Come sapete di lavoro faccio l’informatico e ogni tanto mi capita di telefonare ai famigerati numeri verdi: software houses, fornitori di linee ADSL, centri assistenza per attrezzature in garanzia e così via… Alla risposta parte il solito disco e dopo aver spippolato sulla tastiera per selezionare i vari menù, arriva la fatidica frase: “La invitiamo a rimanere in attesa per non perdere la priorità acquisita.” E poi? Poi parte la musichetta…
Oltre alla noia mortale di dover aspettare un centralinista che l’80% delle volte non risolverà il tuo problema, perchè non capisce niente di informatica, c’è l’aggravante della musichetta che nella maggioranza dei casi fa venire il latte alle ginocchia, aumentando il tedio dell’impaziente interlocutore: “Le quattro stagioni” di Vivaldi, “Per Elisa” di Beethoven, qualche notturno di Chopin (per far addormentare definitivamente il poveretto in linea) oppure Brahms o il “Danubio Blu” di Strauss.
Fino a stamattina, l’apice della modernità delle musichette nei dischi dei centralini, arrivava al massimo a George Gershwin e Frank Sinatra. Oggi ho dovuto chiamare l’Assistenza Corporate di Telecom Italia per due linee ADSL non funzionanti e con una piacevole sorpresa (visto che l’ho dovuta ascoltare per quasi 10 minuti) il centralino ha suonato “Grace Kelly” di Mika…
Giuro che la volta che trovo un centralino che suona Lady Gaga oppure Elio e le Storie Tese vi richiamo anche se non devo chiedervi niente…
P.s. per le cosiddette aziende “serie”. Se proprio la musica pop/rock non dovesse essere in linea con l‘immagine del vostroBrand, vi concedo al massimo Miles Davis, Charlie Parker e Dizzy Gillespie. Se poi volete insistere con la classica, proprio in via di favore, chiuderò un occhio (e un orecchio) solo su Mozart… ma “Le quatto Stagioni” PROPRIO NO…
Foto “13 Gennaio 2012 – Presidio in Piazza Dalmazia” by {to} bead free -flickr
Il 13 Dicembre 2011 la mano fascista e razzista di Gianluca Casseri uccise Modou Samb e Mor Diop e ferì Sougou Mor, Mbenghe Cheikh e Moustapha Dieng, in quella che rimane una delle pagine più tristi della cronaca fiorentina del terzo millennio. Ad un anno di distanza la città di Firenze ricorda le vittime con due eventi: un presidio alle ore 17.00 in Piazza Dalmazia organizzato dalla ASFC (Associazione dei Senegalesi di Firenze e Circondario) e un concerto al Mandelaforum organizzato dal Comune di Firenze i cui proventi andranno alle famiglie delle vittime e dei feriti dell’attentato dello scorso anno.
Il presidio e l’appello dell’Associazione dei Senegalesi di Firenze e Circondario.
Il 13 Dicembre in Piazza Dalmazia alle 17 si terrà un presidio sui fatti avvenuti per esprimere solidarietà alla Comunità Senegalese e la totale condanna di ogni comportamento, di ogni aggressione fascista e razzista. In tale occasione la Comunità Senegalese chiederà ai cittadini e alle istituzione di aderire all’appello in memoria di Samb Modou e Mor Diop: le adesioni potranno essere inviate anche per e-mail ai seguenti indirizzi: kebeazu@hotmail.com e assoc.deisenegalesefirenze@yahoo.com.
Testo dell’appello per ricordare Modou Samb e Mor Diop
Il 13 dicembre di un anno fa in Piazza Dalmazia furono assassinati Modou Samb e Mor Diop; furono feriti in modo grave Sougou Mor, MbengheCheikh e Moustapha Dieng (che non potrà più essere autosufficiente).
Nell’appello che come cittadini e cittadine senegalesi facemmo per invitare la Firenze antifascista e antirazzista a reagire a tale crimine dicemmo con chiarezza che non si trattava del gesto isolato di un folle ma del frutto orrendo di un clima diffuso di intolleranza e di ostilità nei confronti dei migranti, degli stranieri, dei “diversi”, un clima alimentato da leggi, provvedimenti, ordinanze mirate a colpire, a reprimere, a perseguire chi non rientrava nello schema “ordine e sicurezza” prescritto dalle forze dominanti. Ed in cui i veleni razzisti si intrecciavano strettamente con i germi estremamente pericolosi dei vecchi e dei nuovi fascismi.
Ebbene, dodici mesi dopo, non molto è cambiato. Non vi è stata quella reazione corale che avrebbe dovuto mobilitare tutte le energie e le risorse positive, tutte le forze culturali, sociali, politiche che hanno come baricentro la Costituzione, tutti gli anticorpi ai veleni razzisti e fascisti presenti nella società italiana.
Ancora oggi sono ancora in vita strutture indegne di un Paese civile come i CIE, continuano a morire in mare profughi e richiedenti asilo che cercano di raggiungere le coste italiane, non vengono prese in considerazione le proposte di legge per dare il voto ai migranti e la cittadinanza ai figli d’immigrati che nascono in Italia, restano in vigore normative come quella denominata Bossi-Fini, nè sono scomparse le ordinanze securitarie che avevano avuto larga diffusione a livello comunale.
E Casa Pound, dal cui ambito proveniva l’assassino di Piazza Dalmazia, prosegue nelle sue vergognose imprese: l’ultima, di qualche giorno fa, l’interruzione violenta di un incontro – di una festa -, a Pontedera, per l’attribuzione della cittadinanza onoraria alle figlie ed ai figli dei migranti nate/i in quel comune. I pericolosi ritorni fascisti e nazisti non sono peraltro una prerogativa italiana, ma un morbo che si sta diffondendo in altri Paesi europei (vedi Alba Dorata in Grecia).
Per questo vogliamo ricordare, sul luogo dell’atto criminoso, i nostri fratelli assassinati. Si tratta di un ricordo che ci vedrà stringerci insieme, noi e tutte/i coloro che vorranno essere con noi, vicino alla lapide in Piazza Dalmazia con i loro nomi, ma anche dell’occasione per rinnovare l’impegno, rendendolo più efficace, a cambiare le normative che alimentano l’intolleranza ed il razzismo, a contrastare i fascismi risorgenti, avvertendone finalmente tutta la pericolosità, a costruire un clima diverso – di apertura, di accoglienza, di solidarietà. Per una città ed un Paese civili, in cui non siano più possibili atti come quelli di un anno fa.
ASFC (Associazione dei Senegalesi di Firenze e Circondario)
Appello girato in internet a cura dell’Associazione dei Senegalesi di Firenze e Circondario.
Il concerto-spettacolo Jokko al Mandela Forum di Firenze
Locandina “Jokko” dal sito del Comune di Firenze
Firenze non dimentica. A un anno di distanza dall’attentato che ha colpito al cuore la città, il 13 dicembreFirenze ospiterà un grande evento di musica per ricordare Mor Diop e Modou Samb. Al Mandela Forum andrà in scena “Jokko! Firenze – Senegal per non dimenticare”, musica e parole per ribadire concetti universali come fratellanza, integrazione e rispetto. Grandi nomi della musica italiana e senegalese si esibiranno insieme in un concerto che vuole essere un’occasione di solidarietà, un momento di incontro tra artisti senegalesi e italiani e al tempo stesso un modo per ribadire, in modo collettivo, che la città non dimentica. In lingua wolof JOKKO infatti vuol dire “dialogo, comunicazione”. Il costo del biglietto è stato fissato in 10 euro e il ricavato della serata sarà interamente devoluto ai feriti e alle famiglie delle vittime dell’attentato.
Artisti presenti alla manifestazione:
Youssou Ndour (sia in veste di cantante che di Ministro del Turismo della repubblica del Senegal)
Sabato scorso ho partecipato alla serata di Emergency al Mandelaforum di Firenze, all’interno dell’incontro Nazionale dei volontari. In realtà mi sarebbe piaciuto assistere anche ai vari incontri e dibattiti che si sono tenuti nei giorni e nelle serate precedenti ma tutta una serie di impegni lavorativi-familiari-podistici, riconducibili al tran-tran quotidiano me l’hanno impedito!
Per non fare come lo scorso anno (arrivammo al Mandela e trovammo i cancelli chiusi perchè il Palasport era già riempito al massimo della capienza) poco dopo le 19.00 io e mia moglie siamo già davanti ai cancelli che stavolta devono ancora aprire. Ne approfittiamo perciò per fare un po’ di shopping ai banchetti di Emergency, tanto che a fine serata torneremo a casa con una borsa della spesa così gonfia che… nemmeno alla Coop: magliette, tazze mug, portachiavi, quaderni, spille, libri e mia moglie che mi dice che forse abbiamo esagerato un pochino…
Appena entrati prendiamo posto sulle gradinate e in attesa dell’inizio dello spettacolo ci gustiamo una schiacciatina al prosciutto, un panino con la porchetta e due gelati preparati e serviti dai bravissimi baristi “speziali” di Trisomia 21 che gestiscono i due bar interni al Mandela Forum (quello appena rinnovato potete vederlo qui).
Quando si avvicina l’inizio dello spettacolo tiro fuori la mia telecamerina tascabile per immortalare qualche minuto della serata ma la batteria mi lascia a piedi dopo pochi secondi… era dal ritorno dalle ferie che non la usavo e prima di partire da casa, non mi ero minimamente preoccupato di verificare lo stato di carica… Vorrà dire che mi godrò lo spettacolo in santa pace e voi… beh, potrete comunque vedere qualche estratto qui…. o frugando un po’ su you tube…
Aprono la serata Serena Dandini e Cecilia Strada che ci aggiornano sul rapimento di Francesco Azzarà e sulla presenza di Gino Strada nel sud Darfur, proprio per seguire direttamente in prima persona gli sviluppi della situazione. Cecilia Strada prende spunto dal suo invito alla festa (lo potete leggere qui) per ricordare che in un periodo di tagli alla sanità, alle pensioni, alla scuola i nostri governanti continuano a spendere centinaia di milioni di euro per l’acquisto di armamenti. Col solo costo di un caccabombardiere F-35 (circa 114 milioni di euro) si potrebbero costruire un’ottantina di asili nido di lusso… figurarsi cosa si potrebbe fare con i 15 miliardi di euro che il governo spenderà per acquistare ben 131 caccia F-35. Personalmente mi viene da pensare che ormai della riduzione delle spese militari non ne parla più nessuno, a parte quei “4 gatti” di Emergency, Padre Alex Zanotelli, Sbilanciamoci e pochi altri. Una volta questa tematiche pacifiste sarebbero state portate avanti da tutta sinistra e anche da molti settori della chiesa cattolica. Ho il dubbio, tutto mio personale, che siano state svendute per il solito piatto di lenticchie… fose un po’ di appalti e l’appoggio dei poteri forti per la sinistra e forse l’8 per mille e l’esenzione ICI per le gerarchie ecclesiastiche… ma potrei anche sbagliarmi….
Lo spettacolo prende il via con una sorpresa: non previsto dal programma sale sul palco Antonio Cornacchione e ci delizia con un monologo-celebrazione religiosa pro-Berlusconi con tanto di lettura “dal Vangelo secondo Silvio, ovvero dal TG1″ e preghiere dei fedeli a cui il Mandela Forum risponde in coro con un “Ascoltaci o Silvione!“
Segue Paolo Hendel che apre il suo intervento leggendo due testi sulla pace, molto attuali, ma scritti negli anni ’60 daDon Lorenzo MilaniePadre Ernesto Balducci. Continua poi il suo monologo raccontandoci di quando fra milioni di anni, a causa della deriva dei continenti, l’Africa e l’Europa si scontreranno, col Marocco che finirà in Svizzera e i naziskin tedeschi che si ritroveranno “alle falde del Kilimangiaro“.
Sale poi sul palco un irresistibile Max Paiella che, al termine della sua esibizione, ci fa sbellicare dalle risa con una versione satirica del pezzo “Generale” di De Gregori. Dopo alcune strofe sull’Olgettina e Berlusconi, il Mandelaforum viene giù con un applausone proprio sulla strofa dedicata al PD, che vi riporto integralmente :
[...] il PD è assonnato è spento è sparuto,
a botteghe oscure non c’è più nessuno…
c’è D’Alema e Bersani e Veltroni e Bindi,
buoni da mangiare buoni da seccare,
da farci il sugo quando viene Natale[...]
Dalla parodia di Generale di Max Paiella
A Max Paiella seguono Paola Minaccioni (improbabile aspirante-volontaria Emergency) e Natalino Balasso che ci offre una feroce e divertente satira sul ritorno in terra di Gesù e di San Pietro che vengono scambiati per extracomunitari da un ricco industrialotto leghista di Rovigo e dintorni…
Inizia quindi la parte musicale col concerto di Elio e le Storie Tese che chiude la serata alla grande: dal Bunga Bunga con Lele fino ai classici Servi della Gleba e Tapparella, intervallati da un esilarante duetto fra Elio e Max Paiella che imita Gigi d’Alessio…
Alla fine torniamo a casa contenti per la bellissima serata, per aver dato una piccolissima mano ad Emergency ma con un po’ di tristezza perchè queste notizie sulla pace, la satira dei comici, insieme ai sorrisi e all’impegno dei tanti volontari meriterebbero una maggiore attenzione da parte dei mass media… ma si sa che purtroppo siamo in un regime…
Da domani Firenze ospiterà il decimo raduno nazionale dei volontari di Emergency. Fino all’11 Settembre il Mandela Forum, il Teatro Verdi e il Palazzo dei congressi ospiteranno conferenze, musica, spettacoli, mostre e dibattiti per andare insieme oltre la guerra. Prima di mettervi il programma di questi 6 giorni vorrei pubblicare il testo con cui Cecilia Strada, presidente di Emergency, invita tutti a Firenze.
Questo mese do i numeri. E no, non è il caldo. Do i numeri, poi voglio darvi anche una data, e un indirizzo.
Se aveste 14 miliardi di euro, come li spendereste? È la cifra che, secondo i calcoli di un generale dell’esercito americano, gli Stati Uniti spendono ogni anno per l’aria condizionata dei soldati impiegati nelle missioni militari in Afganistan e Iraq. Fanno 26.636 euro al minuto.
Nel 2010, Emergency ha speso in Afganistan 4.786.429,66 euro. Fanno 9 euro al minuto. E con questi soldi, nel 2010, ha curato in quel Paese 341.082 persone, in 3 Centri chirurgici, nei 28 posti di primo soccorso, nel Centro di maternità che fa nascere più di 10 bambini al giorno.
L’aria condizionata per i soldati: 26mila euro al minuto. Curare bene e gratis chi ne ha bisogno: costa 9 euro al minuto. Tremila volte meno.
Si può fare lo stesso gioco con cifre più piccole: 50mila euro? È il costo di una, una sola bomba GBU-31 sganciata in Afganistan. Una bomba sganciata dalla Nato “sui combattenti nemici”, che molto più probabilmente – a giudicare dalle corsie dei nostri Centri chirurgici – spianerà un contadino nel campo, una famiglia che dorme nella sua casa di paglia e fango, un ragazzino che va a prendere l’acqua al fiume.
O si può farlo con cifre più grandi: come 15 miliardi, il costo di 131 caccia militari F-35 che il governo italiano ha deciso di comprare (sì, proprio questo nostro Paese, lo stesso Paese che taglia la spesa sociale, i soldi per scuole, ospedali, pensioni… questo nostro Paese che taglia tutto ma non la spesa militare).
Domanda: secondo voi, come è meglio spendere questi soldi? Se l’obiettivo è la pace, quale investimento sembra migliore? Investire in bombe o curare persone? Comprare cacciabombardieri o costruire scuole?
Noi non abbiamo dubbi.
E di questo ci piacerebbe parlare, con tanti ospiti, e con voi, dal 6 all’11 settembre a Firenze, al decimo Incontro nazionale di Emergency. Una settimana di incontri, spettacoli, parole e musica per ragionare insieme su come andare “Oltre la guerra”.
Cecilia Strada
Presidente di EMERGENCY
P.S. Ogni caccia F-35 costa un po’ più di 114 milioni di euro. Con ogni caccia si potrebbero costruire un’ottantina di asili nido. Che cosa preferireste, per i vostri figli? Un F-35 o un asilo nido?
Tutti i giorni
Presso la LIMONAIA di FIRENZE FIERA sarà esposta la mostra fotografica sul Programma Italia di Matteo De Mayda.
Martedì 6 settembre
18.00 — PALAZZO DEGLI AFFARI LA RAPPRESENTAZIONE DELLA GUERRA
INCONTRO PUBBLICO a cura di E-IL MENSILE
intervengono
Lamis Andoni, Giornalista di Al Jazeera
Giampaolo Cadalanu, Inviato di La Repubblica
Marco Garatti, Chirurgo di EMERGENCY
Loretta Napoleoni, Economista e saggista
Modera Angelo Miotto, Caporedattore di E-Il mensile
21.00 — TEATRO VERDI STEFANO BOLLANI E I VISIONARI
SPETTACOLO
Concerto di Stefano Bollani con Mirko Guerrini, Stefano Senni, Cristiano Calcagnile, Nico Gori
INGRESSO GRATUITO
Mercoledì 7 settembre
21.00 — TEATRO VERDI COME TI INVENTO UN NEMICO
INCONTRO PUBBLICO a cura di E-IL MENSILE
intervengono
Cecilia Strada, Presidente di EMERGENCY
Matteo Renzi, Sindaco di Firenze
Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano
Gianni Mura, Direttore di E-Il mensile
Mark Lacy, Ricercatore Università di Lancaster
Salvatore Palidda, Professore Associato Università di Genova
Conduce Gad Lerner, Giornalista di La7
Giovedì 8 settembre
18.00 — PALAZZO DEGLI AFFARI UN F-35 O UN ASILO NIDO?
INCONTRO PUBBLICO a cura di E-IL MENSILE
intervengono
Leopoldo Nascia, Sbilanciamoci
Francesco Vignarca, Altreconomia/Rete Disarmo
Paolo Busoni, Storico militare
Modera Maso Notarianni, Condirettore di E-Il mensile
21.00 — TEATRO VERDI PROSPETTIVE SULLA GUERRA CIVILE
SPETTACOLO
Liberamente ispirato a Prospettive sulla guerra civile e Il perdente radicale di Hans Magnus Enzensberger.
Con Serena Sinigaglia e la partecipazione di Irene Bonifazi, Pietro Paroletti e Sandra Zoccolan
INGRESSO GRATUITO
Venerdì 9 settembre
21.30 — MANDELA FORUM OLTRE LA GUERRA
serata condotta da MASSIMO CIRRI
SPETTACOLO
tra gli ospiti
Gino Strada, Fondatore di EMERGENCY
Don Gino Rigoldi, Presidente di Comunità Nuova
Erri De Luca, Scrittore
Musica con Fiorella Mannoia, Paola Turci, Casa del Vento, Elisa
INGRESSO GRATUITO
Sabato 10 settembre
10.00/13.00 — AUDITORIUM EMERGENCY IN AFRICA
INCONTRO PUBBLICO a cura dell’UFFICIO UMANITARIO DI EMERGENCY
14.30/17.30 — AUDITORIUM EMERGENCY IN ITALIA
INCONTRO PUBBLICO a cura dell’UFFICIO UMANITARIO DI EMERGENCY
intervengono
Laura Galesi e Antonello Mangano
autori di “Voi li chiamate clandestini”
21.30 — MANDELA FORUM Serata condotta da SERENA DANDINI
SPETTACOLO
tra gli ospiti
Max Paiella, Paola Minaccioni, Anna Meacci, Federica Cifola, Paolo Hendel, Natalino Balasso
Musica con Elio e le Storie Tese
INGRESSO GRATUITO
Domenica 11 settembre
10.00/13.00 — AUDITORIUM EMERGENCY E LA GUERRA, I PROGRAMMI DI EMERGENCY IN AFGANISTAN, IRAQ, LIBIA
INCONTRO PUBBLICO a cura dell’UFFICIO UMANITARIO DI EMERGENCY
interviene
PINO ARLACCHI, Vice Presidente della Delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con l’Afganistan e Rapporteur sulla nuova strategia dell’Unione Europea per l’Afganistan
15.00/16.00 — AUDITORIUM CONCLUSIONI
INCONTRO PUBBLICO
Come ho già scritto alcuni giorni fa, in questo periodo sono piuttosto impegnato e la sera, quando torno a casa, la voglia e il tempo per rimettersi al computer sono veramente scarsi. In attesa di post più sostanziosi vi lascio con un po’ di video a favore dei due referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Se posso nei prossimi giorni pubblico anche qualcosa sul nucleare che il governo proprio oggi sta tentando di affossare. Se vi capita, leggete il numero in edicola del mensile di Emergency (maggio 2011): c’è un bel dossier sul Nucleare!
Mi raccomando passate parola:4Siil 12 e 13 Giugno!
Elio
Pietro Sermonti (1)
Pietro Sermonti (2)
Maurizio Crozza (da Ballarò)
Roberto Vecchioni
Dario Vergassola
Valerio Mastrandrea in uno degli spot ufficiali del Comitato Promotore.
Sto leggendo le notizie che appaiono sulla stampa in merito al nostro Presidente del Consiglio e traggo le mie conclusioni.
Se tutto questo fosse vero si tratterebbe di un vecchio dell’età di mio padre che, pagando, si tromba delle ragazzine minorenni dell’età di mia figlia…
Ieri, primo Gennaio, ore 18.20 circa. Siamo rientrati a casa da un po’ di tempo: mia figlia è in camera sua, mia moglie guarda un film sul divano e io sono al pc che sto rispondendo ai messaggi di auguri ricevuti dagli amici via e-mail o su Facebook. Dai giardinetti dietro casa nostra arrivano attutiti i rumori dei botti che forse a qualcuno sono avanzati dalla notte dell’ultimo dell’anno. Ad un certo punto sentiamo un botto più forte degli altri e un grido straziante: «Mamma, aiuto!!!» . Ci affacciamo alla finestra, vediamo due ragazzini di circa 10-12 anni che fuggono dal giardino e notiamo che uno dei due si tiene la mano destra. Arrivano urlando al vicino Bar della Casa del Popolo dove il ragazzino ferito viene messo su una sedia e tranquillizzato. La situazione non è grave ma è un po’ impressionante perché il bimbo ha la mano destra completamente sanguinante. Nell’attesa dell’arrivo dei genitori e soprattutto del 118 si forma una piccola folla di persone e un nostro vicino di casa ci racconta che il ragazzino si è ferito nel più classico dei modi, ovvero raccogliendo il petardo che aveva lanciato poco prima e che non era ancora scoppiato. Il bimbo, figlio di una coppia che abita non lontano da noi e che conosciamo solo di vista, viene portato via in ambulanza e noi rientriamo in casa con tante domande, che si riassumono in una sola: «C’è qualcuno che ci possa spiegare che senso hanno questi botti?»
Cerco di spiegarmi meglio: quando io ero piccolo i miei genitori non mi hanno mai comprato i botti ed io non ho mai sentito l’esigenza di lanciarli. Lo stesso è capitato con mia figlia: lei non li ha mai chiesti e noi non li abbiamo mai comprati. Semplicemente perché i botti non rientrano nel nostro bagaglio culturale e non capiamo il piacere che si prova nel lanciarli… Dai semplici “pim, pum, pam” fino ai grandi “boom” che fanno tremare i vetri non li troviamo divertenti e perciò non li comprendiamo! Al massimo possiamo capire lo spettacolo pirotecnico fatto dall’Amministrazione Comunale per la festa patronale ma i banali botti, soprattutto quando sono messi in mano a dei bambini, proprio non riusciamo a capirli!
Qualcuno potrebbe aggiungere che in tempi di crisi le spese per i botti sono proprio soldi buttati in fumo ma le mie considerazioni vanno aldilà dell’aspetto economico. Se i miei genitori non mi hanno comprato i petardi o se io non li ho comprati a mia figlia non è stato per risparmiare i soldi ma semplicemente perché abbiamo ritenuto più divertenti altri oggetti: giocattoli, videogiochi, libri per ragazzi, biglietti per il cinema, dolciumi etc…
Visto che su questo tema mi sento in netta minoranza mi piacerebbe che qualcuno della maggioranza degli scoppiatori di botti mi illuminasse su cosa si prova facendo “boom”. Mi piacerebbe che me lo spiegasse un signore che ho visto con i miei occhi la notte dell’ultimo dell’anno a Firenze durante il concerto di Elio e le storie Tese. Eravamo in piazza della Stazione e questo signore avanzava tra la folla trascinandosi dietro un trolley… «Andrà a prendere un treno» abbiamo pensato. E invece no ha aperto la sua valigia e nello stupore delle persone che gli erano vicine, era stracolma di botti!!!
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p.s. L’ultimo dell’anno a Firenze è stato favoloso. Girando per le piazze abbiamo visto i concerti dei Camillo Cromo, di Elio e le Storie Tese ma soprattutto abbiamo apprezzato il bellissimo concerto del “Pastor Ron Gospel Show“: un concerto di 6 cantanti e musicisti gospel favolosi e capeggiati dal divertentissimo pastore di Cleveland Ronald Ixaac Hubbard. Se il mio parroco avesse anche solo 1/10 dell’energia e della simpatia del Rev. Ron non avrebbe la chiesa sempre semivuota!