La invitiamo a rimanere in attesa per non perdere la priorità acquisita.

Come sapete di lavoro faccio l’informatico e ogni tanto mi capita di telefonare ai famigerati numeri verdi: software houses, fornitori di linee ADSL, centri assistenza per attrezzature in garanzia e così via… Alla risposta parte il solito disco e dopo aver spippolato sulla tastiera per selezionare i vari menù, arriva la fatidica frase: “La invitiamo a rimanere in attesa per non perdere la priorità acquisita.” E poi? Poi parte la musichetta…

Oltre alla noia mortale di dover aspettare un centralinista che l’80% delle volte non risolverà il tuo problema, perchè non capisce niente di informatica, c’è l’aggravante della musichetta che nella maggioranza dei casi fa venire il latte alle ginocchia, aumentando il tedio dell’impaziente interlocutore: “Le quattro stagioni” di Vivaldi, “Per Elisa” di Beethoven, qualche notturno di Chopin (per far addormentare definitivamente  il poveretto in linea) oppure Brahms o il “Danubio Blu” di Strauss.

Fino a stamattina, l’apice della modernità delle musichette nei dischi dei centralini, arrivava al massimo a George Gershwin e Frank Sinatra. Oggi ho dovuto chiamare l’Assistenza Corporate di Telecom Italia per due linee ADSL non funzionanti e con una piacevole sorpresa (visto che l’ho dovuta ascoltare per quasi 10 minuti) il centralino ha suonato “Grace Kelly” di Mika

Giuro che la volta che trovo un centralino che suona Lady Gaga oppure Elio e le Storie Tese vi richiamo anche se non devo chiedervi niente…

P.s. per le cosiddette aziende “serie”. Se proprio la musica pop/rock non dovesse essere in linea con l‘immagine del vostro Brand,  vi concedo al massimo Miles Davis, Charlie Parker e Dizzy Gillespie. Se poi volete insistere con la classica, proprio in via di favore, chiuderò un occhio (e un orecchio) solo su Mozart… ma “Le quatto Stagioni” PROPRIO NO…

Oggi, occhio al meteo!

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Foto “April rain” by laura.bell – flickr

Dalle mie parti c’è un proverbio che recita: “Se piove il tre Aprilante quaranta dì durante”. Quindi oggi, occhio al meteo! Avviso agli stonati come me: se non volete quaranta giorni di pioggia evitate di cantare nella giornata odierna! Grazie.

Masterchef, X Factor, The Voice… Maledetti Talent io vi odio!

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Foto “MasterChef_HotSteel_CMYK” by rtppt – flickr

In questi giorni di festa, caratterizzati da pioggia, tempo uggioso e altre amenità meteorologiche, a chi non è capitato, non potendo uscire di casa, di buttarsi sul divano e demandare al telecomando l’incombenza di far passare qualche ora di relax? Io l’ho fatto e mi sono imbattuto nelle repliche su “Cielo” della trasmissione  Masterchef. I talent non mi piacciono per niente ma sono rimasto alla visione per capire se l’imitazione di Crozza è esagerata o se davvero il trio Barbieri-Cracco-Bastianich è così crudele verso i concorrenti.

La mia impressione è stata devastante: secondo me non sono crudeli, sono peggio, sono degli aguzzini con nessun rispetto verso i concorrenti. Piatti e vassoi che volano, urla e offese alle persone che hanno davanti. Anzi più di offese: vere e proprie umiliazioni in diretta. E poi quei concorrenti: muti, col loro piattino in mano e con lo sguardo terrorizzato.  Sarà stata la settimana santa ma mi venivano in mente le Sacre Scritture:

Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. (Isaia 53,7)

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Foto “Giudizio Universale” by AleBonvini – flickr

La scena di questi poveretti in attesa di essere giudicati da questa specie di Trinità dei fornelli mi ricordava altre immagini della storia dell’arte: quelle delle anime in pena in attesa di essere giudicate in uno di quei tanti Giudizi Universali pieni di angeli e diavoli: da quello di Torcello, a quello di Giotto agli Scrovegni, a Michelangelo nella Sistina per fine col Vasari a  Firenze (nella foto) o Hieronymus Bosch. Insomma, il trio non ha nessuna pietà anche se in fondo si tratta soltanto di giudicare  una zuppa. Ok, la triade Barbieri-Cracco-Bastianich assomma su di sé un numero di stelle Michelin pari a metà del firmamento in cielo, ma questo non credo che li autorizzi a trattare il resto del genere umano come feccia se sbagliano a fare una zuppetta. In fondo anche le loro ricette pluristellate… dopo che hanno transitato nell’apparato digerente dei clienti dei loro ristoranti, finiscono nello stesso posto dove vanno le mie modeste ed insignificanti uova al tegamino!

Mi piacerebbe che quando Barbieri-Cracco-Bastianich hanno bisogno di qualche professionista (l’idraulico per un tubo rotto, un informatico per un pc pieno di virus o un medico per qualche disturbino) questi usasse i loro metodi e li trattasse a pesci in faccia scaraventando tutto a terra e umiliandoli ben bene a suon di “Muoro” e “Mapazzoni”!

Sinceramente non riesco a capire come il pubblico si diverta vedendo tanta ansia, agitazione e conseguenti umiliazioni. L’unica cosa che mi viene in mente è che se l’impero romano avesse avuto la televisione i cristiani non li avrebbero fatti mangiare dai leoni al Colosseo, ma nello studio di un talent show e il pubblico, invece di usare il pollice verso, avrebbe usato il televoto!

Allargando la visione a tutti i talent (compresi quelli musicali) mi viene da dire che si tratta di enormi  falsi perchè non è così che si crea la cucina e nemmeno la musica! Il talent col televoto è una sorta di Far West, di lotta di tutti contro tutti, al grido “E alla fine non ne rimase nessuno!”. Un delirio da neoliberismo televisivo dove si va avanti, di puntata in puntata, eliminando gli avversari uno ad uno, seguendo l’imperativo “Mors tua vita mea”. Immaginate se negli anni ’60 avessimo avuto X-Factor: non avremmo avuto i Beatles! George, Ringo, Paul e John si sarebbero eliminati a duello a vicenda e il televoto magari avrebbe decretato il vincitore fra Lennon e McCartney! Poi però non avremmo mai avuto quelle splendide canzoni firmate in coppia!

La falsità dei talent sta tutta nella negazione che le cose migliori, nella musica e credo anche nella cucina, nascano dall’incontro, dal confronto, dallo scambio delle idee e dal fare le cose insieme, cooperando. Non ho esperienze in cucina ma nella musica (ormai più di venti anni fa) sono stato un jazzista amatoriale di un buon livello  e all’epoca ho avuto l’occasione di suonare con alcuni mostri sacri come Stefano Bollani, Tony Levin (King Crimson), Claudio Baglioni, più altri bravissimi musicisti della scena jazz di Firenze. Puoi essere il più virtuoso strumentista del mondo ma quando inizi a fare “musica d’insieme” devi umilmente ricominciare tutto daccapo: studiare e imparare a suonare con gli altri ascoltandoli e interagendo con loro. All’inizio è difficilissimo ma poi si ricevono un sacco input, si imparano molte cose e si hanno molte più soddisfazioni in un pezzo suonato e vissuto insieme ad altri che suonandosi addosso da soli, ripiegati su se stessi.

…E anche in cucina credo che sia lo stesso o almeno così mi pare, vedendo mia madre e le sue amiche che si scambiano le ricette!

Buon Natale!

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Foto “New Born” by jester_edquilag – flickr

Cosa resta del presepe se, una alla volta, togliamo tutte le casette, le pecore, la cometa e le statuine? Rimane una capanna diroccata con dentro due genitori poverissimi e un bimbo appena nato: fragile e indifeso.

Un bimbo in una situazione precaria che nonostante tutto sorride ai suoi genitori e alle altre persone che si affacciano alla sua mangiatoia, siano esse dei poveri pastori o dei ricchi magi d’oriente.

Un neonato che sorride alla vita, in tutta la sua semplicità, rende ricchi di gioia anche i genitori più poveri!

Che questo Natale, una volta liberato da tutti i fronzoli consumistici e nonostante la crisi, sia  un segno di semplicità, gioia di vivere e di speranza per tutti noi!

Tanti Auguri a tutti!

 

Un cappuccino sottozero…

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Foto “Cappuccino” by Kevin H.- flickr

Stamani è il secondo giorno successivo che Firenze si risveglia con una bellissima giornata di cielo sereno ma con temperature abbondantemente sottozero. Il meteo dava la minima notturna a -5° e anche quando sono uscito da casa prima delle 8 le temperature erano ancora con segno negativo. Bastava osservare tutti gli automobilisti intenti a sghiacciare i vetri delle auto per capire che era davvero un freddo birbone.

Calcati bene guanti e cappello mi sono incamminato verso l’ufficio. Quando sono arrivato davanti al bar della Diana, sul marciapiede al freddo e al gelo, c’era una signora di una certa età che ha attirato la mia attenzione. Contemporaneamente batteva i piedi dal freddo mentre sorseggiava un cappuccino fumante che teneva nella mano destra. A parte l’abilità di battere ritmicamente i piedi senza versarsi addosso il cappuccino dalla tazza piena fino all’orlo, mi sono chiesto che gusto c’era a bere un cappuccino in piedi, fuori dal bar alle 7.50 di una mattina gelata. E’ bastato dare un’occhiata alla mano sinistra della signora per risolvere l’arcano mistero…

Brutta bestia la dipendenza da tabacco se una sigaretta, in una fredda giornata di dicembre, ti impedisce di gustare il cappuccino seduto al tavolino nel tepore del bar e con la compagnia della Diana…

Maledetto dente del giudizio!

Foto "Toothache" by Bosc d'Anjou - flickr

Foto “Toothache” by Bosc d’Anjou – flickr

Vi sarete chiesti come mai ho fatto un solo post in più di venti giorni… Semplicemente, alla fine di ottobre, mi sono tolto un dente del giudizio e soltanto adesso comincio ad essere un po’ in pace col mondo. L’operazione, lunga e difficile (il dente era particolarmente storto e una parte appoggiava direttamente sul nervo mandibolare) è andata alla perfezione mentre il decorso post estrazione è stato molto peggio del previsto… Non ve la faccio lunga: secondo quando prospettato dal dentista (e confermato dai soliti amici che c’erano già passati) mi aspettavo di rimettermi in una settimana e invece le cose sono andate diversamente, tanto che non potendo allenarmi mi è saltata perfino la Maratona di Firenze alla quale mi preparavo da Settembre.

Come potete immaginare da soli, nelle settimane scorse, quando tornavo a casa dal lavoro, tra un doloretto e l’altro la voglia di dedicarmi al blog era pari a zero. Quindi mi scuso con i miei lettori per tutti i post che avrei voluto scrivere e che sono rimasti delle bozze informi qui nella mia bacheca di WordPress…  Ecco quello che vi dovevo, che non avete letto e che forse non leggerete mai…

- Le altre tre o quattro puntate che avevo previsto per il “Corso di Renzitudine per non fiorentini”. Magari ve le scriverò se i’ Renzi dovesse malauguratamente vincere le primarie… Voi nel frattempo date retta ad un “bischero di fiorentino…” non fatelo vincere o ve ne pentirete amaramente, come se ne sono pentiti tanti miei concittadini che l’hanno eletto sindaco…

- Un po’ di cronache di podismo… ora che a causa del dentone la mia Maratona di Firenze è saltata ho ripreso le consuete garette invernali. Il potenziamento e la preparazione fatti per la Maratona non si buttano via… vorrà dire che li sfrutterò per queste gare più corte…

- Le ultime notizie dal mondo di Shalom, perchè nelle settimane appena passate è successo un sacco di cose: un sito web nuovo, una nuova trasmissione tv, il nuovo numero del giornalino che potete già scaricare qui a lato, ma che non vi ho ancora presentato. E poi le mele della Pace e tante altre iniziative… e non solo di Shalom ma anche di Emergency Firenze e di altre associazioni…

- Qualche recensione di libri, film, qualche ricetta o qualche articolo che mi ha colpito dal mondo del consumo critico…

- Il resoconto di questi odiosi annunci pubblicitari che WordPress mette su questo blog…

Ora che sto bene sono pronto a ripartire… ai prossimi post!

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Ve lo dobbiamo gridare?

Foto "Crying Out" by Johnny Grim - flickr

Foto "Crying Out" by Johnny Grim - flick

Lady X, dell’ufficio Y, va in pensione e le sue colleghe di stanza hanno mandato a tutti la consueta e-mail  in cui dicono che raccolgono i soldi per il regalo di pensionamento… Dopo una settimana è arrivata una mail di sollecito e dopo un’altra settimana è arrivata una terza e-mail con una sorta di ultimatum che scade oggi 24 Aprile, rivolto a tutti coloro che… per “mera dimenticanza” non hanno ancora versato l’obolo.

Ma ve lo dobbiamo gridare a voce alta o forse lo intuite anche da sole che l’indice di gradimento di Lady X e del suo caratterino rasenta quasi lo zero? Forse Lady X,  oggi che va in pensione, raccoglie il frutto di quanto ha seminato negli anni passati… O forse è semplicemente la crisi che ha sigillato i borsellini…

La riunione per il viaggio studio…

Foto "Dublin Castle - Exterior" by faraz_memon - flickr

Foto "Dublin Castle - Exterior" by faraz_memon - flickr

Mia figlia fa l’istituto tecnico per il turismo e come  da POF della scuola, in quarta è previsto il viaggio-studio di due settimane in una località a scelta, dove si parla una delle lingue che i ragazzi studiano a scuola (quest’anno Dublino, Monaco di Baviera, Parigi oppure Granada). Chi non vuole/può partecipare al viaggio studio deve, obbligatoriamente, fare un corso intensivo di due settimane di una lingua a scelta c/o il British Institute, l’Instituto Cervantes, il Goethe-Institut o l’Institut Français (tanto a Firenze ci sono tutti e quattro…). Insomma, queste attività, benché economicamente a carico delle famiglie, fanno parte integrante  del POF e i genitori lo sanno già dal momento dell’iscrizione alla prima classe: anzi gli viene detto addirittura all’Open day in terza media.

L’altro giorno c’è stata la riunione con i genitori per presentare il viaggio studio dei nostri pargoli e ho avuto la sfortuna di parteciparvi…  Non ho molta esperienza in materia ma credo che si avvicinasse molto ad una riunione di condominio.  La platea era divisa in due partiti urlanti:

- I babbi erano il partito dei soldi, per la serie, meno si spende meglio è. Perchè due settimane? Non ne bastava una? (e io aggiungo, perchè non un fine settimana o solo un paio d’ore? Giusto il tempo di un birrozzo a Dublino?) E perchè l’aereo? E perchè prenotare con largo anticipo? E perché quella compagnia aerea? (…e perchè non affittare una catapulta o una megafionda per “sparare” i figli in direzione Granada?) E perchè l’alloggio nelle famiglie? Ma non ci sarebbe un posto più economico? (… ma sotto ai Ponti lungo la Senna ci avete pensato? Fa così bohemienne e si spende poco!)

- Le mamme invece erano il partito dell’amore… Ma il mio bambino come farà da solo in una famiglia straniera? (insomma signora, è in una casa di una famiglia europea, non è in una capanna dei tagliatori di teste del Borneo) E se gli danno il rognone a colazione, e gli spaghetti sconditi per contorno? (stia tranquilla che suo figlio,  gira che ti rigira, un McDonalds per mangiare le solite schifezze che mangia a Firenze lo trova ovunque) Ma quanti calzini deve portare e quanti maglioni? Ma non dovranno mica rifarsi il letto e magari provare anche a fare una lavatrice?  Ma il mio bambino come farà se dovrà  prendere da solo l’autobus o la metro per andare dalla casa della famiglia che lo ospita alla  scuola? (non vi preoccupate care mamme, la scuola doterà tutti i pargoli di sherpa tibetani, autisti, maggiordomi, tate, colf e bodyguard per garantire agli infanti diciottenni il soggiorno più sicuro e tranquillo, logicamente tutto al minor costo possibile)

Dopo un’ora e un quarto di queste storie ho alzato la mia manina ed ho chiesto: “Scusate ma ci spiegate come funziona il corso di lingue? Quanto studieranno i ragazzi? Come sono composte le classi e cosa impareranno? Dovranno fare un esamino? Avranno un attestato?” Attimo di smarrimento: improvvisamente la platea si è accorta che i pargoli andranno all’estero a studiare e che il viaggio studio è un investimento sulla cultura e l’autonomia dei propri figli… Non vi preoccupate: è stato solo un momentino… qualche fugace spiegazione da parte dei prof e subito dopo è ricominciata la caciara sui prezzi…

In compenso alla fine della riunione i babbi che non volevano spendere nulla si sono rimessi i loro Woolrich da centinaia di  euro e sono saliti sui Megasuv, mentre le mamme iperprotettive si sono dimenticate di allacciare le cinture di sicurezza (giusto per non sgualcire gli abiti firmati) e tutti insieme si sono diretti alla prima rosticceria, per portare a casa un pasto sano per i pargoli!

Venti anni di Berlusconi  forse vogliono dire anche questo… che per molti genitori i soldi per l’istruzione e la cultura sono spesi male, mentre quelli per “apparire” sono spesi benissimo!

Fantocci… ci riscrivi…

Ho scritto una mail al servizio abbonamenti di una rivista per sapere se un mio abbonamento è stato attivato oppure no… Leggete la risposta.

Gentilissimo,
il suo abbonamento è attivo e decorre dal numero di Ottobre.
La copia le dovrebbe arrivare a breve perché è in spedizione in questi giorni. Se non le dovesse arrivare niente, ci riscrivi che provvederemo a rimandare la sua copia.

Cordiali saluti

M.

Si avete letto bene, come in un notissimo film… ” Se non le dovesse arrivare niente, ci riscrivi… Mi scusi M. ma chi sono io per lei, Fantozzi? E lei per caso di cognome fa … signorina Silvani? O forse… contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare?

E meno male che sono il servizio abbonamenti di un noto mensile culturale… Evviva la grammatica!

Fotogramma dal film "Fantozzi" tratto da Wikipedia

Fotogramma dal film "Fantozzi" tratto da Wikipedia

Spacciatori?!

foto "Edicola" by Tom Lee KelSo  - flickr

foto "Edicola" by Tom Lee KelSo - flickr

Una decina di giorni fa, mentre torno a casa dal lavoro, noto che da tutte le buche delle lettere della mia strada sbuca lo stesso giornale. Arrivo a casa, apro la mia cassetta e ci trovo una copia gratuita di “Sorrisi e canzoni tv”. Saranno 30 anni che non leggo “Sorrisi e canzoni” per cui, incuriosito, sfoglio questa copia che il “Povero Silvio” ha fatto recapitare al mio indirizzo… Trovo che sia semplicemente la sagra della pubblicità…. una rivista di sole pubblicità, diretta da Alfonso Signorini e venduta in edicola abbinata ad una miriade di oggetti, alcuni dei quali di dubbio gusto (cd, dvd, corone del rosario, piatti, libri, trucchi etc…). Giuro che, a parità di pubblicità, ho trovato più interessante il catalogo dell’Ikea… ed è tutto dire!

Due giorni fa stessa musica: torno a casa e da tutte le buche delle lettere sbuca un quotidiano. E’ una copia del Corriere, quello che Travaglio chiama il “Pompiere della Sera”, e sulla prima pagina ha stampato una bella scritta azzurra “INVITO ALLA LETTURA – COPIA OMAGGIO”.  Questa copia fa il paio con tutte quelle pile di giornali che vengono lasciate gratuitamente in tutte le scuole e che mia figlia ha portato a casa per tutto lo scorso anno scolastico. Ho visto con i miei occhi che nell’atrio dell’istituto scolastico di mia figlia tutti i giorni c’erano tre pile di giornali (“La Nazione”, “Il Corriere della Sera” e “Il sole 24 ore”) offerti gratuitamente, con la sovrastampa “COPIA PER LE SCUOLE”.

Inutile dire l’appeal che questi giornali hanno sugli adolescenti italiani: mia figlia e le sue compagne di scuola prendevano “La Nazione”, ritagliavano il sudoku e il cruciverba da fare durante la ricreazione, passavano il resto del giornale ai maschi che prelevavano la pagina del calcio e gettavano via tutto il resto… (infatti a casa arrivava un giornale mezzo tagliuzzato)

Ora, tutta questa gente che tiene così tanto alla mia cultura e alla mia informazione da offrirmi gratuitamente i loro giornali, mi insospettisce e mi ricorda quegli spacciatori che stanno davanti alla scuole e che offrono gratuitamente i loro prodotti per farteli provare e farti diventare un consumatore abituale… Ai miei tempi si cominciava regalando album e pacchetti di figurine davanti alle elementari e si continuava alle medie e alle superiori con sostanze un po’ meno legali…

Ora, se i giornali sono messi così male da regalare le proprie copie, mi vengono un paio di dubbi…

  • Se non riuscite a vendere i giornali in edicola non è che forse, per caso avete perso un po’ di credibilità? Magari  i lettori si sono fatti furbi ed hanno smesso di credere alle balle che riempiono molti articoli  e che nascondono gli interessi dei gruppi economici e di potere che stanno dietro agli editori? Ho l’impressione che basti leggere certi editoriali sulla crisi e sui necessari  tagli delle pensioni per farsi venire più di un  sospetto…
  • E poi chi paga tutte queste copie gratuite? Semplice: i contributi all’editoria che, prelevati dalle nostre tasse, finiscono direttamente o per vie traverse nelle tasche degli editori. Leggete questo articolo di Beppe Grillo e scandalizzatevi un pochino, oppure leggete qui l’elenco di chi riceve i contributi statali.

Visto che il governo sta tagliando su sanità, scuola, trasporti, pensioni sarebbe giusto che desse una bella sforbiciata anche ai contributi per l’editoria. Se Il Fatto Quotidiano ha rinunciato ad ogni contributo statale, credo che con un po’ di coraggio possano farlo anche gli altri…

Da parte mia, io rinuncio alle vostre copie gratis, mi informo in rete e compro in edicola solo le riviste e i quotidiani i cui contenuti reputo veramente interessanti e per i quali spenderei anche qualche euro in più, se rinunciassero totalmente ai contributi all’editoria.

La fuffa invece non mi interessa, nemmeno se è gratis e messa nella buca delle lettere.