
foto "Edicola" by Tom Lee KelSo - flickr
Una decina di giorni fa, mentre torno a casa dal lavoro, noto che da tutte le buche delle lettere della mia strada sbuca lo stesso giornale. Arrivo a casa, apro la mia cassetta e ci trovo una copia gratuita di “Sorrisi e canzoni tv”. Saranno 30 anni che non leggo “Sorrisi e canzoni” per cui, incuriosito, sfoglio questa copia che il “Povero Silvio” ha fatto recapitare al mio indirizzo… Trovo che sia semplicemente la sagra della pubblicità…. una rivista di sole pubblicità, diretta da Alfonso Signorini e venduta in edicola abbinata ad una miriade di oggetti, alcuni dei quali di dubbio gusto (cd, dvd, corone del rosario, piatti, libri, trucchi etc…). Giuro che, a parità di pubblicità, ho trovato più interessante il catalogo dell’Ikea… ed è tutto dire!
Due giorni fa stessa musica: torno a casa e da tutte le buche delle lettere sbuca un quotidiano. E’ una copia del Corriere, quello che Travaglio chiama il “Pompiere della Sera”, e sulla prima pagina ha stampato una bella scritta azzurra “INVITO ALLA LETTURA – COPIA OMAGGIO”. Questa copia fa il paio con tutte quelle pile di giornali che vengono lasciate gratuitamente in tutte le scuole e che mia figlia ha portato a casa per tutto lo scorso anno scolastico. Ho visto con i miei occhi che nell’atrio dell’istituto scolastico di mia figlia tutti i giorni c’erano tre pile di giornali (“La Nazione”, “Il Corriere della Sera” e “Il sole 24 ore”) offerti gratuitamente, con la sovrastampa “COPIA PER LE SCUOLE”.
Inutile dire l’appeal che questi giornali hanno sugli adolescenti italiani: mia figlia e le sue compagne di scuola prendevano “La Nazione”, ritagliavano il sudoku e il cruciverba da fare durante la ricreazione, passavano il resto del giornale ai maschi che prelevavano la pagina del calcio e gettavano via tutto il resto… (infatti a casa arrivava un giornale mezzo tagliuzzato)
Ora, tutta questa gente che tiene così tanto alla mia cultura e alla mia informazione da offrirmi gratuitamente i loro giornali, mi insospettisce e mi ricorda quegli spacciatori che stanno davanti alla scuole e che offrono gratuitamente i loro prodotti per farteli provare e farti diventare un consumatore abituale… Ai miei tempi si cominciava regalando album e pacchetti di figurine davanti alle elementari e si continuava alle medie e alle superiori con sostanze un po’ meno legali…
Ora, se i giornali sono messi così male da regalare le proprie copie, mi vengono un paio di dubbi…
- Se non riuscite a vendere i giornali in edicola non è che forse, per caso avete perso un po’ di credibilità? Magari i lettori si sono fatti furbi ed hanno smesso di credere alle balle che riempiono molti articoli e che nascondono gli interessi dei gruppi economici e di potere che stanno dietro agli editori? Ho l’impressione che basti leggere certi editoriali sulla crisi e sui necessari tagli delle pensioni per farsi venire più di un sospetto…
- E poi chi paga tutte queste copie gratuite? Semplice: i contributi all’editoria che, prelevati dalle nostre tasse, finiscono direttamente o per vie traverse nelle tasche degli editori. Leggete questo articolo di Beppe Grillo e scandalizzatevi un pochino, oppure leggete qui l’elenco di chi riceve i contributi statali.
Visto che il governo sta tagliando su sanità, scuola, trasporti, pensioni sarebbe giusto che desse una bella sforbiciata anche ai contributi per l’editoria. Se Il Fatto Quotidiano ha rinunciato ad ogni contributo statale, credo che con un po’ di coraggio possano farlo anche gli altri…
Da parte mia, io rinuncio alle vostre copie gratis, mi informo in rete e compro in edicola solo le riviste e i quotidiani i cui contenuti reputo veramente interessanti e per i quali spenderei anche qualche euro in più, se rinunciassero totalmente ai contributi all’editoria.
La fuffa invece non mi interessa, nemmeno se è gratis e messa nella buca delle lettere.