Pasqua a New York.

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Foto “neon cross” by sashamd – flickr

Cercavo un  testo da pubblicare in questo Venerdì Santo. Un testo che non fosse ne’ banale ne’ buonista… Mi sono imbattuto in questa poesia scritta nel 1912 dal poeta svizzero-francese Blaise Cendrars. E’ un po’ lunga ma è molto toccante. Buona lettura e Buona Pasqua!   …comunque se, fra i vari impegni ce la faccio, tornerò a farvi gli Auguri anche Domenica prossima.

Pasqua a New York

Oggi è il giorno del tuo Nome, Signore,
Ho letto in un vecchio libro le gesta della tua Passione,

E la tua angoscia e i tuoi travagli e le tue buone parole
Sono le lacrime di quel libro, dolcemente monotone.

Un monaco di un altro tempo mi parla della tua morte.
Tracciava la tua storia con lettere d’oro

In un messale posato sulle ginocchia.
Piamente lavorava ispirandosi a Te.

Seduto con la sua veste bianca, dietro l’altare,
Lentamente lavorava dal lunedì alla domenica.

Le ore si fermavano al limitare del suo eremo.
Chinato sulla tua immagine, lui si dimenticava di tutto.

A vespro, quando salmodiavano le campane,
Il buon frate non sapeva se era il suo amore

O se era il Tuo, Signore, o il Padre tuo
A bussare a gran colpi alle porte del monastero.

Sono come quel buon monaco, stasera, mi sento inquieto.
Nella stanza accanto, un essere triste e muto

Aspetta dietro la porta, aspetta che io lo chiami!
Sei Tu, è Dio, sono io – è l’Eterno.

Non Ti ho conosciuto allora – e neppure adesso.
Non ho mai pregato quando ero un bambino.

Ma stasera Ti penso con terrore.
La mia anima è una vedova in lutto ai piedi della tua Croce;
La mia anima è una vedova in nero – è tua Madre
Senza pianto e senza speranza, come l’ha dipinta Carrière.

Conosco tutti i tuoi quadri appesi nei musei;
Ma Tu stasera cammini, Signore, al mio fianco.

Scendo a gran passi verso i quartieri più miseri,
La schiena curva, il cuore teso, lo spirito febbrile.
Il tuo costato aperto è come un sole immenso
E le tue mani attorno palpitano di scintille.

I vetri delle case sono invasi di sangue
E, dietro, le donne sono fiori di sangue,
Strani fiori del male, avvizziti, orchidee,
Calici capovolti aperti sulle tue tre piaghe.

Il tuo sangue raccolto, non l’hanno mai bevuto.
Hanno labbra dipinte e sottovesti di pizzo.
I fiori della Passione sono bianchi, come ceri,
Sono i fiori più dolci nel Giardino della Vergine.

È a quest’ ora, Signore, è verso l’ora nona,
Che la tua Testa ricadde sul tuo Cuore.

Sono seduto in riva all’oceano
E mi ripeto un cantico tedesco,
Dove si dice con parole dolcissime, assai semplici e pure,
La bellezza del tuo Volto nella tortura.

In una chiesa, a Siena, in una cripta,
Ho visto lo stesso Volto, sul muro, dietro una tenda.
E in un romitaggio, a Burrie- Wladislasz,
E’ sbalzato a oro in un reliquiario.

Delle gemme opache sono al posto degli occhi
E dei contadini baciano inginocchiati i Tuoi occhi.

È impresso sul velo della Veronica
Perciò la Veronica è la Tua santa.

E’ la reliquia più efficace che si porti in giro nei campi,
Guarisce tutti i malati, tutti i malvagi.
Fa mille e mille altri miracoli,
Ma non ho mai assistito a queste scene.

Forse mi manca la fede, Signore, mi manca la bontà
Per vedere tale irradiare della tua Bellezza.

Eppure, Signore, ho compiuto un periglioso viaggio
Per contemplare in un berillo il rilievo della tua effigie.

Fa, Signore, che il mio volto premuto nelle due mani
Vi lasci cadere la maschera d’angoscia che mi serra.

Signore, fa che le mie due mani posate sulla bocca
Non conoscano la schiuma di una disperazione crudele.

Sono triste e ammalato. Forse per causa Tua,
Forse per causa di un altro. Forse per causa Tua.

Signore, la folla dei poveri per cui facesti il Sacrificio,
È qui, stipata come bestiame, negli ospizi.
Immense navi nere arrivano dagli orizzonti
E li sbarcano, a mucchi, sui pantani.

Vi sono Italiani, Greci, Spagnoli,
Russi, Bulgari, Mongoli, Persiani.
Sono bestie da circo che saltano i meridiani.
Si getta loro un pezzo di carne nera, come ai cani.

È tutta la loro felicità questo cibo immondo.
Signore, pietà per i popoli che soffrono.

ei ghetti, Signore, brulica la turba degli Ebrei
Vengono dalla Polonia e sono tutti rifugiati.

Certo che lo so,ti hanno processato;
Ma credimi non sono del tutto malvagi.

Stanno nelle loro botteghe sotto lampade di ottone,
Vendono abiti vecchi, libri usati, armi.

A Rembrandt piaceva dipingerli nelle loro zimarre.
lo, stasera, ho contrattato un microscopio.

Ahimè! Signore, T’u non ci sarai più, dopo Pasqua
Signore, pietà per gli Ebrei delle baracche.

Le umili donne, ignare, che ti accompagnarono al Golgota,
Stanno nascoste. In fondo ai tuguri, su immondi sofà,

Sono bruttate dalla miseria degli uomini.
Dei cani hanno rosicchiato le loro ossa, e nel rum

Nascondono il vizio incallito che va perdendo le squame.
Quando una di queste donne mi parla, Signore, io sto male.

Vorrei essere Te per amare le prostitute.
Pietà, Signore, per le povere prostitute.

Signore, sono nel quartiere dei bravi ladri,
Dei vagabondi, dei mendicanti, dei ricettatori.
Penso ai due ladroni che erano con te al Supplizio,
So che ti degni sorridere della loro miseria.

Signore, uno vorrebbe una corda con un nodo in cima,
Ma non è gratis, la corda, costa venti soldi.
Ragionava come un filosofo, quel vecchio bandito.
Gli ho dato un po’ d’oppio perché vada più svelto in paradiso.

Penso anche ai suonatori di strada,
Al violinista cieco, al monco che suona l’organetto,
A quella che canta col cappello di paglia a rose di carta;
So che sono loro che cantano nell’eternità.

Dà loro l’elemosina, Signore, non solo la luce dei fanali a gas,
Signore, fa loro la carità di un po’ di soldi in questa vita.

Quando moristi, Signore, la cortina si lacerò,
Ciò che si vide dietro, nessuno l’ha detto.

La strada è come una piaga nella notte,
Tutta oro e sangue, fuoco e immondizie.

Quelli che avevi cacciati dal tempio con la tua frusta,
Sferzano i passanti con una manciata di misfatti.

La Stella che sparì allora dal tabernacolo,
Brucia sui muri nella luce cruda degli spettacoli.

Signore, la Banca illuminata è come una cassaforte,
Dove,si è coagulato il Sangue della tua morte.

Le strade si fanno deserte, divengono più nere.
lo vacillo come un ubriaco sui marciapiedi.
Ho paura dei grandi lembi d’ombra che proiettano le case.
Ho paura. Qualcuno mi segue. Non ho il coraggio di voltarmi.

Un passo zoppicante saltella sempre più vicino.
Ho paura. Ho il capogiro. Mi fermo apposta.
Uno spaventoso mariolo mi ha lanciato un’occhiata
Acuta, poi è passato, sinistro, come un pugnale.

Signore, non è mutato nulla da quando non sei più Re.
Il Male si è fabbricato una gruccia con la tua Croce.

Scendo i gradini consunti di un caffè
Eccomi seduto dinanzi a un bicchiere di tè.

‘È Un locale di Cinesi, sorridono con la schiena,
Per questo si chinano, pieni di moine come macachi.

Il locale è piccolo, con un intonaco rosso,
E curiose fotografie dentro cornici di bambù.

Ho-Kousai ha dipinto i cento profili di una montagna,
Come sarebbe il tuo Volto dipinto da un Cinese?..

Quest’ultima idea, Signore, mi ha in principio fatto sorridere.
Ti vedevo di scorcio nel tuo martirio.

Ma tuttavia il pittore avrebbe dipinto il tuo, tormento
Con più crudeltà dei nostri pittori Occidentali.

Lame ondulate avrebbero segato le tue carni,
Pettini e pinze avrebbero striato i tuoi tendini,

Ti avrebbero fatto passare il collo in una gogna,
Ti avrebbero strappato le unghie e i denti,

Immensi dragoni neri si sarebbero gettati su di Te,
E ti avrebbero soffiato le loro fiamme nel collo,

Ti avrebbero strappato la lingua e gli occhi,
Ti avrebbero impalato su di una pertica.

Così, Signore, avresti sofferto ogni infamia,
Poiché non esiste posizione più crudele.
Poi, ti avrebbero gettato ai porci
Che ti avrebbero divorato il ventre e le viscere.

Adesso sono solo, gli altri sono usciti,
Mi sono disteso su un banco lungo il muro.
Avrei voluto entrare, Signore, in una chiesa;
Ma non esistono campane, Signore, in questa città.

Penso alle campane silenziose: – ma dove sono le antiche campane?
Dove sono le litanie e le dolcissime antifone?
Dove sono i lunghi uffizi e dove i bei cantici?
Dove sono le liturgie e dove le musiche?

Dove sono i tuoi fieri prelati, Signore, dove le tue religiose?
Dove il camice bianco, l’amitto dei Santi e delle Sante?

La gioia del Paradiso scompare nella polvere,
I mistici fuochi non rosseggiano più sulle vetrate

L’alba tarda a venire, e nello stretto tugurio
Delle ombre crocefisse agonizzano alle pareti.
È come un Golgota notturno in uno specchio
Dove lo si veda rossastro tremolare sul nero.

Sotto la lampada il fumo sembra un panno stinto
Che si avvolge attorcigliato attorno ai tuoi fianchi.
Al di sopra è sospesa la lampada fioca
Come la tua Testa, è triste esangue morta.

Degli strani riflessi palpitano ai vetri…
Ho paura, – e sono triste, Signore, d’essere così triste.

«Dic nobis, Maria, quid vidisti in via?»
- Tremare la luce, umile nel mattino.
«Dic nobis, Maria, quid vidisti in via?»
- Palpitare come mani biancori smarriti.

«Dic nobis, Maria, quid vidisti in via? »
- Trasalirmi nel seno il presagio di primavera.

Signore, l’alba è scivolata fredda come un sudario
E ha messo a nudo nell’aria i grattacieli.

Già un rumore immenso risuona sulla città.
Già balzano i treni, rombano e passano.
La metropolitana corre e rimbomba sottoterra.
I ponti vibrano al passare dei treni.

La città trema. Grida, fuoco, fumo,
Urlano rauche le sirene a vapore.
Una folla sudata per la febbre dell’oro
Si pigia e sprofonda in lunghi corridoi.

Offuscato, nell’intrico dei tetti fumanti,
Il sole, è il tuo Volto lordato dagli sputi.

Signore, rincaso stanco, solo, estremamente depresso…
La mia camera è spoglia come una tomba…
Signore, sono solo e ho la febbre…
Il mio letto è gelato come una bara…

Signore, chiudo gli occhi e batto i denti…
Sono troppo solo. Ho freddo. Ti chiamo…

Centomila trottole vorticano davanti ai miei occhi…
No, centomila donne… No, centomila violoncelli…

Penso, Signore, alle mie ore infelici…
Penso, Signore, alle mie ore per le strade…
Non penso più a Te. Non penso più a Te.

Blaise Cendrars, New York, aprile 1912

Uno strumento che sempre dà, la stessa nota… ratatata

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Foto “…and let me play – 138/365″ by morberg – flickr

Oltre 20 anni fa ero un giovane jazzista di belle speranze e all’epoca, pur essendo sempre stato un amatore, mi sono tolto delle discrete soddisfazioni: ho suonato con i migliori jazzisti di Firenze, tra cui un giovanissimo ma già talentuoso Stefano Bollani. Con un gruppo in cui suonavo agli inizi degli anni ’90 siamo stati a Videomusic, abbiamo aperto 7 concerti del tour “Oltre” di Claudio Baglioni del quale ricordo  pure  una session fatta dietro le quinte con Tony Levin (bassista dei King Crimson, Yes, Peter Gabriel, John Lennon, Pink Floyd etc, etc…) e Gavin Harrison (batterista dei Porcupine tree, dei King Crimson e di molti artisti inglesi degli anni ’80). Nonostante lavorassi già come informatico, all’epoca mi esercitavo più o meno un’ora tutti i giorni e penso di essere stato il tormento dei miei vicini di casa: sentire qualche classico del  jazz ogni tanto poteva essere anche piacevole, ma ascoltare me che studiavo quotidianamente la tecnica, con tutte le scale blues, per i miei vicini doveva essere una tortura cinese. Quando è nata mia figlia ho smesso, perchè non ce la facevo a lavorare, gestire la famiglia, studiare musica e suonare nei locali (e quando suoni con dei professionisti questi non intendono scuse…)

Da alcuni mesi ho un nuovo inquilino al piano di sotto e anche lui ha deciso di romperci i timpani con i suoi assoli. Quasi tutti i giorni si dedica al suo hobby e ci allieta col suo strumento preferito: alcune volte anche dopocena, una volta addirittura alle 23.15, tanto che ci siamo messi a battere con la scopa sul pavimento per farlo smettere.

Amo tutta la musica: dalla classica al jazz, dal rock al soul, dagli oldies alla contemporanea; gli amici di mia figlia mi hanno fatto apprezzare perfino qualche brano di rock duro. La musica dell’inquilino del piano di sotto invece non la sopporto proprio perchè, come cantava Gianni Morandi, lui usa “uno strumento che sempre dà, la stessa nota ratatata…” Se io all’epoca suonavo Miles Davis, Charlie Parker e Sonny Rollins lui credo che abbia gli spartiti di un unico artista: il famoso compositore statunitense Black & Decker e i suoi notissimi concerti per trapano solista, …strumento di cui il mio vicino è un virtuoso, quasi un novello Niccolò Paganini specializzato in punte e mandrini!

Giuro che se continua a trapanare un giorno si e uno no (lo fa più o meno a tutte le ore, festivi compresi),  io salgo in soffitta e tiro giù tutta l’artiglieria musicale. Ho un sax tenore, un sax contralto, un clarinetto in si bemolle, tre chitarre (elettrica, acustica e classica) e pure una piccola tastiera, che usavo per le basi ma che non so suonare. Non mi manca niente: ho almeno tre scatoloni di spartiti (tra cui diversi Jazz Real Books) ma soprattutto ho vent’anni di astinenza dal Sax che potrei voler recuperare tutti insieme…

E poi vediamo un po’ chi fa più confusione…

Torna Botanica alla Villa Caruso Bellosguardo

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Foto “Villa Caruso Bellosguardo” by unpodimondo – flickr

Lo scorso Ottobre avevo pubblicato due post (qui il primo, qui il secondo)  in cui raccontavo l’edizione autunnale di Botanica, mostra di piante e fiori,  presso la Villa Museo appartenuta al Tenore Enrico Caruso a Lastra a Signa (Fi).

Nelle settimane scorse mi hanno scritto  dalla Villa ringraziandomi per i post, segnalandomi la versione primaverile di Botanica che si terrà presso Villa Caruso nelle giornate del 12 e 13 Aprile 2014. Questo è il programma della manifestazione. Come potete osservare ci sono attività e mostre per  tutti i gusti: dalle piante ai molluschi, dai giochi per bambini fino agli ormai onnipresenti Food Show

[...] BOTANICA 12-13 aprile 2014 VILLA CARUSO BELLOSGUARDO Lastra a Signa (FI)

Il parco storico monumentale di Villa Caruso per l’occasione ospiterà espositori con una vasta gamma di fiori, arbusti, piante da frutto e, in particolare, quest’anno, grazie alla collaborazione con l’Associazione Cactus & Co, una ricca collezione di piante succulente con vivaisti provenienti anche dall’estero, una mostra fotografica monotematica nonchè conferenze a cura di esperti di questo gruppo di piante. Sarà inoltre presente l’Associazione Zafferano Italiano, realtà che opera per la tutela e salvaguardia di questa prodotto tipico. Botanica si avvale del patrocinio di Provincia di Firenze, Regione Toscana, della collaborazione dell’Istituto Tecnico Agrario di Firenze, dei Vivai Belfiore e del sostegno di CIA, Coldiretti, Confagricoltura.

Sabato 12 aprile

Ore 12.00: Inaugurazione della manifestazione e inaugurazione mostre “Il mondo sconosciuto dei molluschi” allestita dal Museo di Storia naturale dell’Accademia dei Fisiocritici di Siena. La mostra è presentata dallo zoologo Andrea Benocci “Le Succulente e i loro ambienti” a cura di Cactus & Co.

Ore 14.00: Villa – Sala Biliardo “Il mondo sconosciuto dei molluschi” A cura dello zoologo Andrea Benocci

Ore 14.30: Museo Enrico Caruso Visita guidata (su prenotazione) con ascolto della voce del grande tenore da un grammofono d’epoca

Ore 15.00: Villa – Sala Biliardo “Dhofar, ambienti e piante sulla via dell’incenso” Conferenza a cura di Laura Guglielmone

Ore 16.00: Villa – Sala Biliardo “Tesori nascosti e suggestioni sulle alture boliviane” Conferenza a cura di Alessandro Gentili

Ore 17.00: Villa – Sala da pranzo “La merenda stellata della Tenda Rossa” Food show con Natascia Santandrea del Ristorante “La Tenda Rossa”

Domenica 13 ottobre

Ore 10.00: Apertura della manifestazione e apertura mostre “Il mondo sconosciuto dei molluschi” allestita dal Museo di Storia naturale dell’Accademia dei Fisiocritici di Siena. La mostra è presentata dallo zoologo Andrea Benocci “Le Succulente e i loro ambienti” a cura di Cactus & Co.

Ore 10.30: Villa – Sala Biliardo “Il mondo sconosciuto dei molluschi” A cura dello zoologo Andrea Benocci

Ore 11.30 : Villa – Sala Biliardo “Il grande patrimonio dell’etnobotanica” Conferenza sulla flora africana a cura di Marco Billi – Shangri-la

Ore 12.30: Villa – Sala Biliardo “Virtù delle piante e segreti del mondo vegetale” Conferenza a cura di Maria Grazia Moretti /Archeofisica

Ore 14.30: Museo Enrico Caruso Visita guidata (su prenotazione) con ascolto della voce del grande tenore da un grammofono d’epoca

Ore 15.00: Villa – Sala Biliardo “I fiori e il gelato” Food show a cura di Associazioni Gelatieri Fiorentini

Ore 16.30: Nel Parco “Il piccolo botanico” Gioco di osservazione della natura nel parco

Ore 16.30: Villa – Sala Biliardo “Bruno Bartoletti: una vita tra musica e organizzazione musicale” Conversazione a cura di Silvano Sanesi (Amici del Maggio Musicale Fiorentino) e Angelica Vettori

Ore 18.30: Concerto di chiusura

Info: Ufficio Turistico del Comune di Lastra a Signa ufficioturistico@comune.lastra-a-signa.fi.it Referente Silvia Bazoli tel.055 8725770 (orario dal lunedì al venerdì 9.15 – 13.15) Associazione Villa Caruso info@villacaruso.it Referente Silvia Parretti tel.055 8721783 (orario dal lunedì al venerdì 9.15 – 13.15)

programma ricevuto via mail da Silvia Parretti di Villa Caruso.

Ora che ho adempiuto al mio dovere di segnalatore dell’iniziativa vorrei togliermi un piccolo sfizio raccontandovi un aneddoto che la dice lunga sulla gestione dei musei in Italia. Mi ha fatto molto piacere ricevere la mail con i complimenti  di Silvia Parretti perchè, quando ad ottobre ho vistato il Museo di Villa Caruso, l’accoglienza non fu delle più calorose. Dopo aver pagato il regolare biglietto, come faccio da tempo in tutta Europa, chiesi se potevo fare delle foto senza l’uso del flash. Le addette alla cassa mi guardarono di traverso e mi dissero che era vietato, poi vista l’espressione che devo aver fatto io, con fare molto italico mi dissero che se le facevo quando non c’era nessuno e senza flash avrebbero chiuso un occhio… Insomma feci le foto che potete vedere sulla mia pagina di Flickr oppure qui, tutte di soppiatto, come se fossi un ladro che ruba chissà che cosa…

Ora che anche le macchinette digitali più scarse hanno la funzione “Museo” che esclude automaticamente il flash e consente di fare delle foto dignitosissime, in molti  musei d’Europa  è pacifico che i visitatori facciano delle foto delle opere e che queste vengano pubblicate in rete. In fondo è un piccolo e innocuo piacere che viene concesso al visitatore ma che ha anche un ritorno di immagine pubblicitaria per il Museo stesso. In Europa l’hanno capito anche i musei più grandi (ad esempio io ho fatto tantissime foto al Kunsthistorisches Museum di Vienna, tra cui a tutti i quadri di Pieter Bruegel). Possibile che in Italia musei grandi e piccoli continuino con l’anacronistico e antipatico divieto di fare le foto?

Link

Concerto di Pasqua per il Cuore si scioglie.

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Foto “[Ital] Unicoop Firenze FIRENZE PONTE A GREVE [2] (Viuzzo delle Case Nuove 9-10 Firenze 50143) Aug11″ by Co-operative Stores – flickr

Mercoledì 9 aprile 2014, alle 21.15, presso il Centro Commerciale Coop di Ponte a Greve (Firenze), all’interno del calendario dei concerti  in collaborazione con l’Athenaeum musicale fiorentino, si terrà il tradizionale Concerto di Pasqua. Appena le casse del supermercato chiuderanno, l’atrio del Centro commerciale diventerà il palcoscenico sui cui si esibiranno alcuni dei migliori gruppi rock dell’area fiorentina.

L’ingresso è libero. Il ricavato delle offerte sarà interamente devoluto ai progetti di solidarietà della Fondazione Il Cuore si scioglie e ad altre associazioni benefiche del quartiere 4 di Firenze.

Il video di uno dei gruppi rock che si esibiranno nella serata… gli Optycal dreams! Da tenere d’occhio, perchè son giovani ma bravissimi…

Fumetti, compleanni… e mostre relative.

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Foto “Mafalda dice” by :Antonio – flickr

Quest’anno due star del fumetto compiono gli anni e saranno oggetto di mostre ed eventi. Mafalda, la bambina terribile  di Quino, il prossimo 29 Settembre compirà 50 anni, mentre Lupo Alberto di Silver, lo scorso febbraio ha spento 40 candeline…

A Bologna oggi si chiude l’esposizione su Mafalda presso la fiera del libro dei ragazzi, mentre un’altra mostra è in corso a Napoli al Castel dell’Ovo fino a prossimo 13 Maggio. Mafalda dovrebbe poi essere presente sia al Salone del libro di Torino di Maggio che al Festivaletteratura di Mantova di Settembre. Per le date precise e per altre iniziative vi rimando a questo link sul sito ufficiale di Quino. Per l’occasione, tutte le  strisce di Mafalda sono state raccolte in una nuova edizione pubblicata dall’editore Salani.

Lupo Alberto è già ospite al Castel dell’Ovo di Napoli insieme a Mafalda fino al 13 Maggio, poi la mostra farà un tour con le seguenti date

  • 28 marzo – 1 giugno MILANO WoW Spazio Fumetto
  • 15 aprile – 2 novembre VOGOGNA (Vb) Castello
  • 1- 4 maggio NAPOLI Comicon
  • 10 – 11 maggio ALBISSOLA Comics
  • 10 maggio – 22 giugno MAROSTICA Castello Inferiore
  • 7 – 8 giugno ROVIGO Comics
  • 13 giugno – 3 agosto (prorogabile) CATANIA Borghetto Europa
  • 12 luglio – 3 agosto FANO Cittadella del Carnevale
  • 5 settembre – 26 ottobre CAGLIARI Hostel Marina
  • settembre – ottobre UDINE Visionario
  • 31 ottobre – 3 novembre LUCCA Comics & Games
  • novembre – dicembre TORINO Il Piccolo Cinema
  • 12 dicembre 2014 – 21 febbraio 2015 CORREGGIO Palazzo dei Principi

Per gli aggiornamenti su date e luoghi vi rimando alla pagina apposita sul sito ufficiale di Lupo Alberto.

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Foto “Napoli COmicon: Lupo Alberto” by Debris2008 – flickr

Ciao Francesco Di Giacomo! R.I.P.

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Foto “Francesco Di Giacomo” by Studio Grafico EPICS – flickr

Quando ero in terza elementare la vita (o meglio mia mamma) mi pose davanti ad un dubbio esistenziale: scegliere fra passare i pomeriggi in uno sgarrupato doposcuola che era il ricettacolo massimo del bullismo oppure frequentare dei noiosi corsi di solfeggio e di chitarra nella scuola di Musica comunale. Scelsi la musica e la continuai, come hobby, per quasi 20 anni.

A 12 anni cambiai strumento e mi dedicai, con alterni successi, a clarinetto e sassofono, iniziando a suonacchiare in complessini parrocchiali e bande di paese. Questa mia passione mi portò a frequentare ragazzi molto più grandi di me che mi introdussero al mondo del rock e in particolare al progressive italiano: quello della Premiata Forneria Marconi, delle Orme  e soprattutto del Banco del Mutuo Soccorso (anche se non disdegnavo  neppure le cassette doppiate dei Genesis e dei Jethro Tull). Fu così che uno dei primi concerti rock che vidi, andando al teatro Tenda di Firenze senza i genitori, ma con i compagni del complessino parrocchiale, fu proprio quello del Banco del Mutuo Soccorso. Per uno strano caso del destino, in uno stesso anno, forse il 1980 o il 1981, riuscì a vedere il Banco del Mutuo Soccorso  dal vivo per ben 3 volte di fila: al Teatro tenda di Firenze, nel mio paese di nascita e di nuovo a Firenze al Parco delle Cascine, in uno degli storici Festival dell’Unità del PCI. Fu grazie al “Mela”, mio compagno di scuola dell’epoca, che quando il Banco venne al mio paesello natio mi intrufolai dietro le quinte e passai un pomeriggio fra i musicisti, tra soundcheck, prove e chiacchiere al bar. Se mia mamma non l’ha buttato via a casa dei miei dovrei avere ancora la locandina del concerto con gli autografi di tutta la band.

In un periodo in cui la musica era quella dei cantautori (bei testi ma con 4 accordi in croce) oppure era costruita a tavolino come la discomusic, il progressive era, ai miei occhi di giovane strimpellatore, un genere dove emergeva l’abilità dei musicisti. Finalmente a degli ottimi testi si aggiungevano delle armonie e degli assoli che dimostravano il piacere di suonare dal vivo e il talento di tanti bravissimi musicisti.

Grazie Franceso Di Giacomo per quei concerti e per quei dischi… R.I.P.

Un estratto del Concerto alle Cascine… Io c’ero! E c’era pure la Rai che all’epoca trasmetteva anche i concerti rock!

Aforisma blogghettaro…

Girellando su Flickr alla ricerca di una foto mi sono imbattuto in un aforisma molto carino. Lo dedico a quelle persone che vengono su questo blog (o vanno su altri) e nei post, in cui non appaiono ne’ nomi ne’ tanto meno cognomi, pensano di leggerci il proprio nome…

Ogni post pensi che sia riferito a te? Allora hai la coda di paglia.

aforisma trovato in una foto su Flickr (molto curiosa anche descrizione della foto)

Che tristezza il Mandelaforum senza le maglie arancioni di Trisomia21!

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Foto “Firenze – Sbandieratori della Signoria – Ti presento un amico – Trisomia 21″ by Sbandieratori della Signoria – flickr

Il Palazzetto dello sport di Firenze è per me un luogo molto caro. Ci ho visto un po’ di tutto: Benigni, i Litfiba, Brignano, Renato Zero, la Firenze Basket, il Circo Americano, i campionati del mondo di Tiro con l’Arco, Beppe Grillo e, giusto lo scorso 8 Febbraio, i campionati italiani di Ginnastica Artistica.  Se mando indietro le lancette della macchina del tempo e torno a quando ero un giovane jazzista di belle speranze, ci ho anche suonato per ben 7 sere, con una band che apriva le date fiorentine della tournée di Claudio Baglioni “Oltre il concerto” del 1992.

Il nostro “Mandelaforum” ha sempre avuto una marcia in più: quella della solidarietà e dell’integrazione, a partire dal nome, che invece di essere quello di uno sponsor milionario,  si ispira a Nelson Mandela. Dal 2008 i due bar all’interno del Palazzetto erano in gestione all’Associazione Trisomia 21, onlus che si occupa di integrazione delle persone con la sindrome di Down e che offriva una bella esperienza lavorativa a tanti ragazzi disabili. Leggo sul blog di Trisomia 21 che l’associazione lascerà i Bar del Mandela Forum. 

Peccato! Ci eravamo abituati a quelle magliette arancioni sorridenti che ci servivano panini e gelati! Venire a prendere un caffè o una schiacciatina da voi era una piacevole parentesi che aggiungeva simpatia agli spettacoli che stavamo vedendo. Senza i vostri colori da ora in avanti il Mandelaforum sarà più triste!

Vorrà dire che noi, le prossime volte che andremo al Palasport, ci porteremo i panini da casa!

Scritte sui muri…

A volte le scritte sui muri, anche una singola frase, parlano più di tanti dibattiti o di tanti libri. Alcuni giorni fa stavo tornando dall’ospedale di Careggi dove avevo portato un familiare a fare una visita. Sul muro di una casa ho visto una scritta fatta con lo spray nero che mi è rimasta impressa. Purtroppo stavo guidando e non avevo con me la macchina fotografica, per cui non posso pubblicare la foto del muro. La frase, secondo me, vale più di tanti trattati di economia… La scritta diceva:

Ognun per sé, Miseria per tutti.

Un film: I sogni segreti di Walter Mitty (2013)

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Foto “THE SECRET LIFE OF WALTER MITTY” by sheng wang -Leo Sheng – flickr

Walter Mitty (Ben Stiller) è il timido e mite responsabile dell’archivio negativi di LIFE, la rivista statunitense che è in riassetto aziendale, in previsione dell’imminente chiusura dell’edizione cartacea. La sua vita è quella routinaria del classico impiegato “ultimaruotadelcarro” che ha sempre fatto il suo dovere e che sarà il primo ad essere licenziato dagli arroganti manager-rottamatori (eh si… anche negli Usa i rottamatori sono arroganti e antipatici). Anche con le donne  Walter è timido e sfigato…

Improvvisamente su Mitty si concentra tutta l’attenzione dei colleghi e dei manager di Life: il negativo della foto n.25, quello che dovrà apparire sulla copertina dell’ultimo numero della rivista, non si trova. E’ il negativo della foto perfetta, scattato dal fotografo freelance più famoso del mondo (Sean O’Connell – Sean Penn) ed è l’unico negativo che Walter ha perso in tutta la sua carriera. Per ritrovarlo, il protagonista deve abbandonare la sua vita monotona e  i suoi sogni a occhi aperti da “supereroe”, per andare realmente alla caccia del misterioso e sfuggevole fotografo…

Inizia così un viaggio  ricco di imprevisti fra Groenlandia, Islanda e Afghanistan che è anche un viaggio del protagonista dentro se stesso. Paesaggi mozzafiato, albe e tramonti incantevoli iniziano a riempire il film, tanto che a volte, sembra di essere in un documentario del National Geographic. Alla splendide immagini si abbina una colonna sonora eccellente che rende tutto ancora più fantastico e che fa trascorrere le due ore del film in modo molto piacevole.

Non sarà un film impegnatissimo ma è fatto molto bene e ha dentro il giusto mix di tutto: la commedia, l’avventura, il dramma, i sentimenti e soprattutto i sogni! A me e mia moglie è  piaciuto un sacco: ci si rilassa e alla fine si esce dal cinema in pace col mondo e con questi chiar di luna non è poco…

p.s.: il negativo n.25 non si è mai mosso: è sempre rimasto lì…