
Banner Liberiamoci del maiale.
Con questo post aderisco all’iniziativa “Liberiamoci del maiale” che è stata lanciata dalle food blogger Madama Bavareisa e Kemikonti e che ha lo scopo di chiedere le dimissioni di Berlusconi e del suo Governo.
Per chi volesse leggere tutto il post con cui viene lanciata l’iniziativa può leggere questo link… io vi metto un piccolo estratto della presentazione e passo poi a dare il mio piccolo e modesto contributo…
Rieccoci qui, un gruppo di bloggers stufe dei comportamenti insultanti nei confronti delle donne del presidente del Consiglio. Atteggiamenti già noti da tempo, ahimé, ma che adesso hanno oltrepassato davvero ogni limite, manifestandosi in modo chiaro ed univoco agli occhi di chiunque abbia un minimo di buon senso e una dose di dignità.[...]
Chi è disgustato quanto noi dovrebbe pubblicare entro domenica 6 febbraio una ricetta in cui il maiale sia protagonista…non importa se cucinerete un sontuoso carré o un panino alla mortadella, non è un vero e proprio contest, ma un’iniziativa di dissenso… fotografate un wurstel, se non avete tempo di cucinare, ma partecipate ugualmente! E per i bloggers non-food, sarà sufficiente aprire un post e commentare… a ruota libera!
Basterà esporre il banner dell’iniziativa, spiegando nel post le ragioni della propria partecipazione, i vostri motivi di disgusto[...] Valgono anche le ricette già pubblicate, e ovviamente non solo da donne!! ^_^ [...] “tutto ciò che acquistiamo per poter preparare un piatto..è politica, far quadrare i conti è un atto di eroica politica ai giorni nostri” e aggiungo che il nostro essere donne attive degne di rispetto va ben oltre le quattro pareti rassicuranti di una cucina. Come ci è venuta l’idea del maiale? Beh… per analogia, ovviamente![...]
tratto dalla presentazione dell’iniziativa “Liberiamoci del maiale” dal sito di Norma Campignano (Madama Bavareisa)
Mi sono chiesto se e come potevo dare il mio contributo: sono un uomo, non sono un food blogger e come ricette non ho ne’ la maestria ne’ la fantasia che hanno tutti gli altri/le altre partecipanti all’iniziativa, però sono arrabbiatissimo con questo governo e farei di tutto per mandare a casa il maiale e tutta la sua corte. Il disgusto che provo l’ho già scritto nel mio post “Bunga Bunga” dello scorso 18 Gennaio: dato che è un sola frase ve la ripeto anche qui:
Se tutto questo fosse vero si tratterebbe di un vecchio dell’età di mio padre che, pagando, si tromba delle ragazzine minorenni dell’età di mia figlia… Non mi ritengo un bacchettone, però… CHE SCHIFO!
tratto dal mio post “Bunga Bunga” dello scorso 18 Gennaio
Logicamente non posso liquidare così il mio post e perciò, non essendo un cuoco sopraffino, ma essendo un discreto buongustaio vorrei suggerirvi un salume tipico delle mie parti, la cui produzione viene fatta con gli scarti degli scarti della lavorazione del maiale e che dimostra come, con l’antica sapienza popolare e un po’ di impegno, si possono tirare fuori delle ottime cose anche dai rimasugli. Caro Mr.B se ne vada e il popolo italiano saprà ricostruire un paese migliore e rendergli dignità anche partendo dagli scarti di 17 anni di Berlusconismo!!!!!
La mortadella di Prato.

foto "La mortadella di Prato" tratta dal sito di Slow Food"
La mortadella di Prato è un salume povero, bollito, tradizionalmente fatto con gli scarti della lavorazione del maiale e “nobilitato” da una forte speziatura a base di pepe nero macinato e in grani, sale, polpa d’aglio pestato, macis, coriandolo, cannella, chiodi di garofano e alkermes. L’uso dell’alkermes, oltre a dare l’inconfondibile aroma a questa mortadella, serviva in passato a ravvivarne il colore per farla assomigliare il più possibile alle mortadelle vere.
Dimenticato nel periodo del boom economico, questo salume povero è stato riscoperto e rilanciato come presidio Slow Food negli anni ’90 e adesso è molto ricercato… Auguro allo stesso modo agli italiani di voltare pagina con Mr B. e successivamente di “riscoprirsi” e “rilanciarsi”…
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