Le crisi dimenticate.

Il video qui presente è stato fatto da Medici Senza Frontiere a sostegno della campagna a favore delle 10 più importanti crisi dimenticate del 2009. L’iniziativa prevede anche un sito web www.crisidimenticate.it, un libro di 160 pagine acquistabile qui e  un rapporto di 27 pagine che è liberamente scaricabile a questo indirizzo, la cui lettura è abbastanza sconvolgente… perchè, oltre a descrivere la drammatica situazione delle 10 crisi, mette in confronto lo spazio dedicato dai TG a queste emergenze, rispetto al gossip, agli scandali e a vari atti criminali, mostrando quali sono le priorità dei nostri mezzi di (dis)informazione di massa.

Queste sono le 10 crisi:

  1. Afghanistan: la politica degli aiuti impedisce a molti civili l’accesso all’assistenza umanitaria.
  2. AIDS: i finanziamenti sono bloccati nonostante milioni di persone ne abbiano bisogno.
  3. Repubblica Democratica del Congo: il clima di violenza non dà tregua ai civili nelle regioni orientali.
  4. Malnutrizione infantile: i fondi assolutamente inadeguati minano i risultati ottenuti nel trattamento di questa malattia.
  5. Malattie dimenticate: la scarsità di fondi investiti nella ricerca e sviluppo e nella diffusione nel trattamento dei pazienti.
  6. Pakistan: Civili intrappolati nella violenza.
  7. Somalia: civili in trappola tra violenza e mancanza di accesso alle cure.
  8. Sri Lanka: migliaia di feriti nell’ultimo atto di una guerra che infiamma il Paese da più di 10 anni
  9. Sudan: condizioni drammatiche per le popolazioni del Sudan meridionale e del Darfur.
  10. Yemen: civili intrappolati in una guerra brutale  nella parte settentrionale del Paese.

Perchè queste crisi sono dimenticate

Queste crisi appaiono molto di rado fra le notizie dei nostri telegiornali e perciò sono “dimenticate”. Il rapporto analizza i dati, raccolti dall’osservatorio di Pavia, sui telegiornali delle tre reti rai e delle 3 reti mediaset con risultati a dir poco sconvolgenti… Ad esempio, nei tg dei 6 canali…

Nel 2007 sulle crisi in Somalia, Darfur, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana e sul Ciad sono state date 41 notizie… su Paris Hilton 63 notizie.
Nel 2008 sulla Malnutrizione sono state date 110 notizie… su Carla Bruni 208. Sulla situazione in Sudan sono state date 53 notizie… sul caldo estivo 81 notizie. Sul colera in Zimbabwe sono state date 12 notizie… sulla coppia Briatore-Gregoraci 33 notizie.
Nel 2009 il delitto di Garlasco (585 notizie) supera le notizie dal Pakistan (225), il delitto di Perugia (536 notizie) straccia la guerra in Sri Lanka (53 notizie), mentre i saldi (122 notizie) e il caldo (246 notizie) sopravanzano la malnutrizione e la fame nel mondo (116 notizie).

dati tratti dal Rapporto crisi dimenticate 2009

Cosa fare

I Medici senza frontiere chiedono a tutti di adottare queste crisi, cercando di dare visibilità a questi fatti. Basta collegarsi a questa pagina per dare il proprio contributo: i privati possono adottare queste crisi tramite facebook, mentre Scuole, le Università, i giornali, i blog e i  media in generale possono impegnarsi a diffondere le notizie sulle crisi.

60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

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Oggi è il 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e i media traboccano di celebrazioni retoriche su questa data…

Purtroppo, fintanto milioni di persone continueranno a morire per fame, carestie, guerre, povertà… la Dichiarazione resterà un fallimento… ovvero carta straccia…

Leggete ad esempio cosa scriveva Jean Ziegler sulla mortalità per fame.

Secondo Jean Ziegler (il Relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto al cibo per il 2000 a marzo 2008), la mortalità a causa di malnutrizione rappresentavano il 58% della mortalità totale nel 2006: “Nel mondo, circa 62 milioni di persone, tutte le cause di combinato di morte, muoiono ogni anno. Nel 2006, più di 36 milioni sono morte di fame o di malattie a causa di carenze di micronutrienti.

Tratto dalla voce “Malnutrizione” su Wikipedia

Amnesty International ha fatto un comunicato con un bilancio di questi 60 anni del quale vi lascio un piccolo estratto…

I passi avanti nel campo dei diritti umani conseguiti negli scorsi sei decenni comprendono:

* l’adozione di trattati internazionali e di legislazioni nazionali;
* il riconoscimento dei diritti delle donne e dei bambini;
* la creazione del Tribunale penale internazionale e i procedimenti per crimini di guerra e contro l’umanità da parte dei tribunali internazionali e, in alcuni casi, di quelli nazionali;
* l’istituzione dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite e, in alcuni paesi, di commissioni nazionali sui diritti umani;
* la fine dell’uso della pena di morte in oltre due terzi del pianeta;
* i progressi nel controllo delle armi;
* un forte appoggio della società civile ai diritti umani, come attraverso la rete mondiale dei difensori dei diritti umani e delle organizzazioni per i diritti umani.

I fallimenti comprendono:

* le massicce violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario nei conflitti armati;
* l’aumento degli attacchi dei gruppi armati e dei gruppi terroristici contro i civili;
* la violenza contro le donne e i bambini, compreso il reclutamento dei bambini e delle bambine soldato;
* la negazione dei diritti economici e sociali a milioni di persone che vivono in povertà;
* la corruzione e l’iniquità dei sistemi giudiziari di molti paesi;
* l’uso della tortura e di altre forme di maltrattamento;
* la negazione dei diritti dei rifugiati e dei migranti;
* gli attacchi agli attivisti, ai giornalisti e ai difensori dei diritti umani;
* la soppressione del dissenso in molti paesi;
* la discriminazione sulla base della razza, della religione, del genere e dell’identità.

tratto dal Comunicato ufficiale di Amnesty International sul 60° anniversario.

Conserviamo e meditiamo la Dichiarazione e facciamo in modo che non resti carta straccia anche in futuro…

Qui il testo completo della Dichiarazione pubblicato dal sito Peacereporter.net

Qui la storia della Dichiarazione tratta da Wikipedia

*** foto 003 by Filipe Moreira – flickr