Solidarietà internazionale alle donne delle pulizie greche (Firmate la petizione).

Foto tratta dal sito

Foto tratta dal sito comune-info.net

595 addette alle pulizie greche, licenziate in tronco dai dal Ministero delle Finanze, stanno da più di un anno sfiancando la Troika e la BCE con una resistenza quotidiana fatta di manifestazioni spettacolari e talvolta ironiche davanti ai ministeri e in vari luoghi pubblici della Grecia. Sono quotidianamente ignorate dalla sinistra e dai sindacati, umiliate dai media per la loro estrazione sociale e soprattutto vengono prese continuamente a randellate dalla polizia greca. Nonostante tutto ciò loro non mollano e più di una volta, col loro muro umano intorno ai ministeri e ai palazzi del potere,  sono riuscite a far fuggire dalle  porte di servizio e a gambe levate i membri della troika con le loro guardie del corpo…

Insomma, con canti, balli e azioni curiose (per Pasqua hanno sfilato tutte con in testa una corona di spine) in un anno sono diventate un simbolo di tutti i movimenti di resistenza dal basso contro l’austerità e la distruzione dello stato sociale imposte dalla classe politica europea. Più le autorità tentano di azzittirle con la violenza e più  le notizie delle loro gesta si espandono a livello europeo.

Siccome il prossimo 23 Settembre in Grecia verrà emessa una sentenza per il reintegro di queste 595 lavoratrici, è stata indetta proprio in questi giorni una settimana di solidarietà internazionale a queste donne che, difendendo il loro lavoro, lottano contro la troika anche per tutti gli altri lavoratori europei.

Queste lavoratrici piene di dignità chiedono a tutti di firmare la loro petizione: questo è il testo in Italiano (sulla pagina della firma c’è il testo in Greco, Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo, Italiano, Portoghese e Turco)

NON ASPETTATEVI CHE CI PIEGHEREMO!

Siamo 595 donne addette alle pulizie dipendenti del Ministero delle Finanze e dal 17 settembre 2013 siamo disoccupate. Il governo ci ha licenziato e ha deciso di affidare il nostro lavoro in appalto a imprese private, senza il minimo vantaggio economico per lo Stato. Il nostro salario era compreso tra i 300 e i 600 euro al mese. Noi non siamo numeri, siamo persone.

Non abbiamo abbassato la testa. Dopo il 17 settembre siamo state in strada ogni giorno, lottando per il nostro posto di lavoro e per le nostre vite.

Il governo ha cercato in tutti i modi di reprimere la nostra giusta lotta. Le immagini che mostrano le forze speciali di polizia (i Mat) picchiare donne indifese di 50-60 anni hanno fatto il giro del mondo. Molte di noi sono state ricoverate in ospedale per le conseguenze delle barbare e ingiustificabili aggressioni della polizia nei nostri confronti.

Abbiamo scelto di difendere la nostra dignità. Dieci mesi di lotte, dieci mesi di povertà e difficoltà! Ma continuiamo a lottare. Continuiamo la nostra battaglia. Rivendichiamo l’ovvio, il diritto alla vita. Un’onda di solidarietà si sta diffondendo nella società. Lavoratori e lavoratrici, licenziati/e, disoccupati/e, studenti, pensionati/e, artisti/e ci hanno manifestato il loro sostegno in ogni modo.

La Giustizia greca ci ha dato ragione, e ciò nonstante il governo rifiuta di rispettare e applicare le sue decisioni. Si vendica contro di noi perché abbiamo scelto di vivere in dignità.

La solidarietà è l’arma dei popoli. Chiediamo a tutti/e voi di esprimere la vostra solidarietà alla lotta per la vita e la dignità che stiamo conducendo. Vi chiediamo di sottoscrivere il testo di sostegno e di aiutarci nella raccolta delle firme per forzare il governo greco ad applicare la sentenza del tribunale – che non comporta alcun costo per il bilancio dello Stato.

TUTTI E TUTTE INSIEME POSSIAMO FERMARE QUESTE POLITICHE BARBARE.

testo della petizione delle 595 lavoratici greche da Change.org

Firmate qui la petizione delle 595 donne delle pulizie

 

Per approfondire:

 

Un bellissimo video di Solidarietà alle 595 donne fatto in Francia da  Art – Resistance – Media

La tv e il lavaggio del cervello

Foto "Il pranzo è servito..." by tortuga767 - flickr.com

Foto "Il pranzo è servito..." by tortuga767 - flickr.com

Che la televisione e i media in generale facciano il lavaggio del cervello è una cosa scontata e risaputa, tanto da diventare un luogo comune a cui non si fa più caso. Eppure a volte capitano piccoli fatti che ti fanno render conto di quanto siamo veramente deformati dagli eventi televisivi…

Sto cercando di programmare le ferie d’Agosto e per una serie di vicende personali sono in ritardo rispetto agli altri anni. Quest’anno farò una settimana al mare per accontentare la parte marinara della famiglia (moglie) e una settimana sui monti per accontentare la parte montanara della famiglia (il sottoscritto… la figlia viene al rimorchio e da buona adolescente si lamenterà di entrambi).

Per la montagna abbiamo deciso (ammesso di riuscire a trovare l’albergo) di andare sul Gran Paradiso. Parlandone con amici, colleghi e familiari, quando dico che vorremmo andare sul Gran Paradiso, questi ci domandano «Dove andrete?»«Boh non lo so: Valsavarenche,Val di Rhêmes,Valgrisenche, Cogne…» A parte il mio collega Stefano, che è un alpinista e conosce le montagne italiane più delle sue tasche, il resto dei miei interlocutori, quando sentono il nome delle varie valli mi guardano con una faccia  talmente strana che sembra abbiano sentito il  nome dei crateri della luna!  Invece, quando sentono il nome di Cogne, gli si accende la lucetta, riconoscono un nome più familiare e mi dicono: «Ah… allora vai a vedere la casetta dei Franzoni?» ed io: «Non ci penso nemmeno!»

Ora io non pretendo che il mio interlocutore medio conosca la storia delle miniere di magnetite di Cogne o le tradizioni dei ricami a tombolo ma che almeno conosca questa località come centro turistico e sportivo all’interno del Parco del Gran Paradiso! Invece no: per loro Cogne è il paese dove andare a vedere  il plastico del Vespone dal vivo e in dimensioni reali! Ecco fin dove arriva il potere disinformativo dei media italiani!

D’altra parte basta fare un piccolo  riscontro: andate su Google e cercate le immagini di  Cogne (potete cliccare qui). Ricercando la stringa “Cogne”, indovinate cosa rappresenta la prima immagine che appare? E scorrendo fra i  panorami alpini troverete un sacco di immagini della famigerata villetta: dall’alto, dal basso, di lato, compreso qualche turista così cretino da farsi  immortalare davanti al luogo del delitto! Poveri noi!

Domani, 1° Maggio boicottate i negozi aperti e …stendetevi su un prato!!!

secondo la questura... #2

foto "secondo la questura... #2" by RICCIO "il colore del ricordo inganna" flickr

Domani è il primo maggio e la festa dei lavoratori è da sempre una ricorrenza laica molto sentita. Fino ad ora le persone che lavoravano erano  poche, soprattutto quelle dedicate ai servizi essenziali di emergenza (forze dell’ordine, ospedali, vigili del fuoco, etc…), mentre gli altri lavoratori facevano festa…

In questi giorni invece sindaci, media e commercianti (dai bottegai alle multinazionali), in nome del Dio Profitto e con scarso (se non nullo) rispetto per i lavoratori, chiedono e si battono per l’apertura dei negozi anche il primo di Maggio.  Questi moderni “sacerdoti” della religione del Pil e dei consumi sfrenati, con la scusa della crisi, vogliono sminuire e distruggere il significato della festa del lavoro, facendola diventare la festa dello shopping e del consumo ad oltranza, mettendo in secondo piano i problemi degli operai, dei precari, dei lavoratori in mobilità e così via…

I sindacati, la Chiesa cattolica e anche qualche raro politico si sono opposti a queste manovre (vedi questi articoli di Repubblica, La Stampa, Il Piccolo, Firenze on Line, Di tasca nostra) ma credo che la risposta più incisiva a questa situazione debbano darla i lavoratori che il Primo Maggio saranno in festa… Boicottate i negozi aperti e non rinchiudetevi in quelle cattedrali dello spreco che sono i centri commerciali. Almeno per un giorno potete rinunciare allo shopping  e al meccanismo del nasci-produci-compra-crepa?

Se anche Dio il settimo giorno si è riposato non potete farlo anche voi, per una volta? Non sapete cosa fare? Organizzate un picnic in campagna, una gita in bicicletta, una partita di pallone, una grigliata, oppure… stendetevi su un prato ad osservare le nuvole!

Le crisi dimenticate.

Il video qui presente è stato fatto da Medici Senza Frontiere a sostegno della campagna a favore delle 10 più importanti crisi dimenticate del 2009. L’iniziativa prevede anche un sito web www.crisidimenticate.it, un libro di 160 pagine acquistabile qui e  un rapporto di 27 pagine che è liberamente scaricabile a questo indirizzo, la cui lettura è abbastanza sconvolgente… perchè, oltre a descrivere la drammatica situazione delle 10 crisi, mette in confronto lo spazio dedicato dai TG a queste emergenze, rispetto al gossip, agli scandali e a vari atti criminali, mostrando quali sono le priorità dei nostri mezzi di (dis)informazione di massa.

Queste sono le 10 crisi:

  1. Afghanistan: la politica degli aiuti impedisce a molti civili l’accesso all’assistenza umanitaria.
  2. AIDS: i finanziamenti sono bloccati nonostante milioni di persone ne abbiano bisogno.
  3. Repubblica Democratica del Congo: il clima di violenza non dà tregua ai civili nelle regioni orientali.
  4. Malnutrizione infantile: i fondi assolutamente inadeguati minano i risultati ottenuti nel trattamento di questa malattia.
  5. Malattie dimenticate: la scarsità di fondi investiti nella ricerca e sviluppo e nella diffusione nel trattamento dei pazienti.
  6. Pakistan: Civili intrappolati nella violenza.
  7. Somalia: civili in trappola tra violenza e mancanza di accesso alle cure.
  8. Sri Lanka: migliaia di feriti nell’ultimo atto di una guerra che infiamma il Paese da più di 10 anni
  9. Sudan: condizioni drammatiche per le popolazioni del Sudan meridionale e del Darfur.
  10. Yemen: civili intrappolati in una guerra brutale  nella parte settentrionale del Paese.

Perchè queste crisi sono dimenticate

Queste crisi appaiono molto di rado fra le notizie dei nostri telegiornali e perciò sono “dimenticate”. Il rapporto analizza i dati, raccolti dall’osservatorio di Pavia, sui telegiornali delle tre reti rai e delle 3 reti mediaset con risultati a dir poco sconvolgenti… Ad esempio, nei tg dei 6 canali…

Nel 2007 sulle crisi in Somalia, Darfur, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana e sul Ciad sono state date 41 notizie… su Paris Hilton 63 notizie.
Nel 2008 sulla Malnutrizione sono state date 110 notizie… su Carla Bruni 208. Sulla situazione in Sudan sono state date 53 notizie… sul caldo estivo 81 notizie. Sul colera in Zimbabwe sono state date 12 notizie… sulla coppia Briatore-Gregoraci 33 notizie.
Nel 2009 il delitto di Garlasco (585 notizie) supera le notizie dal Pakistan (225), il delitto di Perugia (536 notizie) straccia la guerra in Sri Lanka (53 notizie), mentre i saldi (122 notizie) e il caldo (246 notizie) sopravanzano la malnutrizione e la fame nel mondo (116 notizie).

dati tratti dal Rapporto crisi dimenticate 2009

Cosa fare

I Medici senza frontiere chiedono a tutti di adottare queste crisi, cercando di dare visibilità a questi fatti. Basta collegarsi a questa pagina per dare il proprio contributo: i privati possono adottare queste crisi tramite facebook, mentre Scuole, le Università, i giornali, i blog e i  media in generale possono impegnarsi a diffondere le notizie sulle crisi.