Dieci Onlus per me, posson bastare….

Foto

Foto “Peace. Love. Respect.” by head.WEST – flickr

Tempo di dichiarazione dei redditi e quindi di scelta dell’Associazione Onlus a cui devolvere il nostro 5 per mille. Come ho scritto in un analogo post di alcuni anni fa:

…l’Associazione a cui ognuno devolve il proprio 5 per mille è un po’ come la fidanzata… Ognuno  ha nel cuore la sua e per lui è la più bella del mondo!

Partendo da questa considerazione mi sono chiesto… perchè non parafrasare il brano di Mogol e Battisti “Dieci ragazze” e fare un elenco delle dieci Associazioni che ritengo più meritevoli per ricevere il 5 per mille?

Per ognuna trovate il codice fiscale da segnare sul 730, il link alla loro pagina del 5 per mille e una breve frase sul perchè secondo me se lo meritano.

1) Movimento Shalom – C.F. 91003210506

Perchè a casa mia abbiamo due adozioni a distanza e io stresso la Chiara tutte le settimane. Perchè i progetti nel Sud del Mondo sono fatti con la popolazione locale e creano veri posti di lavoro e posti a scuola, invece di calare dall’alto assistenzialismo e beneficenza.

2) Emergency – C.F. 97147110155

Perchè Emergency è forse l’unico motivo per cui ancora vale la pena dirsi orgogliosi di essere italiani.  Perchè costruisce ospedali d’eccellenza nei paesi martoriati dalle guerre, quelle che il nostro Stato e i media di regime continuano a chiamare “missioni di pace”. Perchè voglio che la rivista “E-il mensile” torni nelle edicole.

3) Ospedale Pediatrico Meyer – C.F. 94080470480

Perchè è una delle eccellenze della Pediatria italiana. Perchè l’ospedale è così bello che non sembra nemmeno un ospedale. Perchè al suo interno viene svolta tantissima ricerca scientifica dedicata alle malattie infantili soprattutto a quelle genetiche e ai tumori. Perchè i clown del Meyer sono divertentissimi.

 4) Mani Tese – C.F. 02343800153

Perchè tramite il riuso, il riciclo e la vendita di tanti oggetti che altrimenti sarebbero finiti in discarica promuovono progetti di giustizia e di cooperazione allo sviluppo nel Sud del Mondo. Perchè nei loro mercatini trovo un sacco di cose per le mie collezioni a prezzi imbattibili e contemporaneamente faccio del bene. Perchè mi piace la loro lotta a favore della Sovranità Alimentare.

5) Greenpeace – C.F. 97046630584

Perchè le loro azioni a favore dell’ambiente e del pianeta sono altamente spettacolari ma allo stesso tempo sempre non violente. Perchè il clima e l’ambiente non possono aspettare!

6) Trisomia 21 Firenze – C.F. 94020840487

Perchè si occupa dell’integrazione e dell’autonomia delle persone Down. Perchè Antonella è il presidente di Onlus più vulcanico che io abbia mai conosciuto. Perchè il loro blog è uno dei più simpatici e divertenti della blogosfera (qui potete leggerlo).

7) Associazione Tumori Toscana – C.F. 94076680480

Perchè purtroppo li ho visti all’opera nelle cure domiciliari ai malati di tumore, quando lo scorso anno venivano dal figlio di un mio vicino di casa.

8) Emmaus Italia – C.F. 92040030485

Perchè, come Mani Tese, anche loro riciclano e riusano gli “scarti” della società consumista. Perchè con i proventi dei loro mercatini  finanziano azioni a favore delle persone più svantaggiate, sia in Italia che nel resto del mondo. Perchè la loro azione si ispira a quella di una delle più grandi figure europee dello scorso secolo: l’Abbé Pierre! Perchè è un piacere frugare fra le loro cianfrusaglie per trovare oggetti per le mie collezioni…

9)  Libera – C.F. 97116440583

Perchè se vogliamo che l’economia italiana si riprenda dobbiamo sconfiggere la criminalità organizzata e la corruzione. Perchè la loro pasta biologica è ottima… e pure le arance!

10) Regalami un sorriso – C.F. 92076170486

Perchè sono un gruppo di podisti e di fotografi che corrono e/o scattano foto e contemporaneamente fanno della solidarietà. Perchè lo scorso anno hanno donato decine di defibrillatori a associazioni, enti, gruppi sportivi delle provincie di Prato, Firenze e Pistoia, curando anche la formazione del personale.

Avrei molte altre associazioni da segnalare ma purtroppo, proprio come con la fidanzata, anche nel 730 vige la monogamia e quindi bisogna segnare una sola onlus… Che peccato non devolvere qualcosa a tutti…

Le Mele della Guerra e il Campo del Vasaio.

foto locandina trovata su internet e succesivamente rielaborata da unpodimondo

foto locandina trovata su internet e successivamente rielaborata da unpodimondo

Premessa

E’ con profonda tristezza che scrivo il post che state per leggere e mi scuso se l’articolo sarà lungo e volutamente provocatorio, ma la storia che sto per raccontarvi ha urtato la mia sensibilità di pacificista e antimilitarista. Da una decina d’anni sono un convinto sostenitore del Movimento Shalom e posso testimoniare personalmente della bontà dei progetti e delle inizitive portati avanti dai suoi volontari a cui mi onoro di appartenere. Ancora prima di far parte di Shalom sono stato impegnato fin dall’infanzia in gruppi missionari e per la pace. Nel 1986, dal mio rifiuto per le armi, scaturì anche la scelta di diventare obiettore di coscienza al servizio militare. Di quei 20 mesi al servizio della Caritas di Firenze, oltre al lavoro quotidiano con gli anziani, ricordo un interessantissimo corso di formazione su armi, commercio delle armi, disarmo e antimilitarismo che ci tenne per quasi una settimana Padre Ernesto Balducci (eravamo negli ultimi scampoli di guerra fredda, ai tempi di Reagan e Gorbaciov).

E dopo questa premessa, il post:

Le Mele della Guerra e il Campo del Vasaio.

Chi legge questo blog sa che in passato ho fatto il volontario ed ho pubblicizzato l’iniziativa delle “Mele della Pace” del Movimento Shalom, i cui proventi vanno alla costruzione di scuole e centri di formazione per la pace e i diritti umani in Africa.  Nel 2012 non ho potuto partecipare perché convalescente da un piccolo intervento chirurgico ma negli anni passati sono sempre stato con i volontari di Firenze a vendere le “Mele per la Pace” al supermercato de “Le Piagge” di Firenze.  (qui, qui, qui, qui e qui i post relativi).

L’altro giorno, leggendo l’ultimo numero della rivista trimestrale del Movimento, sono rimasto sconvolto dall’articolo e dalle foto pubblicate a pag. 36 (potete scaricare la rivista dal mio post di ieri). L’articolo a cui mi riferisco è quello intitolato “EVENTO NAZIONALE: LA CAMPAGNA DELLE MELE e fa il resoconto dell’iniziativa del 2012. Dopo aver fatto i consueti (e un po’ frettolosi) ringraziamenti a tutti i volontari, alle ditte che hanno fornito le Mele, ai parroci e alla Coop, il pezzo si conclude con uno sperticato ringraziamento “particolare”, con tanto di foto che vi riporto qui sotto (cliccando sull’immagine la foto si ingrandisce):

Particolare di pag.36 del Numero 1/2013 de trimestrale di Shalom

Particolare di pag.36 del Numero 1/2013 de trimestrale di Shalom

L’autore del pezzo ringrazia “in particolare” la Brigata Folgore per aver concesso l’apertura di uno stand alla “Festa dei paracadutisti di Pisa”.

Basta andare a questo link su wikipedia per leggere che la Brigata Folgore ha partecipato a tutte le guerre mascherate da operazioni di pace sparse per il mondo (tra l’altro su Wikipedia le chiamano proprio “missioni di guerra”): Afghanistan, Iraq, Sudan, Somalia, Kosovo, Bosnia Erzegovina e altri paesi (per assurdo addirittura in alcuni paesi in cui Shalom opera proprio per rimediare ai danni della guerra). Per dire pane al pane e vino al vino, secondo il mio modesto e opinabile parere, si tratta di quelle forze armate che sono andate nel pianeta a spargere raffiche di “pace, democrazia e diritti umani”. Solo, che chi veniva colpito da tutti questi “diritti umani” spesso restava sdraiato sull’asfalto in una pozza di sangue. I più “fortunati” invece, se arrivavano in tempo all’ospedale, potevano incontrare i medici e gli infermieri di Emergency che li rimandavano a casa con delle belle protesi gratuite che sostituivano gli arti che le sventagliate di “democrazia occidentale” gli avevano portato via. D’altra parte, anche se  la foto pubblicata sul giornale è molto piccola, mi par di intuire (ma potrei anche sbagliarmi) che quei soldatini tutti in fila non abbiano in mano ramoscelli  d’ulivo ma piuttosto strumenti di morte.

Secondo la mia sensibilità (del tutto opinabile) le “Mele della Pace” vendute nelle piazze e nei centri commerciali profumano di impegno civile e diritti umani mentre quelle vendute sui sagrati delle Chiese profumano di impegno missionario e aiuto al prossimo. Secondo il mio parere, credo che le Mele vendute alla festa della Folgore non profumassero di niente, anzi puzzassero pure un po’:  di bruciato, di polvere da sparo e di sangue rappreso. Credo che nessuno, fra tutti “Gli eroi della Pace” di cui parla Don Andrea Cristiani settimanalmente  in tv e sulla rivista del Movimento, avrebbe mai accettato di mettere un banchino di tal genere alla festa della Folgore. Voi ve l’immaginate Padre Balducci, Simone Weil, Fabrizio De André, Gandhi o Martin Luther King a vendere le “Mele della Pace” in un tale contesto, in cui vengono esaltati proprio i disvalori della Guerra? Secondo me tutti avrebbero declinato l’invito dicendo un semplice «No, Grazie. Non è il caso.» Suvvia, siamo seri: pensate davvero che il Don Milani di “L’obbedienza non è più una virtù” o della “Lettera ai cappellani militari” avrebbe accettato un tale invito? Se conosco un pochino gli scritti di Don Milani mi immagino, con tutta la mia fantasia, che lui il banchino delle “Mele della Pace” l’avrebbe messo provocatoriamente fuori dall’Arena Garibaldi, non dentro. Giusto per ribadire che lui era “altro” e “contro” la Guerra.

Lo so che adesso molti dei miei lettori obietteranno che anche i soldi raccolti in quella festa vanno a finanziare le opere di pace che porta avanti il Movimento e che quindi da un male potrebbe nascere un bene, però io vi domando: sapere l’origine di questi soldi non vi mette in difficoltà? Non scuote le vostre coscienze?

Faccio un altro esempio del tutto teorico. Ipotizziamo che un giorno, dalla porta della sede del Movimento, entri un facoltoso emissario di una multinazionale che produce ed esporta armi e offra al Movimento un sostanzioso assegno che magari copra un intero progetto benefico, per completare il quale ci vorrebbero dieci anni di vendite di mele, spettacoli teatrali, e cene di beneficenza. I responsabili del Movimento, sapendo che l’assegno è frutto di sangue, che farebbero? Prenderebbero i soldi lo stesso per dedicarli ad un’opera pia o li rifiuterebbero in un sussulto di dignità e di coerenza?

Il problema è vecchio quanto il mondo tanto che qualcuno ci aveva pensato anche duemila anni fa…

Allora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò le trenta monete d’argento ai sommi sacerdoti e agli anziani dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «Che ci riguarda? Veditela tu!». Ed egli, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi. Ma i sommi sacerdoti, raccolto quel denaro, dissero: «Non è lecito metterlo nel tesoro, perché è prezzo di sangue». E, tenuto consiglio, comprarono con esso il Campo del vasaio per la sepoltura degli stranieri. Perciò quel campo fu denominato “Campo di sangue” fino al giorno d’oggi.

Dal vangelo di Matteo (capitolo 27, 3-10)

Questa piccola cosa è stata per me così spiacevole che ho deciso che quest’anno seguirò l’esempio di mia moglie e darò il mio 5 per mille ad Emergency, invece che al Movimento Shalom. Abbiate pazienza ma credo che Gino Strada non avrebbe mai messo un banchino in un luogo del genere (e non se ne sarebbe poi vantato con un “ringraziamento particolare”).

Rossella Urru è finalmente libera…

Foto "Rossella Urru Libera" by Dott. Fonk, Sardegna. Fumetti ribelli! - flickr

Foto “Rossella Urru Libera” by Dott. Fonk, Sardegna. Fumetti ribelli! – flickr

Dopo 270 giorni di prigionia finalmente Rossella Urru è libera! La cooperante sarda  del Cisp (Centro Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli), che lavorava nei campi profughi Saharawi di Rabuni (Algeria), in queste ore sta tornando a casa. Non mi interessa sapere se è stato pagato un riscatto o se in cambio sono stati liberati altri prigionieri: adesso è il momento della gioia e della festa ed è giusto che nel suo paese suonino le campane e che ci siano i caroselli con le auto a clacson spianati! E’ altrettanto doveroso ringraziare chi, a qualsiasi titolo, si è impegnato per la sua liberazione: dall’ultimo utente di facebook che ha condiviso l’appello per la liberazione fino alle più grandi istituzioni della Repubblica.

Eppure in tutto questo tripudio di gioia, il bastiancontrario che è in me si sente a disagio, soprattutto quando legge le dichiarazioni gongolanti dei nostri ministri. Ecco cosa dicono i ministri Andrea Riccardi e Giulio Terzi:

[...]Rossella è una cooperante, una donna coraggiosa, che crede nel valore della solidarietà e della promozione del dialogo tra i popoli. E’ figlia dell’Italia migliore, quella che guarda al futuro, quella di cui possiamo tutti essere fieri. [...]

Dichiarazione del ministro Andrea Riccardi da “L’Unione Sarda”.

[...]Rossella è il simbolo del coraggio, della dignità e della fierezza delle donne italiane, che lavorano in terreni di cooperazione e rappresentano la dignità, l’orgoglio e la grandezza del nostro Paese. [...]

Dichiarazione del ministro Giulio Terzi da “La Repubblica”.

Cari ministri, nei vostri bei discorsi avete entrambi dimenticato di aggiungere una frase che completerebbe davvero quello che dovevate dire… Al termine della dichiarazione in cui elogiate il lavoro e la fierezza di Rossella, secondo il mio modesto parere, potevate aggiungere che lei e le altre centinaia di cooperanti e associazioni non governative fanno un lavoro prezioso, “…nonostante che il nostro governo i tagli i fondi per il terzo settore e per la cooperazione internazionale, nonostante che il nostro governo continui a finanziare le guerre mascherate da missioni di pace, nonostante che il nostro governo continui a destinare soldi all’acquisto dei cacciabombardieri F35, nonostante che il nostro governo, con i tagli ai servizi pubblici e l’aumento delle tasse, faccia di tutto per impoverire i cittadini italiani che con le loro piccole offerte sono i maggiori sostenitori di tutte queste organizzazioni non governative.”  Purtroppo so che queste cose non le direte mai perchè voi, mentre festeggiate il ritorno di Rossella Urru,  in nome del profitto a tutti i costi, continuate a prendere ordini ed perseguire la politica di riduzione in miseria dei cittadini, voluta dal Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale.

Ecco che cosa ha scritto ieri Cecilia Strada nel suo messaggio per la chiusura del mensile di Emergency…

[...] la crisi economica globale ha dato un colpo durissimo a tutte le realtà che, come Emergency, vivono soprattutto delle donazioni dei piccoli contribuenti: proprio le prime vittime della crisi. La difficile situazione mondiale riempie le sale d’attesa delle nostre strutture sanitarie, anche in Italia, dove visitiamo sempre più cittadini italiani; la difficile situazione mondiale priva i nostri sostenitori – per la maggior parte, proprio cittadini italiani – della possibilità di continuare a donare per tutte le buone cause come quella di Emergency. Essere costretti a lavorare sempre di più, potendo contare su sempre minori risorse economiche: questa, in estrema sintesi, è la realtà che Emergency sta affrontando da più di un anno. [...]

Dal messaggio di Cecilia Strada per la chiusura del mensile di Emergency.

Cari ministri e cari politici, è probabile che nelle prossime ore o nei prossimi giorni andiate a ricevere o a parlare con Rossella Urru. Andateci col capo cosparso di cenere perchè, secondo il mio modesto parere di cittadino, se la nazione è fiera della dignità e del lavoro per la pace fatto da Rossella Urru, non lo è altrettanto della politica del vostro governo…

Terremotati arrangiatevi… lo Stato di Monti e Napolitano (forse) non pagherà la ricostruzione.

Foto "20 maggio 2012 - Il terremoto in Emilia Romagna" by "Il Fatto Quotidiano" - flickr

Foto “20 maggio 2012 – Il terremoto in Emilia Romagna” by “Il Fatto Quotidiano” – flickr

Il terremoto in Emilia Romagna, che ha colpito ieri le provincie di Modena e Ferrara,  potrebbe rivelarsi molto particolare perchè potrebbe essere  la prima catastrofe naturale in cui lo stato (la “s” minuscola è voluta) non pagherà la ricostruzione ai cittadini che hanno perso tutto.

Il governo di Mario Monti,  non eletto da nessun cittadino, ma tenuto in piedi da Napolitano, dalla casta dei partiti e dal mondo ultraliberista delle banche, della finanza e delle assicurazioni, lo scorso 16 Maggio 2012 avrebbe pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale un decreto di riorganizzazione della Protezione Civile in cui in sostanza si direbbe che lo stato, in caso di terremoti, alluvioni o altre catastrofi naturali, non pagherà più la ricostruzione dei fabbricati (case e aziende) dei cittadini privati.

Di fatto il provvedimento (a cui dovrà seguire entro 90 giorni un regolamento attuativo) apre un varco alle speculazioni  delle assicurazioni private che sicuramente faranno affari d’oro e sancirà la discriminazione fra i cittadini vittime di catastrofi naturali. Chi avrà l’assicurazione privata avrà anche la ricostruzione, chi non se la potrà permettere non avrà niente. Chi abita in zone sismiche o ad alto rischio idrogeologico, forse sarà costretto a pagare  premi più alti o addirittura potrebbe vedere rifiutarsi la polizza dalle assicurazioni.

Non solo: le emergenze, per decreto, dureranno 60 o  al massimo 100 giorni e  solo in questo periodo le spese verranno pagate dallo stato… Successivamente i terremotati, gli alluvionati o le vittime delle catastrofi dovranno arrangiarsi da soli… In compenso lo stato continuerà a buttare soldi nell’acquisto di armi e aerei da guerra, nelle guerre esportatrici di democrazia, nella TAV e in mille altre opere inutili…

Non ho avuto modo di leggere il decreto, perciò riporto quanto ho appreso dalle alle fonti di stampa che potete leggere al termine del post. Se la notizia  fosse vera sarebbe uno scandalo, perchè cancellerebbe di colpo i principi di civiltà, di sussidiarietà e solidarietà che stanno alla base dell’unità nazionale. Solo un cinico governo di tecnici poteva fare un decreto simile. Credo che nessun politico, nemmeno il peggior Berlusconi del terremoto de L’Aquila, avrebbe potuto spingersi a tanta incivilità.

Che la notizia sia vera o meno, credo che sia giunta l’ora che questo manipolo di pseudotecnici liberisti, al servizio della finanza e delle banche lasci gli scranni governativi e che gli italiani siano chiamati ad eleggere un governo vero, espressione della volontà  popolare!

Fonti:

Un proverbio africano.

Foto "Elephant Fight" by The.Rohit  - flickr

Foto "Elephant Fight" by The.Rohit - flickr

Quando gli elefanti fanno la guerra, è l’erba ad essere calpestata.

proverbio africano

Un altro punto di vista…

Foto "Fishermen at beach near Alleppey Kerala 1" by Pondspider - flickr

Foto "Fishermen at beach near Alleppey Kerala 1" by Pondspider - flickr

In questi giorni sto seguendo la storia dei due pescatori indiani uccisi  in Kerala (forse) dai militari italiani (qui la cronaca). Non voglio prendere posizione in questa triste storia di morte che è diventata una questione diplomatica e giudiziaria fra Italia ed India e che, purtroppo sul web ha scatenato una guerra indegna fatta di offese da una parte all’altra (basta leggere qui). Aspetto perciò che  giustizia e la diplomazia facciano il loro corso per dirci come sono andate veramente le cose…

Vorrei però portare una piccola testimonianza che serva a correggere anche un po’ di inesattezze che leggo sulla stampa italiana. Come alcuni miei lettori già sanno dal 2006 abbiamo un’adozione a distanza (qui l’ultimo post) proprio in Kerala e proprio di una  ragazza che proviene da una famiglia di poveri pescatori che non dovrebbe essere molto diversa da quelle dei due che sono stati uccisi. Inutile dire che appena abbiamo letto la notizia ci siamo fiondati sulla stampa indiana per cercare i nomi dei pescatori uccisi (Valentine Jalastine di 45 anni e Ajeesh Pinku di 25). Dopo aver tirato un respiro di sollievo perchè il nome non corrisponde a quello del padre della nostra bimba, ci siamo chiesti come è possibile crivellare di colpi dei poveri e pacifici pescatori che cercano solo di portare a casa quel poco che  permetta la sussistenza delle loro famiglie.

Premetto che non sono mai stato in Kerala (mi piacerebbe molto andarci) ma conosco personalmente e sono in contatto diretto con persone del luogo e perciò vorrei raccontarvi due o tre cosette.

  • Il Kerala è uno stato in cui da secoli convivono pacificamente tre religioni: induismo, islam e cristianesimo. Addirittura, secondo le tradizioni,  il cristianesimo sarebbe stato portato in questo stato direttamente dall’apostolo  San Tommaso, per cui la convivenza pacifica con le altre religioni dura da quasi due millenni.
  • Il Kerala è lo stato indiano col maggiore tasso di alfabetizzazione di tutta l’India (oltre il 90%).
  • Il Kerala è considerato la  culla della medicina Ayurvedica.
  • Il Kerala è uno stato con bellissime aree naturali e alcune fra le spiagge e le lagune più belle del mondo, dove si sta sviluppando un turismo sia nazionale che internazionale.
  • Purtroppo nello stato rimangono grosse sacche di povertà rappresentate dai pescatori che praticano una pesca di sussistenza che è condizionata dal regime dei monsoni che per oltre 4 mesi l’anno impedisce tutte le attività di pesca. Nonostante tutto questo i pescatori vivono una povertà molto dignitosa che non impedisce loro di mandare i propri figli a scuola (spesso grazie alle adozioni a distanza). Cercate su internet le foto dei bambini del Kerala: non troverete mai un bimbo o una bimba, per quanto povero, che non sia pulito, curato e pettinato. Dai contatti che ho io si percepisce una povertà vissuta in modo semplice ed umile ma con molta gentilezza, serenità, dignità, rispetto dell’altro e fierezza delle proprie origini.

Detto questo, chi in Italia e sulla stampa volesse far passare l’equazione “poveri pescatori = pirati” oppure “abitanti del Kerala = incivili” sappia che si sta sbagliando di grosso. Mi auguro che la situazione tra Italia ed India si risolva al più presto e secondo giustizia, ma come si sarà capito, il mio affetto e il mio cordoglio va alle famiglie dei pescatori crivellati  da chi (forse) doveva proteggere un carico di petrolio…

…Il solito petrolio per cui in tante aree del mondo si uccidono e si bombardano intere popolazioni.

Un SMS al 45508 per sostenere l’ospedale di Emergency a Kabul.

Un SMS per Emergency

E’ in corso  la campagna SMS solidale di Emergency “SOS EMERGENCY. Sostieni il nostro ospedale di Kabul”. Fino al 19 febbraio 2012, inviando un SMS al numero 45508 o chiamando allo stesso numero da rete fissa, si può sostenere il Centro chirurgico per vittime di guerra a Kabul, in Afghanistan, e i 9 Posti di primo soccorso/Centri sanitari di riferimento nell’area di Kabul.

Gli utenti Tim, Vodafone, Wind, 3, PosteMobile, CoopVoce, Tiscali e Nòverca possono inviare un SMS al numero 45508 del valore di 2 euro; è possibile donare 2 euro anche chiamando lo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, Infostrada, Fastweb, TeleTu e Tiscali.

Volontari in piazza per Emergency

Sabato 11 e domenica 12 febbraio i volontari di Emergency, condizioni  meteorologiche permettendo, saranno presenti in numerose piazze italiane per far conoscere il numero 45508 e presentare i programmi umanitari e le iniziative dell’associazione.

A questo link trovate l’elenco delle città con le piazze che, neve permettendo, dovrebbero ospitare i volontari di Emergency…

La situazione in Afganistan

[...] La guerra, in Afghanistan, ha causato un milione e mezzo di morti e quattro milioni di profughi. Le mine, le cluster bombs e gli ordigni inesplosi che infestano il territorio sono una minaccia costante. Negli ultimi 10 anni, le condizioni di vita della popolazione sono drasticamente peggiorate: il tasso di povertà assoluta è salito dal 23 al 36 per cento; l’aspettativa di vita è scesa da 46 a 44 anni (in Italia è di 81); la mortalità infantile è salita dal 147 al 149 per mille (in Italia è il 3 per mille). Denutrizione, scarso accesso ad acqua sicura, infezioni gastrointestinali e alle vie respiratorie non trovano risposte in un sistema sanitario nazionale inadeguato ai bisogni della popolazione.

Il Centro chirurgico di Kabul è stato aperto nell’aprile 2001 per portare cure gratuite e di elevata qualità alle vittime di un conflitto che durava da decenni. Nell’ospedale, aperto sotto il regime dei talebani, oltre il 40 per cento dello staff locale era femminile. All’inizio dell’ultima guerra contro l’Afghanistan, nell’autunno 2001, Emergency era l’unica Ong internazionale presente nel paese e il suo ospedale di Kabul era il centro di riferimento per i feriti di guerra. Negli anni, il centro si è specializzato anche in traumatologia; da luglio 2010, per far fronte all’aumento dei feriti, i criteri di ammissione sono stati limitati alla sola chirurgia di guerra. La linea del fronte, infatti, si è spostata sempre più vicina alla capitale e sono sempre più frequenti gli attentati in città.

Dall’aprile 2001 a dicembre 2011, il Centro chirurgico di Kabul ha curato oltre 100 mila persone, per oltre il 90% civili. Uno su tre era un bambino. L’ospedale di Kabul è il centro di riferimento per i pazienti visitati presso i Centri sanitari e i Posti di primo soccorso di Emergency di Azra, Ghazni, Logar, Maydan Shahr, Mirbachakot, Said Khil, Sayad, le cliniche di Emergency all’interno degli orfanotrofi maschile e femminile, del riformatorio Juvenile Rehabilitation Center di Kabul e nelle principali prigioni della città. Dal 1999, Emergency ha curato in Afghanistan oltre 3 milioni di persone nei Centri chirurgici di Kabul, di Lashkar-gah e Anabah, nel Centro di maternità di Anabah e nella rete di 30 Centri sanitari e Posti di primo soccorso che ha costruito in tutto il Paese.

tratto dal Comunicato stampa di Emergency per la campagna dell’SMS Solidale

Buon Natale 2011!

Foto "Black Baby Jesus" by Peter Blapps - flickr

Foto "Black Baby Jesus" by Peter Blapps - flickr

Se oggi nascesse Gesù Bambino, nascerebbe un’altra volta ultimo fra gli ultimi…

… nascerebbe dopo un lungo viaggio per sfuggire alla carestia, fatto a piedi  o su un barcone della speranza.

… nascerebbe in una tenda di quelle che  raccolgono i profughi che fuggono dalla fame o dalla guerra o in una di quelle prigioni nostrane che vanno sotto il nome di Centro di Identificazione ed Espulsione oppure in una delle roulotte sporche e  sgangherate che, nelle nostre periferie, cerchiamo di nascondere dietro i cartelloni pubblicitari 6 metri per 3.

… nascerebbe di nuovo bisognoso: di un pugno di riso per sfamare i suoi genitori, di una coperta o anche solo di un cartone per coprirsi, ma soprattutto bisognoso di rispetto e di calore umano.

… nascerebbe indifeso, preda degli Erode dei nostri giorni: sfruttatori del lavoro minorile, pedofili, mercanti di armi, seminatori di mine anti-uomo, fanatici razzisti.

… nascerebbe indio, di colore, rom o di una qualche etnia fra quelle più disgraziate: in questo caso potrebbe anche rinascere palestinese, magari in un luogo infernale come Gaza.

Ma soprattutto, se nascesse oggi, noi saremmo sicuri di riconoscerlo come a suo tempo fecero i  pastori?

Buon Natale a tutti!

Marco

Una voce da Genova…

Foto "working together" by elora.daphne - flickr

Foto "working together" by elora.daphne - flickr

Ho uno zio che abita a Genova: ieri siamo stati in pensiero tutto il giorno perchè lo abbiamo cercato dal pomeriggio e lo abbiamo trovato solo dopo le 22.00. Non trovandolo, i miei genitori e un’altra zia erano andati nei pazzi, anche perchè lo zio abita a poche decine di metri dallo Sturla. Fortunatamente era in città a dare una mano e non si era portato dietro il telefonino.

Dai racconti che ci ha fatto oggi, ha parlato di una tragedia annunciata: tutti questi  torrentelli (perchè diciamocelo che il Bisagno e lo Sturla sono due torrentelli da tre soldi), in molte parti della città, non scorrono più all’aperto, ma sono imprigionati nelle condotte e non hanno possibilità di esondare in zone aperte,  più controllate e meno pericolose. Semplicemente è stato tutto cementificato e i torrenti scorrono sotto alla città: sono stati “asfaltati” e  sopra ci sono state costruite strade, piazze e anche edifici interi… Capite che quando da monte arriva una piena, l’acqua da qualche parte dovrà pur andare. Purtroppo quello di ieri non è un caso eccezionale: un amico di mio zio ha perso un fratello in un caso analogo alcuni anni fa…

E poi c’è lo scandalo delle scuole: a quello che mi ha detto mio zio ieri  mattina sono stati mandati regolarmente  i ragazzi a scuola e poi quasi all’ora di pranzo, proprio quando la piena stava montando, è stato telefonato a casa dicendo ai genitori di andare a riprenderli. Sempre secondo il racconto di mio zio, fra le vittime ci sarebbero proprio delle persone che andavano/tornavano da prendere i ragazzi dalle scuole.

A questo punto dico ai politici di tutti gli schieramenti: BASTA CON LE SPESE MILITARI, BASTA CON LE GUERRE MASCHERATE DA MISSIONI DI PACE, BASTA CON  LE GRANDI OPERE INUTILI (TAV, Ponte sullo Stretto, Varianti di valico, terze corsie autostradali, etc…)!!! I soldi che ci sono vanno usati per mettere in sicurezza idrogeologica tutto il territorio italiano… Non si può, tutte le volte che piove, piangere qualche morto e dire sempre che è una tragedia naturale! E soprattutto non ce ne facciamo nulla del cordoglio che, il giorno dopo, arriva puntuale dalle varie istituzioni!!

Emergency: tesseramento 2012, nelle piazze italiane il 22 e 23 Ottobre.

Banner "Liberi e Uguali" dal sito di Emergency

Banner "Liberi e Uguali" dal sito di Emergency

Con lo slogan “Liberi e Uguali” (tratto dall’art.1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani) parte il Tesseramento 2012 di Emergency  che il prossimo fine settimana sarà in in oltre 180 piazze italiane con i suoi volontari.

Sarà possibile conoscere le attività di Emergency, fare la tessera per l’anno 2012, fare l’abbonamento al Mensile “E”, comprare tanti simpatici gadget per finanziare le attività dell’Associazione.

Sarà in vendita anche il calendario per il 2012 che ospita 12 citazioni di personaggi illustri contro la guerra, reinterpretate da altrettanti grafici ed illustratori.

Io ci devo andare, anche perchè la tazza mug che ho comprato all’incontro di Emergency dello scorso settembre è stata requisita da mia figlia ed ora non so dove bere i miei infusi del commercio equo e solidale….

A questo link trovate le piazze e gli orari di tutta Italia. Io vi elenco quelli della Toscana.

  • FIRENZE 22 ottobre, dalle 9.00 alle 19.00, via Orsammichele angolo via Calimala, nei pressi di piazza Repubblica
  • EMPOLI (FI) 23 ottobre, dalle 16.00 alle 20.00, piazza della Vittoria
  • RIGNANO SULL’ARNO (FI) 22 e 23 ottobre, dalle 9.00 alle 12.30, piazza
  • SESTO FIORENTINO (FI) 22 ottobre, dalle 10.00 alle 13.00, via Cavallotti
  • SESTO FIORENTINO (FI) 23 ottobre, dalle 8.15 alle 13.00, piazza San Francesco (presso la parrocchia dell’Immacolata)
  • LIVORNO 22 ottobre, tutto il giorno, piazza Cavour (lato Scali Manzoni)
  • LIVORNO 22 ottobre, tutto il giorno, via Grande (accanto alla libreria Giunti)
  • PIOMBINO (LI) 22 ottobre, dalle 14.00 alle 20.00, corso Italia angolo Via Ferrer
  • PISA 22 ottobre, dalle 11.00 alle 19.00, piazza Salimbeni
  • PISA 22 e 23 ottobre, tutto il giorno, largo Ciro Menotti
  • VOLTERRA (PI) 23 ottobre, tutto il giorno, via Gramsci
  • PISTOIA 22  e 23 ottobre, tutto il giorno, via Cavour angolo via Roma, di fronte alle Poste centrali
  • PRATO 22 ottobre, dalle 13.00 alle 19.000, piazza Duomo
  • SIENA 22 ottobre, dalle 11.00 alle 19.00, piazza Salimbeni
  • POGGIBONSI (SI) 23 ottobre, dalle 10.00 alle 19.00, piazza Fratelli Rosselli