Il barista che ammazzò decine di libri…

Foto

Foto “Romeo & Juliet” by Emerson Utracik (EP) – flickr

Nel mio post “Un libro non è diamante, casomai è una trottola…” del 24/5/2013 vi raccontavo della mia passione per il bookcrossing e di come avevo trovato, nel quartiere 4 di Firenze, un bel posto dove scambiare i libri… Visto che nei commenti mi fu chiesto, misi anche l’indirizzo del centro culturale: New Staz in via Attavante, zona Ponte a Greve…

Newstaz non era l’unico luogo del quartiere 4 di Firenze dove fare bookcrossing: ci sono la Biblioteca di Via Canova, il Circolo Arci dell’Isolotto, la Coop del Ponte a Greve, alcune palestre comunali, e non molto lontano, la Biblioteca di Scandicci. Newstaz però era diversa: c’era una parete intera di libri, la rotazione dei testi era costante, trovavi sempre nuovi volumi e c’erano perfino Dvd, Cd e Vhs. Visti tutti i corsi che si tengono a Newstaz (teatro, musica, danza, lingue, yoga, etc…) i libri presenti erano davvero interessanti: insomma, non c’erano solo Wilbur Smith e gli Harmony… E poi l’ambiente era carino: la parete del bookcrossing era nel bar e mentre sceglievi i libri potevi, a seconda dell’ora, sorseggiare un caffè, un succo di frutta o mangiare un gelato.

Parlo al passato della parete del bookcrossing di NewStaz perchè purtroppo, dalla riapertura del centro culturale dopo le ferie estive, questa non c’è più.  Alcuni giorni fa sono passato dal centro per lasciare 6 libri che avevo letto durante le ferie e ho scoperto che è stata sostituita da una scaffalaturina con alcune bottiglie di vino e da un frigo dei gelati.

Ho chiesto informazioni alla segreteria del centro e mi è stato risposto che il nuovo gestore del bar non l’ha più voluta e perciò han dovuto sbaraccare tutto e adesso i libri del bookcrossing sono chiusi in una stanza e attendono una nuova collocazione in altri spazi. Collocazione che, mi è parso di intuire, sarà alquanto difficile, se non addirittura impossibile. E così, un piccolo servizio culturale, gratuito, solidale, di riuso e riciclo, aperto al buon cuore di tutti gli amanti del bookcrossing è stato ucciso dai voleri di un barista…

Caro barista, i miei libri li porterò in uno degli altri luoghi del bookcrossing del quartiere 4, uno di quelli più piccoli e con meno scelta. Tu invece i miei soldi dei succhi di frutta e dei gelati che prendevo mentre sceglievo i libri, te li puoi scordare… Mah! Hai appena iniziato la tua attività e hai subito perso un cliente! …Contento tu!

Yoga per Emergency a Monteriggioni (Si)

Foto "Yoga per Emergency" trovata su internet

Foto “Yoga per Emergency” trovata su internet

Domenica 7 Settembre 2014 a Castellina Scalo, frazione del Comune di  Monteriggioni (Si), si terrà l’iniziativa “108 saluti al sole. Yoga per Emergency“. Dalle ore 10.00 alle ore 12.00 in piazza dei Bersaglieri, insegnanti ed allievi di yoga eseguiranno per 108 volte il saluto al sole, una sequenza di posizioni di Hatha Yoga coordinate con il respiro. E’ un “esercizio” che può essere praticato da chiunque, che permette l’allungamento di molte fasce muscolari e perciò sono invitate anche tutte le persone che non hanno mai praticato lo yoga.

La partecipazione è gratuita ma è chiesto a tutti di indossare la t-shirt rossa di Emergency. Chi ce l’ha già può indossare la sua, gli altri potranno comprarla al banchino di Emergency che sarà presente con tutti i gadgets dell’Associazione. Volendo è possibile ordinare preventivamente la maglietta della propria taglia all’indirizzo mail emergency.siena@gmail.com.

I proventi dell’iniziativa saranno devoluti alle attività del Centro Maternità di Emergency ad Anabah, nella Valle del Panshir in Afghanistan. Lo scorso anno parteciparono 60 studenti di yoga e furono raccolti oltre 900€.

Il pomeriggio invece potrebbe essere l’occasione per visitare lo splendido paese medievale di Monteriggioni con tutta la sua cinta muraria.

Foto

Foto “_ASC7696″ by micio.piccardo – flickr

Le Domus Romane di Palazzo Valentini.

Foto

Foto “Library.I Love It! Meeting in Rome” by Tuomo Lindfors – flickr

Come vi ho accennato, durante le scorse ferie siamo stati a Roma e fra tutte le cose che abbiamo visto vorrei segnalarvi le Domus Romane di Palazzo Valentini. Luca, il proprietario del Bed & Breakfast dove alloggiavamo, ce l’aveva detto: «Prima di vedere qualsiasi rovina della Roma antica, andate a vedere le Domus Romane. Dopo ammirerete tutto con occhi diversi e maggiore consapevolezza.» Sul momento pensavamo che esagerasse ma ci siamo fidati e alla fine dobbiamo ammettere che aveva ragione!

Palazzo Valentini è il palazzo della Provincia di Roma che si trova in via IV Novembre 119/a, giusto accanto a Piazza Venezia. Alcuni scavi archeologici hanno portato alla luce i resti di un paio di domus patrizie comprendenti le abitazioni e un impianto termale con tanto di palestra, oltre ad altre zone più recenti che vanno dal medioevo fino ad un bunker della seconda guerra mondiale nel quale arriveremo alla fine del percorso, con affaccio davanti alla colonna traiana.

A rendere particolari le Domus Romane di Palazzo Valentini è la visita guidata multimediale con tanto di effetti speciali e ricostruzioni 3d. In pratica si viene portati nel sottosuolo del Palazzo dove cammineremo in stanze semibuie su un pavimento di vetro, proprio sopra alle rovine. La voce di Piero Angela descriverà le varie stanze e giochi di luce ed effetti speciali illumineranno le rovine sotto i nostri piedi e un po’ alla volta le ricostruiranno come erano ai tempi degli antichi romani. E’ una specie di viaggio nel tempo affascinante e fatto molto bene: in tanti musei che ho visitato in Europa non ho mai visto niente di simile. Assomiglia un po’ ai “Son et lumière” in uso in Francia ma è molto più coinvolgente e più informativo. Anche mia moglie, che quando vede in tv Alberto e Piero Angela cambia subito canale, ha dovuto ammettere che la visita è stata molto bella.

Le visite durano quasi 1 ora e mezzo e vanno prenotate perchè alcuni spazi sono ristretti e quindi i gruppi non possono essere numerosi (noi l’abbiamo prenotata la sera prima per il giorno dopo).

All’interno non si possono fare ne’ foto e nemmeno video, per cui vi ho messo una delle poche foto che ho trovato su Flickr. A dire il vero se andate su youtube potete trovare diversi filmati sulle Domus Romane, tra cui un bel servizio di Superquark di 16 minuti. Anche se i video non trasmettono le stesse emozioni di essere sul posto, se avete intenzione di andare a visitare Palazzo Valentini, non guardateli per non rovinarvi la sorpresa… Sarebbe come andare a vedere un giallo sapendo già chi è l’assassino!

Il sito ufficiale di Palazzo Valentini

(da questo sito è anche possibile prenotare le visite in italiano, francese e/o inglese)

Aggiornamento del 5 Settembre 2014

A quanto pare non sono l’unico ad essersi entusiasmato davanti alle Domus Romane. Secondo quanto riporta “Il Fatto quotidiano” le Domus Romane risultano come 1° attrazione della Capitale nella classifica delle Top 25 Destinations World di Tripadvisor. Non solo: sono  anche al 3° posto nella classifica di Tripadvisor fra le attrazioni turistiche a Roma. Questa classifica vede al 1° posto San Paolo Fuori Le Mura, al 2° posto San Giovanni in Laterano a cui seguono altre basiliche, tutte ad ingresso gratuito. Le domus romane, al terzo posto di questa classifica sono il primo sito a pagamento fra tutte le attrazioni romane a cui segue, come 2° luogo a pagamento il Colosseo (7° in classifica generale) il che significa che chi ha visitato le Domus romane ritiene di aver speso bene i suoi soldi…

Chi semina vento raccoglie tempesta.

Foto

Foto “Donbass Arena” by Ilya Dobrioglo – flickr

90 minuti più i tempi supplementari non furono sufficienti a stabilire chi sarebbe andato in finale… Ci vollero i rigori: Xabi Alonso si fece parare il primo, poi Iniesta, Piqué, Ramos e Fàbregas portarono la Spagna in finale contro l’Italia e rimandarono a casa i Portoghesi che sbagliarono 2 rigori con Moutinho e Bruno Alves. Sembra passato tanto tempo e invece era la prima semifinale degli europei di calcio che si giocava il 27 Giugno del 2012 alla Donbass Arena, lo stadio della città Ucraina di Donetsk. Come racconta Rainews, tre giorni fa parte della facciata  nord-ovest della Donbass Arena è stata distrutta dalle bombe della guerra civile che si sta combattendo nell’Est dell’Ucraina, fortunatamente senza provocare vittime. In un’estate tragica di guerra può sembrare un fatto piccolo e insignificante eppure a me ha fatto venire in mente Sarajevo che nel 1984 ospitò i giochi olimpici invernali e che 10 anni dopo fu sconvolta dalla guerra dei Balcani: lo stadio olimpico diventò un cimitero di guerra, la pista del bob una trincea.

Quest’estate ha dimostrato di nuovo che la storia non ci insegna mai niente: l’Ucraina, l’Iraq, la Siria, Gaza, Israele, la Libia stanno a testimoniare che con le bombe e con i raid aerei non si risolve mai nulla. Trenta o venti anni fa noi occidentali abbiamo armato una fazione, oggi magari armiamo la fazione opposta e intanto da decenni uccidiamo innocenti, facciamo il deserto e condanniamo generazioni di profughi alla disperazione di non avere un futuro degno di essere vissuto. Abbiamo fatto fuori Gheddafi e Saddam Hussein eppure in Iraq e Libia la popolazione sta peggio di prima. Ci ostiniamo a voler esportare la pace e la democrazia con le armi, quando in tanti ormai ci hanno insegnato che la pace e la democrazia si esportano sradicando la povertà, portando scuole, ospedali e progetti di sviluppo.

Ha ragione Papa Francesco, siamo nella Terza Guerra Mondiale: quella in cui quei 4 miliardi di persone che vivono con meno di 2 dollari al giorno verranno da noi ricchi a chiederci il conto. Se noi paesi occidentali non capiamo che seminando vento siamo perennemente destinati a raccogliere tempesta, continueremo a fomentare il terrorismo disperato di chi non ha niente da perdere e i droni forse non basteranno a salvarci.

In merito vi invito a leggere due interessanti articoli pubblicati sul Fatto Quotidiano:

Un libro: “Aspro e dolce” di Mauro Corona (2004).

Foto

Foto “Mauro_Corona-alessio-sartore” by Alessio Sartore – Flickr

Premessa:

Se siete clienti Vodafone iscritti alle promozioni di Vodafone You e nel mese di Agosto fate una ricarica telefonica di almeno 10€, vi verrà regalato un buono sconto da 5€ per ritirare un libro di pari importo in una libreria Mondadori. Se fate la ricarica online il valore del  buono raddoppia. I libri in promozione sono tantissimi: una bella selezione di titoli di Gabriel García Márquez, molti altri di  Mauro Corona, passando per l’Inferno di Dan Brown, Giovanni Paolo II, la Litizzetto,  la saga di Percy Jackson per finire poi con gli Shadowhunters e tutte le sfumature di rosso, grigio e nero…

Io mi son preso “Inferno” di Dan Brown e il libro di Mauro Corona del post, che mi sono letto al mare.

Il libro: “Aspro e dolce” di Mauro Corona

Di Mauro Corona ho letto diversi libri e sinceramente questo è quello che mi è piaciuto meno di tutti. Di Corona mi piace molto quando scrive di alpinismo, di natura, delle sue sculture e di quello che era il Friuli di una volta, regione che ho imparato ad apprezzare in oltre quindici anni di ferie passate in Carnia, zona molto simile alla Valcellina e alla valle del Vajont descritte da Corona che purtroppo ho visitato solo una volta alla fine degli anni ’70.

Le note di copertina definiscono il libro come “L’epopea di Erto e dei suoi abitanti” vista però da una particolare angolatura… “quella del fondo del bicchiere”. Insomma, se i libri profumassero di quello che contengono, questo puzzerebbe di alcol dall’inizio alla fine. Sono 484 pagine di sbronze, risse e postumi di ubriacature che mettono sullo sfondo tutto il resto… Alcune pagine sono divertentissime, altre curiose, molte sono crude e piene di violenza, alcune decisamente malinconiche. Dall’infanzia e dalla miseria di Corona studente in collegio, poi muratore e operaio in una cava si procede fino alla maturità tra faticose giornate lavorative e fine settimana dedicati quasi esclusivamente all’alcol, con tour di tutte le osterie della zona.

Alcune storie sono divertentissime: dalla messa della Notte di Natale interrotta per depositare un ubriaco ateo davanti all’altare, alla notte di sesso con la cicciona incontrata alla sagra del paese, al concerto rock alla base di Aviano per finire con Corona che taglia con la motosega la porta di casa perché la moglie non lo faceva rientrare ubriaco. Altre storie invece sono tragiche e raccontano di incidenti nei quali Corona ha sfiorato da vicino la morte più di una volta e ti viene da pensare che, se davvero esistono gli Angeli custodi, quello di Corona ha avuto il suo bel daffare…

Alla fine ti resta il dubbio se quello che hai letto è tutto vero o se c’è qualche forzatura nel racconto. Tutto sommato è un libro piacevole anche se, per i miei gusti, è un po’ troppo lungo e un po’ troppo alcolico… O forse sono io che, a parte qualche birrino, sono fondamentalmente astemio!

Altracitta.org: rinnovato il sito web del giornale della periferia.

Logo de l'Altracittà, giornale della periferia, tratto dal sito altracitta.org

Logo de l’Altracittà, giornale della periferia, tratto dal sito altracitta.org

Da una decina di giorni è stato completamente rinnovato il sito internet del giornale della periferia www.altracitta.org. Per chi non lo conoscesse, Altracittà è un giornale on line nato all’interno della Comunità di base di Don Alessandro Santoro nel quartiere fiorentino delle Piagge.

Se volete leggere di un’altra Firenze, lontana mille miglia dai lustrini del centro e dai selfie di Matteo Renzi, dateci un’occhiata. Scoprirete una città piena di problemi ma anche di movimenti e di persone che si indignano ma poi si impegnano insieme per risolverli in modo etico, solidale e possibilmente allegro.

E siccome il pianeta è pieno di periferie, www.altracitta.org parte dalle notizie su Firenze ma si occupa di tutto il mondo, raccontando di politica, economia, diritti e affari internazionali. I contenuti informativi sono sempre stati di estrema qualità  ma, da quando è stato rinnovato, il sito è diventato graficamente molto più chiaro e più leggibile. Complimenti!

#Anchioesclusodalcaliffato iniziativa del Movimento Shalom a favore dei cristiani in Iraq.

Logo iniziativa #anchioesclusodalcaliffato del Movimento Shalom

Logo iniziativa #anchioesclusodalcaliffato del Movimento Shalom

 Il Movimento Shalom lancia una campagna informativa e di solidarietà con i cristiani caldei perseguitati in Iraq dal titolo #anchioesclusodalcaliffato . Questa è la situazione in Iraq e queste sono le iniziative prese dal Movimento:

Il Movimento Shalom onlus come gesto di solidarietà con i cristiani perseguitati dell’Iraq e di molte altre parti del mondo promuove una campagna di sensibilizzazione per far conoscere questa persecuzione e cercare di fare tutte le pressioni diplomatiche necessarie affinchè ci possa essere libertà religiosa anche in medio oriente. “Anch’io escluso dal Califfato” sarà lo slogan che verrà stampato su una maglietta dove verrà riportato anche una ‘N’, lettera iniziale della parola araba Nazarat (cristiano), per indicare le case dei cristiani di Mosul. Quelle vuote sono tutte requisite. Per quelle ancora abitate, ai loro occupanti viene intimato di abbandonarle, oppure di diventare musulmani o di pagare la tassa di protezione, la jizia, prevista dal dhimma (patto di protezione). Anche il vescovado caldeo è stato occupato [...]. E’ quanto accade a Mosul e in alcune zone irachene controllate dai miliziani jihadisti, nell’area del neo costituito califfato islamico.
Un cerchio rosso con al centro una “nun”, ovvero la lettera “n” dell’alfabeto arabo. Gli uomini del Califfo hanno fatto il giro dei quartieri di Mosul chiedendo quali fossero le abitazioni dei cristiani, Una volta individuate, con una vernice spray hanno segnato le porte d’ingresso. Non solo, ma discriminazione nella discriminazione, a Mosul i miliziani sunniti starebbero anche vietando la distribuzione di razioni alimentari alla popolazione cristiana e sciita. [...] Raccogliamo l’appello del patriarcato caldeo di Bagdad, che ha chiesto un intervento internazionale poiché almeno in Iraq non erano mai successe cose simili e di queste dimensioni.[...]
“Abbiamo deciso di stampare su una maglietta – ha dichiarato don Andrea fondatore di Shalom- il simbolo con cui sono indicati i cristiani in Iraq e in solidarietà con loro abbiamo lanciato l’hashtag #anchioesclusodalcaliffato”. “Chiederemo a Matteo Renzi – prosegue don Andrea – di indossare la maglietta come segno di solidarietà con i nostri fratelli cristiani e per denunciare la tremenda persecuzione in atto”. “Invieremo  la maglietta anche a papa Francesco – ha aggiunto don Donato Agostinelli assistente generale Shalom – che ci ha insegnato a utilizzare il linguaggio dei segni … sono certo che se gli verrà consegnata nelle sue mani egli la indosserà molto volentieri”.[...]

Durante la serata del festival Francigena Melody Road che si è tenuta lo scorso 31 Luglio alle 21.30 in piazza Duomo a San Miniato (Pi) col soprano Maria Luigia Borsi è stata presentata dal Movimento Shalom la campagna #anchioesclusodalcaliffato e Padre N., sacerdote iracheno che ha chiesto di rimanere anonimo per ragioni di sicurezza ha dato una breve testimonianza della situazione.

tratto da vari comunicati stampa pubblicati sul sito del Movimento Shalom.