavi.

Un motivo in più per scegliere sempre cacao e cioccolata del commercio equo e solidale!

Il documentario sarà ritrasmesso da Arte (visibile gratuitamente sul satellite con audio e sottotioli in francese e/o tedesco) il 14 ottobre 2011 alle 11.05 e il 22 Ottobre alle 03.30

Schmutzige Schokolade (tutto il documentario con audio in tedesco da youtube)

Un libro: “Fidati! Gli esperti siamo noi!” di Sheldon Rampton e John Stauber.

Copertina del libro "Fidati! Gli esperti siamo noi!"

Copertina del libro "Fidati! Gli esperti siamo noi!"

Questo libro l’ho scelto come omaggio quando ho rinnovato il mio abbonamento alla rivista che si occupa di tutela dei consumatori “Il Salvagente”.  Mi aspettavo un bel saggio ma mai mi sarei immaginato di leggere un testo così sconvolgente.

Fidati! Gli esperti siamo noi. Come la scienza corrotta minaccia il nostro futuro.” è un libro scritto nel 2001 da due autori statunitensi Sheldon Rampton e John Stauber,  tradotto in italiano nel 2004 e pubblicato da Nuovi Mondi Media.

La traduzione del sottotitolo non rende bene il senso del libro e sarebbe stato meglio rispettare il sottotitolo in inglese che riassume perfettamente quello che si trova nelle 272 pagine del volume (e nelle 17 di note), ovvero “How Industry Manipulates Science and Gambles with Your Future” (Come l’Industria manipola la scienza e gioca col vostro futuro).

In pratica il libro affronta il tema del rapporto fra multinazionali dell’industria, mass media, agenzie di pubbliche relazioni e scienziati compiacenti, e di come tutti insieme condizionano le nostre vite a favore dei loro interessi.

Il testo si può dividere essenzialmente in due parti: una prima parte che racconta come si è evoluto il rapporto fra industria, propaganda e scienza nella storia: da Galileo a Caterina di Russia, ma soprattutto nel secolo scorso. La seconda parte si occupa di una serie di casi concreti,  analizzando come le manipolazioni dell’industria hanno cercato e cerchino tuttora di minimizzare e contrastare tutta una serie di scoperte scientifiche e sanitarie che minano i profitti delle multinazionali. Gli esempi riportati sono tantissimi: si va dai danni dell’amianto a quelli del piombo nella benzina super, dal DDT al nucleare, dai danni del fumo passivo agli OGM e al riscaldamento globale. Tutte situazioni che le multinazionali hanno contrastato ricorrendo ad “esperti” che mettessero in dubbio e minimizzassero i pericoli per l’umanità.Una lotta impari che vede da una parte i gruppi ambientalisti e i ricercatori pubblici con pochissimi fondi e dall’altra parte colossi industriali a livello planetario che grazie a valanghe di miliardi di dollari possono condurre campagne ricchissime avvalendosi di “esperti”e di mass media compiacenti e ben pagati.

Il libro pur se appassionante e interessantissimo ha anche alcuni limiti che vorrei evidenziare: il linguaggio a volte è un po’ troppo sopra le righe ed eccessivamente allarmistico. Si potevano dire le stesse cose, in modo altrettanto convicente, senza mettere tanta ansia nel lettore. I problemi sono concreti e drammatici ma i toni forse sono un  po’ troppo apocalittici…  Infine il testo ha un limite spazio-temporale: a parte brevi incursioni nel passato, il volume è tutto concentrato sulla situazione negli Stati Uniti nella seconda metà del secolo scorso. Sarebbe curioso avere maggiori notizie sulla situazione in Europa che sicuramente è analoga ma non del tutto uguale e magari sapere se con l’arrivo di internet e dei social network è cambiato qualcosa…

In ogni caso, se non vi fa paura leggere questo bel mattone, alla fine guarderete con occhi diversi gli esperti che dalla tv o dalla stampa ci dicono sempre cosa ci fa bene e cosa ci fa male, quello che dobbiamo o non dobbiamo fare…

Link

Diossina e alimenti inutili.

Return to the scene

foto "Return to the scene" by uncleboatshoes - flickr

Sto seguendo la situazione dei cibi tedeschi contaminati dalla diossina su vari siti e blog come:  Trashfood di Gianna Ferretti, il Fatto Alimentare (link1 , link2), Il salvagente. Tutti analizzano la questione, riportano dati, aprono dibattiti e fanno la storia delle varie frodi alimentari, senza però andare all’origine del problema e senza dire cosa dovrebbero fare i consumatori. Ho trovato un articoletto che, nella sua sincerità e semplicità,  mi ha colpito molto perchè con poche parole arriva al centro della questione… E’ di Mauro Rosati; vi metto un breve estratto:

Evitiamo di comprare Alimenti inutili.

E’ tornato prepotentemente alla ribalta il tema dell’origine del cibo che ogni giorno arriva sulle nostra tavola. A causa dell’allarme della diossina tedesca [...] Casi di allarme in materia di sicurezza alimentare sono sempre di più all’ordine del giorno  e le motivazioni sono solo di tipo economico. Per dirla con semplicità : sempre più popolazione vuole il proprio frigorifero pieno; la crisi economica internazionale impone alle industrie di utilizzare materie prime di scarso valore; i terreni coltivabili iniziano a scarseggiare. Tutto questo si traduce in una modifica delle pratiche agricole  ormai totalmente condizionate da un’accelerazione dei cicli produttivi, dal ricorso alla chimica, agli OGM e la trasformazione impiega quasi esclusivamente di mezzi artificiali a sostituzione dei normali processi naturali. Non so fino a dove potremo spingerci. Un dato è certo: le grandi industrie alimentari e agroindustriali non si stanno facendo troppi scrupoli. I loro sonni sono molto più tranquilli dei nostri.  E pensare che per cambiare le cose basterebbe solo mangiare tutti un po’ meno e soprattutto non affollare la nostra dispensa con alimenti inutili messi in commercio solo per fare fatturato.

tratto dall’Articolo “Evitiamo di comprare Alimenti inutili.” di Mauro Rosati pubblicato sul sito http://www.maurorosati.it

Parole Sante! Avete ulteriori commenti da fare?

Leziosa.com: un altro sito interessante…

After!

foto "After!" by stukinha - flickr

La scorsa settimana, navigando in internet, sono capitato per caso  su www.leziosa.com, un sito, o meglio una community dedicata all’alimentazione, che ha per sottotitolo “Tutto ciò che il tuo palato non vede”. Ci sono articoli interessanti sull’alimentazione, dedicati soprattutto a come nascono i cibi industriali. In aggiunta c’è un forum, ci sono dei quiz, delle ricette ed  è possibile registrarsi per postare anche degli articoli.

Ancora non posso dare un giudizio su questo sito perchè ho letto solo poche pagine ma, tutto sommato, mi sembra che meriti una segnalazione (se qualche mio lettore  è più informato di me su questo sito, lo invito ad aggiungere qualche commento). Mi disturbano un pochino le pubblicità ma  mi auguro che non influenzino i contenuti  e i giudizi espressi nei vari articoli.

Quello che segue  è un estratto della presentazione di www.leziosa.com tratta dalla loro pagina delle Faq.

[...] Lo scopo di Leziosa.com è quello di sensibilizzare l’utente nei confronti di una alimentazione naturale, mostrando quanto possa essere artefatto il cibo industriale che ci viene proposto attraverso pubblicità patinate ed immagini edulcorate.
Leziosa intende mostrare i processi di produzione che stanno dietro ai cibi industriali che mangiamo. Diversamente da altri siti Web che mostrano immagini patinate e rassicuranti di appetitosi prodotti alimentari, Leziosa vuole mostrare invece come confezioni multicolorate e fortemente stereotipate nascondino in realtà cibi industriali di scarsa qualità, preparati spesso spersonalizzando la natura e utilizzando sempre più ingredienti di sintesi dannosi per la salute.
Lo scopo di Leziosa è mostrare come, nei cibi «di massa», nonostante affascinanti messaggi pubblicitari, le valli degli orti e i mulini bianchi esistano solo nella nostra fantasia perché le preparazioni alimentari vengono in realtà sempre più prodotte da macchinari. L’intento è quello di mettere in risalto la notevole differenza qualitativa che sussiste tra un cibo naturale e uno industriale.

dalla pagina delle Faq del sito www.leziosa.com

Al momento non so dirvi se  sito mantiene (o manterrà) queste bellissime promesse, io nel frattempo lo metto fra i miei segnalibri e mi riprometto di leggerlo più approfonditamente…

I padroni del mondo.

337/365: The Big Money

foto "337/365: The Big Money" by DavidDMuir - flickr

In questo blog ho fatto una categoria chiamata “Consumi ed Economia” dove raggruppo un po’ di articoli dedicati all’economia e all’impatto che questa ha con i nostri consumi familiari e viceversa di come i nostri consumi (o non consumi) familiari possono incidere sull’economia, ponendo attenzione ad una più equa e solidale distribuzione delle ricchezze, soprattutto a favore dei popoli e delle classi più povere.

Vi metto un articolo molto interessante apparso sul numero di Maggio 2010 del bimestrale del Movimento Shalom, scritto  D. Andrea Pio Cristiani e dal titolo eloquente: “I padroni del mondo”. A parte il cappello iniziale dedicato alla ricorrenza della Pasqua, il resto dell’articolo offre una drammatica, asciutta e (purtroppo) veritiera immagine della situazione economica attuale.  Fortunatamente il pezzo si chiude con uno spiraglio di speranza… se riusciremo a modificare i nostri consumi verso uno stile di vita più sobrio e responsabile, forse la situazione potrà migliorare per tutti… e magari  anche questa crisi non sarà stata inutile…. Buona lettura!

I padroni del mondo

E’ passata da qualche giorno la Pasqua di Resurrezione, vero inizio di un nuovo ordine mondiale, manifestazione definitiva dell’unico Signore della storia per mezzo del quale “tutte le cose sono state create per noi uomini”.

Se ci domandassimo a chi appartiene il mondo, ci renderemmo conto dello scippo che viene quotidianamente perpetrato sulla pelle di miliardi di esseri umani. Gli uomini eletti a figli di Dio, intelligenti, liberi e responsabili, creati per un viaggio meraviglioso sul nostro pianeta si ritrovano a vivere soggiogati da una piccola parte egoista e prepotente dei loro simili. Se facessimo la somma di tutti i beni materiali, di tutti i terreni privati, di tutti i patrimoni, di tutte le ricchezze che si trovano sulla terra, ci accorgeremmo che il 2% della popolazione adulta possiede più del 50% del patrimonio privato mondiale. Ciò significa che i ricchi possiedono più della metà dei beni che Dio ha creato per tutti. E’ ancora più strabiliante sapere che il 10% della popolazione più abbiente  arriva addirittura a possedere l’85% del patrimonio di tutto il mondo. Alla metà più povera della popolazione mondiale appartiene, invece, circa l’1% di tutti i beni del pianeta, come se 50 persone dovessero spartirsi tra di loro qualcosa che in realtà è destinato ad una sola. Questo significa che il mondo appartiene a pochi ricchi, produttori di petrolio e proprietari delle multinazionali. Fra di essi, secondo i ricercatori dell’ONU, cinquecento hanno un reddito annuale maggiore della somma dei redditi di circa cinquecento milioni dei più poveri della terra. Secondo la medesima ricerca, ci vorrebbero solo 300 miliardi di dollari americani per alzare il reddito del miliardo di persone che vivono in povertà estrema, con una spesa di appena il 10% del patrimonio degli otto uomini più ricchi del mondo.

I super-ricchi in realtà sono “ingrassati” da noi consumatori che acquistiamo i prodotti scintillanti con le marche imposte dalla macchina pubblicitaria. Telefonini, computers, scarpe, abiti, giocattoli, e generi alimentari  sono frutto del lavoro sottopagato di donne e bambini del terzo mondo al servizio delle ricche multinazionali, che condizionano la politica mondiale e detengono il monopolio dell’informazione. Questi “signori” ignorano i fondamentali diritti umani e distruggono l’ambiente in una corsa inarrestabile e sconsiderata verso il profitto. Ognuno di noi, ne sono profondamente convinto, potrebbe contribuire ad una giusta  ridistribuzione della ricchezza se non ci lasciassimo manovrare dalle mode imposte dalla società, fossimo più sobri negli acquisti, più consapevoli dei meccanismi adottati dagli affamatori dei popoli, più attenti a come ci vestiamo, ci calziamo e mangiamo. Il nostro imperativo è, sempre e ovunque, la verità, il coraggio di denunciare le ingiustizie, la sobrietà nello stile di vita così da essere veramente solidali con gli ultimi.

Articolo di D.Andrea Pio Cristiani, fondatore del Movimento Shalom, pubblicato a pag.1 e 2 del numero di Maggio 2010 del bimestrale “Shalom”.

Domani, 1° Maggio boicottate i negozi aperti e …stendetevi su un prato!!!

secondo la questura... #2

foto "secondo la questura... #2" by RICCIO "il colore del ricordo inganna" flickr

Domani è il primo maggio e la festa dei lavoratori è da sempre una ricorrenza laica molto sentita. Fino ad ora le persone che lavoravano erano  poche, soprattutto quelle dedicate ai servizi essenziali di emergenza (forze dell’ordine, ospedali, vigili del fuoco, etc…), mentre gli altri lavoratori facevano festa…

In questi giorni invece sindaci, media e commercianti (dai bottegai alle multinazionali), in nome del Dio Profitto e con scarso (se non nullo) rispetto per i lavoratori, chiedono e si battono per l’apertura dei negozi anche il primo di Maggio.  Questi moderni “sacerdoti” della religione del Pil e dei consumi sfrenati, con la scusa della crisi, vogliono sminuire e distruggere il significato della festa del lavoro, facendola diventare la festa dello shopping e del consumo ad oltranza, mettendo in secondo piano i problemi degli operai, dei precari, dei lavoratori in mobilità e così via…

I sindacati, la Chiesa cattolica e anche qualche raro politico si sono opposti a queste manovre (vedi questi articoli di Repubblica, La Stampa, Il Piccolo, Firenze on Line, Di tasca nostra) ma credo che la risposta più incisiva a questa situazione debbano darla i lavoratori che il Primo Maggio saranno in festa… Boicottate i negozi aperti e non rinchiudetevi in quelle cattedrali dello spreco che sono i centri commerciali. Almeno per un giorno potete rinunciare allo shopping  e al meccanismo del nasci-produci-compra-crepa?

Se anche Dio il settimo giorno si è riposato non potete farlo anche voi, per una volta? Non sapete cosa fare? Organizzate un picnic in campagna, una gita in bicicletta, una partita di pallone, una grigliata, oppure… stendetevi su un prato ad osservare le nuvole!