Le Mele della Guerra e il Campo del Vasaio.

foto locandina trovata su internet e succesivamente rielaborata da unpodimondo

foto locandina trovata su internet e successivamente rielaborata da unpodimondo

Premessa

E’ con profonda tristezza che scrivo il post che state per leggere e mi scuso se l’articolo sarà lungo e volutamente provocatorio, ma la storia che sto per raccontarvi ha urtato la mia sensibilità di pacificista e antimilitarista. Da una decina d’anni sono un convinto sostenitore del Movimento Shalom e posso testimoniare personalmente della bontà dei progetti e delle inizitive portati avanti dai suoi volontari a cui mi onoro di appartenere. Ancora prima di far parte di Shalom sono stato impegnato fin dall’infanzia in gruppi missionari e per la pace. Nel 1986, dal mio rifiuto per le armi, scaturì anche la scelta di diventare obiettore di coscienza al servizio militare. Di quei 20 mesi al servizio della Caritas di Firenze, oltre al lavoro quotidiano con gli anziani, ricordo un interessantissimo corso di formazione su armi, commercio delle armi, disarmo e antimilitarismo che ci tenne per quasi una settimana Padre Ernesto Balducci (eravamo negli ultimi scampoli di guerra fredda, ai tempi di Reagan e Gorbaciov).

E dopo questa premessa, il post:

Le Mele della Guerra e il Campo del Vasaio.

Chi legge questo blog sa che in passato ho fatto il volontario ed ho pubblicizzato l’iniziativa delle “Mele della Pace” del Movimento Shalom, i cui proventi vanno alla costruzione di scuole e centri di formazione per la pace e i diritti umani in Africa.  Nel 2012 non ho potuto partecipare perché convalescente da un piccolo intervento chirurgico ma negli anni passati sono sempre stato con i volontari di Firenze a vendere le “Mele per la Pace” al supermercato de “Le Piagge” di Firenze.  (qui, qui, qui, qui e qui i post relativi).

L’altro giorno, leggendo l’ultimo numero della rivista trimestrale del Movimento, sono rimasto sconvolto dall’articolo e dalle foto pubblicate a pag. 36 (potete scaricare la rivista dal mio post di ieri). L’articolo a cui mi riferisco è quello intitolato “EVENTO NAZIONALE: LA CAMPAGNA DELLE MELE e fa il resoconto dell’iniziativa del 2012. Dopo aver fatto i consueti (e un po’ frettolosi) ringraziamenti a tutti i volontari, alle ditte che hanno fornito le Mele, ai parroci e alla Coop, il pezzo si conclude con uno sperticato ringraziamento “particolare”, con tanto di foto che vi riporto qui sotto (cliccando sull’immagine la foto si ingrandisce):

Particolare di pag.36 del Numero 1/2013 de trimestrale di Shalom

Particolare di pag.36 del Numero 1/2013 de trimestrale di Shalom

L’autore del pezzo ringrazia “in particolare” la Brigata Folgore per aver concesso l’apertura di uno stand alla “Festa dei paracadutisti di Pisa”.

Basta andare a questo link su wikipedia per leggere che la Brigata Folgore ha partecipato a tutte le guerre mascherate da operazioni di pace sparse per il mondo (tra l’altro su Wikipedia le chiamano proprio “missioni di guerra”): Afghanistan, Iraq, Sudan, Somalia, Kosovo, Bosnia Erzegovina e altri paesi (per assurdo addirittura in alcuni paesi in cui Shalom opera proprio per rimediare ai danni della guerra). Per dire pane al pane e vino al vino, secondo il mio modesto e opinabile parere, si tratta di quelle forze armate che sono andate nel pianeta a spargere raffiche di “pace, democrazia e diritti umani”. Solo, che chi veniva colpito da tutti questi “diritti umani” spesso restava sdraiato sull’asfalto in una pozza di sangue. I più “fortunati” invece, se arrivavano in tempo all’ospedale, potevano incontrare i medici e gli infermieri di Emergency che li rimandavano a casa con delle belle protesi gratuite che sostituivano gli arti che le sventagliate di “democrazia occidentale” gli avevano portato via. D’altra parte, anche se  la foto pubblicata sul giornale è molto piccola, mi par di intuire (ma potrei anche sbagliarmi) che quei soldatini tutti in fila non abbiano in mano ramoscelli  d’ulivo ma piuttosto strumenti di morte.

Secondo la mia sensibilità (del tutto opinabile) le “Mele della Pace” vendute nelle piazze e nei centri commerciali profumano di impegno civile e diritti umani mentre quelle vendute sui sagrati delle Chiese profumano di impegno missionario e aiuto al prossimo. Secondo il mio parere, credo che le Mele vendute alla festa della Folgore non profumassero di niente, anzi puzzassero pure un po’:  di bruciato, di polvere da sparo e di sangue rappreso. Credo che nessuno, fra tutti “Gli eroi della Pace” di cui parla Don Andrea Cristiani settimanalmente  in tv e sulla rivista del Movimento, avrebbe mai accettato di mettere un banchino di tal genere alla festa della Folgore. Voi ve l’immaginate Padre Balducci, Simone Weil, Fabrizio De André, Gandhi o Martin Luther King a vendere le “Mele della Pace” in un tale contesto, in cui vengono esaltati proprio i disvalori della Guerra? Secondo me tutti avrebbero declinato l’invito dicendo un semplice «No, Grazie. Non è il caso.» Suvvia, siamo seri: pensate davvero che il Don Milani di “L’obbedienza non è più una virtù” o della “Lettera ai cappellani militari” avrebbe accettato un tale invito? Se conosco un pochino gli scritti di Don Milani mi immagino, con tutta la mia fantasia, che lui il banchino delle “Mele della Pace” l’avrebbe messo provocatoriamente fuori dall’Arena Garibaldi, non dentro. Giusto per ribadire che lui era “altro” e “contro” la Guerra.

Lo so che adesso molti dei miei lettori obietteranno che anche i soldi raccolti in quella festa vanno a finanziare le opere di pace che porta avanti il Movimento e che quindi da un male potrebbe nascere un bene, però io vi domando: sapere l’origine di questi soldi non vi mette in difficoltà? Non scuote le vostre coscienze?

Faccio un altro esempio del tutto teorico. Ipotizziamo che un giorno, dalla porta della sede del Movimento, entri un facoltoso emissario di una multinazionale che produce ed esporta armi e offra al Movimento un sostanzioso assegno che magari copra un intero progetto benefico, per completare il quale ci vorrebbero dieci anni di vendite di mele, spettacoli teatrali, e cene di beneficenza. I responsabili del Movimento, sapendo che l’assegno è frutto di sangue, che farebbero? Prenderebbero i soldi lo stesso per dedicarli ad un’opera pia o li rifiuterebbero in un sussulto di dignità e di coerenza?

Il problema è vecchio quanto il mondo tanto che qualcuno ci aveva pensato anche duemila anni fa…

Allora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò le trenta monete d’argento ai sommi sacerdoti e agli anziani dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «Che ci riguarda? Veditela tu!». Ed egli, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi. Ma i sommi sacerdoti, raccolto quel denaro, dissero: «Non è lecito metterlo nel tesoro, perché è prezzo di sangue». E, tenuto consiglio, comprarono con esso il Campo del vasaio per la sepoltura degli stranieri. Perciò quel campo fu denominato “Campo di sangue” fino al giorno d’oggi.

Dal vangelo di Matteo (capitolo 27, 3-10)

Questa piccola cosa è stata per me così spiacevole che ho deciso che quest’anno seguirò l’esempio di mia moglie e darò il mio 5 per mille ad Emergency, invece che al Movimento Shalom. Abbiate pazienza ma credo che Gino Strada non avrebbe mai messo un banchino in un luogo del genere (e non se ne sarebbe poi vantato con un “ringraziamento particolare”).

Il numero di Marzo 2013 del trimestrale “Shalom”.

Come ho già fatto in passato, con questo post vi pubblico il file da scaricare dell’ultimo numero del giornalino trimestrale che viene inviato ai membri del Movimento Shalom. Potete scaricarlo cliccando qui, oppure sulla foto della copertina, in basso. Per leggere anche i numeri arretrati potete cliccare in alto sull’etichetta Shalom e arriverete alla pagina con l’elenco di tutti i numeri scaricabili.

Vi ricordo che se avete un blog, un sito internet  o una pagina su facebook potete copiare e incollare i contenuti del giornale citando la fonte, perchè come è scritto nella seconda pagina: “La testata autorizza la riproduzione dei testi e delle foto e invita a citarne la fonte.”

I contenuti del numero di Marzo.

Il numero è incentrato su due convegni che si sono svolti, uno a Firenze lo scorso 8 Dicembre e l’altro a Gennaio 2013 nella città di Ouagadougou in Burkina Faso. Quest’ultimo  affrontava il tema “L’Africa sviluppa l’Africa” e per la prima volta ha permesso l’incontro delle delegazioni del Movimento Shalom di 12 stati africani ed è stato ripreso anche dalla stampa italiana. A proposito vi segnalo:

  • Da pagina 12 a pagina a pagina 17 gli articoli apparsi sulla stampa italiana dedicati al convegno in Burkina Faso  e alle attività del Movimento Shalom. “AFRICA, IL ‘MIRACOLO’ DELLA PIZZERIA ‘STRANE NOZZE’ LAICO-CATTOLICHE” di Carlo Ciavoni e Marco Palombi pubblicati su Repubblica, “L’ AFRICA SVILUPPA L’ AFRICA” di Sandro Cappelletto da La Stampa e “AFRICA, MENO AIUTI PIÙ SVILUPPO” di Romina Gobbo da Famiglia Cristiana.
  • Nelle pagine da 18 a 21 sono invece presenti i resoconti delle varie delegazioni africane che raccontano con freschezza e semplicità quello che è stato il loro Convegno a Ouagadougou

Infine segnalo che a pagina 36 ho trovato un articolo che, con tutto l’amore e il rispetto che ho per il Movimento Shalom (di cui tra l’altro faccio parte), ha irritato parecchio la mia sensibilità. Ma per questo sto già preparando un altro post: se faccio in tempo a finirlo lo leggerete domani…

Copertina n.1/2013 trimestrale Shalom

Copertina n.1/2013 trimestrale Shalom

Da Feltrinelli “Nuova vita ai tuoi libri”.

Locandina

Locandina “Nuova vita ai tuoi libri” dal sito http://www.lafeltrinelli.it”;

Da oggi 12 Aprile e fino al 14 Aprile le librerie Feltrinelli ospitano l’iniziativa “Nuova vita ai tuoi libri”.

Consegnando un libro usato in buono stato si ottiene un Buono sconto da 5€ da spendere nella stessa libreria fino al 18 Aprile 2013 a fronte di un acquisto di 20€. Nei tre giorni dell’iniziativa si può consegnare un libro al giorno a persona.

I libri usati appartenenti ai generi letteratura, saggistica, scolastici,  didattici, lingue straniere, dizionari, frasari, enciclopedie e corsi di lingue verranno donati alla Fondazione IntegrA/Azione che li userà per corsi di alfabetizzazione e insegnamento della lingua italiana a stranieri e per la costituzione di piccole biblioteche nei Centri di accoglienza per migranti.

I restanti libri verranno inviati al Comieco per riciclare la carta e creare nuovi oggetti.

Maggiori info qui

La invitiamo a rimanere in attesa per non perdere la priorità acquisita.

Come sapete di lavoro faccio l’informatico e ogni tanto mi capita di telefonare ai famigerati numeri verdi: software houses, fornitori di linee ADSL, centri assistenza per attrezzature in garanzia e così via… Alla risposta parte il solito disco e dopo aver spippolato sulla tastiera per selezionare i vari menù, arriva la fatidica frase: “La invitiamo a rimanere in attesa per non perdere la priorità acquisita.” E poi? Poi parte la musichetta…

Oltre alla noia mortale di dover aspettare un centralinista che l’80% delle volte non risolverà il tuo problema, perchè non capisce niente di informatica, c’è l’aggravante della musichetta che nella maggioranza dei casi fa venire il latte alle ginocchia, aumentando il tedio dell’impaziente interlocutore: “Le quattro stagioni” di Vivaldi, “Per Elisa” di Beethoven, qualche notturno di Chopin (per far addormentare definitivamente  il poveretto in linea) oppure Brahms o il “Danubio Blu” di Strauss.

Fino a stamattina, l’apice della modernità delle musichette nei dischi dei centralini, arrivava al massimo a George Gershwin e Frank Sinatra. Oggi ho dovuto chiamare l’Assistenza Corporate di Telecom Italia per due linee ADSL non funzionanti e con una piacevole sorpresa (visto che l’ho dovuta ascoltare per quasi 10 minuti) il centralino ha suonato “Grace Kelly” di Mika

Giuro che la volta che trovo un centralino che suona Lady Gaga oppure Elio e le Storie Tese vi richiamo anche se non devo chiedervi niente…

P.s. per le cosiddette aziende “serie”. Se proprio la musica pop/rock non dovesse essere in linea con l‘immagine del vostro Brand,  vi concedo al massimo Miles Davis, Charlie Parker e Dizzy Gillespie. Se poi volete insistere con la classica, proprio in via di favore, chiuderò un occhio (e un orecchio) solo su Mozart… ma “Le quatto Stagioni” PROPRIO NO…

Oggi, occhio al meteo!

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Foto “April rain” by laura.bell – flickr

Dalle mie parti c’è un proverbio che recita: “Se piove il tre Aprilante quaranta dì durante”. Quindi oggi, occhio al meteo! Avviso agli stonati come me: se non volete quaranta giorni di pioggia evitate di cantare nella giornata odierna! Grazie.

Masterchef, X Factor, The Voice… Maledetti Talent io vi odio!

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Foto “MasterChef_HotSteel_CMYK” by rtppt – flickr

In questi giorni di festa, caratterizzati da pioggia, tempo uggioso e altre amenità meteorologiche, a chi non è capitato, non potendo uscire di casa, di buttarsi sul divano e demandare al telecomando l’incombenza di far passare qualche ora di relax? Io l’ho fatto e mi sono imbattuto nelle repliche su “Cielo” della trasmissione  Masterchef. I talent non mi piacciono per niente ma sono rimasto alla visione per capire se l’imitazione di Crozza è esagerata o se davvero il trio Barbieri-Cracco-Bastianich è così crudele verso i concorrenti.

La mia impressione è stata devastante: secondo me non sono crudeli, sono peggio, sono degli aguzzini con nessun rispetto verso i concorrenti. Piatti e vassoi che volano, urla e offese alle persone che hanno davanti. Anzi più di offese: vere e proprie umiliazioni in diretta. E poi quei concorrenti: muti, col loro piattino in mano e con lo sguardo terrorizzato.  Sarà stata la settimana santa ma mi venivano in mente le Sacre Scritture:

Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. (Isaia 53,7)

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Foto “Giudizio Universale” by AleBonvini – flickr

La scena di questi poveretti in attesa di essere giudicati da questa specie di Trinità dei fornelli mi ricordava altre immagini della storia dell’arte: quelle delle anime in pena in attesa di essere giudicate in uno di quei tanti Giudizi Universali pieni di angeli e diavoli: da quello di Torcello, a quello di Giotto agli Scrovegni, a Michelangelo nella Sistina per fine col Vasari a  Firenze (nella foto) o Hieronymus Bosch. Insomma, il trio non ha nessuna pietà anche se in fondo si tratta soltanto di giudicare  una zuppa. Ok, la triade Barbieri-Cracco-Bastianich assomma su di sé un numero di stelle Michelin pari a metà del firmamento in cielo, ma questo non credo che li autorizzi a trattare il resto del genere umano come feccia se sbagliano a fare una zuppetta. In fondo anche le loro ricette pluristellate… dopo che hanno transitato nell’apparato digerente dei clienti dei loro ristoranti, finiscono nello stesso posto dove vanno le mie modeste ed insignificanti uova al tegamino!

Mi piacerebbe che quando Barbieri-Cracco-Bastianich hanno bisogno di qualche professionista (l’idraulico per un tubo rotto, un informatico per un pc pieno di virus o un medico per qualche disturbino) questi usasse i loro metodi e li trattasse a pesci in faccia scaraventando tutto a terra e umiliandoli ben bene a suon di “Muoro” e “Mapazzoni”!

Sinceramente non riesco a capire come il pubblico si diverta vedendo tanta ansia, agitazione e conseguenti umiliazioni. L’unica cosa che mi viene in mente è che se l’impero romano avesse avuto la televisione i cristiani non li avrebbero fatti mangiare dai leoni al Colosseo, ma nello studio di un talent show e il pubblico, invece di usare il pollice verso, avrebbe usato il televoto!

Allargando la visione a tutti i talent (compresi quelli musicali) mi viene da dire che si tratta di enormi  falsi perchè non è così che si crea la cucina e nemmeno la musica! Il talent col televoto è una sorta di Far West, di lotta di tutti contro tutti, al grido “E alla fine non ne rimase nessuno!”. Un delirio da neoliberismo televisivo dove si va avanti, di puntata in puntata, eliminando gli avversari uno ad uno, seguendo l’imperativo “Mors tua vita mea”. Immaginate se negli anni ’60 avessimo avuto X-Factor: non avremmo avuto i Beatles! George, Ringo, Paul e John si sarebbero eliminati a duello a vicenda e il televoto magari avrebbe decretato il vincitore fra Lennon e McCartney! Poi però non avremmo mai avuto quelle splendide canzoni firmate in coppia!

La falsità dei talent sta tutta nella negazione che le cose migliori, nella musica e credo anche nella cucina, nascano dall’incontro, dal confronto, dallo scambio delle idee e dal fare le cose insieme, cooperando. Non ho esperienze in cucina ma nella musica (ormai più di venti anni fa) sono stato un jazzista amatoriale di un buon livello  e all’epoca ho avuto l’occasione di suonare con alcuni mostri sacri come Stefano Bollani, Tony Levin (King Crimson), Claudio Baglioni, più altri bravissimi musicisti della scena jazz di Firenze. Puoi essere il più virtuoso strumentista del mondo ma quando inizi a fare “musica d’insieme” devi umilmente ricominciare tutto daccapo: studiare e imparare a suonare con gli altri ascoltandoli e interagendo con loro. All’inizio è difficilissimo ma poi si ricevono un sacco input, si imparano molte cose e si hanno molte più soddisfazioni in un pezzo suonato e vissuto insieme ad altri che suonandosi addosso da soli, ripiegati su se stessi.

…E anche in cucina credo che sia lo stesso o almeno così mi pare, vedendo mia madre e le sue amiche che si scambiano le ricette!

Buona Pasqua!

Foto

Foto “Silence” by Mara ~earth light~ – flickr

Con questo post vorrei augurare una Serena Pasqua a tutti i miei lettori e alle loro famiglie. Vi lascio con una breve poesia sulla Pasqua di Don Tonino Bello.

SOLO QUANDO AVREMO TACIUTO

Solo quando avremo taciuto noi, Dio potrà parlare.

Comunicherà a noi solo sulle sabbie del deserto.

Nel silenzio maturano le grandi cose della vita: la conversione, l’amore, il sacrificio.

Quando il sole si eclissa pure per noi, e il Cielo non risponde al nostro grido,

E la terra rimbomba cava sotto i passi,e  la paura dell’abbandono rischia di farci disperare, Restaci accanto.

In quel momento, rompi pure il silenzio: per dirci parole d’amore.

E sentiremo i brividi della Pasqua!

Testo di Don Tonino Bello

Lavanda dei piedi.

Non ho ancora scritto niente sul nuovo papa Francesco. Ne hanno scritto così in tanti che ho avuto paura di dire cose già ripetute o non particolarmente interessanti. Eppure il gesto di ieri della Messa con la lavanda dei piedi nel carcere minorile di Casal di Marmo mi ha colpito profondamente. Un prete vero, davvero piegato in terra, in ginocchioni, che lava i piedi a 12 persone vere. Ragazzi con i jeans, le scarpe da ginnastica, i tatuaggi, tutti seduti su normalissime sedie: 12 persone con la pelle di colore differente, provenienti da paesi vicini e lontani, di religioni diverse (cattolici, ortodossi e musulmani) e perfino due donne, di cui una musulmana. Persone che mi immagino abbiano alle spalle delle storie drammatiche, scelte come simbolo di tutta l’umanità… E poi un’omelia fatta a braccio, semplice e breve ma allo stesso tempo incisiva. Visto che non è molto lunga ve la metto tutta.

Questo è commovente. Gesù che lava i piedi ai suoi discepoli. Pietro non capiva nulla e rifiutava, ma Gesù gli ha spiegato. Gesù, Dio ha fatto questo. E lui spesso spiega ai discepoli: “Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come ho fatto io”.
E’ l’esempio del Signore. Lui è più importante e lava i piedi perché tra noi quello che è più in alto deve essere al servizio degli altri. E questo è un simbolo, un segno. Lavare i piedi è: “Io sono al tuo servizio”. E anche noi, tra noi, non è che dobbiamo lavarci i piedi tutti i giorni l’uno all’altro. Ma cosa significa questo? Che dobbiamo aiutarci. L’uno con l’altro. Certe volte sono un po’ arrabbiato con qualcuno. Lascia perdere. E se ti chiede un favore, faglielo.
Aiutarci gli uni con gli altri. Questo è ciò che Gesù ci insegna e questo è ciò che io faccio. E lo faccio di cuore perché è mio dovere. Come prete e come vescovo devo essere al servizio vostro. Ma è un dovere che mi viene dal cuore e lo amo, amo farlo perché il Signore così me l’ha insegnato. E anche voi aiutatevi sempre uno con l’altro e così aiutandoci, ci faremo del bene. Adesso faremo questa cerimonia di lavarci i piedi e ciascuno di noi pensi: “Io davvero sono disposto a servire e aiutare l’altro?”. Pensi solo questo e pensi che questo segno è una carezza di Gesù che fa, perché Gesù è venuto proprio per questo, per servire, per aiutarci.
Foto tratta dal sito di

Foto tratta dal sito di “Rainews24″

Foto tratta dal sito di

Foto tratta dal sito di “Rainews24″

Giusto per ricordarlo, fino allo scorso anno, la lavanda dei piedi del papa era questa… Non aggiungo altro: solo che dobbiamo ringraziare tantissimo lo Spirito Santo….

Foto tratta dal sito internet  de

Foto tratta dal sito internet de “La Stampa”

Foto tratta dal sito di

Foto tratta dal sito di “Roma Locale”

Dalla Francia l’allarme phenoxyethanolo (fenossietanolo).

Foto

Foto “Nappy Changing” by Leo Reynolds – flickr

Il Salvagente è una rivista settimanale che si occupa, fra le varie cose, di tutela dei consumatori. Negli ultimi 3 numeri (10, 11 e 12 del 2013)  ha dedicato ben 3 articoli consecutivi ad un presunto allarme in arrivo dalla Francia: quello del phenoxyethanolo nei prodotti per l’igiene per la prima infanzia. Cerco di fare una sintesi dei tre articoli perchè il caso mi sembra interessante.

Cos’è il phenoxyethanolo

Una sostanza decisamente sospetta, addirittura rischiosa per i bambini stando a un recente allarme francese, eppure diffusissima in moltissimi cosmetici compresi quelli dedicati ai più piccoli: dalle salviette imbevute alle paste protettive, dalle creme idratanti ai detergenti, ai baby cosmetici. È il fenossietanolo, un conservante potenzialmente tossico per la riproduzione e lo sviluppo su cui ultimamente ha acceso i riflettori l’Agenzia francese sulla sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari (Ansm) invitando i produttori a non utilizzarlo nei cosmetici rivolti ai bambini fino a tre anni di età. [...] Il silenzio intorno ai possibili rischi di questo conservante per i bambini fino a tre anni, in realtà, nasce ben prima: era maggio del 2012 quando l’Ansm pubblicava, nell’indifferenza pressoché generale, una nuova valutazione dei rischi d’uso del fenossietanolo nei cosmetici destinati alla prima infanzia concludendo che non andrebbe più utilizzato nei prodotti destinati alla “seduta”, e ne andrebbe limitata la concentrazione allo 0,4% (attualmente è all’1%) in tutti gli altri. Una conclusione che tiene conto dell’esposizione cumulativa a cui sono soggetti i bambini. (Fonte ***)

C’è da dire che il phenoxyethanolo non è affatto illegale e l’impiego nei cosmetici è approvato (pur nella concentrazione massima dell’1%) dalle autorità europee. [...] In attesa che anche le autorità europee procedano a una rivalutazione del rischio, per il principio di precauzione sarebbe meglio evitare, a priori, i marchi che usano questo conservante. Nel caso delle paste protettive per il cambio dei pannolini, poi, il consiglio è di privilegiare prodotti naturali privi non solo di phenoxyethanolo, ma anche di parabeni e petrolati, questi ultimi sostanze di bassissima qualità ottenute dal petrolio e che abbiamo scoperto essere diffusissime in questi cosmetici. (Fonte **)

Prodotti per bambini contenenti phenoxyethanolo (elenchi pubblicati su “Il Salvagente”)

SALVIETTINE (Fonte *)

  • AVEENO BABY Produttore Johnson&Johnson
  • BABY Produttore Mister Clean
  • BABY FRESH PAMPERS Produttore Procter & Gamble
  • BABY MILK Produttore Carrefour
  • BABY SENSITIVE Produttore Carrefour
  • BABY SOFT & CREAM Produttore Nivea
  • BIMBI Produttore Fresh&Clean
  • CRESCENDO Produttore Coop
  • SALVIETTINE BABY Produttore Fissan
  • SALVIETTINE BIMBO Produttore Conad

CREME PROTETTIVE (Fonte **)

  • FISSAN Baby Protezione e Natura
  • BABYGELLA Pasta protettiva
  • AVÈNE PEDIATRIL Crema per il cambio
  • CHICCO Pasta lenitiva
  • DERMOGELLA BÉBÉ Baby Paste
  • FISSAN BABY Pasta Alta Protezione

ALTRI COSMETICI PER I BAMBINI (Fonte ***)

  • AVEENO Daily lotion – Crema idratante - Bagnetto corpo e capelli
  • AVÈNE PEDIATRIL –  Latte delicato idratante –  Acqua detergente
  • JOHNSON’S – Crema liquida – Baby bagnetto primi mesi - Baby bagnetto delicato – Crema idratante
  • HUMANA – Bagno schiuma ultradelicato
  • DERMOGELLA – Bagno
  • COOP Crescendo – Latte detergente
  • FISSAN - Crema per viso e corpo
  • BABYGELLA – Crema idratante protettiva
  • CHICCO Baby moments – Crema corpo fluida - Shampoo – Bagnoschiuma
  • DISNEY (Dialfa Pharmaceuticals) - Latte detergente - Sapone liquido

FONTI

p.s. Logicamente sui 3 numeri de “Il salvagente” ci sono anche altre notizie come le reazioni dei produttori e gli elenchi delle creme protettive senza fenossietanolo.

Stanno tornando gli “Sbarchi in piazza”.

Locandina

Locandina “Sbarchi in Piazza” dal sito della Sezione fiorentina di Emergency

Ripartono da Firenze gli Sbarchi in piazza, la gioiosa carovana organizzata dai produttori della Rete di Economia Solidale del Sud Italia che porteranno nelle piazze del Centro-Nord un carico pieno di prodotti solidali equi, biologici del Meridione, con in aggiunta una serie di valori che spesso la grande distribuzione non offre: legalità, tutela dei diritti dei lavoratori, sostenibilità ambientale, solidarietà e creazione di relazioni fra produttori e consumatori.

A FirenzeSbarchi in piazza” si terrà Sabato 9 Marzo c/o la Biblioteca dell’Isolotto in via Chiusi 43/a e Domenica 10 Marzo c/o lo Spazio Arti e Mestieri in Via Giano della Bella 20 (per il programma vi rimando alla locandina qui in alto, cliccandoci si ingrandisce l’immagine)

La carovana di Sbarchi in piazza girerà l’Italia fino a Maggio con le  seguenti date:

  • 13 Aprile – Lesignano (PR)
  • 14 Aprile – Ravenna
  • 27 Aprile – Bergamo
  • 28 Aprile – Lecco
  • 12 Maggio – Milano

Per approfondire:

  • La storia di due arance (dal sito di ressud – cliccando l’immagine si ingrandisce)

“Breve storia di due arance” dal sito Ressud.org

p.s. Purtroppo per precedenti impegni personali il prossimo week-end sarò lontano da Firenze, per cui mi perderò “Gli sbarchi in piazza”. Auguro perciò un buon lavoro a tutti coloro che saranno in piazza a Firenze!