Un cappuccino sottozero…

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Foto “Cappuccino” by Kevin H.- flickr

Stamani è il secondo giorno successivo che Firenze si risveglia con una bellissima giornata di cielo sereno ma con temperature abbondantemente sottozero. Il meteo dava la minima notturna a -5° e anche quando sono uscito da casa prima delle 8 le temperature erano ancora con segno negativo. Bastava osservare tutti gli automobilisti intenti a sghiacciare i vetri delle auto per capire che era davvero un freddo birbone.

Calcati bene guanti e cappello mi sono incamminato verso l’ufficio. Quando sono arrivato davanti al bar della Diana, sul marciapiede al freddo e al gelo, c’era una signora di una certa età che ha attirato la mia attenzione. Contemporaneamente batteva i piedi dal freddo mentre sorseggiava un cappuccino fumante che teneva nella mano destra. A parte l’abilità di battere ritmicamente i piedi senza versarsi addosso il cappuccino dalla tazza piena fino all’orlo, mi sono chiesto che gusto c’era a bere un cappuccino in piedi, fuori dal bar alle 7.50 di una mattina gelata. E’ bastato dare un’occhiata alla mano sinistra della signora per risolvere l’arcano mistero…

Brutta bestia la dipendenza da tabacco se una sigaretta, in una fredda giornata di dicembre, ti impedisce di gustare il cappuccino seduto al tavolino nel tepore del bar e con la compagnia della Diana…

Sentite rumore di chiodi e martello?

Foto "Nail" by Dendroica cerulea - flickr

Foto "Nail" by Dendroica cerulea - flickr

Sentite rumore di chiodi e martello? Ascoltate bene perchè sto per piantare un chiodo nel muro e sto per appenderci le mie scarpe da running… Calma, calma, no, non per sempre… spero di appendercele solo per un po’!

Ebbene si, dopo i 30 km della Pistoia – San Marcello i miei tendini d’Achille han continuato a protestare vivacemente e dopo una lunga e dolorosa trattativa diplomatica ho dovuto tirar fuori bandiera bianca e  concedere loro un po’ di tregua.

Ma andiamo per ordine: dopo l’impresa a Pistoia ho diminuito di parecchio sia le sedute di allenamento che i chilometraggi fatti, giusto per far rifiatare l’apparato muscolo-scheletrico. In questo mese mi sono concesso soltanto una gara competitiva (il Trofeo Lorenzo Ottanelli di Firenze) ed una non competitiva (il Trofeo 5 martiri di San Martino alla Palma) e anche gli allenamenti sono diventati blandi ma non è stato sufficiente… Dopo una seduta di 16 km  fatta il 17 Luglio mi son dovuto fermare e tirare fuori l’armamentario del podista rotto, che consiste in:

  • Artrosilene schiuma.
  • Ghiaccio.
  • Acqua, sale e bicarbonato.
  • Crema all’arnica.
  • Nr. di telefono delle fisioterapiste per massaggi e tecar.
  • Elenco di sport alternativi per non restare fermo (nuoto, bicicletta, ginnastica stretching…)
  • Dieta ferrea (non riuscita… mi viene da consolarmi con tavolette di cioccolato e crema da spalmare).
  • Pazienza (poca)
  • Voglia di correre (tanta)
  • Voglia di andare in ferie (tantissima).

Adesso starò fermo per una quindicina di giorni, poi andrò in ferie e poi, se Dio vorrà, tornerò al chiodo a riprendere le scarpe! D’altra parte è da Settembre scorso che corro, corro, corro (per andare dove non lo so) e forse come Forrest Gump sono un po’ stanchino… Intanto domattina,  giusto per consolarmi, farò una girata in bici ma purtroppo  non è  come pesticciare sul terreno…

Aggiornamento del 25/7/2011.

Sabato pomeriggio, su richiesta delle fisioterapiste ho fatto un’ora di corsa, per valutare gli effetti dei massaggi e della magnetoterapia.  Risultato: bisogna proprio star fermi… e stasera rimassaggio con tecar terapia. In compenso ieri ho fatto la giratina in bici… è bastata mezz’ora per prendere un bell’acquazzone e tornare a casa bagnato come un pulcino…. Se è abbastanza resistente vorrà dire che ci attacco ache la bici al chiodo!!!!!

Un allenamento nel… Grande Nord.

Firenze Le Cascine con la neve - Florence Le Cascine with snow

foto "Firenze Le Cascine con la neve - Florence Le Cascine with snow" by unpodimondo - flickr

Ieri mattina tutte le corse podistiche previste in Toscana sono state annullate a causa del maltempo. La neve e il ghiaccio sconsigliavano di muoversi ma si sa che gli sportivi sono delle teste dure e perciò il sottoscritto ne ha approfittato per fare un allenamentino che si è rivelato semplicemente fantastico…

Mi alzo, apro la finestra e vedo che è freddo ma il tempo è bello: sta uscendo anche un po’ di sole, così decido di andare a fare un giro al Parco delle Cascine. Faccio colazione e mi vesto con l’abbigliamento invernale da runner: nel momento in cui apro la porta per uscire di casa si alza anche mia moglie che mi vede, scuote il capo e si lascia andare ad un commento che non vi riporto. La strada davanti alla mia abitazione non è stata pulita e per correre posso scegliere tra la poltiglia nel mezzo della strada o il ghiaccio sui marciapiedi: salto da una parte all’altra per evitare, a volte le auto e a volte i pedoni, che mi guardano come se avessero visto un marziano. Comincio a pensare che forse mia moglie aveva ragione ma mi consola il fatto che arrivato in via Sernesi trovo un altro podista anche lui diretto verso il Parco delle Cascine: non sono l’unico grullo al mondo!

Appena varcata la passerella dell’Isolotto scopro invece di essere in buona compagnia: complice l’annullamento delle gare ci sono tanti podisti fiorentini che corrono tra la neve. Riconosco i volti e le casacche di tanti gruppi che trovo alle gare ogni settimana: l’U.P. Isolotto, il Maiano, il Cral Poste, Le Torri e così via… E non siamo i soli sportivi presenti: incrociamo gruppuscoli di ciclisti in mountain bike e perfino una persona che fa lo sci di fondo nel prato del Quercione. Lo spettacolo è impagabile: il monumento all’Indiano e la piramide della ghiacciaia coperti di neve sono veramente curiosi, ma è correndo nei vialetti interni che si viene rapiti dal candore della neve e dai raggi di sole che filtrano fra i rami spogli degli alberi… Non è esagerato dire che sembra di correre in un paesaggio del grande Nord!

Le ultime volte che ho corso alle Cascine è stato per la preparazione e la partecipazione alla Maratona di Firenze, ma oggi è una situazione completamente diversa: non ci sono tabelle da rispettare ne’ ritmi da tenere. C’è  solo da godersi il panorama e visto che nella neve si procede più lentamente del solito, ho tutto il tempo per assaporare la bellezza e le sensazioni di questo allenamento meraviglioso.  Faccio un giro e mezzo del Parco delle Cascine e rientro a casa passando dalla passerella sotto il Ponte dell’Indiano e il parco dell’Argingrosso… è lo stesso itinerario che ho fatto Venerdì notte con mia moglie quando è rimasta imbottigliata nel mega ingorgo (qui il post): il panorama fra il giorno e la notte è cambiato tantissimo, ma il fascino dato dalla  neve e dal laghetto ghiacciato è rimasto immutato.

Rientro a casa felice e non troppo infreddolito… il tempo di una doccia bollente e il sole  è già stato inghiottito dalle nuvole: lo spettacolo è finito!

Quando si dicono… le coincidenze…

Ice Bag

foto "Ice Bag" by Timothy Valentine - flickr

Domenica scorsa ho fatto la mia consueta garetta podistica sulle pendici di Monte Morello. Nonostante il fatto che la corsa fosse una normalissima non competitiva, ad un certo punto ho visto in lontananza due amici della mia squadra (Stefania e Paolino) e ho deciso di raggiungerli, buttandomi a rotta di collo per una discesa, abbastanza dolce ma  sterrata e sassosa. Mentre scendevo a tutto fuoco, schivando massi e podisti per raggiungere i miei colleghi, la piccola parte razionale che era in me  ha avuto un flash e mi ha detto che se fossi inciampato e caduto fra quelle pietre mi sarei fatto molto male. Nonostante questa vocina, la parte atletica e irrazionale ha avuto il sopravvento:  ho sorpassato una decina di podisti e sono giunto all’arrivo insieme ai miei due compagni,  sano e salvo, grazie a Dio!

Lunedì mattina arrivo in ufficio, vado ad aprire la finestra e… Bam… inciampo nel cavo del telefono, cado a terra stile pelle d’orso, battendo il ginocchio destro e una spalla… Quello che non ha fatto la discesa sassosa l’ha fatto un banale filo del telefono… quando si dicono… le coincidenze! Per fortuna non si tratta di niente di grave, solo un di un doloretto al ginocchio che mi ha impedito di allenarmi in questi giorni e che la sera sto curando stando sdraiato sul divano con la borsa del ghiaccio sul ginocchio,  l’aria condizionata e  un po’ di film vecchiotti ma interessanti…

Quindi se nei prossimi post trovate delle recensioni cinematografiche sapete da dove sbucano… (sperando di ricominciare ad allenarmi al più presto).