Come passare il tempo da Terranova…

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Foto “DSCN4023″ by andrea.a flickr

Ricordate la grave tragedia dei lavoratori tessili in Bangladesh, per cui abbiamo firmato la petizione per la sicurezza dei lavoratori delle grandi marche, quella che ho pubblicizzato anche su questo blog (qui il primo post, qui il secondo)?

Proprio nelle stesse settimane ho dovuto accompagnare mia figlia ed un’amica che andavano a fare un po’ di spesa nella catena d’abbigliamento Terranova, dove dovevano comprare delle magliettine low cost da usare per uno spettacolo. Immaginate che noia per un uomo dover attendere due donne che fanno shopping in un negozio di abbigliamento, con code immense ai camerini-prova…

Insomma, io lì dentro dovevo ingannare il tempo e a parte la musica pop e dance a palla, non c’era altro da fare se non spulciare tutti quei vestiti. Ho così iniziato a controllare le etichette di tutti i capi che mi capitavano sottomano, per vedere dove erano stati prodotti: ho iniziato dal reparto uomo, ma visto che l’attesa continuava, ho fatto i miei controlli a campione anche nel reparto bambino, accessori, donna e perfino intimo e mare… Penso di aver attirato l’attenzione anche di qualche commesso ma poi, vedendo che ero in compagnia delle due pargole, credo che abbiano capito che stavo riempiendo il tempo dell’attesa…

Quello che credo che non abbiano capito è che nella mia mente stavo facendo una statistichina, del tutto personale ed opinabile, sulle etichette che stavo leggendo. Ebbene i paesi produttori che ho trovato su tutte le etichette erano soltanto 3 e secondo questi miei conti, fatti molto a braccio, posso dire di aver avuto la sensazione che più o meno le percentuali potevano essere queste: Made in Bangladesh CIRCA il 70% – Made in Cina CIRCA il 20% – Made in India CIRCA il 10% dei capi presenti in negozio…

Ripeto che si è trattato di un banale gioco fatto per riempire il tempo dell’attesa, che non ha niente di scientifico, che ho osservato molte etichette ma  non tutte, che le percentuali sono frutto di un calcolo improvvisato fatto a mente dal sottoscritto e che quindi potrebbero anche essere completamente sbagliate. L’unica cosa di cui sono sicuro è che nelle etichette che ho letto io non c’erano altre nazioni di produzione dei vestiti…

Cosa non si farebbe per sconfiggere la noia…

Cara LaValeria ti scrivo… (in risposta al post su LaFeltrinelli)

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Foto “Serata di chiusura della #libreria #Edison di #Firenze. #libri #persone” by Filippo Canzani – flickr

Ho appena finito di leggere l’accorato (anzi il disperato) appello che LaValeria, del blog “La disoccupazione ingegna” ha scritto nell’articolo  “Cara LaFeltrinelli ti scrivo…” e che altri amici blogger stanno ridiffondendo in rete per vedere se Feltrinelli, per una buona volta, prende in considerazione l’eccellente curriculm che ogni mese, da 6 anni a questa parte, LaValeria manda alla nota catena di librerie. Pur non conoscendola, mi sento di rispondere a modo mio alla lettera de La Valeria…

Cara LaValeria,

ho appena letto il tuo post e dopo averci riflettuto, ho deciso che non lo riposterò. Se avrai la pazienza di leggere questa mia lettera fino in fondo capirai le mie motivazioni.

C’era una volta a Firenze una bellissima libreria: si chiamava Libreria Edison e si trovava sotto i portici di Piazza della Repubblica, nel salotto buono della città, proprio accanto all’Hard Rock Café. La Edison non era soltanto 3 piani di libri ma anche il centro di tante iniziative culturali, e il luogo di lavoro di una quarantina di dipendenti veramente appassionati, che certamente avrebbero saputo che Fruttero e Lucentini erano due persone distinte e non il nome e cognome di una persona sola. Sicuramente alla libreria Edison avrebbero preso in considerazione il tuo curriculum, ma purtroppo la libreria è stata chiusa lo scorso Novembre e i dipendenti adesso sono disoccupati, proprio come te.

Tutta Firenze si è mossa per salvare questa libreria:  è stata fatta una petizione  che ha raccolto 40.000 firme e, prima di tirare giù il bandone, la Edison ha ospitato decine di interventi di personalità della cultura, tutti contro la chiusura (Vinicio Capossela, Daniela Morozzi, Paolo Ferrero, Sergio Staino, la Bandabardò, i ballerini di Maggio Danza, Giancarlo Cauteruccio, i Diaframma, i Litfiba, Carlo Monni, i Whisky Trail, Claudia Bombardella, Ricardo Da Silva, David Riondino, Grazia di Michele, Pippo Russo, i Vivace Quartet e i Sinfonico Honolulu). Poi però la libreria ha chiuso.

Se sei arrivata a questo punto ti domanderai cosa c’entra il tuo post con la storia della libreria Edison. Magari potresti pensare che la libreria ha chiuso per la crisi o perchè aveva i bilanci in rosso… e invece no! La Edison andava bene ed è stata fatta chiudere dal proprietario dell’immobile che non ha voluto più rinnovare il contratto d’affitto alla libreria, nonostante (da quel che ho letto sulla stampa locale) la Edison avesse sempre pagato regolarmente l’affitto…

Vuoi sapere chi è il proprietario dell’immobile e come mai può aver voluto la chiusura di una libreria amata da tutti i fiorentini? Indovina un po’… il padrone è la tua amata-odiata LaFeltrinelli, che in un colpo solo ha ucciso un concorrente che faceva cultura e ha liberato un immobile di prestigio da riaffittare a qualcun altro…

Se ti posso dare un consiglio lascia perdere LaFeltrinelli e manda il tuo curriculum a qualche piccola libreria dove sarà sicuramente più apprezzato.

In bocca al lupo

Marco.

p.s. A sette mesi dalla chiusura della libreria Edison i locali sono ancora desolatamente vuoti. All’epoca in città si vociferava che Feltrinelli volesse affittare a Apple ma pare che, visto il clamore suscitato dalla chiusura, alla Apple abbiano deciso di non prendere più in affitto i locali. Se questa storia fosse un libro giallo, temo che chiunque tornerà a riempire l’immobile sotto i portici di Piazza della Repubblica verrà etichettato da parte di molti fiorentini, come colui che, insieme a Feltrinelli, ha “ucciso” Edison…

Figura di m… internazionale, ovvero quando c’è da vergognarsi di essere italiano…

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Foto “Collins English Dictionary” by unpodimondo – flickr

Mia figlia quest’anno farà la maturità e per affrontare la prova di inglese si è comprata il Collins English Dictionary. Il Collins non è un dizionario Italiano-Inglese, Inglese-Italiano ma un vero e proprio dizionario monolingua per il mercato anglofono, un po’ come i nostri Zingarelli o Devoto-Oli:  infatti anche il prezzo è in Sterline e in dollari canadesi. Il Collins è uno dei più prestigiosi dizionari di inglese (la prima edizione è del 1819) ed è anche un bel tomo di quasi 2000 pagine…

Appena portato a casa abbiamo iniziato a sfogliarlo e ci siamo imbattuti nella sezione in cui ci sono tutte le nuove parole inglesi nate nell’ultimo anno: si va dalla Primavera Araba, al babyccino (una sorta di cappuccino per bambini col cioccolato al posto del caffé), da diversi termini tecnologici fino all’unica parola inglese nata in Italia… Meno male che l’ho vista con i miei occhi, perchè se me lo avessero raccontato non ci avrei mai creduto… Leggete da voi e dite da soli se questo è o non è uno di quei casi in cui c’è da vergognarsi di essere italiani…

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Foto “Collins English Dictionary” by unpodimondo – flickr (pag.XX)

In festa per l’integrazione al Ponte a Greve.

Locandina della Manifestazione (dal sito coop)

Locandina della Manifestazione (dal sito coop)

Unicoop Firenze, Casa del Popolo di Ponte a Greve e la Parrocchia di San Lorenzo al Ponte a Greve (Firenze) organizzano “In festa per l’integrazione” che si terrà Sabato 8 Giugno 2013 c/o i giardini della Casa del Popolo di Ponte a Greve in Via Pisana 809 a Firenze.

Programma della festa:

Ore  17.00 balletto “I costumi e i ritmi dell’isola dello Sri Lanka“.

Ore 18.00, dibattito sui temi dell’integrazione “Le prospettive dell’intercultura“. Interverranno:

Ore 19.00, balletto ivoriano, a cura dell’Associazione Tam Tam (della Costa d’Avorio).
Ore 19.30 cena, a base di pizza e specialità della Costa d’Avorio. Offerta libera, minimo 5 euro.

Open days 2013 all’SMS di Rifredi…

logo iniziativa dal sito dell'SMS di Rifredi.

logo iniziativa dal sito dell’SMS di Rifredi.

La Società di Mutuo Soccorso di Rifredi è da 130 anni una delle più vivaci e multiformi realtà culturali e solidali dell’area fiorentina. Mentre nel tempo, tanti altri circoli simili, si sono ridotti al mero ruolo di bar e pizzerie, allSMS di Rifredi rimangono forti i legami con la cultura e la solidarietà, rappresentati dalle tante associazioni che sono ospitate nella sede di Via Vittorio Emanuele II n.303. Si parte da uno dei teatri più interessanti di Firenze e si prosegue con le sedi cittadine di associazioni come Emergency, Medici Senza Frontiere e il Movimento Shalom

Tutte le associazioni presenti all’SMS di Rifredi come ogni anno si presentano negli Open Days 2013 che si terranno nelle giornate del 6, 7 e 8 Giugno c/o il giardino in Via Vittorio Emanuele II al n.303. Questo il programma:

GIOVEDI’ 6 GIUGNO

  • 17.00 “Dal mondo di Mirò… creiamo la nostra… linea d’orizzonte” Laboratorio di pittura, ritaglio e assemblaggio per bambine e bambini realizzato dagli educatori de La Clessidra.
  • 18.30 Dibattito “SE COSI FAN TUTTI: vecchi e nuovi comportamenti a rischio”. Partecipano: Dott.ssa PAOLA TROTTA (responsabile Dipartimento Dipendenze della ASL 10), On. FILIPPO FOSSATI (Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati), Dott.ssa LUDOVICA MAZZEI (Ass. ACAT), Dott.ssa FRANCESCA CHIAVACCI (ARCI), Dott. FEDERICO GIANASSI (presidente Quartiere 5)
  • 19.30 In palestra “Conosci lo Yoga”: per fare esperienza di una tecnica antica ma di grande efficacia e utilità nel momento attuale…
  • 20.30 Apericena senza alcool preparato da “Inzuppa – Associazione Culturale, il catering a misura d’uomo”
  • 21.30 ANTOR “Introduzione al mondo del gioco dì ruolo dal vivo” rappresentazione dimostrativa seguita da torneo di tiro con l’arco e torneo dì spade grv.

VENERDI’ 7 GIUGNO

  • 17.00 La LIBRERIA CUCCUMEO organizza un incontro-laboratorio per i bambini dai 5 agli 11 anni “Maialini, rospi e mille colori! Rimando e narrando tra arte e poesia”.
  • 19.30 APERICENA
  • 21.30 Serata danzante al ritmo latino-americano a cura delle Scuole Salsa Cubana e Tango Cafè.

SABATO 8 GIUGNO

  • 14.30 Ritrovo per il Trekking a Cercina organizzato dall’Associazione “IL VALICO” in collaborazione con EMERGENCY e MEDICI SENZA FRONTIERE (vedi volantino).
  • 17.00 Simultanea di scacchi: uno scacchista dell’A.D. “FIRENZESCACCHI” giocherà contemporaneamente contro 10 avversari.
  • 17.30 Sala biblioteca. La sezione cultura della SMS presenta “Voci dalla resistenza” lettere, documenti, testimonianze a cura di Andrea Comincini.
  • 19.00 Dimostrazione dell’antica disciplina cinese “FALUN DAFA” con proiezione di un breve documentario inedito.
  • 20.30 CENA SOCIALE (vedi volantino)
  • 22.00 Musica popolare dal vivo con la band “IL BRIGANTINO”.

Durante i 3 giorni di festa nei giardini della Società di Mutuo Soccorso saranno ospitati gli stand delle Associazioni che hanno la loro sede nel circolo. In particolare:

Ricette di classe: un pdf con le ricette più amate dai bambini di Scandicci.

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Foto “1960er Modella Küche – 60s Modella kitchen 2″ by diepuppenstubensammlerin – flickr

L’Amministrazione Comunale di Scandicci (Fi), in collaborazione col servizio delle mense scolastiche e con le classi delle scuole elementari della cittadina, ha pubblicato un ricettario in pdf con i piatti preferiti dai bambini che pranzano a scuola. Il librettino, curato dalla cuoca Letizia Bambagioni, propone dodici ricette con particolare attenzione a quelle che permettono ai ragazzini di mangiare le tanto detestate verdure: minestra di patate e carote, pappa al pomodoro, pesto di tonno, pesto di zucchine,  cotoletta vegetariana, salsa ketchup, straccetti di maiale, pepitelle di pollo al forno, polpettine di mare, coccole di verdura, cavolo gratinato e sformato di verdura.

Anche se l’impaginazione non è il massimo (è fatta più per la stampa che per la consultazione in pdf) il libretto è gradevole, le ricettine sono semplici e si prestano bene come spunti per nuove rielaborazioni e modifiche…

Scarica a questo link il libretto “Ricette di classe”

Don Gallo e la sinistra che non c’è…

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Foto “don gallo_genova” by cavide dampo – flickr

Di solito non faccio il copia-incolla di interi articoli trovati su internet. Magari ne metto una parte, magari aggiungo qualcosa di mio. Questa volta invece copio-incollo tutto il pezzo che ha scritto Lorenzo Fazio per “Il fatto quotidiano” semplicemente perchè in questo pezzo io mi ci ritrovo al 100% e perchè credo che ci si ritrovino in tanti. Tutti quelli che, dopo oltre di venti anni di smarrimento, sono rimasti orfani di una sinistra che sia tale e che parli di pace, uguaglianza e attenzione agli ultimi….

Don Gallo e la rovina del Pd

Adesso ho capito, quelle 6000 persone che erano a Genova e le molte altre che da lontano hanno salutato per l’ultima volta Don Gallo non c’entrano nulla col Pd. Ecco il dramma della sinistra in Italia. Un patrimonio umano, ideale, politico immenso e ricchissimo che una volta trovava espressione nel Pci di Enrico Berlinguer, ora è rimasto solo, senza che nessun partito riesca veramente a rappresentarlo. Il presidente della Regione Burlando era presente ma non ha parlato, nessuno del partito ha detto qualcosa, quella società, quelle persone che hanno un’anima, un sentimento, dei valori in cui credono e che si chiamano giustizia sociale, verità, onestà, libertà sembrano lontani dalla cultura politica del Pd, anzi la cosidetta società civile fa paura, è pericolosa, a D’Alema addirittura “fa orrore”. D’altra parte potreste immaginare un D’Alema al funerale di don Gallo? Spesso don Gallo si è trovato il Pd dall’altra parte delle barricate: contro il Tav in Val di Susa, contro l’insediamento militare americano a Vicenza, contro il finanziamento delle cosidette guerre umanitarie, contro l’acquisto dei caccia bombardieri, contro il G8 di Genova (l’allora capo della polizia De Gennaro è sempre stato difeso dal Pd), a favore del referendum per mantenere l’acqua pubblica (il Pd ha cambiato posizione all’ultimo), a favore dei lavoratori della Fiom contro Marchionne, e l’elenco potrebbe continuare. Non entro nel merito delle singole questioni, non stiamo parlando di errori, ma di scelte. Il Pd ha scelto di stare dalla parte del denaro, di chi ha i soldi, di chi ha il potere, è vestito bene, parla bene, sta bene, mangia bene, veste bene, non grida, non dà fastidio. Scusate la brutalità ma è così. Alla tavola dei poveri il Pd non si siede da decenni. Dispiace vedere camminare il sindaco di Torino Fassino per il Salone del libro circondato dalla scorta, mentre fa piacere vedere il sindaco di Genova, Marco Doria, alla veglia per Gallo, cittadino tra altri cittadini. La trans Valentina ha detto molto giustamente, con un sorprendente rovesciamento di prospettiva, che adesso chi va aiutato è chi sta in alto perché chi è in alto è solo, senza sentimenti e l’unica forza che ha è quella del potere (si riferiva anche al cardinale Bagnasco che avrebbe dovuto l’indomani darle la comunione).

Pensate. Se gli scorsi decenni il Pd avesse fatto una politica di sinistra vera, cioè si fosse battuto allora per l’ineggibilità di Berlusconi (ora è fuori tempo massimo), contro il libero mercato, contro la crescita senza qualità, contro la corruzione e i costi della politica, contro la rovina dell’ambiente, e per un’economia a misura d’uomo, ora avrebbe praterie davanti a disposizione. Ora che anche i capitalisti più testardi hanno capito che il modello che hanno difeso per decenni fa acqua da tutte le parti. Ci sarebbe in Italia un’alternativa forte, credibile, temprata da anni di battaglie e democratica, estremista non nei comportamenti ma nelle idee, quindi spendibile anche all’estero. Invece no. E la colpa non è solo del Pd ma anche di tanti intellettuali, giornalisti, accademici, professionisti che dopo anni di battaglie e di delusioni (il terrorismo ha azzerato la spinta ideale degli anni settanta) hanno preferito chiudersi e mettere in soffitta sentimenti e principi. Tutto in nome del mercato e del potere. Come è stata possibile questa distrazione generalizzata? La Boccassini non sta processando Ruby e Berlusconi ma lo sputtanamento di una intera classe dirigente che si è venduto al migliore offerente. Il Pd in quanto partito di sinistra non c’è e non c’entra nulla coi principi ispiratori del vecchio Pci che invece permangono in una parte della società, la stessa che era a Genova ai funerali di don Gallo e che in lui si riconosce. Una riserva ideale buttata via e che imbarazza il Pd perché rappresenta proprio quello che una volta era il partito di Berlinguer: la coscienza civile del paese (di questo ribaltamento di valori se ne ha conferma nel libro di Fassino, “Per passione”, scritto quando il sindaco, allora segretario dei Ds, fece l’elogio di Craxi prendendo le distanze da Berlinguer) e, inaspettamente, anche una riserva di voti che oggi sarebbero decisivi per dare un’impronta diversa al paese. Se questa non c’è stata non possiamo imputarlo a Berlusconi ma proprio al Pd. La responsabilità storica dei Veltroni, D’Alema, Fassino, Violante, Bersani è enorme.

Don Gallo e la rovina del Pd – Lorenzo Fazio – Il Fatto Quotidiano.

Equobì organizza una cena… dove ci farà le bucce!!!

Locandina dal sito di Equobì

Locandina dal sito di Equobì

Equobì, l’associazione che gestisce il Bottegotto (la Bottega del commercio equo e solidale del quartiere Isolotto di Firenze) organizza per Sabato 1° Giugno alle ore 20 c/o il Circolo Arci dell’Isolotto in via Maccari 104 a Firenze una cena molto particolare, tutta all’insegna del riciclo e dello zero spreco di cibo, intitolata:

Siamo in campo… e vi facciamo le bucce!!!

Si tratta di una cena, curata dai volontari di Equobì,  a base di prodotti dell’orto molto particolari a cui farà seguito uno spettacolo curato dal Teatro Contadino Libertario di Firenze, una compagnia teatrale amatoriale composta dagli agricoltori, allevatori, giardinieri, apicoltori della Fierucola di Firenze.

Questo il menù della cena:

Antipasto

  • Tapenade carota cipolla e spezie con crudité di verdure
  • Bucce di patate, carote e melanzane fritte in pastella di ceci
  • Insalata primaverile di fave e pecorino

Primo

  • Risotto alle bucce di banana

Secondo con contorno

  • 3P in polpette (con pane e patate saltate al pomodoro)
  • Spadellata di baccelli e melanzane saltate

Dolce

  • Budino di pane e cioccolato con salsa di banana e yogurt.

Per partecipare è necessario prenotarsi entro e non oltre il 29 maggio 2013, al circolo Arci dell’Isolotto, alla Bottega equa e solidale  “Bottegotto” (in via Modigliani n. 51), oppure telefonando allo 0559331356 o scrivendo una mail  a info@equobi.org. Il costo è di € 16, bambini dai 5 ai 10 anni € 10.

Primi in tutta Italia! Un poco inviabile primato per Firenze…

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Foto “Fontanello Publiacqua in bottiglia!” by burde73 – flickr

Firenze batte Milano 541 a 93. Questo non è il risultato di una gara sportiva ma del costo della bolletta dell’acqua pubblica per una famiglia di 4 persone che consuma 200 mc di acqua all’anno, come rilevato dall’indagine annuale fatta  dal Centro Ricerche Economiche Educazione e Formazione di Federconsumatori e pubblicata questa settimana dalla rivista “Il Salvagente”.

Vi metto alcuni stralci dell’articolo:

Acqua, la bolletta corre il doppio dell’INFLAZIONE

[...] In un anno la bolletta del servizio idrico è aumentata del 7,8% raggiungendo, per una famiglia di quattro persone che consuma in un anno 200 metri cubi, la cifra record di 323 euro all’anno. Scorgendo i risultati dell’XI Indagine nazionale sulle tariffe 2012 del servizio idrico integrato condotta dal Creef, il Centro ricerche della Federconsumatori, si scopre che dal 2000 al 2012 la spesa annua per l’acqua è rincarata del 61% a fronte di una crescita dell’indice dei prezzi di “appena” il 28%. [...]

Dal monitoraggio effettuato in 103 città campione emerge che, per una famiglia di quattro persone che consuma 200 metri cubi di acqua all’anno, il servizio idrico integrato costa mediamente 1,62 euro per metro cubo.[...] Il primato delle città più care spetta alla Toscana che, come si vede dalla tabella pubblicata in queste pagine, piazza ben 7 città nei primi sette posti, con Firenze, Pistoia e Prato “maglia nera” con una spesa annua di 541 euro a famiglia. Le città meno care invece sono guidate da Milano (93 euro) seguita da Isernia (113 euro) e Catanzaro (167 euro). [...]

Ma quali sono le cause che vedono la Toscana, seguita poi dalle Marche e dall’Emilia-Romagna, condurre la classifica delle regione dove il servizio idrico “pesa” di più sulle tasche dei consumatori? “La Toscana – aggiunge Zanini [Mauro Zanini, vicepresidente della Federconsumatori] – è stata tra le prime regioni ad adottare il nuovo metodo tariffario, attuato a partire dal 1996, normalizzato in sostituzione di quello Cipe che autorizzava aumenti più contenuti”[...] Bisogna anche riconoscere che in molte città, e tra queste alcuni capoluoghi toscani ma anche laziali come Latina, il passaggio da un gestore pubblico a uno privato ha significato un aggravio di spesa per i cittadini. E spesso nemmeno giustificato dalla qualità delle prestazioni erogate.

Le 10 città più CARE

Città Spesa Annua famiglia Spesa al mc
Firenze 541€ 2,7€
Prato 541€ 2,7€
Pistoia 541€ 2,7€
Arezzo 527€ 2,6€
Siena 521€ 2.6€
Grosseto 521€ 2,6€
Livorno 508€ 2,5€
Pesaro 507€ 2,5€
Urbino 507€ 2,5€
Agrigento 471€ 2,4€
Fonte: Federconsumatori, consumo annuo di 200 mc
per una famiglia di 4 persone, Indagine nazionale
sulle tariffe 2012 del servizio idrico integrato

Articolo di Enrico Cinotti e tabella pubblicati alle pagine 14 e 15 della rivista “Il salvagente” n. 21 del 2013

Considerazioni finali

Perchè Prato, Pistoia e Firenze sono sono tutte in testa alla classifica con le stesse cifre? Perchè tutte e tre sono servite dallo stesso gestore: la Publiacqua S.p.A, società per azioni pubblico-privata i cui maggiori azionisti pubblici sono i Comuni dell’Area (capofila il Comune di Firenze) mentre i principali privati sono Acea S.p.A., Suez Environnement S.A., Monte dei Paschi di Siena S.p.A. (la composizione precisa della società la  trovate a questo link sul sito di Publiacqua)

Ho qualche dubbio ma secondo me, grazie al legame che unisce il Comune col gestore del servizio di fornitura dell’acqua pubblica e soprattutto grazie alle nostre bollette salatissime, si dovrebbe spiegare anche il motivo per cui  Publiacqua e Acea sono sempre fra i principali sponsor di molte iniziative che vengono promosse dal Comune di Firenze. Tanto per  fare un esempio basta citare i concerti gratuiti nelle piazze di Firenze che si tengono la notte di Capodanno (a questo link ci sono il resoconto e i ringraziamenti fatti dal Comune a tutti gli sponsor del capodanno 2013)

Mi auguro che di questo poco invidiabile primato ne tengano conto tutti quegli elettori che vedono in Matteo Renzi il futuro risolutore dei problemi dell’Italia. Potrebbe capitare anche a voi di aprire il rubinetto dell’acqua e vedere i soldi delle vostre bollette finanziare i concerti gratuiti dei Subsonica o di Elio e le storie tese…

Un libro non è diamante, casomai è una trottola…

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Foto”Trottole sorprese uovo cioccolata equo e solidale – Spinning tops surprises from fair trade chocolate eggs” by unpodimondo – flickr

Alcuni giorni fa l’amica Mizaar ha scritto un post dal titolo “Un libro è per sempre!” nel quale, parafrasando una vecchia pubblicità, affermava che per lei i libri sono come i diamanti: …per sempre e da custodire gelosamente nella libreria alle proprie spalle.

Pur partendo dalle stesse considerazioni, ovvero il piacere della lettura e il fatto che vendendo i libri usati non si diventa ricchi, io sono arrivato a considerazioni totalmente opposte alle sue.

Inizio da lontano, da un trasloco fatto più di 10 anni fa… Fare e disfare gli scatoloni ti fa scorrere davanti tutta la vita passata, ti fa scoprire quante cose hai accumulato e soprattutto quanto pesano… (sarà un caso ma gli scatoloni dei libri pesano tantissimo). Durante questa attività  mi venne da riflettere che forse non sarebbe bastata una vita intera per leggere tutti i libri che, uno per volta, avevo accumulato e molti dei quali ancora attendevano di essere letti.

Partendo da qui presi la decisione di dividere in due gruppi i libri appena letti: quelli bellissimi (pochi) che sicuramente un giorno avrei riletto e quelli (tanti) che sarebbero rimasti inutilmente a prendere polvere e che si meritavano di tornare in circolo per trovare nuovi lettori. Quindi non libri-diamante ma libri-trottole, destinati a girare di mano in mano e a raccontare le proprie storie ad altre persone.

A venderli su e-bay non si guadagnava un fico secco, scambiarli con altri lettori trovati via web era divertente ma le spese postali (anche l’economico piego di libri) erano pur sempre un costo. Alla fine mi sono convertito al book crossing e da un po’ di tempo li metto/prendo negli scaffali del libero scambio che sono presenti in vari luoghi del mio quartiere. Fortunatamente non lontano da casa mia c’è un centro culturale che, nel proprio bar, ha una parete intera dedicata al crossing e non solo di libri: vhs, dvd e libri da prendere e lasciare in massima libertà…

La libertà è quello che mi piace di più del bookcrossing e che me lo fa preferire alla biblioteca. Vai e lasci i libri che ti pare e poi allo stesso modo prendi i libri che più di affascinano, senza alcun obbligo: non devi riconsegnarli alla scadenza, se dopo averli letti ti piacciono tanto li puoi tenere e mettere nella libreria tra i libri-diamante, oppure li puoi passare a qualche amico, oppure puoi liberarli di nuovo in uno scaffale diverso da quello in cui li hai presi. Lo scorso anno ho preso dei libri a Firenze e dopo averli letti in ferie, li ho lasciati nello scaffale del bookcrossing del bagnino a 250 km da casa…

In tutto questo ci sono due sottili piaceri…  Il primo è quello dei libri che qualcuno ha lasciato, che ti fanno l’occhiolino dallo scaffale e ti trovano: libri a cui magari non avresti mai fatto caso in libreria. Il secondo piacere è quello di tornare allo scaffale e vedere che i tuoi libri non ci sono più e che quindi anche loro sono finiti su un altro comodino o dentro un altro zaino…

Libri dati via questa settimana (*)

  • Beppe Severgnini “Italiani di domani”
  • Marco Bucciantini – Stefano Prizio “La partita di Cesare” (biografia di Prandelli)
  • Dan Brown “Il codice Da Vinci”
  • Agatha Christie “Delitto in cielo”
  • Catalogo della mostra di Pittura “Mexico – Messico”

Libri presi questa settimana (*)

  • Marie NDiaye “Tre donne forti”
  • Georges Simenon “La neve era sporca”
  • Razan Moghrabi “Le donne del vento arabo”

(*) In questo mondo senza regole io mi sono dato una regola del tutto personale: i libri che lascio devono essere di numero maggiore di quelli che prendo. In questo modo faccio spazio a casa, contemporaneamente faccio incrementare un pochino il totale dei libri nello scaffale e comunque mi assicuro letture gratuite…