Io, cittadino toscano, sto con Marco Lenzoni.

Foto

Foto “Anàlisi de sang” by mina. – flickr

La ASL 1 di Massa Carrara è da anni nell’occhio del ciclone per un buco di bilancio di ben 200 milioni di euro (qui un articolo da “Il fatto quotidiano”). In questi giorni è tornata alla ribalta per un gesto di generosità di un proprio dipendente che è stato assurdamente interpretato dalla nuova dirigenza come un atto che avrebbe gettato discredito sull’immagine dell’Azienda.

Gennaio 2013. Una signora indigente si presenta allo sportello della ASL per fare le analisi del sangue alla figlia febbricitante e in stato di salute precario da almeno 6 settimane. Purtroppo non ha i soldi per pagare anticipatamente il ticket e secondo le circolari della ASL, avrebbe dovuto riportare a casa la figlia senza farle le analisi. Marco Lenzoni, infermiere in servizio al centro prelievi di Montignoso, basandosi sul codice deontologico della sua categoria, mette mano al portafoglio e paga personalmente i 40€ di ticket permettendo alla  ragazza di farsi le analisi del sangue.

Successivamente Marco Lenzoni denuncia l’accaduto ai media e come conseguenza la dirigenza della ASL Apuana, secondo quanto riportato dalla stampa locale e nazionale, lo minaccia di un provvedimento disciplinare per aver danneggiato l’Azienda ed aver gettato discredito sulla sua immagine. Provvedimento che potrebbe tradursi in una multa, in una sospensione oppure sfociare addirittura in un eventuale licenziamento. In attesa degli sviluppi futuri intanto la signora delle analisi ha già rimborsato a Marco l’importo del ticket.

Ecco, questa sarebbe una foto della tanto famosa “Sanità Toscana”: all’umanità e alla professionalità dei tantissimi operatori sanitari (medici, infermieri, tecnici, … ) che nonostante i tagli si fanno davvero in quattro per i malati, fa da contraltare una dirigenza amministrativa che, secondo il mio opinabile e modesto parere di cittadino, mostrerebbe tutta l’arroganza del potere, tutta l’indifferenza verso il diritto alle cure dei cittadini e tutto il voler misurare la salute col metro dei $oldi… Avere sulle spalle 200 milioni di euro di buco di bilancio e negare le analisi ad una cittadina indigente per 40€ di ticket mi sembra proprio il sintomo di “chi farebbe il forte con i deboli e il debole con i forti”. Secondo il mio parere  il detto “NO MONEY, NO PARTY” andrebbe cambiato in “NO MONEY NO SALUTE…”

D’altra parte anche le parole del vocabolario hanno un peso: una volta avevamo gli OSPEDALI, poi sono venute le AZIENDE SANITARIE, ora abbiamo le SOCIETA’ DELLA SALUTE. Cosa ci riserverà il dizionario del futuro? Forse la BORSA DEL BENESSERE o la PIAZZA AFFARI DELL’IGIENE ? Oppure lo SPREAD SPECULATIVO DELLA SALUTE?

***

Petizione a sostegno di Marco Lenzoni

Link alle fonti della notizia

AGGIORNAMENTO delle 8.55

Apprendo dal sito GONEWS (qui la notizia completa) che, se la notizia è vera, ieri la la direzione della Asl avrebbe affermato “L’infermiere Marco Lenzoni non rischia il posto di lavoro, soltanto un richiamo, una sorta di rimprovero. Può stare tranquillo”. Pare che questo cambiamento sia arrivato dopo che ieri Marco Lenzoni è stato ospite della trasmissione televisiva di Canale 5 “Mattino5″. Potere della televisione…

Il canarino e Freedom House.

foto canary8.JPG by Greencolander - flickr.

foto canary8.JPG by Greencolander - flickr.

Ho un parente che da decenni alleva canarini per hobby e gli ho sempre contestato che è molto triste vedere quegli uccellini  così variopinti che cantano prigionieri in una gabbietta.

Questa persona si è sempre giustificata dicendo che si tratta di bestiole  d’allevamento,  nate e cresciute in gabbia e che pertanto considerano la gabbia  come il loro universo e non potrebbero vivere all’esterno. Se per caso un canarino scappa dalla gabbia, molto  spesso muore nel giro di pochi giorni perché è impreparato a vivere nel mondo da animale libero. Non ha le ali abbastanza robuste per volare a lungo, non sa dove reperire il cibo e l’acqua al di fuori delle mangiatoie nella gabbietta e soprattutto non conosce e  non sa difendersi dai pericoli (in primo luogo dai gatti…).

Perché scrivo tutto questo? Perché ho sempre più la sensazione che i miei connazionali siano dei canarini in gabbia… Date ad un italiano un paio cellulari e una tv piatta col decoder per vedere le partite e un paio di tette di qualche letteronza e questi non si accorgerà di essere rinchiuso in una gabbietta e berrà tutte le bufale  della disinformazione televisiva di regime.

Vent’anni e passa di televisione commerciale, di giornali pilotati da gruppi economici e di potere che limitano informazione a gossip e poco altro, hanno spento (se mai ci fosse già stato) lo spirito critico e la capacità di analizzare le notizie leggendo “fra le righe”. Purtroppo in tanti italiani non riescono a capire che a volte in un tg o in un articolo di giornale è più pericoloso “il non scritto” che “lo scritto”.

L’italiano medio, non solo non si immagina che fuori dalla gabbietta c’è un altro mondo,  ma è talmente assuefatto alla situazione che  quando qualcuno viene a svegliarlo e lo induce a guardare fuori dalle sbarre, il “canarino” risponde di non rompere le scatole e tratta colui che sta tentando di aprigli gli occhi offendendolo come un criminale, un sovversivo o qualcuno di potenzialmente pericoloso!

Nei giorni scorsi Freedom House, organizzazione non-profit fondata nel 1941 negli Usa e il cui scopo è analizzare la libertà di stampa per la difesa della democrazia e la libertà nel mondo, ha declassato l’Italia da Paese Libero a Paese Parzialmente Libero (unico paese occidentale semi-libero insieme alla Turchia), ben al di sotto di stati quali Ghana, Mali, Benin etc…

(Qui la mappa di Freedom House e Qui la classifica di Freedom House)

Nei media “ufficiali”, ascoltati e letti dai “canarini”, nessuno ne ha parlato (tranne qualche trafiletto), mentre in rete sono centinaia i blog e i siti che hanno riportato la notizia pubblicando anche le motivazioni del declassamento… (alcuni esempi:  psicopadova, byoblugianluca santilliwhere is my mind?, Beppegrillo, Il ponente, Data’s Memories etc…).

Su un forum, una persona che conosco si domanda perchè tanti  blogger sono indignati per l’articolo 60 del decreto sicurezza (qui il link al testo) e dice “fatemi capire…” Basterebbe leggere tra le righe dell’articolo del decreto e guardare un po’ più in là del proprio naso, per capire che lo scopo reale dell’articolo 60 non è perseguire alcuni reati, ma intimidire i blogger per mettere il bavaglio all’unica voce libera rimasta in Italia: la rete !

Freedom House l’ha capito… i canarini no!