I am #bankingonvalues (io sono #finanzaetica)

Immagine ufficiale campagna I'm #bankingonvalues

Immagine ufficiale campagna I’m #bankingonvalues

Oggi 23 Ottobre è la giornata internazionale della finanza etica (#finanzaetica #bankingonvalues) e, visto che da più di un anno sono correntista di Banca Etica, mi sembrava il minimo fare un post… solo che mi hanno preso alla sprovvista: mica mi ricordavo che il giorno era proprio oggi? Quindi rimando ad un prossimo articolo il racconto delle mie avventure con Banca Etica  (iniziate come disavventure ma poi proseguite con somma soddisfazione del sottoscritto per gli ottimi servizi della Banca…).

Oggi mi limito ad indicarvi alcuni dati sulle Banche Etiche nel mondo: le banche etiche sono quelle banche nate dall’impegno di migliaia di cittadini e organizzazioni che operano come tutte le altre banche ma che in più si impegnano per un uso responsabile del denaro. In pratica sono trasparenti e danno credito all’economia solidale, al biologico, al welfare, alla cooperazione internazionale, alle attività socio-culturali, alle imprese sociali e responsabili e alle famiglie. Al contrario per statuto NON possono investire in: produzione e commercio di armi, gioco d’azzardo, prostituzione, sfruttamento del lavoro minorile, tecnologie e risorse energetiche pericolose per l’ambiente e per l’uomo, allevamenti intensivi che non seguono i dettami dell’agricoltura biologica e in tutte quelle situazioni e in quelle nazioni dove sono violati i diritti umani, la tutela delle minoranze e i diritti sindacali.

In tutto il mondo le Banche Etiche sono riunite nella Global Alliance for Banking on Values che raggruppa 26 istituti che operano in 30 paesi e hanno 30.000 dipendenti. In tutto  il pianeta servono 20.000.000 di clienti, muovono oltre 100 miliardi di dollari e registrano da un sacco di anni performance finanziarie migliori delle più grandi banche al mondo.

Per chi volesse approfondire lascio alcuni link molto interessanti:

Quando poi avrò più tempo vi racconterò la mia esperienza personale… Questo sotto è  lo spot della giornata di oggi…

Altreconomia regala il libro “Rottama Italia”

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Foto “Altreconomia” by mauroppi – flickr

Altreconomia è un mensile cartaceo, un sito web e una casa editrice che pubblica libri ispirati a principi di sobrietà, equità, sostenibilità, partecipazione e solidarietà. Altreconomia è soprattutto una piccola cooperativa di oltre 600 soci (praticamente molti dei lettori della rivista) che non prende finanziamenti pubblici e che seleziona le pubblicità che vanno sulla rivista: mai più del 10% delle pagine del giornale e solo di aziende che gravitano nell’area dell’economia solidale.

In questo mese Altreconomia compie 15 anni e ha deciso di regalare a tutti i lettori e i visitatori del proprio sito web un ebook gratuito dal titolo: “Rottama Italia: perchè il decreto Sblocca-Italia è una minaccia per la democrazia e per il nostro futuro“. 16 autorevoli firme hanno analizzato, commentato e/o illustrato con vignette satiriche il decreto Sblocca Italia e ne sono venute fuori 57 pagine molto interessanti. Tutti gli autori e anche l’editore hanno offerto il loro lavoro gratuitamente.

Questi sono gli autori che hanno contribuito al libro: Ellekappa, Altan, Tomaso Montanari, Pietro Raitano, Giannelli, Mauro Biani, Paolo Maddalena, Giovanni Losavio, Massimo Bray, Maramotti, Edoardo Salzano, Bucchi, Paolo Berdini, Vezio De Lucia, Riverso, Salvatore Settis, Beduschi, Vincino, Luca Martinelli, Anna Donati, Franzaroli, Maria Pia Guermandi, Vauro, Pietro Dommarco, Domenico Finiguerra, Giuliano, Anna Maria Bianchi, Antonello Caporale, Staino, Carlo Petrini.

p.s. Se proprio non vi va di leggere tutto il libro, leggete almeno l’articolo di Edoardo Salzano: “Il cemento: un vizio di famiglia”. E’ semplice e veramente interessante.

Fairtrade Italia: the Power of you!

Come ogni anno aft_gA_240x400_giulio_1 metà Ottobre torna la campagna promozionale del Commercio Equo e solidale organizzata da Fairtrade Italia. Lo slogan di questa’anno è: “The power of you” ed è molto importante perchè si svolge in occasione del 20° compleanno di Fairtrade Italia.

Ognuno di noi ha un piccolo potere per cambiare il mondo, per renderlo più giusto e sostenibile, proteggendo l’ambiente e garantendo a tanti piccoli produttori un futuro migliore. E’ il potere che esercitiamo col carrello della spesa, acquistando i prodotti del commercio equo e solidale certificati Fairtrade: caffè, tè, cioccolato, zucchero di canna, banane, biscotti, rose, artigianato e molti altri articoli.

Si tratta di prodotti creati e commercializzati nel rispetto dei diritti dei lavoratori dei Paesi in via di sviluppo. Grazie al Fairtrade, produttori e lavoratori ricevono un prezzo equo e stabile e un margine aggiuntivo da investire per la crescita delle loro comunità con iniziative nel campo dell’istruzione, della salute e della tutela dei diritti.

Inoltre sono prodotti ottimi e gustosi che tutelano anche l’ambiente perchè in molti casi sono di origine biologica. Infatti Fairtrade promuove l’impiego di pratiche di coltivazione sostenibili, incentivando la conversione all’agricoltura biologica.

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In queste settimane i prodotti equi e solidali di Fairtrade Italia sono in offerta speciale in molti supermercati italiani, nei negozi biologici e nelle botteghe del commercio equo e solidale…

I prodotti  della linea Solidal Coop saranno in promozione nei supermercati Coop dal 9 al 22 ottobre mentre negli ipermercati Coop dal 16 al 29 ottobre.

Nei punti vendita Carrefour troverete il nuovissimo zucchero di canna bio e Fairtrade della linea Carrefour BIO. Oltre allo zucchero di canna, troverete banane, cacao amaro e tavolette di cioccolato al latte e fondente sempre bio e Fairtrade.

Noci, noci dell’Amazzonia, anacardi e uva passa morena della cooperativa Chico Mendes di Modena saranno disponibile negli Interspar, i supermercati di grande metratura del gruppo Despar del Veneto e delle province di Udine e Bolzano.

Inoltre chi si registrerà alla mailing list di Fairtrade Italia e  aderirà alla campagna “The power of you” riceverà un gustoso e profumatissimo omaggio in edizione limitata…

Lettera ad un giovane precario.

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Foto “san precario 2013″ by gian maria garuti – flickr

Caro giovane precario,

mi chiamo M. sono un quasi cinquantenne e potrei essere tuo padre. Sono uno di quei lavoratori assunti a tempo indeterminato con ferie, maternità, malattie e tutela dell’articolo 18 e lo sono semplicemente per motivi anagrafici:  quando sono entrato nel mondo del lavoro tutti entravamo così, tutti avevamo gli stessi diritti e la parola uguaglianza aveva un senso (ricordi di aver studiato il motto: Liberté, Égalité, Fraternité?).

Oggi i media e tutto il potere politico/finanziario, con la questione dell’articolo 18, vorrebbero mettere voi giovani precari contro  noi lavoratori a tempo indeterminato facendoci apparire ai vostri occhi come dei privilegiati. Vorrei ricordarti che quelli che, in perfetta malafede, vengono dipinti come privilegi sono in realtà diritti dei lavoratori, conquistati con dure lotte dalle generazioni che ci hanno preceduti: i miei genitori e i miei nonni (per te, rispettivamente, tuoi nonni e bisnonni). I miei nonni uscirono dalla seconda guerra mondiale  semianalfabeti, senza alcun diritto e con un contratto agrario di mezzadria che assomigliava più ad un rapporto feudale che ad un lavoro del ventesimo secolo. Decenni di sacrifici, di lotte operaie e pure di risparmi da formichine, hanno consentito alle generazioni dei miei genitori di avere un lavoro sicuro in fabbrica, di comprare una casa di proprietà, di avere una sanità e una scuola pubbliche, di avere dei diritti come lavoratori e magari una pensione decente.

Se tu hai potuto studiare, magari laurearti e se oggi, coi soldi del nonno, puoi comprarti il telefonino nuovo, per queste cose devi dire grazie alle generazioni che ti hanno preceduto,  e che si stanno ancora sacrificando per garantirvi un futuro il più possibile sereno. Il fatto che noi genitori oggi non spendiamo gli 80€ di Renzi è proprio perchè, visto il pessimo futuro che ci aspetterà tutti quanti, cerchiamo di mettere da parte un misero gruzzoletto proprio per aiutare voi figli nei prossimi anni.

Anche noi siamo perfettamente d’accordo perchè anche voi abbiate le nostre stesse tutele ma non ci fidiamo di chi, mentre a voi fa promesse fumose, incerte e vaghe, mira a togliere concretamente le tutele residue che hanno le vostre mamme e i vostri babbi. Se ai vostri genitori verrà tolto l’art.18 in futuro non l’avrà più nessuno: ne’ noi e nemmeno voi e siccome quello che davvero manca è il lavoro, questa corsa al ribasso sulle tutele non avrà mai fine. Quando noi e voi saremo “ugualmente” e “democraticamente” precari, in questo mondo globalizzato, ci sarà sempre qualcuno ancora più precario di noi, magari in Serbia o in Bangladesh o in Cina, che accetterà salari e condizioni di lavoro sempre più disumane. Andando avanti così finirà che diventeremo tutti una massa planetaria di schiavi senza alcun diritto, al servizio delle ristrettissime élites di superricchi che gestiscono il  potere politico, economico e finanziario.

Sulla questione dell’ art. 18 vogliono scatenare una guerra fra poveri, fra genitori e figli perchè i potenti sanno che col “divide et impera” loro continueranno a prosperare alle nostre spalle. Mentre noi tutti faremo la fame le élites rimarrano immuni: i politici con i loro intoccabili vitalizi e i supermanager della finanza speculativa con i loro stipendi da nababbi. Alcune settimane fa Montezemolo è stato licenziato dalla Ferrari con una buonuscita di 27.000.000.000 di € (27 miliardi). Repubblica ha fatto i conti: per guadagnare la stessa cifra ad un operaio servirebbero 1.185 anni, pari a 29 vite, mentre per un impiegato servirebbero “soltanto” 954 anni e 24 vite.

Cari ragazzi precari, se per caso vi venisse in mente di tralasciare un pochino twitter, whatsapp e facebook, di incazzarvi leggermente contro questo sistema  profondamente ingiusto e magari di scendere in piazza come i vostri coetanei di Honk Kong, sappiate che noi genitori saremo sempre al vostro fianco!

M. un genitore quasi cinquantenne che crede ancora in quelle 3 parole: Liberté, Égalité, Fraternité

Malles primo comune europeo senza pesticidi.

Foto by suedtirol.altoadige - flickr

Foto by suedtirol.altoadige – flickr

Malles (Bz), piccolo comune della Val Venosta al confine tra Italia, Austria e Svizzera, è la prima amministrazione locale europea che, tramite un referendum, ha abolito sul proprio territorio l’uso di pesticidi chimici. Lo scorso 5 settembre il 75% dei votanti al referendum ha detto no ai pesticidi. In un comune in cui le cui principali risorse sono il turismo e l’agricoltura fa piacere vedere che anche molti agricoltori si sono espressi per il divieto.

Adesso per il Comune di Malles si prospetta un futuro verso un’agricoltura al 100% biologica e pare che anche in altri comuni del Trentino Alto Adige siano al lavoro comitati per tenere referendum simili… Speriamo che dall’esempio di Malles parta un effetto domino che porti ad avere tanti comuni liberi da pesticidi…

 

Il barista che ammazzò decine di libri…

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Foto “Romeo & Juliet” by Emerson Utracik (EP) – flickr

Nel mio post “Un libro non è diamante, casomai è una trottola…” del 24/5/2013 vi raccontavo della mia passione per il bookcrossing e di come avevo trovato, nel quartiere 4 di Firenze, un bel posto dove scambiare i libri… Visto che nei commenti mi fu chiesto, misi anche l’indirizzo del centro culturale: New Staz in via Attavante, zona Ponte a Greve…

Newstaz non era l’unico luogo del quartiere 4 di Firenze dove fare bookcrossing: ci sono la Biblioteca di Via Canova, il Circolo Arci dell’Isolotto, la Coop del Ponte a Greve, alcune palestre comunali, e non molto lontano, la Biblioteca di Scandicci. Newstaz però era diversa: c’era una parete intera di libri, la rotazione dei testi era costante, trovavi sempre nuovi volumi e c’erano perfino Dvd, Cd e Vhs. Visti tutti i corsi che si tengono a Newstaz (teatro, musica, danza, lingue, yoga, etc…) i libri presenti erano davvero interessanti: insomma, non c’erano solo Wilbur Smith e gli Harmony… E poi l’ambiente era carino: la parete del bookcrossing era nel bar e mentre sceglievi i libri potevi, a seconda dell’ora, sorseggiare un caffè, un succo di frutta o mangiare un gelato.

Parlo al passato della parete del bookcrossing di NewStaz perchè purtroppo, dalla riapertura del centro culturale dopo le ferie estive, questa non c’è più.  Alcuni giorni fa sono passato dal centro per lasciare 6 libri che avevo letto durante le ferie e ho scoperto che è stata sostituita da una scaffalaturina con alcune bottiglie di vino e da un frigo dei gelati.

Ho chiesto informazioni alla segreteria del centro e mi è stato risposto che il nuovo gestore del bar non l’ha più voluta e perciò han dovuto sbaraccare tutto e adesso i libri del bookcrossing sono chiusi in una stanza e attendono una nuova collocazione in altri spazi. Collocazione che, mi è parso di intuire, sarà alquanto difficile, se non addirittura impossibile. E così, un piccolo servizio culturale, gratuito, solidale, di riuso e riciclo, aperto al buon cuore di tutti gli amanti del bookcrossing è stato ucciso dai voleri di un barista…

Caro barista, i miei libri li porterò in uno degli altri luoghi del bookcrossing del quartiere 4, uno di quelli più piccoli e con meno scelta. Tu invece i miei soldi dei succhi di frutta e dei gelati che prendevo mentre sceglievo i libri, te li puoi scordare… Mah! Hai appena iniziato la tua attività e hai subito perso un cliente! …Contento tu!

Sono diventati a pagamento i servizi Recall e Chiamami di Vodafone e Lo sai e Chiama ora di Tim.

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Foto “McLaren Pit Practice” by ph-stop – flickr

Proprio mentre gli italiani vanno in ferie, usano di più il cellulare e magari allentano i controlli, due servizi telefonici di Tim e Vodafone, che erano sempre stati gratuiti, sono diventati a pagamento. Dal 21 Luglio si pagano i servizi “Lo sai” e “Chiama Ora” di Tim, “Chiamami” e “Recall” di Vodafone. Si tratta di quei servizi che ci segnalano chi ci ha cercati quando avevamo il telefono spento e che ci dicono che una persona che noi abbiamo cercato è adesso disponibile.

Questi servizi costeranno ai clienti TIM 1,90€ ogni 4 mesi per un totale di 5,70€ all’anno mentre per i clienti Vodafone costeranno 0,06€ al giorno, per ogni giorno in cui si utilizza il servizio. Se un cliente Vodafone utilizza il servizio tutti i giorni, alla fine dell’anno spenderà 21,90€. Dal momento che i gestori abilitano automaticamente questi servizi sulle Sim, chi non li vuole pagare, deve darsi da fare per disattivarli.

Per disattivare i servizi da Tim basta chiamare il numero gratuito 42070 e seguire le istruzioni.

Per disattivare i servizi da Vodafone ci sono 3 opzioni: chiamare il numero gratuito 42593 oppure il 42070 oppure collegandosi all’area “Fai da te” nel sito della Vodafone.

Secondo le due multinazionali i clienti dovrebbero essere stati avvertiti del cambiamento tramite un SMS. A casa mia siamo in 3, tutti  con Sim Vodafone e solo mia figlia ha ricevuto l’SMS incriminato. Le associazioni dei consumatori (Repubblica parla di Federconsumatori e Codacons) sono già sul piede di guerra mentre su change.org è già partita una petizione per chiedere a Vodafone di rendere di nuovo gratuiti questi sevizi.

Firma qui la petizione su Change.org per chiedere a Vodafone il Re-call gratuito come è sempre stato.